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Linea di confine

C’era una volta un re.

E in effetti sì, c’era un re nell’a.d. 1931, anche se la scena era dominata dal suo Primo Ministro, quando fu creata la linea tramviaria Esterna Sinistra, che per quasi cinquant’anni fu per i romani la familiare Circolare Rossa: una linea che percorreva un lungo tracciato anulare intorno al centro storico della città, con la funzione di raccordo tra linee e direzioni che dal centro stesso si irradiavano verso le sparse periferie.

La logica funzionale che aveva suggerito quell’itinerario corrispose anche a un confine tra dimensioni urbane, storie e stati d’animo diversi: chiaramente visibile allora e fino agli anni sessanta, ma ancora oggi non totalmente cancellato.

Sedersi a destra o a sinistra non era indifferente, se l’attenzione del viaggiatore prevaleva sulla distratta abitudine del pendolare: il lato interno del percorso affacciava sulla città storica, sui grandi monumenti della Roma antica o barocca, che spesso la Circolare sfiorava, offrendone una vista ravvicinata e grandangolare: il tratto più spettacolare, in questo senso, era quello tra il Circo Massimo e il Colosseo.

Proprio in questo stesso tratto, però, guardando a destra, la visione monumentale lasciava il campo al verde intenso dei giardini del Celio, che sembravano, e ancora oggi sembrano, essere popolati da mille di quelle siepi al di là delle quali interminati spazi e sovrumani silenzi.

Più avanti il percorso offriva antitesi d’altro genere, come a Porta Maggiore, dove il lato interno era una triste propaggine funzionale del centro storico, mentre a destra si apriva il ventaglio di strade destinate a perdersi in periferie remote, la cui esistenza era preannunciata già allora da palazzine nate vecchie, borgate e capannoni proto industriali.

La Circolare è insomma un omaggio a Roma e alla sua storia (soprattutto recente, ma non solo), che, come lo spirito stesso dell'Italia costituzionale, è una linea di confine e una mescolanza tra epoche diverse, divise dalla guerra.

Se qualcuno immagina che l’acronimo ES voglia anche alludere alla sinistra politica, ha ragione: ES, E come "estrema", ma anche come "eterna" o come "estinta" o "evanescente": parliamone.

Due parole, infine, per spiegare la scelta delle tre fermate della Circolare, che abbiamo scelto come articolazione del forum.

PonteMatteotti, in relazione alla politica, non ha bisogno di speciali spiegazioni.

Via Induno, dove c'era un piccolo cinema che dalla strada prendeva il nome, dotato di un ingresso eroico in stile littorio, che però non ebbe il potere di cambiare il suo destino di modesta sala di quartiere.

Valle Giulia, come epitome di un’epoca e di sentimenti legati al tempo e allo spazio al di là, isole inesistenti e tutto quello che diventa immaginazione, illusione e memoria.

EStaff


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