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 Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei

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MessaggioOggetto: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Ven 8 Gen - 11:18

Mesi fa, in una trasmissione radiofonica in cui si discuteva di monoteismo e politeismo, qualcuno sosteneva che il politeismo era più aperto, in un certo qual senso più "democratico" e più "pacifico" del monoteismo. Ho dimenticato il personaggio e molte delle argomentazioni addotte nella discussione.
L'articolo seguente di Marcello Barison (pubblicato dul FQ del 6.1.2016) riprende l’argomento ed invita a guardare con occhio critico le motivazioni di fondo che hanno portato i popoli a darsi una religione (un dio) per una certa organizzazione sociale. 
.  .  .  .  .  .  .  .   
 
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/06/charlie-hebdo-contro-il-monoteismo/2351500/
Charlie Hebdo contro il monoteismo di Marcello Barison  
 
Fa già discutere la prossima copertina di Charlie Hebdo, in imminente uscita, che mostra un dio barbuto, col kalashnikov a tracolla, che, lo sguardo goffamente truculento, se la dà letteralmente a gambe inseguito, s’immagina, dalle polizie di mezzo mondo per via dei suoi crimini. In vece dell’aureola, l’incorona l’occhio della provvidenza a rappresentare, nell’intenzione del vignettista, che si tratta del dio unico condiviso dai tre (supposti) monoteismi, che poi a ben guardare troppo monoteistici non sono, ma non è il caso, qui, d’approfondire.
Insorgono, ovviamente, vescovi e imam (tacciono i rabbini, ma forse solo per disdegno). Eppure stavolta la prima pagina di Charlie è – certo soltanto a livello d’intuizione – un implicito trattato di storia delle religioni. Se infatti, cosa che sarebbe quanto mai opportuno fare, s’abbandona quell’eccessiva lente d’ingrandimento sul presente che trasforma ogni riflessione storica in pollaio giornalistico, alla radice dell’odierna situazione s’intravvedono fenomeni che provengono da molto lontano e coinvolgono lo statuto teologico-politico della nostra società non meno che quello dei paesi islamici del Medio-Oriente e dell’Africa musulmana (discorso a parte, invece, andrebbe fatto per il caso indonesiano).
Alla domanda che bisogna porsi, se esista, cioè, un legame indissolubile tra monoteismo e violenza, è infatti necessario rispondere affermativamente. Ce lo spiega la struttura sociale che sta alla base del modello indoeuropeo. Ribattere che tanto l’islamismo che l’ebraismo – dunque anche il cristianesimo, almeno in origine – sono fenomeni di provenienza semitica, è obiezione pertinente solo fino a un certo punto, poiché se vale per il contesto arcaico, per la precisione almeno pre-paolino (cioè precedente financo alla nascita della religione islamica), smette di far presa non appena si consideri che lo scenario attuale è il prodotto di un’indoeuropeizzazione universale del politico – consolidatasi appunto con la teologia paolina e resasi definitiva con la globalizzazione – rispetto alla quale non v’è modello economicamente non isolato che possa oggi rivendicare estraneità. Detta in breve: tra il “cristianesimo culturale” che domina l’Europa, il militarismo israeliano, gli startup tecnologici della Silicon Valley, il programma nucleare iraniano e il capitalismo di stato cinese, nessuna rilevante distinzione metafisica è ancora possibile.
Ma che cosa, allora, caratterizzerebbe il suddetto paradigma indoeuropeo? Mi richiamerò, in breve – cioè in modo necessariamente approssimativo – agli studi di Georges Dumézil e Marija Gimbutas, che in molti punti concordano:
1. Secondo l’ideologia trifunzionale (che ritroviamo ovunque, dal mondo vedico alla Politeia platonica, fino all’esempio ‘feudale’ analizzato da Duby) le società indoeuropee – il cui modello si è imposto nell’Europa continentale tra il 4300 e il 2800 a.C. tramite una serie di violente invasioni – sono caratterizzate da una forte impostazione gerarchica che prevede la distinzione in tre caste fondamentali: quelle dei guerrieri e dei sacerdoti e, sul gradino più basso, un ceto di mercanti e lavoratori (agricoltori, artigiani e quant’altro).
2. Nella società indoeuropea il potere politico ha carattere eminentemente teologico (è esercitato dalla casta sacerdotale) ed è immediatamente connesso all’apparato militare dell’ordine guerriero. Niente di diverso, quindi, da quanto avviene nel Califfato di al-Baghdādī o nell’Iran degli āyatollāh. Il fatto che l’Europa non sia più ostaggio del potere temporale del papato, indica soltanto che il Vecchio Continente si trova ad uno stadio successivo dello sviluppo storico in cui, anziché l’autorità religiosa, è il politico ad aver assunto il ruolo di sacerdote moderno nel contesto di una società secolarizzata.
3. Altro carattere del paradigma indoeuropeo è la sua struttura eminentemente patriarcale, in cui il patto militare tra guerrieri e sacerdoti ha permesso venisse sconfitto e bellicosamente soppiantato l’ordinamento equisessuale e egualitario dei villaggi neolitici, segnando, in Europa, il passaggio all’età del bronzo e determinando la fine cruenta delle civiltà della Valle dell’Indo di origine dravidica (basti pensare agli esempi di Harappa o di Mohenjo-Daro).
4. Nel modello patriarcale indoeuropeo, come ha ampiamente mostrato entre autres  Mircea Eliade, prevalgono divinità celesti fecondatrici, cioè appunto maschili – basti pensare al ruolo di Urano nel Mito olimpico della creazione, o di An – suo equivalente mesopotamico – “l’alto Cielo” che “consumò il matrimonio con la vasta Terra” e “depositò nel suo grembo il seme degli eroi”.
5. Ecco allora che la figura paterna del dio monoteista non è che l’ultima e più estrema forma in cui il modello indoeuropeo – patriarcale e militare – ha riformulato il proprio ordine teologico e gerarchico.
Da quanto (pur per sommi capi) argomentato emerge in tutta chiarezza l’istanza violenta, cioè essenzialmente militare, legata al monoteismo in quanto momento apicale del modello guerriero indoeuropeo fondato sull’obbedienza a divinità maschili celesti e sull’amministrazione teologica del potere da parte dell’autorità politica, sia essa immediatamente religiosa o secolarizzata, cioè anche presidenziale o parlamentare. Ha visto bene, il vignettista di Charlie Hebdo: alla radice dell’epocale catastrofe che stiamo attraversando c’è il nesso teologico tra politica e violenza che caratterizza il modello indoeuropeo su cui la nostra stessa società si fonda e di cui la follia monoteista – cristiana, ebraica o islamica che sia – non è che un’espressione culminante metafisicamente coerente con la volontà di potenza che presiede al dispiegarsi globale della tecnica – militare, multimediale, finanziaria – contemporanea. Anziché abbandonarsi ai soliti proclami buonisti su una possibile convivenza pacifica tra le tre religioni del libro, è ora d’incominciare a dire che ogni monoteismo è come tale il primo degli ostacoli contro la pace tra uomini e tra dei.
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Ven 8 Gen - 12:23

Il modello maschilista prevede che fecondando la donna (o la terra) il maschio se ne appropri, così come della prole (dei frutti). E' quindi alla base del concetto di proprietà capitalistico e gerarchico.

Ciò però non deve farci pensare che le società politeistiche fossero meno violente o prevaricatrici. Il mondo greco-romano considerava normale la schiavitù e si registravano impunemente abusi sessuali rivolti agli schiavi anche in tenera età (come fossero, appunto, oggetti di proprietà); la democrazia ateniese era appannaggio di una minoranza della popolazione ed escludeva le donne e gli stessi schiavi. 

Il cristianesimo delle origini condannava la schiavitù e gli abusi sugli schiavi, tanto che da lì nacque l'equivoco sulla condanna cristiana dell'omosessualità. In realtà si deprecava la "pederastia" intesa come rapporto prevaricante e non consenziente tra padrone e schiavo, dove quest'ultimo non necessariamente aveva raggiunto l'età adulta. Poi certo le posizioni sessuofobiche e ginofobiche di Paolo di Tarso portarono, in epoche successive, a discriminazioni gravi e reiterate.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Ven 8 Gen - 13:13

Anche io, nel mio piccolo e senza rifarmi a nessuno, credo che non sia la religione ad essere causa della violenza, ma piuttosto che nella religione l'uomo, suo creatore, ha immesso quel tanto di violenza di cui è portatore non sano. E lo era anche prima che inventasse i suoi credo, dovunque e in qualunque forma, sulla Terra. Violento sia come singolo individuo che come branco o come in gran parte di un intero popolo.

Vedo più nelle ideologie la sede della violenza. E la religione assume caratteri di violenza quando viene ideologizzata.

Io spero di essere solo agnostico e non ateo; e forse me la cavo. Poveri gli atei in Arabia Saudita, dove l'ateismo è condannato con la pena di morte.
Ma non me la sento di sostenere che tutti gli agnostici e atei, non avendo una religione codificata, sono esenti dalla violenza.

In quanto a Charlie Hebdo, non vorrei che qualche fanatico cristiano integralista andasse a fare danni, come nella clinica di Colorado Spings specializzata in aborti.

E' solo l'istinto primario di conservazione che spinge a confinare la violenza entro i limiti imposti, anche dalle leggi, al comportamento sia individuale che collettivo.

cardif
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Ven 8 Gen - 14:41

r


Ultima modifica di tessa il Lun 11 Gen - 20:26, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Ven 8 Gen - 15:30

C'è da ringraziare Marcello Barison che lo ha menzionato nel suo articolo. Penso, però, che le divinità conosciute siano soprattutto quelle dei popoli vincenti (per un certo periodo) e delle quali ne siamo venuti a conoscenza.
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Afam




MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Ven 8 Gen - 15:42

"Monoteismo"! Usiamo sempre la nostra mente in funzione corporale. Usiamo la parola "Dio" come se fosse una  "persona". In realtà siamo una piccolissima goccia nell'Universo a noi completamente sconosciuto. allegro
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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Ven 8 Gen - 16:00

Afam ha scritto:
"Monoteismo"! Usiamo sempre la nostra mente in funzione corporale. Usiamo la parola "Dio" come se fosse una  "persona". In realtà siamo una piccolissima goccia nell'Universo a noi completamente sconosciuto. allegro

Concordo, Afam.

Poco fa, ho ricevuto "Il gioco della verità e dell’errore. Rigenerare la parola politica" di Edgar Morin, 2009 Edizioni Erickson.
Su wikipedia l'Autore viene presentato con questo pensiero: 
« La planetizzazione significa ormai comunità di destino per tutta l'umanità. Le nazioni consolidavano la coscienza delle loro comunità di destino con la minaccia incessante del nemico esterno. Ora, il nemico dell'umanità non è esterno. È nascosto in essa. La coscienza della comunità di destino ha bisogno non solo di pericoli comuni, ma anche di un'identità comune che non può essere la sola identità umana astratta, già riconosciuta da tutti, poco efficace a unirci; è l'identità che viene da un'entità paterna e materna, concretizzata dal termine patria, e che porta alla fraternità milioni di cittadini che non sono affatto consanguinei. Ecco che cosa manca, in qualche modo, perché si compia una comunità umana: la coscienza che siamo figli e cittadini della Terra-Patria. Non riusciamo ancora a riconoscerla come casa comune dell'umanità. »
Mi sembra che sia attinente all’articolo di Marcello Barison.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Ven 8 Gen - 16:31

tessa ha scritto:
non c'è nessun equivoco sulla "condanna cristiana sull'omosessualità".
Essa è già condannata nell'Antico Testamento, vedi:
Genesi 19,1-29
Levitico 18,22
"        "   20,13.
 
Già altre volte ho proposto una rilettura dell'AT come parte impropria del Cristianesimo, il quale - inteso come messaggio di Cristo - è una negazione rivoluzionaria di tutta l'etica veterotestamentaria.
La condanna dell'omossualità è patentemente estranea al senso complessivo delle predicazione evangelica, così come è estranea alla discriminazione sociale delle donne, e ad altri fattori dottrinali che sono stati introdotti capziosamente da una Chiesa paolina, sessuofobica o comunque più interessata a diventare instrumentum regni che promotrice di carità e di tolleranza.

Se il Cristianesimo fosse stato - fosse rimasto - quello evangelico, non sarebbe stato ricompreso nel novero nefasto dei tre monoteismi intolleranti e repressivi, fautori di persecuzioni e in contrapposizione reciproca alla ricerca di una supremazia.
Se si vuole invece ad ogni costo considerare l'AT come antefatto e fondamento del Cristianesimo - o più semplicemente guardare alle sue Chiese - è perfettamnte giustificato il giudizio contenuto in quell'articolo citato all'inizio del 3D.

Poi, possiamo discutere sul se e sul come il monoteismo, in quanto tale, abbia in sé ilgermi dell'intolleranza e del fanatismo.
A me sembra evidente che non sia il "mono" la vexata quaestio: l'unicità di un dio, di per sé, non sarebbe niente di più che una tesi del tutto accettabile e priva di qualunque conseguenza persecutoria.
Dio è uno, e la pace sia con noi.
Il problema nasce da una diversa interpretazione del concetto di unicità: il "mio Dio è l'unico", questo il senso del monoteismo abramitico, ossia ol mio Dio è l'unico che è giusto e lecito adorare. Da qui nascono i dolori, e i paradossi.
Il paradosso, per esempio, che questo Dio Unico riesce a dare leggi ed etiche diverse a popoli che sono, per di più, anche contigui e perfino mescolati tra loro, sembrando più che altro un dio schizofrenico e dissociato.
Per spiegare questa dissociazione, i teologi storicizzano la dottrina, e ciò equivale a negare qualunque ipotesi di trascendentalità a quel Dio, e lo svela per quello che in realtà è: il prodotto di una cultura e di un tempo, al servizio di un ordine sociale.

Il politeismo.
Sbagliato ricercare nel politeismo una maggiore "democraticità", intesa secondo i parametri del politicamnte corretto moderno - che per altro hanno già il loro gran da fare per realizzarsi decentemente nella pratica politica ed esistenziale, nella quale diciamo pure che sono più un obiettivo da perseguire che un dato di fatto prevalente.
Il politeismo come concezione è positivo, se lo consideriamo contrapposto alla unicità del "mio Dio" monoteistico.
Vale a dire che il politeismo funziona in quanto ammette che ciascun popolo abbia Dei suoi che convivono con gli Dei degli altri, ognuno affezionato ai propri: quello che contava nel vecchio politeismo "pagano" era la pietas, cioè la religiosità, che in parte era rispetto per le tradizioni del proprio popolo e sottommissione a un'idea superiore di moralità, e in parte sensibilità che derivava dalla coscienza di una condizione umana.
Si tratta quindi di un'idea a maglie molto larghe di "democrazia", nella quale è inutile andare a cercare il pacifismo politico o una casistica di mitezza sociale, che appartengono a una scala assai diversa di cultura e di processo storico.

Potremmo, semmai, riflettere sul fatto che la moderna democrazia ha il proprio antefatto recente nel Rinascimento, ossia in un'epoca nella quale l'occidente ha recuperato molta parte della cultura classica (politeista e pagana, per quanto riguarda la religione), e da questo momento in poi è divampato un conflitto con la dottrina e il potere della Chiesa del Dio Unico: il pensiero scientifico e i pesanti riflessi neo-classici, e umanistici, hanno trasformato la Chiesa, assai di più di quanto la Chiesa avesse saputo trasformare e redimere - da sola - la nequizia del mondo.
Per stare in sintonia con la storia, e la democrazia, la Chiesa ha dovuto tornare - anche se solo in parte, e con fatica - alle proprie origini evangeliche.
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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Ven 8 Gen - 17:03

tessa ha scritto:
Caro Iafran, ma i Sumeri furono un popolo importantissimo, che dominarono la Mesopotamia per circa 3000 anni,poi scomparvero improvvisamente. Il nostro alfabeto deriva dal loro e anche le divinità olimpiche greche derivano dalle loro.Tutto il nostro mondo deriva dal loro mondo. Il discorso è lungo. Però penso che non dobbiamo sempre discutere per link, per articoli altrui, usiamo la nostra testa e diciamo ciò che pensiamo, no? dice bene Cardif.
Chi è questo autore che dice che la popolazione mondiale non ha vincoli di sangue? ma che dice? e tu sei d'accordo?
 
Io ho presentato il pensiero di un filosofo (M. Barison) al quale posso solo rapportarmi, non posso andare tanto lontano con le mie solo conoscenze.   ninzo

Mi sembra che Edgar Morin (https://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_Morin ) disapprovi che si attribuisca la "fraternità" alle persone della Nazione-Patria (con tutto quel che ne segue verso le persone delle Nazioni nemiche) e ci si dimentica (per convenienza) che l'intera umanità abbia lo stesso patrimonio genetico (si mostra favorevole, infatti,  a considerare, l’intera Terra come Patria di tutti).
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Sab 9 Gen - 0:43

L'antico testamento predica la vendetta, l'occhio per occhio, la legge del taglione, prevede punizioni terribili per misfatti tutto sommato contenuti. Non può essere preso a riferimento letterale nemmeno per il cristiano, come ha spiegato in maniera magistrale Rom.

Il vangelo predica l'amore e il perdono. Tuttavia anche chi non riconosce il Nuovo testamento, come gli ebrei riformati americani, ha ammesso le unioni omosessuali. La chiesa cristiana svedese addirittura le celebra in riti religiosi. E' evidente che il problema è nel mondo cattolico, più conservatore e retrogrado specialmente nelle realtà dove ha goduto di un forte e lungo potere temporale, come l'Italia.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Sab 9 Gen - 1:27

tessa ha scritto:
Caro Rom,
bellissima esposizione-anche se io non sono del tutto d'accordo con te, ma andiamo oltre.
Puoi darci qualche esempio di leggi ed etiche diverse date da un Unico Dio a popoli contigui e mescolati tra loro, come scrivi?

So bene che non sei d'accordo, questo discorso si ripropone ciclicamente da più di tre anni.

L'esempio che chiedi è noto ed evidente: tre religioni diverse, con tre "libri" diversi, tre paradisi diversi, e diverse dottrine, diverse teologie, diverse etiche personali e diverse organizzazioni sociali - simili per molti tratti, ma non più simili tra loro di quanto siano simili all'etica delle società cosiddette "pagane".
Ma direi di più, e di peggio: non esiste nemmeno un solo cristianesimo, come sai meglio di me, ne esitono numerose varianti, che corrispondono a situazioni culturali e storiche diverse.
Credo che si possa dire legittimamente che il Dio Unico sia in realtà la divinità meno unica che esista: ci sono più Dio Unico che Dei dell'Olimpo.
Un monopoliteismo molto interessante, ad alta tecnologia teologica, che ha bisogno di continua manutenzione e per questo impiega molta manodopera specializzata, tra preti, rabbini e imam.
Scusa e perdona il mio spirito irriverente loda

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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Sab 9 Gen - 9:26

flaviomob ha scritto:
L'antico testamento predica la vendetta, l'occhio per occhio, la legge del taglione, prevede punizioni terribili per misfatti tutto sommato contenuti.
...
Il vangelo predica l'amore e il perdono.

È ancora il caso di ritenere "sacre" le scritture in cui si notano queste forti contraddizioni?
Se è sì, come sarà per molti soprattutto in Italia (dove il "mondo cattolico ... ha goduto di un forte e lungo potere temporale"), ce ne vorranno di argomentazioni che attingeranno alla filosofia, alla sociologia, all'antropologia, alle scienze naturali, per accettare, dopo 3-4 millenni, le sollecitazioni che provengono da sempre "a guardare con occhio critico le motivazioni di fondo che hanno portato i popoli a darsi una religione (un dio) per una certa organizzazione sociale."
(Anch'io ritengo "magistrale" la spiegazione di Rom) grazie
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Sab 9 Gen - 9:55

flaviomob ha scritto:
Il vangelo predica l'amore e il perdono. Tuttavia anche chi non riconosce il Nuovo testamento, come gli ebrei riformati americani, ha ammesso le unioni omosessuali. La chiesa cristiana svedese addirittura le celebra in riti religiosi. E' evidente che il problema è nel mondo cattolico, più conservatore e retrogrado specialmente nelle realtà dove ha goduto di un forte e lungo potere temporale, come l'Italia.

Il problema, Flavio, è che io non riesco a credere a una divinità che si comporta come un vecchione geloso e sessuomane.
Il naso esiste per respirare, ma a quanto sembra non c'è peccato se lo usiamo per annusare un fiore.
La bocca serve per mangiare, ma nessuno ha granché da ridire se la usiamo per baciare, e non so se il linguaggio fosse previsto al momento della presunta "creazione" - per non parlare del sax, del clarinetto e delle bolle di sapone.
I piedi per camminare, ma Maradona e Totti li hanno usati per altro scopo, senza dare scandalo.
E comunque pare che la Divinità non faccia caso a questo genere di sviluppi fantasiosi, alcuni poetici, altri semplicemente edonistici, nell'uso del corpo e dei suoi diversi organi.
Solo i seni, e gli organi posti nella parte anteriore e posteriore del bacino sembra che siano rigorosamente destinati all'uso proprio, esclusivo e utilitaristico - la procreazione.
Sarebbe poco male - anzi molto positivo - se questo monito fosse finalizzato alla moderazione, cioè a sottolineare l'importanza e la preziosità del momento riproduttivo, e in generale il rispetto per il proprio corpo: il lato igienico e didattico della religione, in un mondo ancestrale di pastori e nomadi ignoranti.
Ma questa funzione didattica si è tramutata nella ripulsa del piacere, fino a trasformare il piacere stesso in peccato. Un peccato individuale, destinato a pesare sulla coscienza personale.
Naturalmente, il piacere è irresistibile, e non fa differenza tra il profumo di un fiore o il calore di un bacio sui seni, o una carezza nei recessi inguinali, o la dolcezza di un suono, o i brividi di una penetrazione: il piacere diventa quindi  una fonte inesauribile di "cattiva coscienza", tanto più colpevole e cattiva, quanto più forte è il piacere.
Chi si assume il compito di amministrare le cattive coscienze può così contare con certezza su una grande quantità di materiale sul quale lavorare, che giustifica il proprio ruolo e la propria esistenza.

Probabilmente, però, tutto questo è servito a creare anche un dislivello di potenziale emotivo, nelle nostre coscienze "cristiane": una sottile e perenne disperazione, un senso di colpa incombente e latente, che ha prodotto energia a scapito della felicità e della naturalezza, che ha suscitato rabbia e ribellione, e aggressività, e queste energie sono state dirottate nell'arte, nella conquista, nella scienza, nella fantasia.
La grande cultura classica ha fornito la materia a alto potenziale intellettuale, che la cultura cristiana ha imbrigliato e compresso, facendolo diventare fonte di energia.
O no?
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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Sab 9 Gen - 11:21

Il controllo della sessualità equivale al controllo dell'intera psiche umana.
Se genero un senso di colpa conseguente a un desiderio o a un'attività sessuale posso sempre vendere un'indulgenza o imporre un comportamento riparatorio. Essendo il desiderio sessuale innato e sempre presente nel genere umano, questo circolo può perpetuarsi all'infinito.
Nel caso della chiesa cattolica, o perlomeno dei suoi vertici, assistiamo peraltro ad un'omofobia radicale e abnorme, che vorrebbe addirittura che il problema fosse rimosso, che non se ne parlasse neppure, perché sappiamo bene come in Vaticano abbiano una coda di paglia lunga chilometri e in realtà nel clero le pratiche sessuali tra uomini siano diffusissime e ben nascoste, spesso degenerando nella più losca e becera pedofilia.
Fate quello che dico, non fate quello che faccio.

In realtà poi non è nemmeno vero che il cattolicesimo abbia rifiutato completamente il politeismo: di fatto, come accade per le feste religiose innestate su precedenti festività pagane (Natale, Ognissanti) o comunque antiche e antecedenti l'avvento di Cristo (come la pasqua ebraica), è stato sfruttato ciò che già esisteva. Il culto dei santi infatti, laddove diventa fatto di costume ed è molto intensamente vissuto, permette in una certa misura di identificare delle figure vicine alla divinità che però incarnano pregi e difetti del singolo essere umano. Dei politeisti si dice che creavano gli dei ad immagine dell'uomo, dei monoteisti che vedevano l'uomo creato ad immagine di dio. Con tanti santi siamo ancora vicini al mondo antico.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Dom 10 Gen - 4:45

flaviomob ha scritto:
Con tanti santi siamo ancora vicini al mondo antico.

Il mondo antico è "il mondo umano" senza ulteriori aggettivi e senza sovrastrutture dottrinarie.
Il cristianesimo (nella sua versione ecclesiale) - come anche gli altri due monoteismi abramitici - è una macchina totalitaria, costruita per dare un padrone alle flammantia moenia mundi.

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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Dom 10 Gen - 7:47

flaviomob ha scritto:
Il controllo della sessualità equivale al controllo dell'intera psiche umana.

Ne convengo ... la sessualità era (ed è, ancora) la causa maggiore che ha spinto (e spinge) gli individui maschi a fare ruberie o violenze sui suoi simili: lo possiamo constatare nel mondo antico (la guerra di Troia, il Ratto delle Sabine, etc.), come in quello moderno (gli abusi sulle donne da parte dei maschi delle etnie nemiche nell’ex Jugoslavia, o da parte dei guerriglieri di Boko Haram in Nigeria) e possiamo, così, spiegarci che l’obbligo di indossare il burqa  o il divieto alle donne musulmane di uscire da sole  sia per ... difesa personale dei mariti (la donna per quella cultura, in fin dei conti, è un "bene" di un certo valore e può stimolare il desiderio di possesso in quelli che ne vengano a conoscenza, come può stimolarlo un quadro celebre o una corona di diamanti). 
La prima azione a cui si pensa è non fare vedere i propri averi per non eccitare gli istinti primordiali (come qualcuno anche in Germania ha invitato a fare dopo i fatti di Capodanno), nascondendoli magari in palazzi senza finestre esterne o coprendoli di vesti o chiudendoli in cassaforte per non essere poi chiamati a difenderli da ipotetici "assalitori"!
Ecco dove potrebbe poggiare l’accoglimento delle religioni (e la fortuna dei loro predicatori) presso i popoli: regolare il comportamento degli uomini a non compiere misfatti in vita per timore della dannazione eterna dopo la morte!
Anche la magia e la superstizione hanno regolato (e regolano tuttora) il comportamento degli uomini: gli abitanti di Colobraro, in provincia di Matera, mi fanno pensare che abbiano costruito "la diceria che portasse iella solo pronunciare il nome del paese" per tenere lontane le orde fameliche in giro per l'Italia (i Lanzichenecchi facevano paura, ma i francesi o gli spagnoli non erano tanto da meno).
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Dom 10 Gen - 10:31

Un altro grande tema: il pensiero magico. La iella, il miracolo, l'indemoniato, l'esorcista.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Dom 10 Gen - 15:17

iafran ha scritto:
...
Ecco dove potrebbe poggiare l’accoglimento delle religioni (e la fortuna dei loro predicatori) presso i popoli: regolare il comportamento degli uomini a non compiere misfatti in vita per timore della dannazione eterna dopo la morte!

Inventarsi dei taboo, per semplificare e rendere più efficare l'educazione è una pratica ancestrale, e perfettamnte comprensibile.
Se tu fossi un medico che va ad agire in villaggi remoti della foresta equatoriale, e dovessi lasciare in uno scaffale delle medicine, che fai? Spieghi in dettaglio due tomi di chimica e farmacologia, o dici semplicemente "non toccate, non aprite quelle bottigliette, perché in esse c'è la vita ma anche la morte"?
Così come, per tenere a freno le pulsioni di gente che si perde per intere settinae per le praterie scitiche o anatoliche, libera di compiere qualunque misfatto su qualunque creatura vivente, che altro deterrente esiste, se non il timore di essere eventualmente bandito dalla comunità o di essere condannato al fuoco eterno o essere fulminato in flagrante dalle saette di dio che tutto vede e tutto sa?
In fondo, è lo stesso meccanismo per cui in certe fabbriche sono state piazzate delle telecamere anche nei bagni, oltre che nelle officine e nella sala mensa.

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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Dom 10 Gen - 15:42

Il controllo della vita sessuale è una grande possibilità di manipolare le persone attraverso il senso di colpa. L'altro grande elemento, dove la paura si contrappone al desiderio, è il terrore della morte e la "gestione" secondo i canoni religiosi della vita ultraterrena. Talvolta con esiti estremamente creativi: pensate se non ci fosse stata l'invenzione medievale del purgatorio - che non ha alcuna base testamentaria - che cosa ci saremmo persi del grande genio di Dante?  study study study
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Dom 10 Gen - 16:07

flaviomob ha scritto:
Il controllo della vita sessuale è una grande possibilità di manipolare le persone attraverso il senso di colpa. L'altro grande elemento, dove la paura si contrappone al desiderio, è il terrore della morte e la "gestione" secondo i canoni religiosi della vita ultraterrena. Talvolta con esiti estremamente creativi: pensate se non ci fosse stata l'invenzione medievale del purgatorio - che non ha alcuna base testamentaria - che cosa ci saremmo persi del grande genio di Dante? 
 Pensa a cosa ci saremmo persi, senza la grandeur che spingeva a costruire le cattedrali, o anche quelle splendide piccole chiesette arabescate, coi loro silenzi che si perdono in oscure navate e in absidi echeggianti.

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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Dom 10 Gen - 17:16

Rom ha scritto:
Inventarsi dei taboo, per semplificare e rendere più efficare l'educazione è una pratica ancestrale, e perfettamnte comprensibile.

Il Codice di Hammurabi, infatti, veniva seguito solo nel regno babilonese, mentre i "taboo religiosi" potevano essere universali, seguiti anche quando l'uomo agiva da solo. Così, è stato facile passare a ritenere il proprio dio migliore di quello altrui, da imporlo e farlo rispettare a tutti i costi, acuendo gli animi e facendo aumentare le contrapposizioni tribali. 
Ma una mente "neutrale" perché doveva ritenere effetti di idolatrie pagane o di superstizioni i sacrifici fatti per placare le ire di qualche divinità per la profanazione del suo tempio e per le violenze sulle sue sacerdotesse; mentre i sacrifici (di figli o di figlie) per accaparrarsi la benevolenza del "dio-protettore-della-tribù" dovevano accettarsi quali prove estreme di fede religiosa verso un dio superiore?
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Dom 10 Gen - 20:24

Caro Rom,
non so davvero se il controllo della vita sessuale sia una grande possibilità di manovrare le persone. Se facciamo un paragone con il Romanticismo , ebbene vediamo nella letteratura romantica figure indomite- come Goffredo Mameli, -che muore a 20, dissanguato, mentre i suoi amici gli cantano il suo Inno, Silvio Pellico che, rinchiuso nello Spielberg , scrive" Le mie prigioni", che costarono all'Austria piu' di una battaglia perduta, ricordiamo il ginevrino Vieusseux, residente a Firenze, editore, attorno al quale si svolse la vita culturale italiana dal 1820-1830 , e poi Settembrini, con le" Ricordanze della mia vita", nelle quali rivive le sue vicende di perseguitato dei Borboni,  D'Azeglio, con" I miei ricordi", opera autobiografica,- che non si lasciano manipolare da nulla.
Non sono d'accordo con l'assioma iniziale.
Ciao.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Dom 10 Gen - 22:37

tessa ha scritto:
Caro Rom,
non so davvero se il controllo della vita sessuale sia una grande possibilità di manovrare le persone.
...
Non sono d'accordo con l'assioma iniziale.

Interessante sul piano psicologico il fatto che, quando devi esprimere un dissenso, ti rivolgi a me, attribuendo a me un assioma che non è mio - o almeno, che non ho espresso io in quei termini perentori.

Visto però che ci sono tirato dentro brutalmente, vorrei dirti che "tenere per le palle" qualcuno non consente, questo no, una guida precisa di questo qualcuno come se le palle fossero un volante con servosterzo, ma è un buon sistema per non farlo allontare più di due centimetri e per non farlo agitare troppo.
E per quanto riguarda le donne, ci sono diversi orifizi che, debitamnte usati per agganciarle, permettono di ottenere un controllo simile a quello esercitato sugli uomini.
Questa sfera metodologica ti sembrerebbe meno volgarmente fisiologica, se riflettessi sul fatto che sono stati proprio i gesuiti a eleborare e certificare un genere di educazione basato sul comportamnto: "non possiamo influire direttamente sull'anima, ma possiamo imporre dei comportamnti che a loro volta cambiano l'anima", questo è più o meno l'assiona sul quale si basa la didattica gesuitica.
Un principio, del resto, simile a quello che ispira la servitù cortigiana, che certo non illude i loro signori circa un effettivo amore da parte dei loro sudditi, ma li fa stare contenti che i servi abbiano i gesti e gli atteggiamnti (e perfino le espressioni facciali) che simboleggiano o almeno scimmiottano amore e dedizione.
In molti casi, la finzione dell'amore e dell'affetto equivalgono all'amore e all'affetto, ai fini della gratificazione, e anzi sono perfino più brillantii di un amore e di un affetto veri, perché privi dell'imperfezione e della possibile ruvidezza tipiche della verità.
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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Dom 10 Gen - 23:04

"È una strana religione, quella cui Kony si professa fedele: la Domenica prega il Dio dei Cristiani, recitando il rosario e citando la Bibbia, ma osserva anche il Venerdì, con la preghiera di Al-Jummah, come i Musulmani. Festeggia il Natale, ma rispetta anche il digiuno di 30 giorni durante il Ramadan e proibisce che si consumi carne di maiale."

Così ha detto uno dei ribelli fuggiti dai campi del parecchio poligamo Joseph Kony, il capo dell'Esercito di Resistenza del Signore (LRA), gruppo di guerriglieri ugandesi.
Negli anni '80 cominciò col professarsi medium ed ottenne il sostegno del popolo degli Acholi del nord dell'Uganda. Con una interpretazione sui generis dei Dieci comandamenti voleva trasformare l'Uganda in una teocrazia.

"La LRA è un gruppo di attivisti con un'ideologia religiosa sincretica pseudo-cristiana, noto per le atrocità che commette contro i civili, tra cui omicidi, mutilazioni, stupri e in alcuni casi anche cannibalismo.
Guidata da Kony, la LRA si è guadagnata la sua reputazione per le sue azioni contro i popoli di diverse nazioni, tra le quali l'Uganda del nord, la Repubblica Democratica del Congo, la Repubblica Centrafricana, il Sudan del Sud, e il Sudan. Ha rapito e costretto circa 66.000 bambini a combattere per essa, e ha forzato una migrazione interna di oltre due milioni di persone da quando iniziò la sua rivolta nel 1986."
"I bambini soldato di Kony fino agli anni '90 hanno ucciso a colpi di machete o a mani nude, mutilato e stuprato si stima circa 150 mila persone."

Io non so fino a che punto c'entra la religione, mono o poli che sia, in questo caso. Non credo che sia riuscito a dominare tanti bambini attraverso il controllo della vita sessuale.
Né cosa avrebbe potuto cambiare la cultura da voi espressa, se per caso Kony ne avesse avuta un po'.
Sono sicuro che c'entra la crudeltà di questo tipo, che ancora non è stato catturato. C'entra il fanatismo vestito con un manto religioso, ma forse solo come effetto di una mente malata.
E c'entra abbondantemente la povertà.

A proposito di costruzione di cattedrali nel medioevo, sembra che Ken Follet ci sia stato, abbia vissuto in quell'epoca, quando ne parla ne 'I pilastri della terra'.

cardif
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Dom 10 Gen - 23:19

I pilastri della terra è il miglior romanzo di Ken Follet.

Per il resto, nessuno ha detto - nemmeno Flavio - che ogni controllo è controllo sessuale, o che la sfera sessuale sia esaustiva di ogni pulsione umana, in modo così schematico come capita di dire nella semplificazione di alcuni discorsi.
C'è sicuramente una dimensione sensitiva e sensuale del comportamento, nella quale è ricompreso il sesso: credo che neurologi e psicoanalisti abbiano ampiamente approfondito questo argomento.

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MessaggioOggetto: Re: Il monoteismo primo ostacolo contro la pace tra uomini e tra dei   Oggi a 5:38

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