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 Domenico Scarlatti e la chitarra

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AutoreMessaggio
flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mar 5 Gen - 1:57




Dove eravamo rimasti? Avevamo discusso un po' qua e un po' là sul rapporto tra una certa concezione della musica classica e l'elitarismo, il distacco dal mondo "popolare", persino una certa propensione alla marzialità - secondo Rom, ma non si stava parlando del sindaco di Roma...  devil sghignazza- bensì della coazione a ripetere teutonica di considerarsi depositari di una superiorità culturale che legittima(va) la sottomissione dei vicini e lontani popoli. (Ah, come si ripete, la storia).
In realtà la musica cosiddetta classica è di definizione controversa e contraddittoria, mentre le sue radici sono multiple e talvolta mistificate. Vista la vita che hanno avuto, specialmente negli anni dell'infanzia, Bach e Beethoven sono ascrivibili decisamente al proletariato lavoratore, che vive solo dei propri frutti. Bach era già orfano di entrambi i genitori a nove anni e fu allevato da un fratello, da cui copiava di nascosto, nottetempo e a lume di candela i primi spartiti "importanti". Beethoven, persa la madre, viveva con un padre autoritario, violento e alcolizzato che mentiva sull'età del giovane talento per venderlo come un "bambino prodigio" sulla falsariga di un certo Wolfango. Ma sappiamo bene come nobili ed alto borghesi riescano ad appropriarsi sempre delle perle migliori facendole passare per simboli esclusivi riservati a pochi (che magari durante i concerti russavano o copulavano) ed altolocati figuri.
Eppure anche i cosiddetti parrucconi della musica colta rimescolano e si rotolano nei meandri profondi e meno svelati dell'arte popolare. In un artista particolare come Domenico Scarlatti, figlio di un grande musicista partenopeo ma fortemente influenzato dalla musica della penisola iberica dove visse gran parte della maturità (i suoi discendenti sono ancora a Madrid), cui il mondo viennese non ha mai riconosciuto l'influenza nello sviluppo di quella "forma sonata" che è alla base della sinfonia classica e, appunto, della sonata (per strumento solo o per formazioni da camera), sono presenti fortissimi elementi "eccentrici" che alcuni studiosi hanno dimostrato derivare dal flamenco e dalla musica popolare spagnola e portoghese. La particolarità delle (555) sonate per clavicembalo di Scarlatti, ancora più di altri autori barocchi che comunque condividevano questa caratteristica, è la resa particolare ed efficacissima che hanno quando sono eseguite alla chitarra. Sebbene comune a molti brani scritti per clavicembalo, strumento a corde percosse e quindi di per se' più imparentato con chitarre, liuti e mandolini di quanto appaia formalmente, nelle opere di Scarlatti la "vicinanza di spirito" è impressionante.
Un'altra peculiarità, presente però solo in poche opere del nostro, è la scrittura di note "sbagliate" dal punto di vista classico (a volte persino corrette da pedanti revisori) che fanno evidente riferimento a modelli popolari e a sonorità forti e dissonanti. Di queste però non ho ancora trovato esempi per le sei corde.

Chiudo il pippotto, e buon ascolto. Il chitarrista in questione è cubano, si chiama Leo Brouwer e ha trascritto personalmente le sonate di Scarlatti per chitarra, a quanto ho letto.
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flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mer 6 Gen - 0:10



Chissà se nasce dalla fantasia dei posteri o ha una base reale l'aneddoto che si tramanda, riguardo ad una fuga composta da Scarlatti su un tema melodico formato da note poco "consonanti" (o conformi), soprattutto per l'epoca. Pare che il gatto Pulcinella passeggiando sui tasti (soprattutto quelli neri) abbia ispirato il compositore napoletano ad elaborare questa strana (o avveniristica?) successione di suoni in un intreccio contrappuntistico molto originale.

Serena notte, gente :)

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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mer 6 Gen - 1:01

Caro Flavio,
non dovevi definire "pippotto" il tuo commento su Scarlatti che ho letto molto volentieri. Noi tutti abbiamo sgobbato su Domenico Scarlatti, anche se , come è noto, non ebbe riconoscimenti a Vienna, e visse tutta la sua vita in Spagna.L'inventore del Pianoforte fu Muzio Clementi , che ha la sua tomba a Westminster.

Vedo che nella Fuga del gatto, in 6/8,  Scarlatti usa, per la chiave di sol, tutti tasti neri, appunto ciò gli sarà stato ispirato dal gatto, come narra la leggenda.

Spezziamo comunque una lancia in favore dell'Italia, essa così negletta, inutile ripetere le invettive dantesche, le conosciamo, epperò ecco che ha questi grandissimi compositori , su cui si studia, e un Clementi che si batte con Mozart al pianoforte, dinanzi all'Imperatore, nella terra di Beethoven, di Kant ci riscatta agli occhi di tutti.
Ciao
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flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mer 6 Gen - 10:11

Cara Tessa,
sai che Mozart copiò palesemente il tema di una sonata di Clementi per utilizzarlo nel "Flauto Magico"? Se ne parla in questo sito:

[url= http://giovanninews.com/clementi-sonata-op-24-ed-il-flauto-magico-di-mozart]Il plagio[/url]

Qui l'intera sonata di Clementi (che da giovane portai a un esame in cui.... mi rimandarono a settembre!)  ghigno capocc study specchi ninzo



Clementi ha scritto anche delle bellissime sinfonie, in parte incompiute, che ancora oggi rimangono semisconosciute, oscurate dagli astri di Mozart e Beethoven.

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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mer 6 Gen - 12:01

Caro Flavio, Buona Epifania,
eh, ma io lo so che Mozart rimase affascinato dalla Sonata in si bemolle maggiore di Clementi tanto da inserirla nell'Ouverture del Flauto Magico. Clementi se ne rammaricò ma non potè fare nulla. D'altronde, come la letteratura, anche la musica cita sè stessa, Mozart si ispira a Clementi, Gershwin , nel glissando iniziale della Rapsodia in bleu,  si ispira all'incipit di Tchaikosvij del  Concerto  per pianoforte  op.23 in si bemolle minore, del 1874 , e per il quale fu aspramente criticato in patria dal Gruppo dei Cinque, e fuggi', quindi, in America, dove visse il resto della sua vita.

Forse per noi, oggigiorno, sono incomprensibili queste gare tra grandissimi, dinanzi ad imperatori e nobili, l'imperatore Giuseppe II ascolto' Clementi e Mozart ma non seppe dare la palma della vittoria a nessuno dei due e li giudico' a pari merito. Disse poi Mozart, ma lo disse lui, non i critici, che Clementi aveva un 'ottima tecnica musicale , soprattutto nella mano destra, ma che il genio era lui.
Stessa gara poi tra Scarlatti ed Haendel, e qui Scarlatti vinse.
Io ho grande rispetto per Clementi che insegna a suonare, prima di Bach, a intere generazioni di alunni, abbiamo lavorato piu' su Clementi che su Mozart.
Buona Epifania, che ti ha portato la Befana?
Ciao.


Ultima modifica di tessa il Mer 6 Gen - 15:16, modificato 1 volta
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mer 6 Gen - 13:00

Grazie a tutt'e due le nostre befane, Tessa e Flavio
strega strega
che ci hanno fatto il regalo di questa dotta conversazione su Scarlatti, una confortante (o sconfortante?) rinfrescata in materia di genio italico.
Like a Star @ heaven

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flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mer 6 Gen - 13:15

Buona Epifania a te e a tutti.

La Befana mi ha portato... a suonare di nuovo la sonata di Clementi rinverdendo antiche emozioni ed allegria. E anche un po' di Scarlatti. Sto scrivendo un piccolo blues, per sembrare meno parruccone.  strega saggio grazie
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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mer 6 Gen - 13:39

Amatissimo Rom,
befana sarai tu, hai sempre da ridire , apprezzo molto Flaviomob che in un giorno festivo ripassa Clementi e Scarlatti. Flavio, io ti capisco, anche se non mi hanno mai bocciato in nessuna disciplina,  ricordo che al liceo, la nostra professoressa di storia e filosofia, dura e rigida, si assentò e venne un supplente ragazzino, che tutti gli altri conciarono per le feste, io no, non faccio queste cose, sono molto pallosa, e nessuno studiò più e saltammo a pie' pari interi capitoli di storia tra cui anche quello dei Tre Enrichi, e io per alcune settimane mi sentii molto colpevole e ignorante, finchè non mi misi la', di notte, a studiarmi tutta questa storia del principe di Condè e della Guerra dei Tre Enrichi e tappai la falla, tant'è che è la parte della storia che conosco meglio.Ho pensato di aprire un 3D sui Tre Enrichi, se l'Admin me lo permetterà.So che Rom è un appassionato di storia.
Ciao


Ultima modifica di tessa il Mer 6 Gen - 15:18, modificato 1 volta
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flaviomob



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Località : Monza

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mer 6 Gen - 14:19

Allora carissima Tessa, per noi secchioni epifanii: un pistolotto festivo e logorroico  timido contratto fischia study study



 
PS La mamma di Clementi era svizzera. Difficile trovare compositori elvetici, ma Clementi per cultura era pienamente italiano e romano, anche se molto giovane si spostò in Inghilterra.
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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mer 6 Gen - 15:14

Caro Flavio, sì, Clementi si recò in Inghilterra perchè ivi il padre aveva acquistato molti terreni.
Che altri mi dicano che io sia secchiona, non me ne importa un bel nulla, capirai, me lo dicono da sempre.
E' tutta invidia perchè altri non sanno suonare il pianoforte come noi, tutto qui.
Hai fatto bene a venirci a trovare un po', eri sempre su FB e noi qui solinghi, perchè non andiamo bene anche noi?Lo so, siamo pochini, 2-3, ma è la qualità che conta, no?
Ciao.
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flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mer 6 Gen - 16:00

Se scegli bene gli amici, anche su FB puoi trovare la qualità :)

Sicuramente qui troviamo sia la qualità che la tranquillità e la possibilità di riflettere profondamente: perle rare.  birra
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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Mer 6 Gen - 16:43

Caro Flavio.
io non sono iscritta su FB, non ho tutto questo tempo e a scrivere bene un post serve anche un'ora.
Grazie per i complimenti che ci fai. allegro
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Gio 7 Gen - 9:10

tessa ha scritto:
Amatissimo Rom,
befana sarai tu, hai sempre da ridire , apprezzo molto Flaviomob che in un giorno festivo ripassa Clementi e Scarlatti.

Grazie per l'amatissimo.
Ma avere qualcosa da dire o da ridire è essenziale, per intervenire in un forum.
Il mio apprezzamento per Flavio e per te, io lo manifesto a modo mio, che evidentemnte è difficile da capire.
Per non suscitare equivoci adesso lo riscrivo secondo i canoni in uso nella forumeria media, ispirati a un'elegante sobrietà.

*
Grazie caro amico Flavio, e grazie dolcissima Tessa, proprio belli e interessanti i vostri post.
Immagino che possiamo considerarli come un regalo che ci fate in occasione della festa dell'Epifania.
rosa fiori cuore cuore cuore  I love you I love you I love you  asinochevola asinochevola asinochevola mucca mucca mucca cuore cuore cuore cuore cuore cuore cuore cuore cuore cuore cuore cuore cuore banana
natura

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flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Gio 7 Gen - 19:09

Ah ah ah... :)

La vite è tentatrice, brindiamo! anzi, libiam!

Ma con banane e bovini che saltellano ci vuole un ritmo diverso dal clavicembalo settecentesco...
 Blues, please.

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flaviomob



Età : 46
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MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Gio 7 Gen - 23:11

E questa la dedico alla cara Tessa

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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Ven 8 Gen - 2:32

Caro Flavio, amo molto Franz Biber e Salisburgo, non potevi farmi un regalo migliore. Grazie.Solo che non sono esperta di violino.
Ricordo di essere stata a Salisburgo in una settimana mozartiana , e devo dire che nella mitteleuropa la musica si ama tantissimo.Mozart che nasce a Salisburgo, Biber che muore a Salisburgo, tutti abbiamo sentito nella nostra fanciullezza un desiderio violento di recarci a Salisburgo.
Poi proseguimmo per Praga e Budapest, ma non mi piacquero, anche se il muro era caduto e tutto quanto, ma abituati alle vetrine di via Condotti tutto ci sembrava brutto.
Ti ringrazio ancora, e domani ti riferirò meglio le mie impressioni.Però sappi che io non ho orecchio, sono solo volenterosa non talentuosa, lavoro con lo spartito davanti, ho un fratello che fa jazz e bleus come te, non credo che abbia mai scritto nulla di bleus, vanno ad orecchio, quando verra' a Roma, glielo chiederò. Grazie, a domani. allegro


Ultima modifica di tessa il Sab 9 Gen - 2:07, modificato 1 volta
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Sab 9 Gen - 0:55

Sono contento che ti piaccia, cara Tessa, visto che è un autore molto particolare.

Ora torniamo a Scarlatti con una celebre ed impressionante interpretazione della argentina Marta Argerich, che rende molto bene il carattere "latino" di questa sonata ispirata a una forma di danza spagnola di cui non ricordo il nome, che il mio mentore Marco Moiraghi, musicologo, ha spiegato essere caratterizzata dalle note ripetute e dal ritmo incalzante. 
Io ci sento sempre Napoli, ma è una mia interpretazione soggettiva.

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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Sab 9 Gen - 1:03

E per chitarra...

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Ospite
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MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Sab 9 Gen - 9:11

Sono veramente bravi i chitarristi che ci hai proposto (Leo Brouwer, Gabriel Guillen); bello il video (l'ultimo) che coniuga la melodia della sonata di Scarlatti con il fuoco e le forze della natura che fuoriescono irruentemente ad alterare il nostro quotidiano.
Aspetto di ascoltare l’esibizione di Marta Angerich.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Sab 9 Gen - 10:02

flaviomob ha scritto:
caratterizzata dalle note ripetute e dal ritmo incalzante. 

Tempo addietro cercai di proporre il problema del perché certe musiche mi suggestionassero in modo particolare rispetto ad altre: quelle dalle note ripetute e dal ritmo incalzante, che creavano una forma di "onda pulsante" che continuamente tornava su se stessa. E sospettavo che potesse esserci una consonanza con i ritimi corporei, il cuore, il respiro, o altro.
Ci sono studi su questo argomento, ammesso che esista come argomento e non sia soltanto una mia fantasia?
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Sab 9 Gen - 11:57

Tutti i suoni, le vibrazioni, la musica entrano in risonanza con il corpo. La percezione delle vibrazioni è il senso più antico che abbiamo insieme all'olfatto. Persino chi è sordo può percepire le vibrazioni attraverso il corpo e la conduzione ossea. La musica ha una forte influenza su tutto il sistema nervoso, sul ritmo cardiaco, sulla respirazione. Ci sono studi delle neuroscienze a riguardo alla correlazione tra lo sviluppo di alcune aree del cervello e gli studi musicali precoci, oltre che alla relazione tra la produzione di sinapsina (proteina, va da sé, alla base della costruzione delle sinapsi) e l'ascolto di certi tipi di musica (Mozart, ma non solo).
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Sab 9 Gen - 12:51

Gli stessi intervalli musicali sono messi in relazione alle emozioni, al pensiero, alla volontà. Vengono già percepiti durante la vita intrauterina. Diversi aspetti della musica (melodia, armonia, scale, accordi, ritmo, progressioni, aspettative, "sorprese") sono in grado di attivare alternativamente tutte le aree del cervello.

http://www.neuroscienze.net/?p=349

http://urbanpost.it/musica-e-cervello-la-nuova-frontiera-delle-neuroscienze
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Sab 9 Gen - 14:16

Caro Flavio,
certo che anche il sordo totale  sente le vibrazioni, salendo esse all'encefalo attraverso altre vie nervose, i cordoni posteriori del midollo, mentre le vie acustiche percorrono altra strada.
La pallestesia viene a mancare in casi gravi, lesioni del midollo spinale, emorragie della capsula interna etc.

Il senso piu' antico è l'olfatto, è connesso col paleocortex, ippocampo cioè con la parte più ancenstrale della nostro cervello. Lo vediomo molto sviluppato nei primati inferiori , mentre in noi si riduce notevolmente , essendo la nostra neocortex molto sviluppata.
Ciao
Ciao
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Sab 9 Gen - 17:00

Qui alcuni collegamenti che evidenziano il rapporto tra la musica di Scarlatti e il flamenco, che nel primo Settecento andava diffondendosi dal sud della Spagna.



http://www.magazzini-sonori.it/esplora/centro_studi_euterpe_mousike/scarlatti_flamenco_sequenza_video_dalla_sonata_2.aspx

Scarlatti e il flamenco: sequenza video dalla Sonata K90


Dal concerto-spettacolo La Festa Dorata dell'Anima: musiche di Domenico Scarlatti in stile flamenco


Domenico Scarlatti, grande compositore napoletano, trascorse la maggior parte della sua vita in Spagna. La sua musica, molto legata al clavicembalo e alla forma della sonata, è permeata dalle influenze spagnole.
Ralph Kirkpatrick, grande studioso di Scarlatti e della sua musica, scrive così: «non è affatto difficile immaginare Domenico Scarlatti a passeggio sotto i colonnati moreschi dell’Alcazar o intento a prestare orecchio, di sera, nelle strade di Siviglia ai ritmi inebrianti delle castagnette o alle melodie semiorientali del canto andaluso»«non c’è nessun aspetto della vita, della danza e della musica popolare spagnola, che non abbia trovato collocazione nel microcosmo che Scarlatti creò nelle sue Sonate. Egli ha captato lo schiocco delle castagnette, lo strimpellio delle chitarre, il rumore sordo dei tamburi smorzati, il gemito roco e amaro del lamento zingaresco, la gaiezza prorompente della banda del villaggio, e soprattutto le rigide tensioni della danza spagnola».

La musica di Scarlatti e le parole di Kirkpatrick hanno suggerito l'accostamento della danza all'esecuzione strumentale: l’influenza della musica popolare spagnola sul mondo sonoro scarlattiano viene così messa in evidenza dagli interventi della danzatrice, che alterna momenti di danza barocca in stile spagnolo a momenti di danza popolare (una forma embrionale di flamenco).
Il flamenco nasce infatti nel 1700 in Spagna (quindi nel periodo in cui visse lo stesso Scarlatti) per poi evolversi ed assumere i connotati caratteristici del flamenco moderno.


Nel concerto-spettacolo le sonate di Scarlatti sono realizzate a due clavicembali, con l'aggiunta di passi concertanti a carattere improvvisativo, con diminuzioni e fioriture, e con l'armonizzazione del basso continuo secondo la prassi esecutiva del tempo. Questa scelta esecutiva nasce da varie suggestioni, ma soprattutto dalla pratica della trascrizione (ovvero l'adattamento di una composizione ad uno o più strumenti differenti da quelli per i quali essa era stata originariamente concepita) molto in uso all'epoca.


Ultima modifica di flaviomob il Sab 9 Gen - 17:11, modificato 1 volta
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Sab 9 Gen - 17:10

Qui una sonata che invece si ispira al fandango:

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MessaggioOggetto: Re: Domenico Scarlatti e la chitarra   Oggi a 2:53

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Domenico Scarlatti e la chitarra
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