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 Toaff e l'Impero del Male

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MessaggioOggetto: Toaff e l'Impero del Male   Mar 21 Apr - 23:18

Si è spento a 99 anni Elio Toaff, ex-rabbino capo d'Italia. Novantanove, come se anche lui avesse stipulato con Jahvé un contratto ottocentesco, di quelli che concedevano Hong-Kong al Regno Unito proprio per quel numero di anni dal suono magico e jeratico.
Delle tante cose che si possono dire su questa figura ne evidenzio una che mi ha colpito: il rabbino, in un'intervista televisiva, ha dichiarato di non aver mai più messo piede in Germania dopo la guerra (e questo può capitare a tutti), non solo, ma di aver sempre evitato di sorvolare quel paese che tanta sofferenza ha causato al suo popolo. Come se da quel territorio si levassero ancora miasmi venefici capaci di irradiarsi fin nella stratosfera.

E' normale, alle emozioni non si comanda ed il rabbino aveva millanta ragioni per sentirsi così turbato ed esacerbato da prendersela persino con la madre terra, ma mi chiedo se successivamente Toaff si sia mai chiesto se quella dichiarazione che fa leva su sentimenti tanto viscerali sia stata opportuna. Diffondere il pregiudizio per cui se sei nato in una certa nazione sei responsabile di tutto ciò i suoi governanti hanno commesso, come spesso è accaduto non solo nell'immediato dopoguerra con l'equazione tedeschi= nazisti, o peggio attribuire alla stessa località geografica in cui tali fatti sono avvenuti un potere quasi maligno non contribuisce certo a fare chiarezza e a diffondere quello spirito di razionalità di cui ci sarebbe tanto bisogno. Certo, da un religioso non ci si può aspettare molto in questo senso, ma da un uomo di cultura la cui parola ha avuto così ampia risonanza presso il suo popolo, credo sia lecito pretendere qualcosa di diverso.

Non più tardi di stamattina si è avuto un altro esempio di tale atteggiamento: nel commentare la recente tragedia del mare Gad Lerner ha descritto l'evento con un parallelismo per cui gli immigrati diventavano gli ebrei del 2000, le imbarcazioni rappresentavano i treni della morte e così via, come se la vergogna di quell'immane tragedia del novecento dovesse diventare l'unica cifra di riferimento a cui rapportare la propria visione del mondo. Ripeto, tutto giusto e comprensibile, ma fino a quando l'intellighenzia ebraica non riuscirà a liberarsi da una pur così giustificata ossessione per guardare al mondo con occhi finalmente mondi dai ricordi di quel passato, difficilmente il paese a cui bene o male guarda con partecipazione e di cui è in grado di influenzare il comportamento arriverà a stabilizzarsi e a trovare la pace tanto evocata (SHALOM) e così poco praticata.


Ultima modifica di uno che passa il Mer 22 Apr - 17:58, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 0:57

uno che passa ha scritto:

Delle tante cose che si possono dire su questa figura ne evidenzio una che mi ha colpito: il rabbino, in un'intervista televisiva, ha dichiarato di non aver mai più messo piede in Germania dopo la guerra (e questo può capitare a tutti), non solo, ma di aver sempre evitato di sorvolare quel paese che tanta sofferenza ha causato al suo popolo. Come se da quel territorio si levassero ancora miasmi venefici capaci di irradiarsi fin nella stratosfera.

Capisco l’esigenza di programmare il futuro senza portarsi ricordi passati che non farebbero sprigionare tutta l’energia di cui si dispone. Ma non bisogna nemmeno liberarsi del passato come se non fosse neanche esistito. Che presente si vivrebbe? Si avrebbe, poi, il tempo necessario per meditare su ciò che si è appena vissuto o si sorvolerebbe per considerare quello che deve ancora succedere? E come ci si preparerebbe ad aspettare ciò che deve ancora succedere o si accetterebbe qualsiasi cosa accada? 
Questo potrei anche capirlo, se fosse la posizione decisionale di un singolo sulla propria vita, non riuscirei proprio ad accettarlo se lo si estendesse come regola politica alla collettività.
Il rabbino Toaff  ha dato un’interpretazione politica alla sua decisione personale, potrebbe essere riduttiva se fosse stato influenzata solo dalla sofferenza del suo popolo e non da quella di tutti gli altri.
Io non ho vissuto le sofferenze e non ho assistito alle atrocità dell’ultima guerra, ma ogni qual volta vedo le testimonianze fisiche (targhe, monumenti, musei, etc.) che l’evento ha prodotto percepisco l’evento come se l’avessi vissuto.  Penso che riuscendo proprio a tenerlo presente nelle azioni quotidiane si possa evitare che accada di nuovo. Altrimenti, a che scopo aver patito quelle sofferenze o visto morire commilitoni, amici, familiari se non sono più nella propria memoria ed in quella dei posteri? Come non vivere un 25 aprile per quello che ha prodotto ai protagonisti, che lo hanno realizzato, ed ai loro discendenti?
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 1:23

Sono molto d'accordo, anche se so che si tratta di un discorso delicato.
Se un accenno come quello fatto da Toaff fosse stato di uno scampato per così dire "anonimo" dei campi di sterminio, sul piano strettamente emotivo e personale, avremmo il dovere di prenderne atto col rispetto dovuto non solo alla gravità della sua vicenda, ma anche alla sua libertà di scelta e di pensiero.
Non ci avrebbe impedito, nella nostra speculare libertà, di criticarne le implicazioni, ma tenendo conto che una scelta personale equivale a un sintomo, ma non a una dichiarazione che "fa storia", o almeno non più della scelta opposta di coloro che, scampati, tornano sui luoghi della sofferenza per esorcizzarla, o quella di coloro che preferiscono non porsi il problema e cercano di dimenticare.
Ma Toaff è una figura importante, un capo e un interprete. Toaff fa storia, e il suo rifiuto di sorvolare, perfino, il territorio della Germania ha il valore di un manifesto non solo emotivo, ma ideologico.
Un manifesto dal sapore amaro. Esasperato, perché da Toaff era lecito aspettarsi il superamento di quela che è una debolezza: da altri no, ma da lui sì.
Ma, detto questo, confesso che questa debolezza non ne sminuisce la figura, semmai la completa di un'ombra che la rende più profonda e problematica: viene da pensare che, rifiutandosi di attraversare il territorio tedesco, volesse inconsciamente impedirsi di proiettare sugli incolpevoli eredi del nazismo l'impossibilità del perdono.

_________________
Storia diversa per gente normale, storia comune per gente speciale
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 1:42

Lascio anche io una piccola testimonianza.
Oggi, in macchina, quando mi capita di girare canale e trovo Radio Maria cambio subito, essendomi capitato di sentirne qualche pezzettino tempo fa ed essendomi fatta un'idea.
Molti anni fa mi capitava di sentire il Rabino Toaff. Non ricordo per niente cosa diceva, ricordo solo che lo ascoltavo volentieri. non cambiavo canale.

cardif
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 13:21

Caro "uno che passa",
non puoi assolutamente scrivere o pronunciare il nome di D*o, se volevi usare l'ebraico potevo solo dire Adonai Elohim( il Signore).Nelle tradizioni Jahviste dell'Antico Testamento si deve sempre leggere Adonai Elohim, anche se è scritto il nome di D*o.
Amavo molto-per motivi miei- il Prof.Rav Elio Toaff, sapevo che avrebbe compiuto 100 anni il 30 aprile e aspettavo questa data per potermi recare anch'io al  Ghetto a mangiare un fetta di torta, mi dispiace che se ne sia andato prima. Invierò le condoglianze al figlio Ariel.
Anche i miei nonni non hanno mai comprato un elettrodomestico fabbricato in Germania, e neanche ora lo fanno.
Ciao
Ciao.
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 13:27

iafran ha scritto:
Capisco l’esigenza di programmare il futuro senza portarsi ricordi passati che non farebbero sprigionare tutta l’energia di cui si dispone. Ma non bisogna nemmeno liberarsi del passato come se non fosse neanche esistito.
D'accordo, ma qui non si discute la legittimità del ricordo, tanto più lecita anche nelle sue forme esasperate quanto più grande è stata l'offesa, ma l'opportunità di continuare a mantenere la tragedia della Shoah come unico punto di riferimento e pietra di paragone per valutare ogni evento passato e presente, soprattutto permettendo il radicarsi di visioni irrazionali e manicheiste.

Anche qualche giorno fa la giornalista italo-israeliana Fiamma Nirenstein, nell'affrontare il ricorrente tema del confronto fra nazismo e comunismo (meglio sarebbe forse confrontare regime nazista e regime sovietico) ha asserito che il nazismo era peggio in quanto responsabile dell'Olocausto. Sarà anche vero, ma stupisce che una figura notoriamente di estrema destra, sia in Italia che in Israele, abbia dimenticato i milioni di morti provocati dalle deportazioni forzate e dai massacri a base etnica dell'odiato nemico Stalin solo perchè in questo caso c'era in ballo la questione ebraica.

Rom ha scritto:
Ma, detto questo, confesso che questa debolezza non ne sminuisce la figura, semmai la completa di un'ombra che la rende più profonda e problematica: viene da pensare che, rifiutandosi di attraversare il territorio tedesco, volesse inconsciamente impedirsi di proiettare sugli incolpevoli eredi del nazismo l'impossibilità del perdono.
Un'interpretazione raffinata che entra in modo interessante nella psicologia del personaggio, non so però con quanta verosimiglianza. Non dimentichiamo per esempio l'incresciosa vicenda del figlio di Toaff, autore di un saggio che cercava di valutare la credibilità delle nequizie attribuite nei secoli all'etnia ebraica. E' stato fatto letteralmente sparire, sia dal padre che dall'intera comunità, come se il solo volersi accostare a quel tema implicasse l'annidamento del cancro dell'antisemitismo proprio in casa della massima autorità religiosa di quel popolo. Sconcertante.
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 13:46

tessa ha scritto:
Caro "uno che passa",
non puoi assolutamente scrivere o pronunciare il nome di D*o.
Credevo di sapere che il nome di Dio non deve essere pronunciato invano, e non nascosto da un improbabile asterisco. Spero che il tuo zelo non arrivi a condannare per blasfemia le centinaia di padri della Chiesa che tale nome hanno pronunciato. Quanto a me, ti sbagli. Posso, tanto è vero che l'ho fatto.
Citazione :
Invierò le condoglianze al figlio Ariel.
Sarei curioso di conoscere con quale spirito Ariel ha accolto l'evento della morte del padre, dopo averlo freudianamente ucciso lui stesso con la faccenda del libro ed aver subito l'umiliazione di una censura e di un'emarginazione così severa.
Citazione :
Anche i miei nonni non hanno mai comprato un elettrodomestico fabbricato in Germania, e neanche ora lo fanno.
Liberi di farlo, anche se non capisco in nome di che cosa. Per coerenza immagino quindi che non siano mai saliti su di una Volkswagen, non siamo mai entrati in un kindergarten, non consumino wurstel nè bevano birra tedesca, non abbiano mai accarezzato un pastore tedesco, non conoscano Beethoven, non consumino latte d'importazione e non abbiano mai visto una puntata dell'ispettore Derrick. Contenti loro...


Ultima modifica di uno che passa il Mer 22 Apr - 17:37, modificato 1 volta
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 17:36

uno che passa ha scritto:


Un'interpretazione raffinata che entra in modo interessante nella psicologia del personaggio, non so però con quanta verosimiglianza. Non dimentichiamo per esempio l'incresciosa vicenda del figlio di Toaff, autore di un saggio che cercava di valutare la credibilità delle nequizie attribuite nei secoli all'etnia ebraica. E' stato fatto letteralmente sparire, sia dal padre che dall'intera comunità, come se il solo volersi accostare a quel tema implicasse l'annidamento del cancro dell'antisemitismo proprio in casa della massima autorità religiosa di quel popolo. Sconcertante.

Tendo generalmente a ridurre molto il peso del dolo e del calcolo, quando mi chiedo le ragioni di un comportamento, anche quando è innegabile l'intenzionalità o la piena coscienza dei propri atti.
La mia era niente di più che un ipotesi, sulla quale ho ben poco da aggiungere a quanto ho già detto, se non qualcosa che riguarda il fenomeno nazista e suoi correlati, in generale.

Il nazismo fa parte - anzi è una parte costitutiva preponderante - di un periodo storico che ingigantisce ogni vicenda e ogni protagonista, anche al di là dei rispettivi meriti o demeriti. Più demeriti che meriti, per tutti.
Su questi demeriti è stato detto e scritto moltissimo, specialmnte per ciò che riguarda il campo dei "cattivi".
Ma nemmeno i "buoni" ne escono benissimo, chi per atti, chi per omissioni, chi per atti e omissioni avvenuto nei tempi successivi alla guerra.
Ecco, questo è il punto: la guerra. Non esiste guerra pulita, come non esiste una realpolitik pulita, o una guerriglia partigiana totalmente innocente. Nemmeno le vittime hanno il dovere di esere inumane, cioè totalmente innocenti.
Quando tutto ruota intorno a una guerra, e questa nasce sulla mappa politica di un regime centrato sull'odio e sulla discriminazione, non ci può essere innocenza in nessuno dei protagonisti.
Nemmeno dagli ebrei possiamo aspettarci una forma di santità, e d'innocenza - e non sto nemmeno parlando del moderno stato di Israele.
Se anche la tragedia dell'Olocausto fosse di dimensioni e impatto infinitamnte minori, ugualmente sarebbe comprensibile un permanere profondo di risentimento, se non di odio. Misurati, esasperati, ragionevoli o irragionevoli, questo è affidato a meccanismi psicologici o etici individuali.
Dobbiamo sperare che, un giorno, non siano gli africani a provare gli stessi sentimenti degli ebrei, verso gli occidentali e in particolare verso le ex-potenze coloniali europee. E comunque, si limitassero all'esasperata decisione di non sorvolare l'Europa, magari per un contorto senso di pietà nei confronti dei nostri figli e nipoti.
La figura di Toaff, in questo quadro, è l'ennesima riproposizione di un animo contraddittorio, pieno di ombre, che caratterizza ognuno dei protagonisti di qulla tornata storica, compresi quelli che appartengono alla sfera dei Vincitori: tutti più grandi, in questa rappresentazione, dei propri meriti, e degni delle proprie celebrate virtù solo grazie a una scelta di campo che ne esalta il ruolo simbolico.
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 17:57

Fuori tema con aggancio: mi è capitato di volare su di un aereo che non sorvolava alcuni territori pur potendolo teoricamente fare. Non per propria volontà, stavolta, ma per obbligo dei possibili sorvolati che altrimenti l'avrebbero abbattuto. Si trattava di un velivolo del Sud Africa, in cui mi sono dovuto recare per ragioni di lavoro ai tempi dell'apartheid. Per volare da Zurigo a Johannesburg il Jumbo speciale, in cui parte dei sedili era stata eliminata per far posto al carburante, si recava a Madrid da dove percorreva il perimetro del continente africano tenendosi a distanza di sicurezza dalle coste senza poter atterrare da nessuna parte nemmeno per rifornimento. Solo giunto in vista della costa boera si avvicinava quasi con un sospiro di sollievo ed atterrava in quella terra di soprusi.
Questa volta l'apartheid aerea a rovescio aveva senso in quanto boicottava un regime paraschiavista.

Lo stesso accadeva per i voli della compagnia aerea israeliana, che molti stati non gradivano e tuttora non gradiscono nei loro cieli. Nemmeno apprezzavano poi che sul tuo passaporto comparisse un visto con la stella di Davide. Qui però gli israeliani, non volendo danneggiare il proprio turismo, ti mettevano il visto su di un foglio a parte facendo fessi in un colpo solo antisemiti e antiisraeliani.
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 21:15

Caro "uno che passa", no, non si puo' pronunciare il tetragramma divino, come ti ho detto se è in un testo sacro si deve leggere Adonai, cioe' il Signore .Nel modo piu' assoluto. Non mi sbaglio perchè sono stata a lezione di Sacra Scrittura e di Storia della Chiesa in una Pontificia Universita' qui a Roma.
Spesso il Prof.Rav. Elio Toaff ha rimproverato anche  papa Ratzinger perchè pronunciava troppo spesso e inutilmente il nome di D*o, e anche il nuovo rabbino Prof. Rav Riccardo Di Segni  ha spesso ricordato di non pronunciare il nome di D*o anche a papa Giovanni Paolo II, a papa Ratzinger, e a papa Bergoglio che hanno ammesso di avere torto e di non farlo piu' con tale frequenza.
E' un comandamento che D*o in persona ha dato al suo popolo accampato alle falde del Monte Sinai e poi ha scritto questo comandamento col suo dito sulle tavole della Legge di Mose'.
Noi bestemmiamo, basta un semaforo rosso, o una coda di macchine e tutti bestemmiano, ma non ho mai udito un ebreo bestemmiare.
La lettera di condoglianze potro' anche inviarla al Prof. Pacifici.
Io al collo ho una catenina con un gioiello di diamanti, poi una croce e una stella di Davide, da cui è nata la mia religione cristiana.
Ciao
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 21:44

Curioso che il tuo uso degli asterischi per nascondere un nome dal significato teoricamente nobile e positivo assomigli a quello che viene fatto a scopo eufemistico con vocaboli del c****o.

Così come è incongruo confondere la forma verbale "può " con "deve". Non sono proprio la stessa cosa.
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 21:56

Caro "uno che passa" non è mio l'uso dell'asterisco, ma gli scrittori ebrei fanno cosi', oppure scrivono D-o.
Toaff spiegava a volte che anche dire banalmente "Dio mi è testimone che non ho preso il caffe'", era un'abitudine che andava assolutamente sradicata.
Non sono contenta di far parte di un popolo bestemmiatore, sul serio, che cosa orrenda.

Fai come vuoi , scegli tu, il tetragramma divino non si puo'  oppure non si deve pronunciare. Punto.
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 22:09

Dire che pronunciare il nome di Dio sia una bestemmia mi pare una bestemmia, come se tale nome fosse portatore di qualcosa di immondo. Ma in fondo non è che l'ultima contraddizione in un mondo che di irrazionalità e contraddizioni vive, anzi, ne fa dogma e fondamento....
 
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 23:22

Sono curioso di sapere come viene classificata la scrittura che io generalmente uso, cioè "dio" con la minuscola.
In effetti, credo che nemmeno il più osservante dei cristiani, quando dice ""no, per l'amor di dio levati quella cravatta che ti sta da schifo" pensi esattamente a colui che diede a Mosè le tavole della legge.
Però non penso nemmeno che tre lettere dell'alfabeto, messe in fila secondo una certa sequenza, possano attirare l'attenzione di un eventuale creatore del cosmo, e nel caso difficile pensare che si possa trattare di una sequenza in lingua italiana.
Se, invece, non si tratta di una sequenza di lettere, ma del concetto, allora il concetto emerge ugualmente in forma impropria anche utilizzando trattini o asterischi, o perfino uno spazio vuoto tra due parentesi.


Ultima modifica di Rom il Gio 23 Apr - 0:00, modificato 1 volta
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Mer 22 Apr - 23:49

Io ho detto solo che le quattro lettere ebraiche del tetragramma divino non si possono pronunciare, assolutamente.mai.

poi Dio si puo' pronunciare solo caso di estrema necessità.

poi puo' capitare di scrivere dio con la minuscola, dipende.
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Gio 23 Apr - 1:17

I fedeli sono chiamati a rispettare i canoni della propria religione (nonché i suoi dogmi). 
I non fedeli delle varie chiese devono convertirsi a farlo se vogliono mantenere la testa sul collo?
Poi siamo bravi a criticare gli estremisti delle altre religioni ...
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Gio 23 Apr - 9:59

Per chi conosca la vita di Spinoza e le sue opere non può amare i suoi nemici, per le stesse ragioni che non si può amare la chiesa che condanna Galileo e Giordano Bruno. Le chiese sono autoreferenziali e dediche alla pratica del proprio potere, ed un sacerdote o un rabbino ne sono lo strumento materiale. Per quanto non tutti i cristiani o tutti gli ebrei abbiano analoghe responsabilità (e adesso vanno aggiunti anche gli islamici), nei disastri del mondo, la parte che hanno avuto non è irrilevante, in Germania come in Israele. Non ho conosciuto Toaff e quindi me ne guardo bene dal parlare di lui, rispettando l'uomo prima del sacerdote, ed ora che è morto andrebbe considerata quale coscienza del mondo ha concorso a forgiare, essendo quella la sola anima che in Natura può dispiegarsi liberamente. E un'anima che anela a chiudersi nei confini di una ideologia è certamente povera, per quante permutazioni dei concetti possa costruire per determinarsi. Devo  dire che le religioni monoteiste hanno mostrato di essere orribili e terribili nel manifestare il loro potere di vita dogmatica e di morte vindice, proprio per i principi che stanno alla base del loro essere comunità di lotta difensiva e offensiva. Anche il cristianesimo, che monoteista non è, visto che si fonda sulla Trinità ed uno stuolo di Santi, è come loro, quando - da Costantino in poi - diventa il referente ideologico del potere dello stato, per perseguire l'uguaglianza dei sudditi e non quella degli uomini, ma come il buddismo ha più possibilità di districarsi teologicamente dal potere. 
Beati coloro che possano non essere sudditi del pensiero unico di quelle religioni, che al pari di molte altre hanno teso a bloccare l'ascesa dello Spirito, per mantenerlo imbalsamato ai concetti di antiche scritture, ed hanno scelto la via della physis per vivere in equilibrio con la natura, e nel rispetto del prossimo, pur senza offrire l'altra guancia. Amen!
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Gio 23 Apr - 12:51

@Tessa
Vedo che persiste la già segnalata confusione fra il "non si può" e il "non si deve", confusione che ha spesso macchiato di sangue la millenaria storia della Chiesa.

Citazione :
poi Dio si puo' pronunciare solo caso di estrema necessità.

Era questo allora uno dei casi in cui si poteva?  Non mi sembra dunque un divieto così stringente, se si può applicare persino al nostro microcosmo...
A meno che tu non ti volessi riferire al drammatico caso in cui uno inciampi e picchi il naso contro uno spigolo, eventualità in cui spesso il nome di Dio viene pronunciato con appassionato fervore.
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Gio 23 Apr - 13:20

Caro "uno che passa",
il papa San Giovanni Paolo II ha chiesto perdono per tutti i peccati della Chiesa, io ho perdonato e vado avanti.
Tu con chi ce l'hai? Con la Chiesa? Prendi una penna stilografica e scrivi al papa e lamentati.
Ciao
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Gio 23 Apr - 13:24

Un'alternativa sarebbe quella di chiedere al Papa di iscriversi al Forum. Visto che telefona a tutti, non sarebbe nemmeno improbabile. Pensa che colpaccio per noi, però...



:lol!:
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Gio 23 Apr - 15:08

L’atteggiamento di Toaff pare privo di quella misericordia, che pare caratterizzare almeno la “teoria” cristiana.  Aver rinunciato ad accogliere il Messia ha probabilmente significato anche rinunciare alla contaminazione con l ’umanità che questo comportava.
L’ebraismo mi ha sempre attratto per la carica di intellettualismo che contiene. Un Dio feroce ed enigmatico, da interpretare in eterno, una battaglia continua tra la propria intelligenza e l’inconoscibile.
Una battaglia persa che, attraverso la diaspora, ha prodotto isolamento e acuminata intelligenza, da spendere nella scienza, nella filosofia e in quello humour nero tipicamente ebraico.
La ricerca di Hannah Arendt sulle motivazioni degli aguzzini nazisti, che produsse la nota considerazione sulla “banalità del male” è il contrappasso più puntuale verso l’intellettualismo ebraico.
 Essere sterminati da indottrinate nullità, privi di dubbi e di domande, sui quali il male si deposita in superficie, poiché non c’è una profondità dove possano germogliare i sentimenti e le considerazioni più elevate.
Toaff, forse, non riusciva a conciliare l’idea di popolo eletto con la “piaga” comminatagli da quel Dio vendicativo. Il senso di colpa, del  resto, ha perseguitato a lungo i sopravvissuti all’olocausto.
Ci sono stati suicidi eccellenti di letterati, o il mutismo su qualcosa di indicibile che non poteva essere ridotto ad argomento di  conversazione.
Quella mattanza industriale applicata ad individui consapevoli da altrettanti individui  consapevoli  richiedeva  una qualche forma di espiazione, fosse pure il rifiuto di continuare a vivere dopo aver sperimentato l’ affronto finale del mancato riconoscimento della propria umanità.
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Gio 23 Apr - 15:21

Lonely ranger ha scritto:
L’atteggiamento di Toaff pare privo di quella misericordia, che pare caratterizzare almeno la “teoria” cristiana.  Aver rinunciato ad accogliere il Messia ha probabilmente significato anche rinunciare alla contaminazione con l ’umanità che questo comportava.
L’ebraismo mi ha sempre attratto per la carica di intellettualismo che contiene. Un Dio feroce ed enigmatico, da interpretare in eterno, una battaglia continua tra la propria intelligenza e l’inconoscibile.
Una battaglia persa che, attraverso la diaspora, ha prodotto isolamento e acuminata intelligenza, da spendere nella scienza, nella filosofia e in quello humour nero tipicamente ebraico.
La ricerca di Hannah Arendt sulle motivazioni degli aguzzini nazisti, che produsse la nota considerazione sulla “banalità del male” è il contrappasso più puntuale verso l’intellettualismo ebraico.
 Essere sterminati da indottrinate nullità, privi di dubbi e di domande, sui quali il male si deposita in superficie, poiché non c’è una profondità dove possano germogliare i sentimenti e le considerazioni più elevate.
Toaff, forse, non riusciva a conciliare l’idea di popolo eletto con la “piaga” comminatagli da quel Dio vendicativo. Il senso di colpa, del  resto, ha perseguitato a lungo i sopravvissuti all’olocausto.
Ci sono stati suicidi eccellenti di letterati, o il mutismo su qualcosa di indicibile che non poteva essere ridotto ad argomento di  conversazione.
Quella mattanza industriale applicata ad individui consapevoli da altrettanti individui  consapevoli  richiedeva  una qualche forma di espiazione, fosse pure il rifiuto di continuare a vivere dopo aver sperimentato l’ affronto finale del mancato riconoscimento della propria umanità.
Guarda, scrivere un "Dio feroce" è una bestemmia gravissima, non so come ti vengano queste idee.
 Dio è sia misericordia e sia giustizia ma è sbilanciato verso la misericordia.
Poi scrivero' di piu', ora ho da fare.
 Io amo molto gli Ebrei.
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Gio 23 Apr - 16:00

Approfitto dell'intervento precedente per salutare LR, che forse, chissà, ho incontrato in altri lidi con altre vesti, che non riescono però a celare l'affascinante chiaroscuro dei suoi ragionamenti.
E' vero, la tragedia della Shoah ha prodotto un collettivo senso di colpa del popolo ebraico. "IO sono vivo, gli altri no, e già questo offende il mio senso di giustizia e fa vacillare la mia fede sulla predilezione del Creatore per il suo popolo eletto." Che in realtà, già fin dagli albori della propria storia, ha ricevuto dal proprio Dio più offese che premi.

Ma accanto a questi sentimenti di colpa e di dubbio l'Olocausto ne ha fatti germogliare altri, ed è a questi a cui alludevo nel mio intervento. Un profondo senso di emarginazione, ancor più forte di quelli patiti in tutti i secoli precedenti; un drammatico senso di insicurezza, non certo infondato ma a volte eccessivamente amplificato; un forte sospetto, quasi un'ostilità rancorosa, verso chi non condivide appieno la politica di Israele, e soprattutto un'ossessione, una psicosi collettiva che fa di quella tragedia il punto di riferimento principale, a volte l'unico, a cui parametrare qualunque altro evento storico o politico.

L'ho già scritto sopra, e lo ribadisco per non rischiare di essere frainteso, e so anch'io di muovermi in un terreno sdrucciolevole: non nego l'enormità di quanto questo popolo ha sofferto, al di là delle polemiche sull'unicità o meno dell'evento, dell'effettivo numero di morti eccetera. E' stata una vergogna che pesa non solo sul popolo tedesco, ma sull'umanità intera nella misura in cui nell'intimo di ognuno di noi sopravvivono gli immondi germi dell'egoismo, del disprezzo e soprattutto dell'ignoranza.
Ma proprio qui nasce il problema. Possibile che almeno gli intellettuali di quel popolo (che, ricordiamo, produce il più alto numero di premi Nobel del mondo) non si rendano conto che la riproposizione in termini così ossessivi ed esasperati del ricordo di quella sciagura (eravamo partiti dal discorso sull'irrazionalità del non voler sorvolare l'Impero del Male) non faccia altro che perpetuare il dolore e fornire ulteriori motivi di polemica a chi fa dell'antisemitismo la propria bandiera?
E' come se i fantasmi dei torturatori di settant'anni fa continuassero la loro nefasta opera anche dalla tomba, dannando la memoria delle loro vecchie vittime e dei loro discendenti, avvelenando la loro vita ed annebbiando le loro menti al punto da far loro commettere azioni quasi altrettanto riprovevoli, e qui alludo alle discutibili operazioni belliche dello stato ebraico.

A meno che, e questo sospetto è un'altra terribile eredità della storia, non ci sia fra quei governanti chi  in buona fede o meno utilizzi il sacrosanto sdegno per la Shoah per consolidare il proprio potere e giustificare i propri comportamenti. Vorrei che non fosse così, ma non rassicura una frase attribuita a Nethanyau: "Il nemico del mio nemico è mio nemico". Che purtroppo assomiglia a quella di chi diceva "Molti nemici molto onore".
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Gio 23 Apr - 16:19

tessa ha scritto:
Guarda, scrivere un "Dio feroce" è una bestemmia gravissima...
Ma non lo era anche scrivere Dio senza asterischi?
O forse li avevi finiti....
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Gio 23 Apr - 17:20

uno che passa ha scritto:
Approfitto dell'intervento precedente per salutare LR, che forse, chissà, ho incontrato in altri lidi con altre vesti,


Ricordi forse una streghetta con tanto di luna piena? Anch’io ho nostalgia della streghetta e, forse, tradirò Calamity Jane. :) 





Forse questo thread andava inserito nella sezione dei Cento Passi , dove Cardif ha postato il suo thread sul genocidio armeno, cui nessuno ha dato seguito.
Il fatto è che gli ebrei hanno sempre vissuto accanto a noi, numerosi e operosi. Di armeni ne conosco pochi e non hanno percorso il mondo per secoli.
Io non mi sono mai chiesta se il mio vicino fosse ebreo, meravigliandomi se qualcuno me lo faceva notare, non essendo la sua religione una caratteristica essenziale, almeno per me.
L’antisemitismo è una costruzione artificiosa di cui la maggior colpa ricade sulla Chiesa cattolica, che ha indicato gli ebrei come deicidi, come se un Dio potesse essere ucciso.
E’ l’orgoglio intellettuale degli ebrei ad infastidire, la loro capacità di soccorrersi ed arricchirsi come solo chi sa di dover abbandonare improvvisamente la sua casa riesce a fare, la persecuzione metabolizzata come accumulo di risorse per sfuggirgli.
Il sionismo è stata l’arma finale per sottrarsi a questa dannazione storica.
Se fossi ebrea, sarei stata sionista? Non lo so, probabilmente sì.  La vicenda della nave “Exodus” è lì a ricordarci che il rifiuto all’accoglienza è sempre dietro l’angolo, e che questo Mediterraneo è ancora oggi la tomba delle buone intenzioni.
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MessaggioOggetto: Re: Toaff e l'Impero del Male   Oggi a 1:00

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Toaff e l'Impero del Male
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