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 Un anno di Matteo Renzi

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Rom




MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Lun 13 Apr - 9:31

Freg53 ha scritto:
La direzione complessiva è ben individuata:scuotere il paese dai suoi corporativismi,rilanciarlo sul piano economico,modernizzarlo sul piano istituzionale.Da  cinquant'anni parlavamo di bicameralismo perfetto, da 10 anni parlavamo di legge elettorale,da 15 anni parlavamo di riforma del lavoro.A Scalfari e  a tanti altri queste cose non piaceranno, ad altri si, alla fine deciderà il popolo sovrano.Poi per cambiare il paese nel profondo non basteranno forse dieci anni.

Lasciamo da parte il discorso sul "popolo sovrano", ché anche questo è vexata quaestio da cinquant'anni, dopo esserlo stato per altri versi nei precedenti cento.

La direzione complessiva che tu indichi è chiaramente dichiarata, ma non direi che sia altrettanto ben individuata. O meglio, è ampiamente discutibile e opinabile, com'è tipico della politica.
Quando si celebra il "fattivismo" di questo governo - la sua concretezza decisionistica - non bisogna dimenticare che certe "cose buone" non si sono fatte nel recente passato anche perché non ce e le cose che si n'è stata la materiale possibilità, in ambito parlamentare: cose buone difficile farle, cercando una confluenza vituosa con la destra che abbiamo nel nostro paese, da sempre e specialmente nell'era berlusconiana.
Adesso, Renzi riesce a "fare" perché certe cose le fa con il sostegno della destra, o parte della destra: infatti le cose non sembrano così "buone", o non tutte così buone.
Però non mi sembra un buon sistema quello di metterla sul piano "tot capita tot sententia", cioè a qualcuno piace, a qualcun altro no.
Se a obiettare pesantemnte sulle riforme costituzionale è la sora Cesira è cosa diversa dalla obiezioni di Rodotà o di Zagrebelski.
Se sulla riforma del lavoro obietta il sindacato storicamente di sinistra è diverso che se le obiezioni provengano da nonna Papera.

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MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Lun 13 Apr - 9:55

Rom ha scritto:
Lasciamo da parte il discorso sul "popolo sovrano", ché anche questo è vexata quaestio da cinquant'anni, dopo esserlo stato per altri versi nei precedenti cento.

Dalla origine dell'Unità d'Italia, dico io.  
Il "popolo sovrano" (e in aggiunta per "Grazia di Dio") è l'invenzione di quelli che si sono legittimati il potere di fare quel che vogliono della popolazione.
Come si può definire Stato democratico o Stato moderno (dove il popolo è considerato veramente sovrano) quello in cui i suoi cittadini sono considerati alla stregua di sudditi?
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MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Lun 13 Apr - 12:37

La democrazia funziona così, chi  ha la maggioranza  governa e decide, le opposizioni si possono preparare a diventare maggioranza.Questa regola fondamentale spesso viene dimenticata ,sono finiti i tempi in cui bisognava mediare tutto.Di mediazione in mediazione siamo finiti in una palude da cui è difficile uscire.Frattanto il Pd alla camera ha 311  deputati, ad un passo  dalla maggioranza assoluta,si rafforza l'area di governo mentre tutte le opposizioni perdono pezzi consistenti.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Lun 13 Apr - 13:34

Il referendum riguarderà le modifiche alla Costituzione, non la legge elettorale.
Io ho più speranze di Iafran. Penso che l'opinione pubblica possa indurre a poche modifiche che impediscano quello che ha scritto Scalfari e che ho riportato sopra.
Un paio le ripeto, per scrupolo di coscienza: eliminazione delle candidature multiple e introduzione delle preferenze su liste di candidati scelti nelle sezioni (da riaprire). Nel regolamento delle Camere eliminazione del voto di fiducia sulle leggi di iniziativa governativa.
Naturalmente ci deve essere questa volontà e l'impegno di tanti. Se sono solo Scalfari, Rodotà o di Zagrebelski non se ne fa niente.
Se poi tutto si riduce alla conquista del potere per decidere in tempi rapidi ed in autonomia, a prescendere da quello che si decide, la questione si sposta proprio sul versante dell'autoritarismo, che tanto non mi piace. Mi ricorda Napoleone e qualche altro.
Affermazioni apodittiche di natura fideistica che passano sulle opinioni altrui ricordano Renzi che 'asfalta' i gufi e i rosiconi. E pensare che una volta voleva 'asfaltare' Berlusconi, con cui oggi invece concorda le riforme.

cardif
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MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Lun 13 Apr - 14:02

cardif ha scritto:
Il referendum riguarderà le modifiche alla Costituzione, non la legge elettorale.
Io ho più speranze di Iafran. Penso che l'opinione pubblica possa indurre a poche modifiche che impediscano quello che ha scritto Scalfari e che ho riportato sopra.
Un paio le ripeto, per scrupolo di coscienza: eliminazione delle candidature multiple e introduzione delle preferenze su liste di candidati scelti nelle sezioni (da riaprire). Nel regolamento delle Camere eliminazione del voto di fiducia sulle leggi di iniziativa governativa.
Naturalmente ci deve essere questa volontà e l'impegno di tanti. Se sono solo Scalfari, Rodotà o di Zagrebelski non se ne fa niente.
Se poi tutto si riduce alla conquista del potere per decidere in tempi rapidi ed in autonomia, a prescendere da quello che si decide, la questione si sposta proprio sul versante dell'autoritarismo, che tanto non mi piace. Mi ricorda Napoleone e qualche altro.
Affermazioni apodittiche di natura fideistica che passano sulle opinioni altrui ricordano Renzi che 'asfalta' i gufi e i rosiconi. E pensare che una volta voleva 'asfaltare' Berlusconi, con cui oggi invece concorda le riforme.

cardif
L'opinione pubblica se ne fotte della legge elettorale , a sinistra abbiamo il brutto  vizio di considerare la politica al primo posto delle nostre attenzioni.Napolitano , poco fa, non tornare indietro sulla legge elettorale.
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MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Lun 13 Apr - 14:42

Freg53 ha scritto:

L'opinione pubblica se ne fotte della legge elettorale , a sinistra abbiamo il brutto  vizio di considerare la politica al primo posto delle nostre attenzioni.Napolitano , poco fa, non tornare indietro sulla legge elettorale.

I sistemi totalitari raggiungono pure il 100% dei consensi parlamentari … in Italia basterà il 40,1% dei voti validi alle elezioni (anche se le astensioni arrivassero al 40-50%) per avere la maggioranza parlamentare e con l’accordo dei "perdenti" (quelli certamente non si fermeranno a smacchiare tigri o a pettinare bambole) tale valore si porterà di fatto al 65-70%, per garantire la stabilità dei governi nei decenni futuri … comunque vadano le consultazioni elettorali (fatte solo per dare una parvenza democratica dello Stato).
Napolitano ha contribuito a fondere la fantomatica "sinistra" con la destra forse (anche lui) “per il bene dell’Italia” (senz’altro per il bene di certi italiani).
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Lun 13 Apr - 14:45

Freg53 ha scritto:
L'opinione pubblica se ne fotte della legge elettorale , a sinistra abbiamo il brutto  vizio di considerare la politica al primo posto delle nostre attenzioni.

L'opinione pubblica se ne fotte di moltissime cose, che pure sono essenziali.
Se ne fotte anche di conoscere come funzionano le centrali elettriche o i nodi telematici, ma si accorge benissimo se ci sono interruzioni di corrente o se internet è lentissimo, in certi momenti della giornata.
Per altro, se è ancora lecito parlare di "popolo sovrano", bisogna tener conto che un sovrano sarebbe davvero molto distratto, se non si accorgesse che qualcuno gli sta sfilando la corona dall'augusto capoccione.

Sono d'accordo con te, d'altra parte, sul fatto che a sinistra si tende a pensare, da molto tempo, che la politica sia fatta solo di politica: una forma quasi di corporativismo, o meglio, di ottusità corporativa.
La politica, proprio a sinistra, è stata invece sempre considerata una sorta di estensione istituzionale della cultura, intesa in senso lato, ossia come coscienza di tutto ciò che accade nella società - anche laddove la coscienza non corrisponde alla conoscenza.

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MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Lun 13 Apr - 19:46

iafran ha scritto:


I sistemi totalitari raggiungono pure il 100% dei consensi parlamentari … in Italia basterà il 40,1% dei voti validi alle elezioni (anche se le astensioni arrivassero al 40-50%) per avere la maggioranza parlamentare e con l’accordo dei "perdenti" (quelli certamente non si fermeranno a smacchiare tigri o a pettinare bambole) tale valore si porterà di fatto al 65-70%, per garantire la stabilità dei governi nei decenni futuri … comunque vadano le consultazioni elettorali (fatte solo per dare una parvenza democratica dello Stato).
Napolitano ha contribuito a fondere la fantomatica "sinistra" con la destra forse (anche lui) “per il bene dell’Italia” (senz’altro per il bene di certi italiani).
e  il 40.1 ti sembra poco? Non   possiamo , con la forza,  costringere la gente a votare, se non vogliono partecipare, peggio per loro.In ogni  caso in  Italia, malgrado la disaffezione di questi ultimi anni, si vota di più  che in  altri paesi europei , e negli Usa le  nostre percentuali se le sognano.
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MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Lun 13 Apr - 23:35

Freg53 ha scritto:


e  il 40.1 ti sembra poco? Non   possiamo , con la forza,  costringere la gente a votare, se non vogliono partecipare, peggio per loro.In ogni  caso in  Italia, malgrado la disaffezione di questi ultimi anni, si vota di più  che in  altri paesi europei , e negli Usa le  nostre percentuali se le sognano.

Però se i politici degli altri paesi "sgarrano", anche facendo l'1% dell'illecito che i nostri commettono in Italia, scompaiono dalla vita pubblica, ignominiosamente.
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MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Lun 13 Apr - 23:46

iafran ha scritto:


Però se i politici degli altri paesi "sgarrano", anche facendo l'1% dell'illecito che i nostri commettono in Italia, scompaiono dalla vita pubblica, ignominiosamente.
purtroppo il perdonismo in Italia è uno sport nazionale,quanti evasori fiscali ci sono in carcere.?  Nessuno .Anche la politica     Usufruisce  di questi vantaggi,quante persone  sono in galera per aver  causato la morte di più persone in incidenti stradali? Nessuno.
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Mar 14 Apr - 1:19

Settant'anni di democrazia hanno portato l'Italia al punto pessimo in cui è oggi. 
Se la democratura o come diavolo la volete chiamare migliorerà le cose, ben venga.
Aggiungo, per non apparire un estremista rivoluzionario, che la democrazia un popolo se la deve guadagnare con matura consapevolezza e sufficiente cultura, cose che nel nostro paese sono ad un livello insoddisfacente. 
Mancando queste doti, la politica ha generato quelle entità mostruose che sono i partiti attuali i quali, soli, hanno popolato il Parlamento, usando ipocritamente il paravento dell'investitura del Popolo Sovrano tenuto sotto il giogo delle balle demagogiche che gli ha raccontato per anni e che continua a raccontare.
Quindi piazza pulita e avanti con riforme e innovazioni. Renzi come persona non mi piace, ma gli riconosco la capacità di decidere e di cambiare e spero che ci riesca.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Mar 14 Apr - 12:55

Radames ha scritto:
Settant'anni di democrazia hanno portato l'Italia al punto pessimo in cui è oggi. 
Se la democratura o come diavolo la volete chiamare migliorerà le cose, ben venga.
Aggiungo, per non apparire un estremista rivoluzionario, che la democrazia un popolo se la deve guadagnare con matura consapevolezza e sufficiente cultura, cose che nel nostro paese sono ad un livello insoddisfacente. 
Mancando queste doti, la politica ha generato quelle entità mostruose che sono i partiti attuali i quali, soli, hanno popolato il Parlamento, usando ipocritamente il paravento dell'investitura del Popolo Sovrano tenuto sotto il giogo delle balle demagogiche che gli ha raccontato per anni e che continua a raccontare.
Quindi piazza pulita e avanti con riforme e innovazioni. Renzi come persona non mi piace, ma gli riconosco la capacità di decidere e di cambiare e spero che ci riesca.

Come ho già detto, Renzi fa parte del problema, non è la soluzione.
Il "punto pessimo" del quale parli non possiamo limitarlo soltanto agli altri, ma ricomprende tutto ciò che quella demagogia e quel parlamento dei quali (giustamnte) parli: Renzi - anche Renzi - è un loro prodotto.
Dobbiamo stare attenti.
Ricordo una "lettera al direttore", indirizzata a Scalfari sul Venerdi di Repubblica, negli anni '90, in cui un cittadino/elettore spiegava la propria scelta di votare Berlusconi.
La lettera diceva più o meno: so che Berlusconi è un affarista, e la sua figura non mi piace, ma lo voto perché spero che possa cambiare le cose in questo paese.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Mar 14 Apr - 13:37

Se 70 anni di 'democrazia' ci ha portato qua, ci vuole l'Uomo Nuovo e un nuovo 'regime'.
A me ricorda la visione che ha portato Mussolini al potere, altro che Berlusconi.
Se adesso ci sono entità mostruose che popolano il Parlamento, ci vuole una nuova legge Acerbo.

Vabbè, me ne vado a mangiare, và

cardif
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Mar 14 Apr - 19:56

Giusta la citazione di Berlusconi e la (delusa) speranza del lettore di Repubblica: so che ha dei difetti, ma sono talmente esasperato da come vanno le cose, che se incocciamo uno che vuole più potere per cambiarle, io sono disposto a rischiare. Di Berlusconi si sapeva già abbastanza, all'epoca, per avversarlo, mentre per Renzi, finora, di zone buie nel suo passato non ne conosco, quindi il rischio lo accetto più facilmente.
Sbagliata la citazione di Mussolini. La dittatura (fascista e dunque violenta) non è la democratura di cui si parla. Non mi risulta che Renzi abbia marciato su Roma, ne che abbia come mezzi di convincimento ne il manganello, ne l'olio di ricino.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Mar 14 Apr - 22:55

Difenderò il diritto di esprimere opinioni, anche se non le condivido (come Voltaire). Ma assegnare i voti, dire 'questo è sbagliato e questo no', correggere con la matita blu no, non è consentito.

A) la legge Acerbo eccedeva: assegnava 2/3 dei seggi al partito che avesse ottenuto il 25% dei seggi. Invece l'italicum si accontenta del  55% a chi ottiene il 40% (salvo modifiche).
E' il metodo che pare lo stesso: il governo Mussolini s'impose col voto di fiducia e ottenne 178 voti su 336, contro i 157 voti di quelli che volevano portare il minimo al 33% e il premio a 3/5.
Altra differenza è che allora c'erano i fascisti nei seggi, a convincere gli elettori. Oggi c'è qualche gruppetto che porta qualche straniero o 'avversario' politico, come per la Paita in Liguria.

B) E' elementare, e quindi facile da capire, che non sono più i tempi dell'olio di ricino. Ottenere il potere è il fine ultimo per chi interpreta la politica come conquista del potere, alla Weber. Per Mussolini come per Renzi.
Ottenuto il potere con una legge di quelle al punto A), lo si esercita per dare gli 80 € non a chi ne ha bisogno ma a chi si vuole, anche se poi li mette nei risparmi e non li immette nel tanto strombazzato rilancio dei consumi, se serve a conservare il potere.
Mussolini, col potere ottenuto, introdusse le leggi raziali, fece mandare ai campi di sterminio gli ebrei italiani, assecondò Hitler nella guerra per il dominio globale. E ci voleva il potere assoluto, per questo. Ma anche il consenso dei tanti che, alla domanda 'italiani, volete voi la guerra?' risposero in coro con un grande 'Siiiiiiiiiiii'.
Oggi può servire scoprire il 'tesoretto' per fare bella figura. Poi vedremo se c'è veramente e/o che fine farà. E convincere del proprio buon governo, sempre per conservare il potere.

C'è chi se ne frega, basta che Renzi vinca e decida, qualunque cosa decida. C'è chi ha bisogno del
leader che decida per lui. Come quelli che gridavano sì a Mussolini.  Contento lui ....

cardif
ah, dimenticavo e aggiungo.
Nel 1953 una legge che dava il 65% dei seggi a chi avesse ottenuto più del 50% dei voti fu chiamata 'legge truffa'.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Mer 15 Apr - 1:49

Radames ha scritto:
Sbagliata la citazione di Mussolini. La dittatura (fascista e dunque violenta) non è la democratura di cui si parla. Non mi risulta che Renzi abbia marciato su Roma, ne che abbia come mezzi di convincimento ne il manganello, ne l'olio di ricino.

Certamente sì, il fascismo è stato altra cosa.
Ma anche noi, cioè la società oggi, siamo altra cosa.
Il paragone, quindi, col fascismo è assurdo, o almeno improprio, per quanto riguarda il regime in sé.
Ma certi paralleli storici - col fascismo e nazismo, ma anche, per esempio col maccartismo o con altri eventi - sono leciti e utili per ciò che riguarda la reazione della gente che vive "in diretta" gli avvenimenti.
Mi colpì molto un dettaglio, in apparenza assolutamnte secondario, leggendo il libro di Shirer sul Terzo Reich, quando l'autore - che nel '39 era corrispondente da Berlino - racconta che quella domenica del 1 settembre i carri armati e le truppe autotrasportate traversarono la città in direzione della frontiera polacca, che si accingevano ad attaccare, tra l'indifferenza dei berlinesi che si godevano la bella giornata a passeggio per le strade e per i giardini.
Sempre, quando ci si avvicina alla storia attraverso la quotidianità o la cronaca, si rimane colpiti da immagini  dello stesso genere - che si tratti dell'eruzione del Vesuvio a Pompei, o della seconda guerra mondiale, o della Rivoluzione d'Ottobre. Leggendo i resoconti storico-politici, sembra che ogni fatto avvenga accompagnato dal tuono di Zeus, mentre il popolo dalle case e dalle campagne sta col naso volto all'insù, a guardare impaurito i cavalieri dell'Apocalisse tra le nubi solfuree - o comunque mormorando, in trepidante attesa. Invece no, la cronaca dice che non è così.
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MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Gio 16 Apr - 9:50

L'ho sentito questa mattina per radio: "Io preferisco l'arroganza alla mancanza di ambizioni" (copyright dei "tosti", ora del boy scout fiorentino)

È il modo soft del concetto "Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi".  Qui (http://www.ilduce.net/motti.htm) c'è il repertorio orale e scritto della filosofia mussoliniana (quello concreto ha comportato i lutti e le stragi che sappiamo).

Avanti, allora, il mondo è degli Arditi ... finché durano.

"Ma a vincere saranno sempre loro, i contadini, noi samurai siamo come il vento che passa veloce sulla terra, ma la terra rimane e appartiene ai contadini" (Kambei  Shimada - I sette samurai, 1954 -)

È di qualche giorno fa la notizia della riabilitazione dei fucilati della I guerra mondiale.
"Far pace con la propria storia. Riabilitando almeno mille militari, fucilati o giustiziati, durante la prima guerra mondiale per i cosiddetti reati di servizio, le violazioni del codice penale militare in vigore all’epoca. E per loro non c’è solo il riconoscimento dell’innocenza, ma una richiesta di perdono avanzata addirittura  dalla Repubblica italiana…" (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/14/grande-guerra-legge-per-riabilitare-i-soldati-fucilati/1588937/ )

Per 100 anni, però, i generali (con il pugno di ferro) hanno avuto encomi e gloria!

Non sarebbe anche il caso di rivisitare "l'epopea risorgimentale" (i "meriti" o le colpe del cosiddetto re galantuomo,  soprattutto) e di affrontare, a testa alta, una verità scomoda, che farebbe tanto bene all'Italia?
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MessaggioOggetto: Re: Un anno di Matteo Renzi   Oggi a 21:10

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