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 Come eravamo ...

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MessaggioOggetto: Come eravamo ...   Gio 9 Apr - 19:43

Su una pagina di Google ho trovato un video del 1959 di Vittorio De Seta girato in un paese calabrese alle falde del Pollino (a confine con la Basilicata), all’epoca senza strada di accesso.
Il paese è Alessandria del Carretto, posto a circa 1.000 m slm con circa 600 abitanti, fondato nel XVII secolo dal marchese Alessandro Pignone del Carretto che vi ha relegato un gruppo di contadini delle sue terre (altre notizie qui http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandria_del_Carretto).
Come piccolo centro montano mantiene tuttora una sagra di primavera (Festa dell’abete) nell’ultima domenica di aprile.
Il video dura 16 minuti e 35 secondi e potrebbe testimoniare le condizioni sociali ed il folclore di tanti paesi del Meridione d’Italia in quel tempo.
L’attività di Vittorio De Seta mi sembra che sia abbastanza corposa ed interessante.
 
De Seta Vittorio, 1959 "I dimenticati"  https://www.youtube.com/watch?v=n3iwkzkpphM
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MessaggioOggetto: Re: Come eravamo ...   Ven 10 Apr - 17:50

Nell’area del Massiccio del Pollino, lato lucano nella provincia di Potenza, questa tipo di sagra è comune a tanti altri paesi. A Rotonda, per esempio, la sagra forestale è concentrata fra l’8 ed il 13 giugno: dopo si può vedere il tronco eretto con la punta d’abete in uno spiazzo di fronte al Municipio. A Viggianello, un paese confinante con Rotonda, una prima sagra si tiene nella prima settimana dopo la Pasqua ed una seconda nell'ultima settimana di agosto (al giovedì avviene l'abbattimento degli alberi, al venerdì quello della rocca, l'abete, che è poi l'elemento "femminile" posto in cima alla cuccagna, al sabato avviene il faticoso trascinamento degli alberi da parte dei buoi in paese. Queste giornate sono scandite da pernottamenti in montagna, balli, canti e musiche tradizionali al suono di organetto, fisarmonica, zampogna). 

Il trasporto con i buoi non sempre è agevole per le dimensioni dei tronchi. 
La foto ritrae la caduta di un bue all'opera di trascinamento (fortunatamente senza conseguenze). 



Ultima modifica di iafran il Mar 19 Gen - 16:13, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Come eravamo ...   Dom 26 Apr - 19:45


L'Omo ar Bozo di Ameglia
Traduzione: L'Uomo nel pozzo.

La festa risale al Quattrocento, quando ad Ameglia, ridente paesino del lunense, vigeva la simpatica usanza di prendere il primo straniero che passava di lì per buttarlo vivo in un pozzo. Per mantenere viva quella civile tradizione ancora oggi si acchiappa un malcapitato e lo si sbatte in una pozza d'acqua, nel gran sollazzo della popolazione locale.
Ciò è quanto di meglio l'amministrazione comunale è riuscita ad inventare per favorire il turismo. Chi si volesse avventurare da quelle parti è avvertito.


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MessaggioOggetto: Re: Come eravamo ...   Mer 26 Ago - 15:50

Come erano … e come si sono adattati.

Colobraro, provincia di Matera (un nome, una storia ... di superstizione e adesso di promozione turistica), 25 agosto 2015.

Dalla Rabatana di Tursi (MT) si vede Colobraro, un paese che mette(va) paura solo a nominarlo, tant’è che lo si indicava come “quel paese” senza proferirne il nome. La paura fa(ceva) novanta ... ai superstiziosi. Sì, lo so che è roba da trogloditi, ma … gli abitanti di Colobraro ne avevano piene le tasche di non nominare o non vedere mai nominato il loro paese. Così hanno sfruttato da quattro anni questa loro (infausta) nomea mondiale per proporre spettacoli itineranti lungo il vecchio borgo, fino al castello, e dissacrare e sfatare una credenza dura a morire: la jella del posto e la superstizione acquisita “culturalmente” in qualsiasi parte ci si trovi! E noi abbiamo voluto vedere, recandoci sul posto ... era un martedì di agosto, un giorno giusto ... 

Una cosa veramente encomiabile e positiva per le casse comunali e per gli esercenti del luogo con il divertimento dei presenti, che d'ora in poi ci penseranno due volte a continuare con le loro credenze ed a toccare amuleti per esorcizzare "l'affascino" (ovvero la fattura).
Varie le esibizioni di attori improvvisati del paese (con il coinvolgimento di qualche spettatore) per due ore circa di spettacolo. Alla fine, la possibilità di ordinare piatti caserecci e ad assistere a danze popolari (tarantelle e pizziche) proposte da ragazzi e ragazze colobraresi.
Una nota: quasi tutti i volti incontrati (vigili, ausiliari del traffico, baristi, organizzatori, attori, spettatori) erano sorridenti prima e dopo la rappresentazione.

Lo scorso anno, nelle otto giornate d’agosto (ogni martedì e venerdì sera), le presenze turistiche sono state 14 mila! A detta di qualcuno, il pieno è stato raggiunto un venerdì 17 (non so di quale anno). 




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MessaggioOggetto: Re: Come eravamo ...   Mar 19 Gen - 15:50

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Anche quest’anno, a Novoli in provincia di Lecce,  il 16 gennaio si è accesa la fòcara in onore di Sant'Antonio Abate, uno spettacolo per decine di migliaia di visitatori ... nonostante la pioggia.
.  .  .  .  .  . 
  
http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/la-focara-di-novoli-la-magia-del-fuoco
 
Da oggi al 18 gennaio la Focara di Novoli illuminerà il cielo sopra la Puglia. La magia del fuoco che affascina tutti sin dai tempi antichi.
La magia del fuoco attrae tutti, difficile non rimanere incantati davanti a un falò e impossibile non essere letteralmente estasiati al cospetto della Focara di Novoli. È uno degli eventi invernali di maggiore richiamo in Puglia, intriso di folklore e religiosità popolare e richiama migliaia di turisti da tutta la regione e non solo. Il culmine è la sera del 16 gennaio ma fino al 18 ci saranno eventi correlati.
Quella di Novoli, un paese in Provincia di Lecce, è il falò più grande del Mediterraneo con ha una base di 20 metri di diametro e un’altezza di 25, formato, pare, da almeno 80.000 fascine di tralci di vite raccolte dopo la pota delle vigne. Viene acceso da uno spettacolo di fuochi d’artificio che illuminano a giorno il cielo del paese e ogni anno i costruttori della focara si impegnano a variarne la forma, lasciando a volte un varco centrale, chiamato “la galleria”, che durante la processione è attraversata dal corteo che accompagna la statua del santo. La scenografia dell’enorme falò negli ultimi anni è anche personalizzata dall’intervento di un artista di fama mondiale.
L’edizione 2016 sarà accompagnata dall’esibizione del funambolo di fama internazionale Jade Kindar-Martin e la suggestiva musica di Gabriele Panico, in arte Larssen, che con “Phoco” ripropone in forma musicale i suoni del fuoco e le voci della piazza nei giorni della festa.



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cardif




MessaggioOggetto: Re: Come eravamo ...   Mar 19 Gen - 17:11

Ho visto il filmato. Beato chi l'ha potuto vedere dal vivo (purché sopravento allegro ).

grazie, Iafran
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MessaggioOggetto: Re: Come eravamo ...   Mar 19 Gen - 17:40

cardif ha scritto:
Ho visto il filmato. Beato chi l'ha potuto vedere dal vivo (purché sopravento allegro ).

Lo scorso sabato sera avevano regolato il traffico ed invitavano a lasciare l’auto già a 2-3 km dalla piazza degli spettacoli (come succede per la Notte della taranta a Melpignano, in agosto, valendone la pena!!!!)
Siamo "beati così così" entrambi: lo spettacolo che hai visto tu (e che vedranno gli altri) è quello che ho visto io ... senza sorbirci Sgarbi, immancabile ad ogni evento!  allegro


Ma le feste per i preti e per i fedeli (e non) non finiscono mai: un'altra pira si sta preparando a Grottaglie, in provincia di Taranto (http://www.grottaglieinrete.it/it/lafocra-it-la-grande-festa-san-ciro-grottaglie-sul-web-segui-tutti-gli-eventi/ ), per il 30 gennaio 2016, in occasione della festa di San Ciro (io ci sono stato dopo poco tempo dalla vincita al superenalotto nella cittadina, quella degli 85 mld di Lire, nel 1999). Questo video ci illustra i preparativi de "la foc'ra" (come viene pronunciata la pira in dialetto grottagliese, diverso da quello tarantino) http://www.lafocra.it/lafesta/vi-portiamo-nel-cuore-della-focra-di-san-ciro-2016/ (non sono riuscito ad inserire il video).

.
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MessaggioOggetto: Re: Come eravamo ...   Oggi a 0:56

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