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 Roma

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Rom




MessaggioOggetto: Roma   Mer 8 Apr - 23:43

Roma: mi sembra un eccellente argomento di conversazione - anche senza che il nome sia preceduto dall'articolo...
Mi piace cominciare con una canzone, che ha due qualità, una oggettiva, una mia personale.
La prima, oggettiva, è che è molto bella, e scritta da due romani: Califano per la musica, e Carla Vistarini per il testo.
Quella mia personale riguarda sia la canzone, sia il video che l'accompagna.
Spesso i video di youtube sono molto zuccherosi, o retorici, diciamo pure infinitamente inferiori alla musica, a meno che non siano la ripresa dal vivo di un concerto o un'esibizione televisiva.
Questo appartiene ai casi positivi, nei quali le immagini aggiungono qualcosa e hanno una bellezza propria.
Quello che c'è di personale è costituito dal fatto che, per puro caso, la gran parte delle inquadrature mostrano luoghi della città nei quali ho vissuto e sono cresciuto, e che ho visto da bambino proprio  in quei giorni.
Una in particolare, che mostra di spalle, dall'alto, un uomo con un lungo cappotto scuro, che cammina nella neve: piccolo piccolo, che appena arrivavo a guardare fuori dalla finestra, anche io vidi mio padre, che con il suo cappotto blu si allontanava lentamente, lasciando una fila d'impronte nella neve alta.
E poi ...

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MessaggioOggetto: Re: Roma   Gio 9 Apr - 7:08

Molto bello,bello davvero, il tempo passa ,quei tempi non torneranno più.
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MessaggioOggetto: Re: Roma   Gio 9 Apr - 10:32

Rom ha scritto:
Mi piace cominciare con una canzone, che ha due qualità, una oggettiva, una mia personale.
La prima, oggettiva, è che è molto bella, e scritta da due romani: Califano per la musica, e Carla Vistarini per il testo.
Quella mia personale riguarda sia la canzone, sia il video che l'accompagna.
(...)
Quello che c'è di personale è costituito dal fatto che, per puro caso, la gran parte delle inquadrature mostrano luoghi della città nei quali ho vissuto e sono cresciuto, e che ho visto da bambino proprio  in quei giorni.

La musica, le parole, le immagini (di persone e di scorci della città) del video sono in armonia tra loro e mi spingi a ricordare la mia fanciullezza.
Non posso parlare di Roma, sono nato in un paese della Sila Greca, e posso riandare con la mente solo a questo posto.  
Il mio paese fu sommerso dalla neve per tutto febbraio del 1956.  
A volte non nevicava per qualche giorno ma la neve accumulata resisteva, come persisteva il ghiaccio sul manto stradale e … la chiusura delle scuole.  
Una pacchia: giorni e settimane di libertà e senza andare a scuola!  
Si usciva di casa con gli scarponi, due paia di calze (chi aveva gli stivali di gomma ne metteva anche tre) e i guanti di lana per stare con gli altri coetanei e con qualcuno di 3-4 anni più grande ed esperto, che ci diceva come catturare gli uccelletti nei luoghi ove potevano trovare cibo (per fortuna, non ne ho mai preso uno).
Rientravo a casa e dovevo cambiare guanti, scarpe, calzini, pantaloni, cappello, giacchetta e sorbirmi i rimproveri della nonna, che pensava ad asciugare i panni vicino al braciere, per il giorno dopo.
La finestra della cucina lasciava vedere un pezzo di strada, in pendenza, ed i ragazzi che si cimentavano a scivolare con le scarpe sulle lastre di ghiaccio. Qualcuno, dopo una giusta rincorsa, riusciva a percorrere anche 4-5 metri.
Slittini non ricordo di averne visti, però, erano nei pensieri dei ragazzi per l’analogia con le carrozzette di legno utilizzate come giochi nei mesi estivi, mentre gli sci erano nell’immaginazione e forse nella pratica solo del ceto benestante.
Quella nevicata si sarà ripetuta qualche altra volta (forse, per un periodo più breve) ma gli occhi e la mente non erano più quelli di un bambino di 8 anni.
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Roma   Gio 9 Apr - 11:26

Ah, sei greco, quidi vieni dalla terra di Canaan e dalla terra di Sumer, bella questa descrizione che hai fatto, sai scrivere bene. Io ricordo la nevicata di 3 anni fa a Roma, la neve era tutta sporca e si scivolava , la gente cadeva in continuazione e si rompeva il collo del femore, le ambulanze sfrecciavano portando feriti politraumatizzati al CTO o al S.Giovanni, che ha la migliore ortopedia di Roma, ci siamo divertiti un sacco.
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MessaggioOggetto: Re: Roma   Gio 9 Apr - 12:51

tessa ha scritto:
Ah, sei greco, quidi vieni dalla terra di Canaan e dalla terra di Sumer, 

Si ipotizza che l’ultima glaciazione avesse abbassato il livello dei mari di circa 80 metri, una misura che non bastava a facilitare gli spostamenti della popolazione bruzia verso oriente. 
I greci, molto tempo dopo, con la loro intraprendenza e con le loro navi sono venuti a colonizzare l’Italia, preferendo mantenere buoni rapporti con le popolazioni indigene (finché rimanevano buone buone nell’interno). 
La parte della formazione montuosa al centro della Calabria, che guarda il golfo di Sibari è detta Sila Greca per l’influenza e per i contatti avuti con i greci di Sybaris. 
Qualcuno vorrebbe localizzarci Pandosia, una città bruzia, a ridosso del Fiume Acheronte (oggi Fiume Mucone), dall’alveo molto incassato. 
Però, tutto potrebbe essere: una cittadina rivierasca della Galilea, patrimonio mondiale dell'umanità, porta lo stesso nome del mio paese. 
Coincidenza o altro? Solo da scoprire.
Intanto per pura casualità sono stati rinvenuti reperti eneolitici studiati dall’equipe del prof. Renato Peroni (Università La Sapenza di Roma) in quattro campagne di scavi.
Il personaggio più significativo della mia terra nella storia recente è Giovanni Battista Falcone, morto per gli ideali repubblicani di Carlo Pisacane (Spedizione di Sapri, 1857).

Per ritornare al tema proposto, il sindaco Alemanno non ci fece una bella figura con la nevicata di 3 anni fa a Roma (nonostante l’elmetto di operaio).
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Roma   Gio 9 Apr - 14:19

iafran ha scritto:


Si ipotizza che l’ultima glaciazione avesse abbassato il livello dei mari di circa 80 metri, una misura che non bastava a facilitare gli spostamenti della popolazione bruzia verso oriente. 
I greci, molto tempo dopo, con la loro intraprendenza e con le loro navi sono venuti a colonizzare l’Italia, preferendo mantenere buoni rapporti con le popolazioni indigene (finché rimanevano buone buone nell’interno). 
La parte della formazione montuosa al centro della Calabria, che guarda il golfo di Sibari è detta Sila Greca per l’influenza e per i contatti avuti con i greci di Sybaris. 
Qualcuno vorrebbe localizzarci Pandosia, una città bruzia, a ridosso del Fiume Acheronte (oggi Fiume Mucone), dall’alveo molto incassato. 
Però, tutto potrebbe essere: una cittadina rivierasca della Galilea, patrimonio mondiale dell'umanità, porta lo stesso nome del mio paese. 
Coincidenza o altro? Solo da scoprire.
Intanto per pura casualità sono stati rinvenuti reperti eneolitici studiati dall’equipe del prof. Renato Peroni (Università La Sapenza di Roma) in quattro campagne di scavi.
Il personaggio più significativo della mia terra nella storia recente è Giovanni Battista Falcone, morto per gli ideali repubblicani di Carlo Pisacane (Spedizione di Sapri, 1857).

Per ritornare al tema proposto, il sindaco Alemanno non ci fece una bella figura con la nevicata di 3 anni fa a Roma (nonostante l’elmetto di operaio).
Si', da quello che so la Grecia fu prima colonizzata dai Pelasgi, poi scesero dalla Russia meridionale , a ondate successive, verso il 2000 a.e.v., quattro gruppi parlanti quattro diversi dialetti :Achei , Eoli, Ioni e Dori.Inoltre ricordiamo le migrazioni dei popoli dalla terra di Canaan verso occidente, migrazioni che avvennero gia' ai tempi della palestina preisraelitica e poi molto piu' recentemente con la caduta di Samaria ( 721) e di Gerusalemme ( 586). E nella terra di Canaan erano giunti dalla terra di Sumer. Ovvio che qui servono testi molto specialistici.I Greci sono un nobilissimo popolo con una nobilissima lingua, e per far loro coraggio non ci resta che esclamare con Tsipras :Popolo d'Atene!
Ciao, a piu' tardi
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MessaggioOggetto: Re: Roma   Gio 9 Apr - 23:32

              ... non i papiri di Rom- e chi li legge ?...  (tessa)


I papiri quando qualcuno se li ritrova fra le mani, non sta più nella pelle e chi li ha gratis non li "apprezza".   :D

Il mondo è sempre più al rovescio.  :)
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Roma   Ven 10 Apr - 0:14

iafran ha scritto:
              ... non i papiri di Rom- e chi li legge ?...  (tessa)


I papiri quando qualcuno se li ritrova fra le mani, non sta più nella pelle e chi li ha gratis non li "apprezza".   :D

Il mondo è sempre più al rovescio.  :)
Iafran, lo dici tu che non apprezzo i papiri di Rom, quando io entrai a Spazioforum , nel luglio del 2012, mi accorsi subito di costui che aveva una prosa diafana e cristallina, entrato nel maggio del 2012, l'ho notato e l'ho apprezzato, e l'ho detto pubblicamente a tutti.Lui invece aveva scelto me quale capro espiatorio, chissa' perchè, mah. Io amo anche un po' scherzare, ma si vede che dopo 3 anni, meno 17 mesi in cui non ci siamo scritti, il mio modo di fare ilare lo irrita, puo' capitare, saro' molto piu' seria, certo che il mondo la' fuori non è allegro, strage al tribunale di MI, stragi dell'Is, qui attenzione a non fare la finta tonta e a non estremizzare, ma ha ragione per carita', diventero' una single noiosissima, soggetto, predicato, complemento.Punto. E' anche difficile tirare avanti ora un forum, la gente non sa scrivere, io avrei appena la sufficienza, 6, Rom ha 10, tu stai a 9 , ma tanti altri non sanno costruire un periodo per cui leggiucchiano e se ne vanno.
Davvero abiti ai Colli Albani? dov'è l'Alberone?Ogni tanto quell'albero viene colpito o dai fulmini o dal vento e cade e ne mettono un altro.
Ciao, a domani, penso.Cerco un pupazzo decente :affraid: . for you.dopo questo pupazzo solo il diluvio.

PS; Quando ci dirai che significa Iafran?Ia è l'inizio del cognome e Francesco è il nome?come vuoi
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MessaggioOggetto: Re: Roma   Ven 10 Apr - 10:30

tessa ha scritto:
Iafran, lo dici tu che non apprezzo i papiri di Rom, quando io entrai a Spazioforum , nel luglio del 2012, mi accorsi subito di costui che aveva una prosa diafana e cristallina, entrato nel maggio del 2012, l'ho notato e l'ho apprezzato, e l'ho detto pubblicamente a tutti.Lui invece aveva scelto me quale capro espiatorio, chissa' perchè, mah. Io amo anche un po' scherzare, ma si vede che ... il mio modo di fare ilare lo irrita, puo' capitare, saro' molto piu' seria, certo che il mondo la' fuori non è allegro, strage al tribunale di MI, stragi dell'Is, qui attenzione a non fare la finta tonta e a non estremizzare, ma ha ragione per carita', diventero' una single noiosissima, soggetto, predicato, complemento....
Davvero abiti ai Colli Albani? ...
PS; Quando ci dirai che significa Iafran?Ia è l'inizio del cognome e Francesco è il nome?come vuoi

C’è un abisso fra me e chiunque altro (a sfavore mio, che mi sento di valere un bel 6-) e tu non “scherzi” … neanche quando scherzi di tuo; gli scritti di Rom, poi, hai detto bene che sono come “papiri” e come tali risultano "scoperte" inaspettate, preziose, uniche. 
Siamo sicuri che sia stato lui a scegliere te come capro espiatorio? Io, per quel che ho potuto leggere, vedo solo una certa complementarietà (che fa bene a tutti). 
Le cose serie sono sempre lì, uguali … quelle che ci alzano l’umore (le buone) teniamole ferme ed imputrescibili, chissà che non possano ritornare utili per farci percepire e contenere (modificare è quasi impossibile) quelle che ci affliggono e vorremmo debellare (l’arroganza del potere, le tasse, la corruzione, le carenze sanitarie, etc.).  
Sono stato 4 giorni a Roma nei pressi della fermata metropolitana “Colli albani” ospite di amici, gli stessi che mi hanno fatto conoscere Filettino qualche anno fa e che vorrebbero farmi percorrere l’Aniene fino alla sua sorgente (i luoghi da voi frequentati).
Io conosco solo 3 o 4 pupazzi ed ignoro il significato dei restanti.
Per il mio nick hai indovinato al 50% (Francesco), l’inizio è la fine del mio cognome. 
"Tessa", invece, non ha niente a che fare con il verbo, vero? Richiamerà qualche personaggio, luogo, o un avvenimento? Vedremo.

P.S. Ti raccomando di non confondere cardif con Cardiff … annulleresti la sua "italianilità".
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Roma   Ven 10 Apr - 13:32

Caro Iafran, quindi non ho indovinato il tuo nick al 50% ma al 70% se ho azzeccato la parte iniziale del tuo nome ( Francesco), e una parte del tuo cognome, ok tu dici la parte finale, io credevo quella iniziale ma sempre una parte del tuo cognome ho azzeccato.Il mio nick è banale, è la Tessa della novella di Boccaccio:  Bruno, Buffalmacco, Calandrino e l'elitropia, Tessa è la moglie di Calandrino che viene picchiata da costui.
No, guarda, non avevo fatto assolutamente nessuno sgarbo a Rom a Spazioforum, avevo solo affermato di essere cattolica e cio' mi procuro' pungoli e strali, Erinni e fato avverso a non finire che mi colpiron a piu' non posso ma io sono, e restero' sempre, orgogliosa della mia fede.
Certo che non confondo Cardif con Cardiff.
L'Aniene non nasce, come il Clitimno, fonte di ispirazione di poeti massonici, con questa bella fonte quadrangolare a piscina con barchette per vedere le polle sottostanti, l'Aniene ha molte polle, la cui acqua ovviamente convoglia a formare l'Aniene, certo vi sono innumerevoli cascatelle druidiche che alimentano il nostro desiderio di  vivere in una fiaba ( non in una favola, per carità, la favola è diversa dalla fiaba e ha una morale sempre amara) tra gnomi  folletti maghi draghi e castelli incantati.Gia' viviamo tra l'incertezza dei confini tra la concretezza delle cose e l'inconsistenza delle apparenze, sappiamo che il mondo è una nostra rapprensentazione e se pensiamo ai nostri neuroni, la materia che pensa sè stessa, rimaniamo sbalorditi dal mondo illusorio che ci creiamo per sfuggire alle brutture dell'esistenza, comprese quelle dei sindaci che piazzano i cartelli con limite di velocita' a logaritmo, su base 10, del reciproco di -20 alla meno 20 esima potenza per poterci salassare.Non ho dormito tutta la notte per questo.
Dei Monti Simbruini, che amo molto, essendo ciociari i miei genitori, racconterò del Monte Viglio, il piu' alto del Lazio 2156 m slm.
Ebbene soffrivo molto perche' non avevo ancora raggiunto la cima e volevo scalare questa montagna, ma fin da bambini ci avevano condotto per sentieri sicuri, ombreggiati e a bassa quota. Non trovavo un cane che volesse accompagnarmi, stavo con un ragazzo che mi rispose, ma vai al diavolo, falla tu la scalata, e rimase ad innaffiare il prato. Avevo 19 anni e il desiderio si acuiva sempre di piu' in me, trovai due baldi giovanotti , ma non li scelsi , anche due preti si offrirono, ma non li volli, ci si riuniva in comitiva solo la notte di San Lorenzo, partenza ore 24 da Valico S.Antonio ( 1700 mslm) per ammirare sulla vetta del Viglio l'alba. Ma io smaniavo, e aspettai il ritorno di mio fratello dall'America affinche' mi accompagnasse con tranquillita', e cosi' fu. Una bellissima scalata e da la' , dalla croce, un panorama mozzafiato.
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MessaggioOggetto: Re: Roma   Ven 10 Apr - 16:17

Tessa potrebbe anche essere una poetessa, una filosofa, una matematica, un’ambientalista … una naturalista.
Anch'io sono stato catechizzato nella religione cattolica e me ne sono liberato (a fatica, e non so se in modo definitivo).
La foto che ho allegato a commento del post sulla “Primavera” (un ramo di un mandorlo in fiore con attaccato il frutto - le mandorle - dell’anno precedente) è una interpretazione della rigenerazione della natura, che le varie religioni ne hanno voluto fare una festività tutta propria.
La prossima domenica (fra due giorni) gli ortodossi festeggiano la loro Pasqua, simboleggiata da uova colorate, da pulcini, da coniglietti e da fiori: ai primordi dell’umanità, cioè da quando qualcuno ha riflettuto su quel che gli accadeva intorno, questi dovevano essere eventi magici e, nello stesso tempo, positivi per la propria esistenza. 
L’inverno, il freddo, le ristrettezze alimentari andavano a scemare ed a questi subentravano raggi solari più caldi, più lunghi e nuovi nati a rinfoltire la selvaggina o nuovi germogli a rinverdire i prati: una festa per la vita imminente e per ... prepararla ad affrontare il prossimo inverno. 
Poi, gli stregoni o i sacerdoti hanno voluto incanalare il risveglio della natura nei loro personali (ed umani) progetti, dando inizio alle visioni soggettive per spiegare un fenomeno naturale unico.
Questa mia è una spiegazione terra terra, come lo è a volte quella che altri danno alla loro fede in qualche dio. Comunque, non sarei capace di farla diversamente.
 
La scalata che hai fatto al Monte Viglio mi ricorda quella che feci io con un'amica,  circa 10-12 anni fa, al Massiccio del Pollino (2248) e alla vicina Serra Dolcedorme (2267 m), da dove si ammira tutto il Golfo di Sibari, fino ai contrafforti dell’Altopiano silano.

Quella volta siamo dovuti rientrare in fretta prestando molta attenzione a ripercorrere la stessa strada ed al terreno intorno, perché pensavo di aver perso le chiavi dell’auto … alla fine le avevo lasciate inserite nella serratura della portiera (per fortuna).  

Queste sono imprese faticose da preparare e da fare in compagnia.
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MessaggioOggetto: Re: Roma   Ven 10 Apr - 18:10

Freg53 ha scritto:
Le vostre montagnucce,monte Viglio ,massiccio del Pollino, nulla sono nel confronto con la maestosità della nostra amata Etna (3340 m.).Due volte sono andato in prossimità del cratere centrale ,la prima volta con Freg ,la seconda volta da solo.Uno spettacolo unico 

Hai perfettamente ragione. 
A scalare l'Etna, fin sopra il cratere (adesso non si può più), è molto faticoso (io ho incominciato a salire con un amico ungherese dalla funivia, ci siamo rifiutati di utilizzare il fuoristrada): la sabbia vulcanica ti scivola sotto gli scarponi e ti fa avanzare meno di quanto pensavi. Ci si aiuta anche con le mani, nelle parti più impervie per la stanchezza.
Dopo, però, si può ammirare un panorama sconfinato e meraviglioso, ma anche il cratere quasi senza fondo per le emissioni gassose.  
Sia io che il mio amico (compagno d'avventura) conserviamo le foto con molta soddisfazione. 
Ne allego qualcuna quando la troverò. 
Però, Freg53 potresti postare le tue. Dai! Io impiegherò tempo ...
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Roma   Ven 10 Apr - 20:49

Caro amico iafran,
io non sono assolutamente nessuno.
Certo, sul risveglio della natura dopo l'equinozio di primavera e sul significato simbolico che ad esso si attribuisce ci sarebbe da scrivere moltissimo, e già fiumi d'inchiostro sono stati versati attorno a questo argomento.
E' ovvio che l'uomo preistorico si lasciava coinvolgere dai fenomeni celesti, non sapendo come spiegare la propria esistenza sulla Terra, ed ecco che i fulmini vengono scagliati da Zues irato, le procelle sono opera di Poseidone in rotta con gli esseri umani, Eolo libera i venti racchiusi nel suo otre e il mondo terrestre e celeste sono intimamente fusi tra loro. L' epos è un racconto di gesta di uomini e di dei.
Nell'Eneide notiamo che già dal I Libro sono coinvolti piu' gli dei che gli uomini, ecco che Giunone chiede a Eolo di liberare i venti affinche' le navi di Enea si sfracellino, e cosi' accade, ma Venere vede in pericolo il figlio e va da Zeus a chiedere pietà per lui, Zeus l'accorda, Poseidone si avvelena con Eolo per avergli sconvolto il mare e calma le sue acque. In tutto cio' la figura di Enea scompare pavida e spaurita, Enea sa solo levare le mani al cielo chiedendosi perche' non sia morto sotto le mura di Ilio-solo alla fine del I Libro riprenderà la sua tempra di condottiero. Siamo nel mito e difficilmente gli uomini rinunceranno ad esso, al sogno, alla fiaba.
Ho notato che Parmenide , il massimo filosofo dell'antichita', non abbandona il mito ma nella sua opera "Sulla Natura" fonde assieme Mythos e Logos. Nel frammento n.3 ci dice che lo stesso è pensare ed essere, ma è una Dea , la Dea di Parmenide, che si trova su un carro trainato da cavalli che volano verso il sole, a rivelare al filosofo cio' che doveva scrivere. La Dea di Parmenide e' l'Alma Venus di Lucrezio, è la Moira, è la Themis, è l'Ananke', è la Dea e panta kiberna( la Dea che pilota il corso di tutte le cose), è l'enorme pentacolo disegnato da Venere nel cielo nel suo percorso in un ciclo di 8 anni  in cui si congiunge 5 volte con la Terra, spettacolo spaventoso per gli esseri primitivi  che ne venivano atterriti.
Erano solo i sacerdoti ad essere in possesso di nozioni astronomiche sulle orbite dei pianeti, sulla parallasse e conoscevano gia' attorno al 5000 a.e.v. le ellissi, e i 2 fuochi delle ellissi, come poi dirà  Keplero, e tutti i 12 pianeti del sistema solare.
Solo quando Dio in persona parlo' al popolo d'Israele  dal Sinai, e stipulò l'Alleanza con esso,  cesso' l'incantamento che gli uomini avevano verso i fenomeni celesti.
Ciao


Ultima modifica di tessa il Sab 25 Apr - 0:33, modificato 1 volta
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: Roma   Sab 11 Apr - 0:16

Divinità e affini, un saluto e un abbraccio.
E un grazie a Rom per la bellissima voce di Mia Martini.
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MessaggioOggetto: Re: Roma   Sab 11 Apr - 0:52

tessa ha scritto:
... ed ecco che i fulmini vengono scagliati da Zues irato, le procelle sono opera di Poseidone in rotta con gli esseri umani, Eolo libera i venti racchiusi nel suo otre e il mondo terrestre e celeste sono intimamente fusi tra loro. L' epos è un racconto di gesta di uomini e di dei.

Pensato da qualche sapiente (influente) e manipolato da qualcuno che si è avocato la peculiarità di interpretare la parola e la volontà di un essere superiore (creatore di ciò che la mente dell’uomo non riusciva a spiegare) da trasmettere agli altri per mezzo di “sacerdotesse” o di discepoli (poi, anche tramite i dottori della chiesa).
Quando si avevano conoscenze astronomiche e si era in grado di prevedere le eclissi di sole (fenomeni che disturbano anche gli animali) come non farsi tentare dall'opportunità (rappresentata dalla penombra in pieno giorno) per dimostrare il rapporto diretto con l’essere superiore, calmando la sua ira (dopo poco tempo) per chissà quali inadempienze umane. 
Le sventure che toccano gli uomini, tuttora, vengono motivate da qualche colpa conosciuta o sconosciuta ai più (degli interessati o dei loro padri).
Ogni popolo è stato convinto ad avere il proprio dio protettore, ma ogni dio è stato creato  per convenienza dalla sua classe sacerdotale e da colui che voleva il potere nelle proprie mani (il faraone, Costantino I, il Papa, Enrico VIII, Elisabetta II, etc.).
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Roma   Sab 11 Apr - 9:29

E' proprio vero. Tutte le strade portano a Roma, ma è ancora più vero che da Roma partono tutte le strade che portano ovunque, dalle cime silane alla Sicilia felix, crocevia di ogni storia: non so se ci avete fatto caso, ma in questo bel dialogo avete rispecchiato la copertina - che sarebbe meglio chiamare la prefazione - di ES, nella quale da una parte c'è un affettuoso omaggio a Roma, dall'altra alle sue radici mediterranee.
Graecia capta ferum victorem cepit, vale per tutti i popoli che si affacciano su questo mare e che attraverso Roma hanno trovato il modo di rendere universali le loro conquiste intellettuali, modellando la storia del mondo, non solo e non tanto quella politica, ma quella del pensiero e del linguaggio, della coscienza e del nome dato alle cose e ai sentimenti umani. L'algebra e la magia.
La religione? Ne parliamo poi. Io sono "pagano" - un "pagano evangelico", per farmi capire da un cattolico.
Ne parliamo poi.

_________________
Storia diversa per gente normale, storia comune per gente speciale
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MessaggioOggetto: Re: Roma   Sab 11 Apr - 10:12

Rom, ho temuto di essere andato fuori tema e volevo, riallacciandomi all'ultimo post di flaviomob, ribadire che Roma è anche la sede principale del cattolicesimo, pur accettando adesso "fra le sue mura" cittadini di altre professioni religiose o di opinioni differenti.
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Roma   Sab 11 Apr - 11:52

Non avremmo avuto Roma senza gli ideali scipionici in cui l'aretè stoica s'incontrava con la virtus  aristocratica romana. Si sente l'esigenza di un recte vivere, della facultas recte sentiendi et cogitandi e del recte loqui.
Roma era oramai divenuta il centro assoluto di civiltà e ricordiamo che l'humanitas romana avra' il compito di rivelare l'uomo non solo investito di un dovere di elevazione morale ma anche come creatura di dolore, tormento, passione.
Orazio scrivendo in una  sua epistola Graecia capta ferum victorem cepit sottolinea, durante i Saeculares Ludi,  l'importanza della pax romana, gia' prevista da Virgilio nella ecloga IV- in cui parla della nascita di un puer,- forse figlio di Asinio Pollione , profondo conoscitore dell'ebraismo, o del figlio di Ottavia,- quale portatore di pace e serenità in tutto l'Impero.
Il princeps da tempo regnava , oramai, essendo caduti Bruto e Cassio, la repubblica non aveva piu' eserciti, e siccome Pompeo era stato disfatto, Lepido spodestato e Antonio ucciso non rimaneva che Ottaviano che depose il titolo di triumviro, si presentò come console e assunse su di sè auctoritas et potestas.
Solo con Diocleziano l'imperatore avra' anche il titolo di dominus.
Purtroppo con la tetrarchia di Diocleziano l'Impero si frantumo', si formarono i regni romano-barbarici, ma tramite l'ellenismo la cutura di Roma visse per secoli in tutta l'Europa.


Ultima modifica di tessa il Sab 11 Apr - 19:17, modificato 1 volta
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MessaggioOggetto: Re: Roma   Sab 11 Apr - 16:00

tessa ha scritto:

Roma era oramai divenuta il centro assoluto di civiltà e ricordiamo che l'humanitas scipionica avra' il compito di rivelare l'uomo non solo investito di un dovere di elevazione morale ma anche come creatura di dolore, tormenti, passione. (...)
Purtroppo con la tetrarchia di Diocleziano l'Impero si frantumo', si formarono i regni romano-barbarici, ma tramite l'ellenismo la cutura di Roma visse per secoli in tutta l'Europa.

"tramite l'ellenismo la cultura di Roma visse per secoli in tutta l'Europa" è quello che si pensa tuttora nei diversi Stati europei e che, suppongo, abbia fatto soprassedere sulla volontà del Vaticano di evidenziare nella nuova Costituzione europea le radici cristiane dell'Europa.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Roma   Sab 11 Apr - 19:30

Ho letto prima di Falcone citato da Iafran. Sì, ho letto qualcosa (a proposito: ho ringraziato?).
Grazie pure per la difesa della mia italianità, per quanto un po' di sangue greco e/o arabo scorre pure nelle mie vene.
Il massiccio del Pollino è bello, però non ci vivrei (vabbè, questa è alla Crozza-Razzi ). L'altra settimana sono andato ai suoi piedi a fare la solita provvista di vino.

"tramite l'ellenismo la cultura di Roma visse per secoli in tutta l'Europa"

Ma io non l'ho capito. Sapevo l'opposto.
In sintesi (e per scherzo), è Bergomum che deriva da Πέργαμον, no?

cardif
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Roma   Sab 11 Apr - 20:51

Volevo cambiare Europa con orbe terracqueo, ma stavo scrivendo in altro 3D, poi il post non è partito, mi sono stancata, ora riprendo.
Non consulto tutto sui libri di storia, ho alcune date in mente che forse sono esatte .
Dunque:

caduta di Cartagine e di Corinto :146 a.e.v.

Ellenismo :tra 323 a.e.v. ( morte di Alessandro) e  529 p.e.v.( chiusura dell'Accademia Platonica ad Atene da parte di Giustiniano.)

Odoacre depone Romolo Augustolo nel 476 p.e.v

Io penso che sia piu' corretto dire che sia stata Roma a utilizzare l'ellenismo per espandersi, Roma non distruggeva, si sovrapponeva, utilizzava per il suo tornaconto, solo se non si ubbidiva trapassava a fil di spada. Oramai la Grecia non esisteva piu', esisteva solo Roma, con l'Impero, i Pretoriani, l'Esercito e i Sicofanti. Diciamo che Roma ha elaborato ogni influsso per suo tornaconto.
Il discorso è molto vasto.
Ciao
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MessaggioOggetto: Re: Roma   Sab 11 Apr - 21:23

cardif ha scritto:
Ho letto prima di Falcone citato da Iafran. Sì, ho letto qualcosa (a proposito: ho ringraziato?).
Grazie pure per la difesa della mia italianità, per quanto un po' di sangue greco e/o arabo scorre pure nelle mie vene.
Il massiccio del Pollino è bello, però non ci vivrei (vabbè, questa è alla Crozza-Razzi ). L'altra settimana sono andato ai suoi piedi a fare la solita provvista di vino.

Non ricordo se hai ringraziato, ma hai scritto che avresti letto il libro con calma (se lo hai apprezzato non c'è alcun bisogno di ringraziare).

Il sangue storico (lumbard) lo lasciamo ai cultori delle ampolle e dei "nuovi riti pagani" per fare fortuna in Italia, altri sono andati nelle Americhe ed in Europa a cercarla ed a volte non ci sono neanche arrivati.

Se la tua provvista di vino l'hai fatta nel versante Sud del Pollino (Frascineto) hai fatto una buona scelta, altrimenti, nel versante Nord, devi ben conoscere i tuoi fornitori. Io preferisco rifornirmi a Manduria (TA) o a Guagnano (LE) per rifornirmi di vino Primitivo/Merlot o di Negroamaro/Salice Salentino: ottimi al palato ed a prezzi stracciati, inimmaginabili al mio paese.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Roma   Sab 11 Apr - 23:10

tessa ha scritto:
Volevo cambiare Europa con orbe terracqueo....
Non consulto tutto sui libri di storia, ho alcune date in mente che forse sono esatte .

a.e.v. è bella (altro che a.c.)
"orbe terraqueo" al posto di Europa non mi piace: annulla d'un colpo le tante altre grandi culture. Per esempio le grandi dinastie cinesi (Xia, Shang), Confucio e la muraglia (III secolo a.c.). O gli indiani, quelli dell'India, che ci hanno regalato la numerazione (detta araba).

L'Europa non è stata il centro del mondo, come la Terra non è il centro dell'universo. Lo è stata e/o lo si è creduto solo a periodi.

Io non ho memoria, perciò copio. Qua da Wikipedia:
"L'Ellenismo è un termine della storiografia moderna per indicare quel periodo storico-culturale della storia del Mondo Antico «che segue le imprese di Alessandro (spedizione contro il regno persiano nel 334 a.C.) e arriva fino alla formale nascita dell'Impero Romano» con la morte di Cleopatra e con l'annessione dell'ultimo regno ellenistico, il Regno tolemaico d'Egitto, nel 30 a.C. con Ottaviano vincitore a Azio nel 31 a.C."

Sono d'accordo che è stata "Roma a utilizzare l'ellenismo per espandersi, Roma non distruggeva, si sovrapponeva".
Io sono un po' elementare: interpreto alla lettera. E quindi capisco che è la cultura ellenica che è stata acquisita, utilizzata, rielaborata e perpetrata nel tempo dai romani (quelli di una volta).
Cosa testimoniata dall'etimologia di tantissime parole importate dall'antica Grecia nel latino ed ereditate dall'italiano, ma anche dal rumeno, di oggi.

Iafran, hai detto bene: Frascineto :D :D

cardif
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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Roma   Sab 11 Apr - 23:35

Caro cardif, io so con certezza, e ce lo ripetevano i nostri insegnanti sempre, che l'ellenismo va dalla morte di Alessandro 323 alla chiusura dell'Accademia Platonica ad Atene nel 529.
E se l'ellenismo racchiudeva un blocco di Paesi, polis,e località piu' piccole rette dai comarchi, tutti con una stessa cultura, tutti con la koinè, insomma un blocco non balcanizzato, non vedo perchè Roma dovesse disgregarlo per conquistarlo, è chiaro che ha conquistato tutto il blocco che era sotto una stessa egida, era piu' facile per lei comprenderne usi, costumi, lingue e avanzare. Se Wikipedia dice cosi' sbaglia e io so che nel mondo tantissimi collaborano a perfezonarla, certo avendo tempo mi piacerebbe.
Ovvio che una cultura si spegneva, e il nuovo- Roma -avanzava, Roma ha preso cio' che le serviva, Giove, Minerva, Mercurio pero' non solo statue di pietra ma anche le religioni misteriche. Anche a Roma era vivo e sentito il culto di Dioniso, erano vivi i misteri orfici, ma l'Urbe non si lascio' mai conquistare completamente da cio' che giungeva dall'Oriente, i Romani costruivano strade, acquedotti si mantenevano saldi sulle rive del Tevere e conquistavano depredando.
Ciao
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Roma   Dom 12 Apr - 0:38

Le dispute storiche sono come le montagne: se ti avvicini e scendi nel dettaglio anche il Kilimangiaro diventa uguale al Soratte, e si ti avvicini ancora di più sparisce anche la montagna e tutto diventa terreno sassoso, e niente di più.
Poiché Roma non appartiene a tempi ancestrali - in cui è possibile pefino immaginare che le civiltà non abbiano antefatti, ma siano insediamenti di naufraghi venuti dallo spazio cosmico - sappiamo bene che lo Stato romano è un fotogramma che fa parte di una storia, e che si tratta della storia composita di una parte di mondo assolutamente unica, qual è il Mediterraneo - crocevia di tre continenti.
Tutto concorre alla storia di Roma, e tuttavia nulla è riuscito ad essere quello che Roma è stata, ed è per sempre: molte entità di questa storia non avrebbero nemmeno potuto sopravvivere al tempo, nella memoria, se non fossero diventate "Roma".
O, se sopravvissute nella memoria, non avrebbero avuto quel tipo di effetti e di continuità che hanno avuto, generando la civiltà europea quale la conosciamo, e successivamente la civiltà globale che si realizza dopo il Rinascimento, fino all'attuale era iper-tecnologica.
Possiamo dare qualunque giudizio di valore o etico, a questo o quell'aspetto di questa storia, o a tutta nel suo insieme, ma anche la gran parte dei criteri che usiamo per dare questi giudizi fanno parte della storia, e la stessa libertà che abbiamo di giudicare fa parte di questa storia.
Per capire l'essenza di tutto questo, bisogna dismettere l'adozione, sul piano storico, della visione "fisica" e meccanicistica - i corpi e le prevalenze - e adottare quella "biologica" e molecolare della trasmutazione e delle metamorfosi.
Per schematizzare, tutt'al più, possiamo innanzi tutto definire questa storia come greco-romana, in cui con la parte greca si ricomprende l'eredità nord-africana, siriaca e anatolica, oltre a quella propriamente ellenica ed ellenistica, e per la parte romana il contributo etrusco, quello celtico e quello dei popoli centro-italici, al quale con le conquiste di Cesare si aggiungono i primi rivoli germanici.
La fusione vera e propria avviene con l'Impero, che preannuncia già dai primordi la trasformazione in  civiltà romano-germanica, in sostanza la nascita dell'Europa: fino a quel momento, il territorio che poi sarebbe diventato Europa era una frastagliata penisola nell'estremo occidente dell'Asia.
La cesura che separa le steppe russe da questa Europa romana, e germanica, rimane operante per secoli, e le sue vicende aiutano a capire molte cose: per esempio, il diverso destino della civiltà greca, che lì si è trasformato in un fattore di sclerosi culturale, solo in minima parte bilanciato dalla vitalità che in qualche modo riusciva a risalire attraverso l'impero bizantino, prima che anche questo lentamente si spegnesse.
Lo stesso "sogno di Alessandro" si arena e disperde nelle sabbie asiatiche, e riesce a sopravvivere solo con Roma, realizzando qualcosa che è andato molto al di là di quanto Alessandro immaginasse.
Un processo, questo, nel quale tutti i popoli mediterranei, e poi proto-europei, possono riconoscersi e specchiarsi, senza tuttavia che l'immagine di ciascuno esaurisca in sé la totalità e l'anima stessa di questa storia.
In questo senso la dizione ante e post Christum è tutt'altro che convenzionale, o peggio casuale: il Christo, il suo tempo, è al centro della storia ed è solo un punto, e solo un punto può fare da spartiacque - i milleduecento anni di Roma sarebbero troppo estesi, ma sono proprio questi che costituiscono il crinale che divide l'antichità dalla modernità.
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MessaggioOggetto: Re: Roma   Oggi a 5:37

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