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  I rom e la nostra infamia

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AutoreMessaggio
flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: I rom e la nostra infamia   Sab 13 Lug - 13:54

I rom e la nostra infamia

Le nostre società europee si definiscono orgogliosamente "democratiche". I politici che le governano, sia a livello nazionale, sia europeo, parlano con fierezza dei diritti sacrali istituiti in carte costituzionali celebrate come grande conquista dell'intera umanità. Se gettiamo però lo sguardo appena oltre le compiaciute e pompose esternazioni formali, ne scopriamo il carattere retorico fondato sulla falsa coscienza. Una democrazia degna di questo nome, un'autentica civiltà del diritto, si giudica in primis dallo status formale e sostanziale che garantisce alle minoranze e alle alterità di fede e di cultura. Ora, se prendiamo come paradigma della minoranza le popolazioni rom e sinti, vediamo quanto siano ipocrite le autoproclamazioni di società di diritto di cui pretendiamo di essere cittadini. Rom e sinti sono continuamente vessati, discriminati, sottoposti collettivamente a trattamenti di polizia. Sono considerati di volta in volta un problema, una questione di sicurezza, un pericolo, ma non sono mai valutati nella loro umanità personale e sociale, nella titolarità dei loro diritti inviolabili. La "questione degli zingari" non è una questione loro, è una questione nostra, dell'infamia dei politici che cavalcano le paure indotte per biechi calcoli elettoralistici, dei cortocircuiti patologici nella nostra relazione con l'altro. Si sente spesso ripetere la trista espressione criptorazzista: "non sono come noi". E perché mai dovrebbero esserlo? L'uguaglianza si fonda sul rispetto delle reciproche diversità. Il diritto alla diversità è garantito dalla nostra costituzione. L'essere umano è universale nella dignità e nel diritto ma si esprime nella molteplicità delle sue variegate culture. Tramite l'accoglienza e lo scambio si costruisce la prosperità. I rom e i sinti invece vengono esclusi, segregati, i loro bambini privati del loro sacro diritto alla pienezza della loro infanzia, al gioco, allo studio. La logica dell'emergenza e degli sgomberi praticata per motivare artatamente erogazioni finanziarie della Comunità europea, favorisce le speculazioni sulla pelle dei rom, invece di aiutarli e l'informazione sensazionalistica li confina in frusti e sconci stereotipi come quello del nomadismo vocazionale.
Questa vergogna deve finire immediatamente.

Moni Ovadia, per Amnesty International
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einrix




MessaggioOggetto: Re: I rom e la nostra infamia   Mer 31 Lug - 21:46

La nostra non è una civiltà nomade, e le leggi sono scritte secondo i canoni di una civiltà di residenza. Il certificato di residenza è appunto una proprietà che ci definisce come abitanti di un luogo specifico, dove il comune manda la guardia municipale a verificare che sia davvero così. I nomadi sono persone il cui status diventa impreciso sotto diversi aspetti. Se fossimo una società nomade cambierebbe tutto, e le leggi sarebbero scritte sulla base dell'esigenza di una vita nomade, ed anche le infrastrutture sarebbero diverse. Vivremmo in un altro mondo.
Quando due mondi molto diversi si incontrano nascono sempre una infinità di problemi, che si riducono, pur radicalizzandosi, quando uno dei mondi è infinitamente più grande dell'altro. Nel passato, quando grandi popolazioni nomadi si sono mosse per razziare estesi territori, le cose neppure si sono viste sotto l'aspetto in cui le vediamo oggi, Ed anche quando stati sedentari occupavano territori di popolazioni nomadi, esercitavano un diritto di guerra che passava in terzo o quarto piano il fatto che si limitavano le capacità del nomadismo di muoversi in un territorio che veniva suddiviso in proprietà e regolato da infrastrutture viarie. Se pensiamo all'educazione Rom, o Sinti, o a quella corrente di una popolazione sedentaria europea, comprendiamo benissimo che sono tante le differenze in rapporto all'etica familiare e a quella più in generale verso il lavoro e verso le altre persone e comunità. E ogni volta che le differenze si incrocino nei rapporti tra gli individui, si può aprire la crisi. Le minoranze spesso sono popolazioni che non vogliono perdere la loro identità, dopo aver perso tutto il resto: beni e territori. E' un bel problema convivere con loro se non vi è un atteggiamento molto comprensivo, ma anche le minoranze, sopravvivono se mostrano grande flessibilità e capacità di adattamento. Non è un caso che le società tendano, anche in base alle leggi, a omogeneizzarsi, a standardizzarsi, a normalizzarsi, e "La legge è uguale per tutti" è un bel campanello di allarme. Per popolazioni diverse la legge non può che essere diversa, perché diverse sono le esigenze delle maggioranze e delle minoranze. Chi sa mai se un giorno diverremo così saggi dal saper rispettare le differenze così come apprezziamo l'uguaglianza, ma se questo è un principio fondante generale, apriamo un capitolo pieno di indeterminatezze dal quale sarebbe difficile uscirne.
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Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: I rom e la nostra infamia   Mer 8 Apr - 17:59

Ed oggi un politico che imperversa in tutti i media nazionali vorrebbe radere al suolo i loro campi e riceve apprezzamenti da una fetta consistente della Società Italiana.Non siamo per niente saggi e non sappiamo rispettare le differenze .
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Rom




MessaggioOggetto: Re: I rom e la nostra infamia   Mer 8 Apr - 23:14

Circola spesso, diventata di uso comune, la battuta sui "tempi andati", rimpianti dai vecchi e da chi non sa accettare le novità.
Per rimanere in ambito politico, da vent'anni non c'è bisogno di ricordare i tempi andati, cioè i decenni o i secoli, ma basta la collezione rimasta in casa dei giornali che non sono ancora ingialliti: quello che appena cinque o al massimo dieci anni prima scandalizzava, adesso passa quasi inosservato.
Perfino la Lega, che nasce già vecchia, più ancestrale che medievale, dieci anni fa i discorsi demenziali, le incitazioni più vergognose le strombzzava soltanto nei comizi valligiani, mentre nei talkshow sulle reti nazionali riteneva di doversi presentare in bella copia: ipocrisia, sì, ma che almeno era il sintomo che ancora esistevano dei limiti, e un pallido senso della vergogna.
Attualmente, invece, ognuno - la Lega ovviamente in testa - fa la sua parte per dimostrare che quei limiti sono superati, innanzi tutto nel linguaggio.

_________________
Storia diversa per gente normale, storia comune per gente speciale
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flaviomob



Età : 46
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MessaggioOggetto: Re: I rom e la nostra infamia   Mer 8 Apr - 23:32

Che Salvini e Renzi siano sempre presenti sui media fa un po' pensare.

Renzi è il capo del governo e da sempre i media hanno mostrato piaggeria verso questo genere di figure, la Rai per soggezione verso la maggioranza politica del momento, Mediaset perché trova l'animaletto di suo gradimento, tanti quotidiani perché polarizzato dall'"uomo forte".
Ma Salvini? Non è un po' sospetta la sua sovraesposizione? Forse perché al potere fa comodo un'opposizione controllabile e manipolabile. Alfano non può più fingere di essere opposizione, Berlusconi rimane improponibile, Grillo è molto pericoloso per la carta stampata e per il sistema Raiset (in più non dà interviste). Salvini invece sta cercando di legittimarsi come leader nazionale inseguendo il voto del centrosud: un'opposizione comoda, demagogica ma strutturalmente vicina al potere in tutte le regioni del Nord e in passato anche al governo, quindi ottimo sparring partner. Tra l'altro quando se la prende coi Rom in fondo legittima tanti sindaci del PD che li sgomberano in silenzio...
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cardif




MessaggioOggetto: Re: I rom e la nostra infamia   Gio 9 Apr - 0:20

Scusa, Flavio
non avevo visto il tuo messaggio ma quello di tanto tempo fa (perciò ho scritto quella cosa nel presentarmi)

Secondo me Salvini viene chiamato dai conduttori perché fa spettacolo.
Stasera la Gruber l'ha fatto sembrare perfino intelligente. Gli ha chiesto della sua storia con la Isoardi e lui le ha risposto che 'agli italiani di questo non importa niente'. Che brutta figura ha fatto lei, secondo me.
ciao
cardif
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flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: Re: I rom e la nostra infamia   Gio 9 Apr - 0:53

Qui un articolo di Internazionale:

http://www.internazionale.it/opinione/luigi-manconi/2015/04/08/rom-capro-espiatorio
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cardif




MessaggioOggetto: Re: I rom e la nostra infamia   Gio 9 Apr - 15:26

Gli ebrei pretendono la considerazione del mondo intero per l'olocausto. Eppure, oltre ai 5,9 milioni di ebrei, furono sterminati altri 10 milioni circa di esseri umani, tra cui centinaia di migliaia di rom e sinti.

Da come parla, si direbbe che, se lo si lascia fare, Salvini potrebbe essere tentato per la loro eliminazione. Non penso con i forni, ma non lui spiega dove mandare quelle decine di migliaia di rom. Dice solo che vanno demoliti i campi. E dice: 'si cercassero un lavoro, facessero un mutuo e si comprassero casa', che è il massimo della sua acutezza, in questi tempi di disoccupazione.
cardif
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Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: I rom e la nostra infamia   Gio 9 Apr - 15:43

Qualcuno si chiede se siamo "noi" a scegliere da "chi" e  "dove" nascere? scratch
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MessaggioOggetto: Re: I rom e la nostra infamia   Oggi a 1:00

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