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 Siamo come le rane ... o peggio??

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MessaggioOggetto: Siamo come le rane ... o peggio??   Mer 5 Giu - 18:08

Le rane bollite


Di Marco Malavasi


http://www.eureka.gr/





Alcuni giorni fa leggevo di un esperimento realmente
efettuato in un'università americana alla fine del diciannovesimo



secolo che, con poco rispetto per gli animali da
laboratorio, ha dimostrato qualcosa di incredibile: gli scienziati hanno



gettato una rana in una pentola di acqua bollente, e
questa è immediatamente schizzata fuori con un gran salto, per salvarsi da
quella che sarebbe stata un'orribile morte certa. E qui la sorpresa: se la rana
viene posta nella pentola con acqua fredda che i



ricercatori poi iniziano a riscaldare lentamente ma
in modo costante l'animale rimane nella pentola “adattandosi” alla crescente



temperatura fino a finire bollita. A questo punto ho
visto un parallelismo agghiacciante: proviamo a sostituire il gruppo dei
ricercatori con l'elite che ormai governa al ribasso non più attraverso la
politica - ma con la finanza - questo mondo sempre più brutto e sempre più
globalizzato, la pentola e l'acqua con la caterva di provvedimenti e di “misure
economiche” che ormai da



anni vengono propinate in Grecia, ma anche in Italia
e non solo, con cadenze da goccia cinese, dai vari “governi” più o meno eletti
dal popolo.



Chiaro adesso chi fa la rana? Ecco perché lo trovo agghiacciante;
e a nulla valgono le giustificazioni del tipo «ancora la gente non è arrivata
al limite, ma tra un pò reagirà»: con tutta probabilità la rana, mentre l'acqua
si faceva sempre più calda, faceva le stesse elucubrazioni. Mi si potrebbe
obiettare che, fino a prova contraria, gli esseri umani hanno capacità cognitive
molto superiori



a quelle delle rane; a parte il fatto che ciò non è sempre
vero, proviamo a riportarci indietro nel tempo, a pochi anni fa, e ad
immaginare che in un telegiornale qualsiasi venga data la notizia che di punto
in bianco le relazioni nel mondo del lavoro, gli stipendi e le pensioni, gli
ammortizzatori sociali ove presenti, insomma tutta la nostra vita, e quel che è
peggio, quella dei nostri figli avessero subito con decorrenza immediata i
cambiamenti e tagli come quelli che poi ci sono stati imposti: ebbene quale
sarebbe stata la nostra reazione?






Saremmo o no schizzati fuori dalla pentola e direttamente
nelle piazze per difendere le nostre vite come la rana messa nell'acqua
bollente? Facciamoci caso: la cadenza degli annunci e delle decisioni – imposizioni
segue la logica del pescatore: tenere la lenza sempre in tiro per evitare che
il pesce si liberi, concedendo alla bisogna anche qualche metro di filo, tanto
poi lo recupera a gioco



lungo,
senza fretta, ma inesorabile come l'acqua che si fa sempre più calda. L'esperimento
ci insegna questo: una volta che si preferisce, invece di reagire prontamente e
con forza per salvaguardare se stessi, il prossimo, chi ci è caro e non ultimi
i valori in cui crediamo e tutto ciò che chi ci ha preceduto ha conquistato per
noi a prezzo anche della vita, ci adattiamo e tiriamo a campare, con ogni
probabilità si finisce bolliti (e mazziati). Il problema non è il “quando” reagire,
ma il “se” reagire; con



tutta
probabilità la rana che finì bollita, nell'adattarsi all'acqua sempre più
calda, all'inizio si è anche sentita bene al calduccio



-
in definitiva il cambiamento si poteva accettare - oppure pensò che «c'è chi
sta peggio» e questo le ha fatto rimandare il



momento
in cui spiccare il salto di cui sarebbe stata capacissima, la pentola non era
coperta, e che la avrebbe salvata dalla



morte
atroce a cui andava incontro: sicuramente poi ad un certo punto, quando il
calore diventò sgradevole, commise



l'errore
fatale di credere che magari si trattasse di una cosa passeggera: quante volte
lo stagno si era riscaldato in estate.



Purtroppo,
quando poi la situazione si fece davvero insostenibile a tutto intorno diventò invivibile,
l'amara scoperta:



non
aveva più la forza di spiccare quel salto tante volte rimandato.



Mi
chiedo a questo punto se il funesto esito dell'esperimento sia poi colpa solo
dei sadici ricercatori, i quali, se accusati di



aver
ucciso la rana, potrebbero sempre obiettare che stavano facendo solo il proprio
mestiere, che la pentola era scoperchiata,



che
la scienza – ogni scienza - può causare vittime che si chiamano effetti collaterali,
che nessuno in definitiva aveva costretto la rana a rimanere nell'acqua.



E
questa è una grande verità: non possiamo sicuramente aspettarci che chi causa
il male altrui si preoccupi delle vittime del suo “lavoro”, che chi vorrebbe riportarci
indietro di duecento anni ci venga a mettere l'ora legale all'orologio; perciò
non esistono alibi: se gli “scienziati” fanno il loro lavoro, è solo e soltanto
compito delle rane di tutto il mondo fare quel salto che può salvare loro stesse,
i loro discendenti, gli ideali per cui altri hanno dato la vita perchè la
pentola in
cui
erano aveva il coperchio.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Siamo come le rane ... o peggio??   Gio 13 Giu - 6:23

Un articolo bello, se non fosse limpidamente agghiacciante la realtà che rappresenta.
Interessante anche il sito del quale ci hai citato il link, che sono andato a vedere.
L'articolo sarebbe stato ancora più efficace se l'autore non l'avesse aperto con quell'accenno all'esperimento sulla rana, come se fosse stata una specie di rivelazione: il fenomeno del riscaldamento progressivo della rana è infatti noto da tempo, e questo è il fatto più avvilente, cioè che l'analogia con la nostra situazione era sotto i nostri occhi e non l'abbiamo notata.

_________________
Storia diversa per gente normale, storia comune per gente speciale
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flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: Re: Siamo come le rane ... o peggio??   Gio 13 Giu - 10:30

Io credo però che si debba anche riconoscere una mutata dimensione sociale e culturale. Anche se introdotte in modo graduale, secondo me negli anni cinquanta / sessanta certe cose non sarebbero state lasciate passare senza ribellarsi profondamente. Io penso invece che dagli anni ottanta in poi si sia verificata una specie di "sindrome della pancia piena", una generazione si è illusa di vivere nel miglior mondo possibile e ha trovato una conferma ideologica nell'89 con il crollo del comunismo sovietico. Da qui è derivata una sorta di egemonia culturale di destra, non riconosciuta ma spacciata per "liberale" che poi è stata cavalcata dagli avventurieri e dai capitani coraggiosi che ben conosciamo.
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MessaggioOggetto: Re: Siamo come le rane ... o peggio??   Oggi a 2:50

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