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 Gramsci nel mondo

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flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: Gramsci nel mondo   Dom 26 Mag - 18:26


Perché Gramsci è apprezzato nel mondo (e in Italia poco)

Gramsci, più apprezzato all'estero che in Italia, perché?
[Gianfranca Fois]







di Gianfranca Fois

Mentre in Italia il nome e la conoscenza di Antonio Gramsci a livello politico
e di opinione pubblica impallidiva negli anni, nel mondo invece Gramsci
diventava, secondo una ricerca dell'UNESCO, il saggista italiano moderno, più
letto, studiato, commentato e citato dopo Machiavelli, venivano pubblicati su
di lui circa 36.000 titoli in 80 lingue, e questo a partire soprattutto dagli
anni settanta.
Viene allora naturale chiedersi, a questo punto, il perché di tanto
disinteresse da una parte e di tanto interesse dall'altra.
Per quanto riguarda la situazione italiana alla fine della seconda guerra
mondiale vengono pubblicate le Lettere dal carcere, che vincono il Premio
Viareggio, e, tra il 1948 e il 1951, i Quaderni dal carcere che, curati e
progettati da Togliatti, ebbero un grande impatto sia nel mondo politico che in
quello culturale. Alla fine degli anni sessanta si afferma soprattutto
l'immagine del Gramsci rivoluzionario e leader politico ad opera in particolare
dei movimenti politici e studenteschi del tempo.
In seguito però è subentrato quasi un senso di fastidio all'interno della
sinistra italiana che, per far dimenticare il suo passato dopo la caduta del
muro di Berlino, ha smesso di nominare, ricordare Gramsci e Marx.
Nel frattempo invece nel mondo Gramsci veniva considerato il pensatore in
grado di fornire gli strumenti più idonei per conoscere e capire le sfide e le
complessità della contemporaneità, vedi ad esempio quanto scriveva il famoso
intellettuale palestinese Edward Said che ha insegnato a lungo in università
americane.
E' stato veramente affascinante perciò, nel corso del convegno "Mille libri
per Gramsci" organizzato presso l'Università di Cagliari dall'Associazione Casa
natale Antonio Gramsci in collaborazione con altre associazioni sarde che si
richiamano a Gramsci, ascoltare studiosi di varie parti del mondo raccontare
come le idee del pensatore sardo si siano diffuse, siano state utilizzate
nell'ambito di studi scientifici o nella prassi politica, come soprattutto le
principali categorie gramsciane: egemonia, rivoluzione passiva, ruolo degli
intellettuali, classi subalterne siano state interpretate e re-interpretate
dimostrando di possedere grande modernità e vitalità.
Ed ecco allora una lettura inglese di Gramsci il cui pensiero ha consentito
di capire che la lotta politica, culturale e storica non sta nel rapporto tra
tradizione e modernità, ma tra la parte subalterna e la parte egemonica del
mondo, e questo consente l'impostazione di analisi, configurazioni e
costruzioni storiche, e non solo, da angolazioni inedite e impreviste.
E così in Asia il collettivo Subaltern Studies, formatosi agli inizi degli
anni Ottanta, all' Università di Delhi, ha come fine di di ricostruire la
storia del subcontinente indiano dando ascolto e voce ai subalterni che la
storiografia inglese eurocentrica contemporaneamente a quella delle classi
dirigenti nazionaliste aveva costretto al silenzio. Questi storici utilizzano
proprio termini e categorie gramsciane re-interpretandole per inserirle nel
contesto asiatico.
In Germania invece Gramsci ha avuto minor fortuna, risalgono agli inizi degli
anni ottanta la pubblicazione dei Quaderni e al 2008 quella più completa delle
Lettere dal carcere. Ma il quadro si arricchisce con gli apporti importanti dei
paesi sudamericani e nordafricani, a riprova della complessità e profondità del
pensiero di Gramsci che in Italia è dimenticato dalla sinistra e snobbato
dalla destra.
Eppure in altri paesi assistiamo a un uso di Gramsci anche da parte della
destra, infatti ad esempio l'ultraconservatore inglese Michael Gove, ministro
dell'Istruzione del governo Cameron, e suo probabile successore, ha rivelato
che a ispirare i suoi piani educativi per le scuole inglesi è stato proprio
Gramsci, di cui intende applicare le idee di maggior severità e selezione a
fronte del "permissivismo" della pedagogia della sinistra
Anche negli Stati Uniti se da una parte i conservatori dichiarano che Gramsci
è uno degli ispiratori di Obama nello stesso tempo alcune categorie gramsciane
vengono fatte proprie dalla destra per costruire la sua strategia politica.
Insomma niente male per un uomo al cui cervello Mussolini, facendolo
condannare al carcere, voleva impedire di pensare.
Globalist
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