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 Mein Kampf

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AutoreMessaggio
Rom




MessaggioOggetto: Mein Kampf   Dom 12 Giu - 13:14

Non so, e poco m’interessa sapere, per quale ragione il Giornale abbia deciso di offrire una copia del Mein Kampf ai propri lettori, suscitando tante reazioni scandalizzate.
Probabilmente l’intenzione era proprio quella di suscitare scandalo, in questo clima di rincorsa a chi la fa e a chi la spara più grossa.
 
Io credo che le reazioni, benché comprensibili, siano sbagliate: leggere i “documenti” della storia è sempre positivo.
Le democrazie occidentali, nel dopoguerra, hanno molto scritto e molto rappresentato – nel cinema specialmente – gli avvenimenti dei decenni precedenti, ma hanno fatto poco per promuoverne lo studio.
Soprattutto, al di fuori degli ambienti specialistici, si è molto sorvolato sugli antefatti, e su molti lati ambigui e controversi dei quei decenni, tra i quali rientra a pieno titolo un libro come il Mein Kampf.
Gli anni ’20, in particolare, furono un nodo cruciale della storia del novecento: nel 1924 Stalin prende il potere nel PCUS, e nello stesso anno Hitler scrive il Mein Kampf, durante una breve prigionìa seguita al putsch di Monaco.
Sempre nel ’24, però, vide la luce in libreria Il processo di Franz Kafka, che profetizzò gli universi concentrazionari che si stavano preparando ad opera della Germania nazista e dello stalinismo sovietico. Un’intuizione straordinaria, quella kafkiana, che andava al di là dei “fatti”, e ne rappresentava l’essenza.
 
Nella genesi dello stalinismo – cioè nel leninismo e nelle vicende precedenti e susseguenti alla rivoluzione d’Ottobre – è racchiuso lo svolgimento di tutto ciò che sarebbe successo in tutte le parti del mondo sottosviluppato, che nel corso del ‘900 ha cercato la via rivoluzionaria per sottrarsi al proprio destino.
Nella genesi del nazismo c’è invece il seme della modernità occidentale, o meglio, il seme dei lati oscuri della modernità occidentale, che con la globalizzazione sono diventati i lati criptati della modernità tout court, senza aggettivi.
In una chiave politica più sobria e ristretta, senza enfasi, possiamo dire che negli antefatti del nazismo ci sono tutte le doppiezze e le ambiguità della democrazia e della società tecnologica.
 
Prima fra tutte, la doppiezza della democrazia, intesa come persuasione di massa.
Il Mein Kampf è un eccellente manuale di marketing politico, nel quale sono esposti non solo i metodi ma anche i contenuti del messaggio, e del partito, che si vuole promuovere.
Leggere, conoscere questo manuale significa apprendere cosa c’è dietro la retorica della persuasione di massa.
Significa, anche, vedere come un contenuto possa essere “lavorato” per essere reso digeribile da una determinata opinione pubblica, e su quali valori comunicativi bisogna esercitare una pressione per ottenere l’effetto desiderato.
 
Naturalemnte, le tecniche di persuasione di massa non nascono certamente col nazismo, sono cosa antica.
Ma prima del nazismo erano prerogativa soprattutto del Potere costituito, che le usava per mantenere il controllo sociale e lo status quo.
Con il fascismo e il nazismo si elaborano le tecniche di persuasione di massa a scopo “eversivo”, che si propongono cioè come alternativa radicale a quello che viene presentato come “status quo”.
 
Leggere per conoscere.
L'analogia - anche in termini di immagini e linguaggio - con situazioni attuali è molto interessante.

_________________
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Mein Kampf   Mer 15 Giu - 14:28

Per semplicità riporto frasi da wikipedia:

Il Times, che pubblicò il volume a puntate, lo definì la «Bibbia laica» perché fornisce la giustificazione al credo politico di ogni nazionalsocialista insegnandogli la via della salvezza nazionale.

Mein Kampf è stato studiato come un'opera di filosofia politica. Per esempio, Hitler rivela il suo odio per ciò che riteneva fossero i due mali gemelli del mondo: comunismo ed ebraismo.

Hitler annuncia di voler distruggere completamente il sistema parlamentare ritenendolo per lo più corrotto, sulla base del principio secondo cui i detentori del potere sono opportunisti per natura.

Fino all'ascesa al potere di Hitler, avvenuta nel gennaio del 1933, furono vendute 241 000 copie del Mein Kampf; nello stesso anno si raggiunse la cifra del milione che, però, non includeva ancora quelle cedute a titolo gratuito dallo stato nazista ai soldati al fronte e ad ogni nuova coppia di sposi.
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Penso anche io che la lettura del libro possa essere utile, per uno studioso.
Temo però che possa essere letto come una 'Bibbia' da chi difetta di altri riferimenti culturali, come successe allora.
Sarebbe utile che la lettura sia fatta con l'ausilio di storici che mettano in evidenza che a scriverlo fu un tale, in carcere per tentato colpo di Stato, e che poi, ottenuto comunque il potere, scatenò lo sterminio di milioni di ebrei, comunisti, omosessuali, rom, sinti e disabili. che portò l'Europa in guerra per le sue mire espansionistiche ed imperialistiche, assecondato da un popolo ignorante (nel senso che ignorava dove si sarebbe andati a finire).
E anche oggi l'ignoranza avanza ...
Lo si dovrebbe leggere in eventi specifici presso scuole, biblioteche, centri culturali e sociali (esistono ancora con questa funzione?).

cardif
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