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 L'infedele e il parroco

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AutoreMessaggio
flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: L'infedele e il parroco   Lun 23 Mag - 23:45

Milano, l'imam in parrocchia fa lezioni di italiano alle mamme arabe: i parrocchiani divisi

L'oratorio di San Giuseppe ha chiamato Hatem Sobh della Casa della cultura di via Padova per insegnare alle donne che accompagnano i figli in parrocchia qualche nozione utile nella vita quotidiana

di ZITA DAZZI 

Un imam in parrocchia per fare lezione di italiano alle mamme arabe. Succede a Turro, quartiere multietnico a cavallo di via Padova, dove la convivenza fra religioni è un dato di fatto conquistato ormai da anni. È l'oratorio di San Giuseppe, in via Luigi Orione, ad organizzare il doposcuola per i bambini della zona e sono le stesse scuole pubbliche a mandare lì gli alunni che hanno bisogno di essere seguiti per fare i compiti. Istituti dove la presenza dei figli degli immigrati è cosi forte che in alcune classi sono addirittura più i cognomi stranieri che quelli italiani. Nessuno si stupisce quindi del fatto che, al doposcuola della chiesa, su 170 iscritti 140 siano bambini che hanno i genitori venuti da lontano e che la metà di loro preghi Allah.

Quel che è meno scontato è il pensiero fatto don Alessio Bianchi - 44 anni, origini brianzole ma 'in servizio' a Milano dal '98 - vedendo che metà di quei ragazzini arrivavano accompagnati da madri che non sapevano l'italiano. "Mi è venuto in mente che si poteva sfruttare il tempo che le signore passano all'oratorio aspettando i figli, per insegnare anche a loro qualcosa di utile, che serva nella vita quotidiana, che faciliti la loro integrazione". Ma non era nemmeno scontato che il sacerdote cattolico riuscisse a conquistare la fiducia di quelle mamme egiziane e marocchine in abiti neri tradizionali. Il 'don' dell'oratorio ha pensato così di rivolgersi direttamente alla vicina Casa della cultura musulmana di via Padova 144, un luogo molto conosciuto nel quartiere, crocevia di mille iniziative per il dialogo fra le religioni. "Ho chiesto ad alcune persone che conosco lì dentro e mi è stato proposto di fare venire Hatem Sobh, un imam egiziano di 50 anni, a parlare con le donne - racconta il prete - L'ho trovata una bella soluzione, sapendo che per vincere l'iniziale diffidenza delle mamme nordafricane, una guida religiosa sarebbe stato l'ideale".

Quel che don Alessio non poteva prevedere, è che qualcuno dei suoi parrocchiani si sarebbe invece scandalizzato per l'arrivo in parrocchia, tutti i venerdì pomeriggio, di quelle signore con l'hijab e il niqab, i veli islamici tradizionali, usati per coprire il capo. "Forse l'hanno vista come un'invasione, ma era tutt'altro", sorride. L'iniziativa è partita da sei mesi e la presenza delle donne velate non poteva passare inosservata. "Mi sono detto che era un peccato vedere i fedeli cristiani allontanarsi dalla casa di Dio. Però, pazienza, sono più numerosi i volontari che si sono offerti per collaborare a questa iniziativa, che i fedeli che ho perso. Anzi, penso proprio che l'anno prossimo replicheremo". D'altra parte in un oratorio che ha una squadra di calcio con il bomber che si chiama Osama, si immagina facilmente come tutti siano abituati alle cose strane e nuove. "Siamo noi adulti a fare problemi, a vedere le diversità. Questi bambini sono abituati a stare assieme fin dall'inizio dell'asilo: per loro non c'è nessuna differenza fra una famiglia e l'altra".

Racconta don Alessio che le signore col velo islamico ringraziano: "Mi mandano, tramite i figli, dolci arabi fatti a mano". Anche alla Casa della cultura islamica sono contenti di questa proposta: "Noi facciamo tante iniziative di questo genere con tante parrocchie diverse in zona. Il dialogo interreligioso è un fatto consolidato in via Padova e dintorni. L'unica cosa che spiace, è vedere che le istituzioni non tengono conto di questa realtà così avanzata, di un quartiere che è diventato laboratorio spontaneo di pratiche a favore della buona convivenza". A che cosa si riferisca, Asfa Mahmoud (che ha ricevuto l'Ambrogino d'oro dalla giunta Moratti) lo spiega subito: "Non ci hanno fatto costruire la moschea e, anzi, ci danno anche lo sfratto. Alla fine del Ramadan, ai primi di luglio, aspettiamo l'ufficiale giudiziario con il provvedimento esecutivo".


(Repubblica)


http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/05/21/news/milano_imam_in_parrocchia-140296287/?ref=fbpr



Questa notizia mi fa molto sorridere perché ha luogo nell'oratorio dove accompagno spesso, per il mio lavoro, un bimbo di sette anni. Dove si trovano pargoli magrebini, siriani, russi, rumeni, cinesi, del sud-est asiatico, egiziani... e vedere come diventano amici solo correndo dietro a una palla o girando su una bici... "non ha prezzo".
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mar 24 Mag - 2:59

Flaviomob.

Parroci e parrocchiani sono tutti contrari all'ecumenismo , e condannano le gerarchie che lo perseguono.Per i pargoli siriaci, russi, ucraini è facile correre dietro a un pallone, i problemi cominceranno con la dottrina , su cio'in cui bisogna credere, o no.Ah, alla chiese di Don Orione vi è un doposcuola con piu' ragazzini stranieri che italiani, sono contenta, li' di fronte mori' Don Sturzo, nel 59. In tutti i modi sono contraria a questa iniziativa, vedo che ora che c'è stata la Solennita' della Pentecoste, la gente ha ascoltato il Papa e non ha capito niente, si è confusa molto di più, ammetto che il Papa non si è espresso molto bene, poteva fare di meglio,  ignoto era lo Spirito Santo e ignoto resta, le gerarchie , poi, per secoli hanno litigato sui libri deuterocanonici, voglio dire che la materia è complessa e non si puo' fare catechismo il venerdi' per i bimbi siriaci e il sabato per i cattolici, gia' la materia è nebulosa, cosi'  ci si confonde di piu'.Ricordo che alcuni anni fa, alcuni intellettuali tra cui Umberto Eco, e Tullio De Mauro chiesero al Ministro dell'Istruzione di fare studiare a scuola anche la Bibbia e non solo l'Epica, io non sono d'accordo, sulla Bibbia è stato versato molto sangue, sull'Epica no, bisogna fare riassunti e disegni, e basta l'Epica per imparare a scrivere qualcosa, non c'è bisogno di cominciare a litigare a 6 anni sui primi capitoli della Bibbia.
ciao.
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Afam




MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mar 24 Mag - 12:00

Cristo è AMORE per tutti. allegro
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Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mar 24 Mag - 16:32

Afam ha scritto:
Cristo è AMORE per tutti. allegro

Hai detto bene, in armonia con cio’ che pensa un qualsiasi uomo e un ”fedele-senza-integralismo” di una qualsiasi religione. Bisogna, pero’, fare i conti con i retropensieri delle diverse gerarchie religiose, cioe’ con coloro che vogliono fare diventare un grande potere temporale la loro specifica (nonche’ subalterna) posizione sociale
Se i cittadini dovessero fare a meno di questi ”guru ecclesiastici” le cose sarebbero ben diverse e, forse, libererebbero quello che di buono hanno nel loro animo.
Cardif ha menzionato una frase di Rousseau ("L'uomo è nato libero e dappertutto è in catene"), possiamo ricordarcene in ogni momento anche e soprattutto quando ci vogliono imporre il rispetto o i limiti dei "dogmi religiosi". 
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cardif




MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mar 24 Mag - 17:38

A me l'iniziativa, che del resto ha il solo scopo didattico e non c'entra l'insegnamento della religione, pare cosa buona e giusta.
E' utile a praticare la tolleranza di cui si ha tanto bisogno e dà una mano all'integrazione.

Papa Francesco ha detto: "è doveroso che i seguaci delle diverse religioni uniscano le loro voce per invocare la pace, la tolleranza, il rispetto della dignità e dei diritti degli altri".
Perché i cattolici non possono dare il buon esempio?

Ma è facile pensarla così, per me che sono come minimo agnostico.

cardif
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flaviomob



Età : 46
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MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mar 24 Mag - 22:46

L'iniziativa ha uno scopo didattico e va oltre: favorisce l'integrazione e l'inclusione, fornisce uno strumento alle donne, alle madri, che può permettere l'emancipazione e l'ingresso nel mondo del lavoro. Una donna che conosce la lingua del paese in cui vive ha meno probabilità di essere dipendente o manipolata da qualcun altro (uomo).
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mer 25 Mag - 18:31

Flaviomob.

Nessuno di noi, qui, penso sia contro i musulmani. Se sono stati sfrattati dalla moschea ci sara' un motivo, i loro amici di Dubai potrebbero dare soldi per comprare terreno e costruire una moschea, come si è fatto a Roma con l'orrenda moschea al Salario, l'ha progettata Portoghesi, mi pare, poteva fare di meglio.
Sono contenta che ci si adoperi per istruire queste povere donne musulmane, si insegna loro a leggere, a scrivere e a far di conto, facessero cio' anche con le povere donne italiane, le raccattassero in tutti i quartieri popolari, e non sentiremo piu' le idiozie di Augias che dice che la madre della povera Fortuna ha conciato la figlia a 4 anni, con boccoli e rossetto, perchè non si hanno riferimenti culturali. E dove, là?C'è un doposcuola?Un oratorio?Una biblioteca? Una libreria? Che c'è là?E cosi' piantiamo un prefabbricato per insegnare alle donne ( e agli uomini) a leggere, a scrivere, a far di conto, in modo chele madri non concino piu' le figlie di 4 anni con i boccoli, rossetto,trucco,con la statuetta di P.Pio dietro ,- questa che c'entrava?, come nelle case dei mafiosi-.Questa ultima di Augias non l'ho capita, anche io ho in casa statuette di Lourdes, sia comprate di persone sia regalate da parenti ivi recatisi, di P.Pio, per gli stessi motivi, di S.Michele Arcagelo con la spada, eccetera eccetera , è un paese cattolico e non siamo ne' mafiosi e ne' camorristi, veramente Augias ha detto grosse fesserie con la faccenda della povera Fortuna.
Ciao
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Gio 26 Mag - 1:10

Che una metropoli come Milano non abbia una moschea è semplicemente anacronistico e provinciale. Non vi è nessuna considerazione logica e neppure autenticamente politica, solo la paura della strumentalizzazione demagogica di Salvini & co., nel periodo pre-elettorale, se si fosse giunti a un'assegnazione definitiva (il bando era già in fase finale) a favore della costruzione della moschea. Peccato che Pisapia, tutto sommato buon amministratore, abbia smentito se stesso. Magari mi sbaglierò, il comune parla di "vizio di forma". Forse la responsabilità è della regione.


http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/12/news/moschea_milano-137486953/
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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Gio 26 Mag - 3:30

Flaviomob.

Scusa ma, di questi tempi, della moschea di Milano non me ne importa niente,quando esistono palazzoni enormi e orrendi con 17 famiglie imparentate , e i piu' forti violentano e gettano di sotto i bambini, mentre tutti tacciono, della moschea non mi interessa nulla,prima costruiamo delle case prefabbricate per centro d'ascolto delle donne che vivono li', menate sempre dai mariti perennemente disoccupati, ìnsegniamo loro a leggere e a  scrivere( perchè non sanno farlo) e a far di conto, e poi si pensa alla moschea.Io  quando mi recai a Washington D.C., 20 anni fa, incontrai un giovane che mi raccomandò di fare attenzione perchè-disse- era una città molto pericolosa, poi mi chiese se poteva farmi compagnia quel giorno, dissi di si', e 3 volte si inginocchio' verso la Mecca a pregare, chi vuole pregare prega, ma guarda se con queste bambine violentate e gettate dal terrazzo mi devo preoccupare della moschea di Milano, per tacere di tutte le altre stragi che loro hanno perpetrato in Europa e nel mondo. Davvero io non ho interesse per la mosche a di Milano.
Ciao
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flaviomob



Età : 46
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MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Gio 26 Mag - 14:02

Non capisco il nesso tra le povere bambine e la libertà di culto.
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Gio 26 Mag - 16:39

Il nesso è che servono soldi per costruire moschee, li vogliono da noi, non sono come gli Ebrei che si sono costruiti da soli la SinagoGa , dopo la guerra, senza scocciare nessuno,ora, appunto, se vogliono pregare si mettano da qualche parte, rivolti alla Mecca e preghino. Augias ha accusato quella povera gente di non averE riferimenti culturali, ecco, appunto, ora mettiAMO dei PREFABBRICATI LA' E INSEGNIAMO A QUELLE POVERE DONNE A NON CONCIARE LE BIMBE DI 4 ANNI CON BOCCOLI E ROSSETTO, PRESTIAMO LORO LIBRI, INSEGNIAMO loro a  LEGGERE E A SCRIVEREe a far di conto,e poi diamo un lavoro a tutti i mariti, cosi' non le menano piu' perchè sono nervosi a stare senza far niente. soldi ce ne sono pochi o per costruire moschee o per aiutare la povera gente che vive in questa cintura periferica orribile.
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flaviomob



Età : 46
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MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Gio 26 Mag - 18:51

A parte che pagano le tasse, e "noi e loro" non esiste, ma il bando del comune di Milano quali oneri pubblici prevederebbe? Nessuno.
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Gio 26 Mag - 19:04

Non ho forze per mettermi a pensare ai musulmani di Milano che vogliono la moschea e che ci rompono i timpani con le chiamate alla preghiera, coi loro libri sacri, scopiazzati dai nostri, con l'Arcangelo Gabriele che ha dettato il Corano, con cappucci, veli, shador, divieti, eccetera eccetera, sono davvero stanca, prima diamo tutte le case popolari agli italiani, il lavoro a chi non lo ha, poi chiamiamo l'architetto per la moschea di Milano, ora non me ne importa niente, se poi è uno scontro ideologico con Salvini non me ne importa niente lo stesso.
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flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Gio 26 Mag - 22:49

Se sei stanca, riposati! ;)
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cardif




MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Ven 27 Mag - 23:22

Sulla frase di Augias sono perfettamente d'accordo: è di una indecenza inaudita. Sottintende un "se l'è cercata". Una cosa semplicemente assurda, anche perché tutta quella malizia in quella foto ce l'ha vista solo lui. Un vero schifo.

Che una iniziativa culturale venga fatta in un oratorio cattolico apostolico romano, penso senza aggravio per il Bilancio dello Stato (tanto di cappello al Bilancio) ma basato almeno in gran parte sul volontariato e sulle offerte, non vedo che danno porta alla collettività. Oltre al beneficio di un'azione utile all'inserimento e alla pacifica convivenza, anche nostra.

Che una iniziativa culturale venga fatta dalla società per le 'donne incolte nostrane' potrebbe essere pure una iniziativa utile. Purché non finisca come l'altra iniziativa organizzata dal Nostro Beneamato Stato col contorno delle Regioni, per cui l'accoglienza costa mediamente 35 € al giorno per profugo, ma a questo vanno solo circa 2 €.

Che sia consentito costruire un luogo per una qualunque religione è previsto dall'art. 19 della Costituzione (ancora per poco con la C maiuscola). E se servono soldi, perché non si può dare l'8 per mille  per questa finalità ai musulmani, ma si può dare solo a:
- Chiesa Cattolica
- Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno
- Assemblee di Dio
- Chiesa evangelica valdese
- Chiesa evangelica luterana
- Unione delle Comunità Ebraiche
- Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale
- Chiesa apostolica in Italia
- Unione Cristana Evangelica Battista d’Italia
- Unione buddhista italiana
-Unione induista italiana

I musulmani in Italia, intorno a 1,2 milioni nel 2007, sono il secondo gruppo religioso.
E anche loro pagano le tasse (non tutti, naturalmente; come gli italiani) e versano l'8 per mille.
E' questione di volontà politica, mi pare.

cardif
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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Sab 28 Mag - 0:04

Cardif.

E ma tu hai anche ragione, è pero' dopo il rogo delle streghe cattolico, ora non vogliamo ricominciare col rogo delle streghe islamico e le lapidazioni delle adultere, fucilazioni dei gay, delle lesbiche e dei trans, coprire la faccia, le mani, le caviglie, cercare il ginecologo donna, guarda che è anche una grande stanchezza psicologica. Noi siamo molto piu' vicini ai valdesi e agli ebrei che non ai musulmani, ma ora non ce la faccio, io, a pensare che devo trovare i soldi per la moschea per i musulmani, perchè non se la costruiscono con le mani loro?Io so di molte parrocchie, anche a Roma, costruite dal parroco e da 4 fedeli, lo facessero, io conosco davvero tante persone povere, poverissime cui dovrebbero andare gli euro della moschea,non hanno neanche un euro al giorno, e poi ci mettiamo a parlare dell'imam che deve fare la predica, di Maometto. della caverna, dell'arcangelo Gabriele, e di tutta la storia. Qua pero' sembra che il papa si stia avvicinando molto ai musulmani, per motivi che a me sfuggono, forse per evitare l'indecenza cattolica, protestante, valdese, ebrea, eccetera eccetera.ciao

PS. Per quanto riguarda le persone poverissime, 3 anni fa lessi che se avessero avuto un reddito inferiore a 12'000, i minicipi avrebbero dato un sussidio per farli sopravvivere, non volevano venire al Municipio, si vergognavano (pure questo), e giunti la' c'erano dei foglietti che spiegavano che per avere un certo sussidio dal Comune bisognava anche avere figli, oltre che essere poveri, mah, e ce ne siamo andati con le pive nel sacco.E io sto a pensare alla moschea? E che non li vedo tutti i giorni come vivono questi? A Roma sud c'è uno slargo dove si ritrovano la mattina, in attesa che i caporali li prendano per tinteggiare qualche muro, se li prendono , bene, hanno la giornata guadagnata, 20 euro al massimo, senno' niente, e pago io, e tutti quelli come me che si lasciano commuovere, e dobbiamo pensare alla moschea. Scusami ma per questi poveretti non si vede mai niente, io ho scritto ad assessori, sindaci, assistenti sociali, mai niente, e ora ecco che spunta la moschea. Ti ricordi quando l'Arca dell'Alleanza stava nel deserto sotto un tendone? Ecco prendono dei pali, un tendone e fanno la moschea.Poi dici che a ogni profugo toccherebbero 34 euro, ma alla fine gli danno solo 2 euro, magari li dessero a questi a reddito zero, che sopravvivono solo se le mogli fanno le pulizie, e non sempre le chiamano. Begli gli scontri ideologici, poi fare incazzare quelli della Lega, hai detto niente, pero' qua mancano i soldi per i nostri poveri, e sono davvero stanca di questi musulmani.Arrivano, sparano, massacrano, si fanno saltare in aria, ma portali al manicomio. Ciao
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cardif




MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Sab 28 Mag - 7:44

Hai fatto un intervento che sembra una valanga allegro 

Ha ragione Flavio: se non ce la fai e sei stanca, riposati :)
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Sab 28 Mag - 8:38

Certo che mi riposo, alla moschea ci pensate voi.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Dom 12 Giu - 13:05

Va be', adesso dico la mia, così scontento tutti.

Abbiamo impiegato duemila anni per liberarci, parzialmente, imperfettamente, dalla superstizione e dal bigottismo cattolico, e da varie forme surrettizie di teocrazia.
Tutto questo, con quale esito? Quello di dover "rispettare l'Islam"?

Augias.
Ho assistito a quella trasmissione e ho ascoltato Augias.
Non c'era niente di quello che è stato recepito e poi raccontato, con grande scandalo, nelle parole di Augias.
Non c'era disprezzo per la mamma della bambina.
Non c'erano illazioni verso la bambina.
Augias ha avuto il torto - gravissimo per uno intelligente come lui - di parlare confidando nella comprensione degli altri: comprensione "tecnica" intendo dire, di un pubblico cioè in grado di cogliere e dare peso al senso delle parole.

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cardif




MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mar 14 Giu - 23:35

Non posso imporre il mio agnosticismo al mondo intero. A compenso della mia libertà di esserlo, però, riconosco la libertà a ciascuno di credere nel dio che vuole, e riti connessi.
Anche ai musulmani.

A suo tempo non avrei preteso di limitare la libertà di religione ai cattolici perché c'erano i crociati e Pizzarro. Oggi non pretendo di limitare la libertà di religione dei musulmani perché ci sono fanatici integralisti.
Non penso che si tratti di rispettare l'Islam, ma la libertà degli uomini. Tutto qua. 

Ho rivisto qua
http://www.la7.it/dimartedi/video/lintervista-a-corrado-augias-sulla-riforma-costituzionale-03-05-2016-182798
l'intervento di Augias. Ho riascoltato le sue parole:
"Di questa foto, che questa povera madre mostra, mi ha fatto impressione il contrasto che c'è tra lo sfondo, credo che quella statuina dorata, lasciamo perdere, sia padre Pio se vedo bene, e questa bambina che aveva 5 o 6 anni, la guardi bene, guardi com'è atteggiata e com'era pettinata e come sono i boccoli che cadono.... Questa qui è una bambina che a 5-6 anni si atteggia come se ne avesse 16-18. Questo stridore, questa povera madre, per carità, tutta la pietà, ma c'è questo stridore che mi fa capire che anche lì s'erano un po' persi i punti di riferimento."
L'impressione che avevo mi è rimasta, nonostante la diversa lettura che ne ha fatto Rom.
Lo stridore che Augias vede è tra la statua, portatrice di valori religiosi di innocenza e castità, e l'atteggiamento da ragazza 'matura' della bambina sotto la guida della madre.
Per me aleggia nelle parole di Augias la 'peccaminosità' della bambina e della madre, che aveva perso i 'punti di riferimento' di Padre Pio.

Pardon, ma confermo.
Però non sono mica scontento che la si pensi diversamente allegro
 
cardif


Ultima modifica di cardif il Mer 15 Giu - 14:30, modificato 1 volta
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mer 15 Giu - 1:12

Come mai torni sempre su questo argomento?Io queste persone le conosco e non ho visto a casa loo statue dorate di P.Pio o della madonna di Lourdes.

1)prchè non ci credono
2)perchè costano. Se fanno una gita a S.Giovanni Rotondo costa cosi' tanto che non hanno piu'un soldo in tasca.

Secondo me la statua se la sono fatta prestare, se avevano un quadro di Modigliani forse mettevano quello nello sfondo, ma insomma volevano dire, qua non ci sono prostitute.Poi donne sempre picchiate, con mariti alcolizzati non capiscono piu' nulla, guarda come conciano le figlie, ai nostri tempi ci nettevano la fascia in testa e la medaglietta con la madonna al collo.
Noto che vi sono spesso episodi simili nella letteratura, cui spesso dobbiamo inchinarci per la grandezza degli scrittori. Di Eduardo, a parte Filomena Marturano, che è una commedia orribile e che Eduardo poteva evitare di scrivere, ma Rom qui direbbe che di Eduardo non si puo' cancellare nulla, c'è la commedia Gli esami non finiscono mai, quando il protagonista, giunto alla mezza eta' , si invaghisce di una certa Bonaria, che racconta che da piccola doveva fare la prostituta assieme alla madre, e con lo stesso cliente, e forse cio' mi dovrebbe commuovere perchè lo racconta Eduardo, e invece non mi commuove, poteva fare la cameriera, o la mondina, o altro, ma gli scrittori amano queste scene brutali.

Nel frattempo c'è stata la strage USA di gay, ma come dice Macaluso non importa a nessuno perchè sono gay, mi spiace che Macaluso abbia affermato cio',poi sono stati sgozzati gli agenti ieri a Parigi, di questi io non voglio piu' sapere nulla, manco se mi fanno vedere 10mila bambini Aylan morti sulle spiagge turche.Hanno detto, "Gli Europei 2016 saranno un cimitero", e noi gli spianiamo la strada per la moschea a Milano e pure i tappetini gli compriamo, ma quando mai.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mer 15 Giu - 9:45

Islam.
Non sono contro l'Islam in quanto strumentalizzato dai fanatici assassini dell'Isis: questo del terrorismo è un capitolo a parte.
Io mi rifiuto di essere "comprensivo e tollerante" verso l'Islam, dopo che siamo riusciti a superare l'oscurantismo cristiano/cattolico e la sua teocrazia latente o esplicita, in certi casi.
Le religioni tendenzialmente totalitarie non possono convivere con l'agnosticismo laico, né sul piano teorico, né su quello pratico: non è necessario "cercare" il conflitto, perché questo è intrinseco e manifesto.

Augias.
Lo scrittore ha avuto il torto di condensare in poche frasi un giudizio che avrebbe dovuto invece approfondire e circonstanziare: si è accorto subito dell'errore e ha cercato di superarlo commettendone un altro, cioè lasciando cadere velocemente il discorso.
Il contrasto, del quale ha accennato, andava, anzi va molto al di là della semplice statuetta di Padre Pio e dei boccoli della bambina: Augias è troppo intelligente e troppo consapevole di quale e quanto sia il contenuto sensuale della religione, per identificare Padre Pio e qualunque altro fratacchione con "l'innocenza" e peggio che mai con la "castità".
C'è in realtà un intrico di valori e disvalori da affrontare, in una società che conserva alcune iconografie che risalgono a un certo tipo di "mondo antico" (rappresentato da Padre Pio e le statuette) e una modernità edonistica e consumistica che appunto "stride" anche visivamente con quell'altra dimensione.
E' uno stridore che a me, personalmente, colpisce in tante situazioni, e ha colpito in quelle stesse immagini che vedevo mentre parlava Augias.
Pasolini, per ragioni analoghe a queste che riguardano Augias, ha dovuto sopportare anatemi e insulti ben peggiori, quando avvertiva e descriveva i segni di questa "mutazione antropologica", anche da parte di una sinistra che solo dopo qualche decennio ha dovuto riconoscere (troppo tardi) che aveva ragione.
Negli Stati Uniti (e, mi sembra, anche in Francia) ci sono già da qualche anno sociologi e soprattutto sociologhe donne che hanno studiato e commentato il fenomeno della sessualizzazione dell'infanzia, in forma strisciante e inconsapevole, esattamnte nei termini appena accennati da Augias.

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cardif




MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mer 15 Giu - 14:42

A scanso di equivoci, chiarisco che trovo assurdo che le donne non possano guidare un'auto, debbano girare col volto coperto e cretinate simili, fatte derivare da dettami religiosi da parte di menti fissate ancora con l'idea maschilista che le donne siano inferiori, che vadano tenute in condizione di subalternità, ecc ecc.
Lo so che non ci può essere compatibilità tra una interpretazione integralista, assolutistica ed intransigente della religione e l'ateismo.
Ci sono 13 stati, in maggioranza di religione musulmana, in cui chi è ateo rischia la condanna a morte: Afghanistan, Iran, Malesia, Maldive, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Somalia, Suda, Emirati Arabi Uniti e Yemen. Tutti (tranne il Pakistan) prevedono la pena di morte per apostasia. Il Pakistan è molto duro con la blasfemia, che comprende il non credere in Dio.
Ma spero che una maggiore apertura delle barriere sociali porti a far capire che quella è una interpretazione sbagliata dei principi della fede, di qualunque fede.
Oggi non è tanto facile separare i mondi, come dimostrano i vari attentati avvenuti. Non è possibile dire: ognuno a casa propria, alla Salvini.
Vedo solo due vie: lo scontro di religione con sangue a fiumi o il tentativo, almeno, di confronto sulla base della tolleranza, nella speranza di una emancipazione verso visioni più aperte e libertarie. Personalmente propendo per la seconda che ho detto.

cardif
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Afam




MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mer 15 Giu - 15:22

In accordo con il "CRISTO", cardif! allegro
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Rom




MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Mer 15 Giu - 20:37

Sul tema della tolleranza ci sono diverse cose da dire.
La Costituzione italiana stabilisce alcuni principi che non sono contrattabili.
Alcuni di questi sono in drastico e indiscutibile contrasto con certe pratiche e certe predicazioni religiose, cattoliche, cristiane e musulmane.
"Tollerare" in questi casi significa consentire che, in nome di una religione, si commettano dei veri e propri reati, laddove i codici penale e civile applichino il dettato costituzionale.
Questo problema di "giurisdizione" ha animato la storia europea per duemila anni, sappiamo bene con quanta e quale difficoltà: c'è stata gente imprigionata e torturata, esiliata e privata dei propri diritti, censurata, e ostacolata spesso con crudezza nei rapporti personali, per aver voluto sostenere e difendere la laicità dello stato, o almeno la libertà individuale dai dogmi religiosi.

Cosa significa, in pratica, allora, "tollerare" l'Islam?
L'unica spiegazione che riesco a dare è una forma di razzismo: i diritti costituzionali, le libertà e il rispetto e l'uguaglianza delle persone, etc, valgono per noi "europei d.o.c.", ma possimo guardare con condiscendenza le "strane abitudini" di quell'umanità di serie B - come dire insomma che certe bestialità sono "cazzi loro".

Io ho un'idea diversa della tolleranza: rispetto le persone, non le loro idee, quando le ritengo sbagliate.
Dissi una volta che, se avessi fatto la guerra partigiana, o anche la guerra tout court, avrei soccorso e aiutato un soldato tedesco ferito o affamato, ma questo sarebbe stato ben diverso dall'acconsentire alle sue eventuali convinzioni hitleriane.
L'Islam (tanto quanto, anzi perfino peggio rispetto al cristianesimo ecclesiale dei secoli passati) è un coacervo di favole, dogmi strampalati, teorizzazioni vessatorie e ritualità oppressive: cosa c'è da "tollerare"? In nome di cosa? Della "pacifica convivenza"?
Come posso essere "pacifico" se vedo una donna costretta sotto uno scafandro grottesco?
E come posso essere pacifico, se vedo la figlia di un vicino di casa con la faccia tumefatta, perché è andata a ballare con un ragazzo?
E come posso pacificamente evitare di mettermi a ridere quando sento parlare del paradiso con le settanta vergini?
Noi possiamo definire superstizione e ignoranza le "madonnine piangenti", ma dobbiamo "rispettare" i pellegrinaggi alla Mecca e tutte quelle ridicole "ditrazioni di massa"?
Certo, mica dico di bombardare la Mecca: sto parlando del rispetto intellettuale, sociale, politico.

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MessaggioOggetto: Re: L'infedele e il parroco   Oggi a 5:37

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