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 Arethusa

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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Ven 1 Gen - 21:44

Caro Cardif,
questo mito è nato con gli Achei, popolazioni delle steppe della Russia meridionale, che invasero la Grecia, ove predominava la cultura Pelasgo-Micenea, e che crearono il mito, gia' lo abbiamo detto. Siamo nel 1230 circa a.C.
Moltissimi poeti , da Ovidio, a Dante, ad Arioso a Pindemonte hanno rivisitato e rielaborato il mito, quindi esso ha infinite sfaccettature. Certo è piu' verosimile che Zeus abbia aiutato Alfeo a tramutarsi in fiume, ma quando? Da cio' che narra Ovidio, anzi da ciò che i personagi di Ovidio narrano in 1a persona, Alfeo era gia' fiume nell'Arcadia , allorchè Arethusa si immerse nuda in esso, vinta dalla calura e, poi, quando si accorse che dall'acqua si stava plasmando  un uomo, fuggi' via. Noto qui come la storia è piena di fanciulle che fanno il bagno all'aperto, scusa io ho un terrazzino qui ora compro la piscinetta di plastica e mi faccio il bagno nuda anch'io, arriva la buoncostune, ma un tempo no,  allora ricordo Betsabea, certo, poi Susanna e i vecchioni, questi bagni ebrei non avevano tende, c'è Arethusa etc, conosciamo le belle membra di Laura, non so se pure Beatrice si fosse fatta un bagno nuda, o anche Giulietta chissà...
Non so se siamo colpevoli, noi donne, quando in spiaggia prendiamo il sole soltanto con un triangolino, e poi accusiamo quello che si avvicina per parlare delle condizioni metereologiche, dovremmo batterci il petto? Ma questa è un'altra storia.

Insomma siamo arrivati al punto in cui dall'Arcadia  Arethusa comincia a correre, si ferma a dormire sulla neve del Monti Acroceraunici, e qui la ritrova Shelley, e riprende a correre, finchè Artemide , impietositasi da tanto zelo , l'avvolge in una nube e la trasporta a Siracusa. Non so il significato del mito. La civilta' Pelasgo-Micenea si fuse con quella degli Achei, si era a conoscenza di questa fonte ove , unica in Europa, crescevano papiri selvatici, e nacque codesta leggenda, ognuno puo' dare il significato che vuole, se cerchi la"morale della favola", io di piu' non so che dirti.
Ciao. Vado a vedere TV
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Ospite
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MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Mer 6 Gen - 14:33

tessa ha scritto:
Noto qui come la storia è piena di fanciulle che fanno il bagno all'aperto, scusa io ho un terrazzino qui ora compro la piscinetta di plastica e mi faccio il bagno nuda anch'io, arriva la buoncostune, ma un tempo no,  allora ricordo Betsabea, certo, poi Susanna e i vecchioni, questi bagni ebrei non avevano tende, c'è Arethusa etc, conosciamo le belle membra di Laura, non so se pure Beatrice si fosse fatta un bagno nuda, o anche Giulietta chissà...
Non so se siamo colpevoli, noi donne, quando in spiaggia prendiamo il sole soltanto con un triangolino, e poi accusiamo quello che si avvicina per parlare delle condizioni metereologiche, dovremmo batterci il petto? Ma questa è un'altra storia.

I duri cow boys dei film si facevano il bagno con i mutandoni (rossicci) ed alcune nonne, tempo fa, si sono tuffate nel mare con le sottane (bianche), altrimenti il nudo è sempre stato "l’abito" normale per fare il bagno (se non sbaglio).  bagno

Le spiagge, l'estate, la voglia di sole, il luccichio del mare, il ponte argenteo della Luna ... fanno parte veramente di un'altra storia.  Rolling Eyes  bacio entusiasmo
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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Mer 6 Gen - 22:11

Caro Iafran,
davvero non ricordo nessun cowboy che si fa il bagno al fiume coi mutandoni rossicci, i cowboy non attraversavano i fiumi a cavallo? Si mettevano i mutandoni?

Ho ricordi vaghi di" Balla coi lupi", qui Kevin Kostner viene catturato, mentre fa il bagno coi mutandoni rossicci, dagli indiani? Non ricordo, forse, dimmelo tu.

Ho un ricordo ancora più vago di" Un uomo chiamato cavallo," dove c'è un bellissimo Richard Harris , che mi sembra venga catturato, accanto al fiume, dagli indiani, non mi ricordo che facesse il bagno con i mutandoni rossicci.

Ho sentito che le nonne prendessero il bagno con le camicie bianche, dove? In che epoca? Negli anni 20?So che poi, in tempo di guerra, i costumi si facevano neri a maglia-un dritto, un rovescio,-poi arrivò il nylon, per le gioie delle fanciulle. Da che epoca fu consentito il topless sulle spiagge, per la gioia dei fanciulli, non so. Illuminami.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Mer 6 Gen - 23:40

La seduzione è una forza che attrae, e che superata una certa soglia, diviene inarrestabile. Il mito di Arethusla favoleggia che persino assumendo la forma incoerente dell'acqua, è impossibile sfuggirgli. Ha ragione Lara: la preda è Anteo.
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Ospite
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MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Gio 7 Gen - 0:01

tessa ha scritto:
davvero non ricordo nessun cowboy che si fa il bagno al fiume coi mutandoni rossicci, i cowboy non attraversavano i fiumi a cavallo? Si mettevano i mutandoni?

Ho ricordi vaghi di" Balla coi lupi", qui Kevin Kostner viene catturato, mentre fa il bagno coi mutandoni rossicci, dagli indiani? Non ricordo, forse, dimmelo tu.

Ho un ricordo ancora più vago di" Un uomo chiamato cavallo," dove c'è un bellissimo Richard Harris , che mi sembra venga catturato, accanto al fiume, dagli indiani, non mi ricordo che facesse il bagno con i mutandoni rossicci.

Ho sentito che le nonne prendessero il bagno con le camicie bianche, dove? In che epoca? Negli anni 20?So che poi, in tempo di guerra, i costumi si facevano neri a maglia-un dritto, un rovescio,-poi arrivò il nylon, per le gioie delle fanciulle. Da che epoca fu consentito il topless sulle spiagge, per la gioia dei fanciulli, non so. Illuminami.

Hai ragione ... per i film che hai nominato. Eli Wallach faceva il bagno nudo in "Il buono, il brutto e il cattivo" (quando diceva la celebre frase "Quando si spara si spara ... non si parla"), come Bud Spencer e Terence Hill in "Continuavano a chiamarlo Trinità",  ma non ho visto solo questi film western per  "inventarmi" cow boys che si lavavano in una vasca da bagno coi mutandoni, forse tu non hai visto i western che ho visto io e dei quali posso aver dimenticato i titoli. 
Però, tu puoi prendere le distanze e lasciare a me la responsabilità di quanto ho affermato (anche a riguardo delle nonne al mare, tempo addietro, con le sottane). Intanto, ho trovato questa foto di Charlot ... che non abbandonava mai l'abito in qualsiasi situazione si trovasse.
Per il topless riuscirei meglio a precisare la data se fossi stato coi primi marinai che sbarcavano sulle isole oceaniche abitate, non so nel XVI o XVII secolo. 

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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Gio 7 Gen - 1:16

Caro Iafran, certo il nudo è stato sempre l'abito abituale per chi fa il bagno, ma esistono stanze da bagno, o tendaggi preziosi per nascondere vasche ove le belle membra devono adagiarsi. Mi sembra dunque strano che in Palestina, allora, quando erano attrezzatissimi per stanze per il parto, con sedie per il parto, non avessero neanche una stanza privata per il bagno, e che questi bagni avvenissero sempre all'aperto.Tutto qui.
Io non ricordo poi gli altri film di cui tu parli,Il bello,il brutto e il cattivo, e Continuavano a chiamarloTrinita',non li ricordo, eppero' so che cercai E continuaronoa chiamarloTrinità,in DVD,ma non è in vendita,non so perchè.Non ricordo come costoro facessero il bagno.
Quanto alle fanciulle in topless dobbiamo arrivare al XVII sec nelle isole della Polinesia per trovarle?Colombo non era sbarcato prima?
Ultimamente ho riletto la storia di Fletcher Christian e degli ammutinati del Bounty, che non si erano ribellati alle angherie del capitano Bligh, ma solo non volevano tornare nella caliginosa madrepatria, e  desideravano restare con le splendide donne in topless a danzare, cantare e a ballare. Come si sa, si rifugiarono nell'isoletta di Pitcairn, nel Pacifico meridionale, accanto a Sant'Elena, e gli abitanti sono tutti orgogliosi di discendere da Fletcher Christian, chissà perchè.
Ciao
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Gio 7 Gen - 3:20

Se mi posso permettere, vorrei far notare che immergersi nudi nelle acque libere naturali - cioè mare e fiumi - si è sempre fatto da che mondo è mondo, prima che intervenissero le pie religioni abramitiche a convincere gli animi che la nudità è invisa a un Dio Guardone.
Stiamo parlando infatti di mare, fiumi e rivoli canori, non di tinozze e vasche smaltate, queste ultime poste all'interno della casa, o nei cortili, cioè in situazioni sociali nelle quali tutti gli altri intorno sono vestiti, e la nudità risalta, e comunque si possono presupporre presenze occhiute e variegate.

Nel mondo greco e romano non era certo sconosciuto il pudore, che però conviveva con un atteggiamento assai meno ossessivo verso la nudità del corpo in se stessa.
Nel racconto mitologico, Arethusa prima si limita a bagnare i piedi, poi si libera delle vesti, ritenendo di essere sola, e ha un soprassalto soltanto quando si sente osservata e qualcuno si rivolge direttamente a lei: cosa ci sia di strano in questa sequenza io non riesco a capirlo.
In questa descrizione c'è sia un naturale pudore, sia un'altrettanto naturale senso di libertà, e poi un comprensibile timore nel sentire una voce e una presenza inaspettata.
Punto e basta, non mi sembra che ci siano elementi per inventarsi un problema di questo tipo. leggendo il racconto mitologico.
Like a Star @ heaven 
Mutandoni, sudari e addobbi vari sono cosa nota, negli usi ottocenteschi, così come probabilmente lo erano nelle città medievali o rinascimentali, dove non c'erano più le terme romane e non ancora i bagni con acqua corrente come nelle case moderne, e ci si lavava (poco) in situazioni che non consigliavano la nudità.
I mutandoni rossicci o grigio topo, per gli uomini, e quella specie di camiciona da notte per le donne, per entrare in contatto con l'acqua, fanno parte dell'iconografia usuale che ci viene tramandata dall'800 e dal primo '900.
Anche qui, non capisco cosa ci sia da interrogarsi tanto, sono cose note e risapute.
Se ci piace parlare di nudità e di stanze da bagno, o di Kim Novak che fa il bagno con la schiuma, apriamo un 3D a questo dedicato.

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MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Gio 7 Gen - 9:48

Rom ha scritto:
Se mi posso permettere ...
... Mutandoni, sudari e addobbi vari sono cosa nota, negli usi ottocenteschi, così come probabilmente lo erano nelle città medievali o rinascimentali, dove non c'erano più le terme romane e non ancora i bagni con acqua corrente come nelle case moderne, e ci si lavava (poco) in situazioni che non consigliavano la nudità.
I mutandoni rossicci o grigio topo, per gli uomini, e quella specie di camiciona da notte per le donne, per entrare in contatto con l'acqua, fanno parte dell'iconografia usuale che ci viene tramandata dall'800 e dal primo '900.

Grazie per l'intervento ... 

Cara Tessa, ho preso per buona l’affermazione "Siamo quasi nel 1500" che si fa nel film "Non ci resta che piangere" per parlare dell’incontro dei marinai europei con le indigene caraibiche al mare, seminude o ignude del tutto: 8 anni (anzi quasi sette, visto che lo sbarco si dice che avvenne il 14 ottobre 1492), all'inizio del XVI secolo, possono giustificare la mia asserzione (qui  http://www.telodicoio.org/2013/11/chi-ha-scoperto-veramente-lamerica.html  c'è un sunto delle prime supposte migrazioni di popoli nel continente americano; ma non si dovrebbe convenire facilmente che il continente fosse disabitato prima di 30.000 anni fa).

Gli ammutinati del Bounty trovarono molte cosiddette "Arethusa" (da immaginare vestite solo della loro pelle) ad accoglierli sulle spiagge.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Gio 7 Gen - 23:26

Rom scrive
"Arethusa prima si limita a bagnare i piedi, poi si libera delle vesti, ritenendo di essere sola, e ha un soprassalto soltanto quando si sente osservata e qualcuno si rivolge direttamente a lei"
Ma questa lettura è in contrasto con la precedente:
"In questo caso è la bellezza stessa dell'acqua cristallina che diventa più di un "consenso", è un invito, che la bella Arethusa raccoglie, denudandosi e offrendosi alle carezze più intime di quella corrente."
Si offriva all'acqua, anzi voleva godere di quell'acqua, ma dalla quale poi fugge quando la sente parlare ...
 
Non mi sono state fornite prove che ci fosse consenso, che non ci fosse prevaricazione, in questo mito che perciò continua a non piacermi.
Che un po' di violenza ci sta nel rapporto uomo-donna è un parere. Ma a me sfugge il concetto di 'modica quantità', di 'q.b.', in questo caso.
Per me è come per l'autoritarismo che può portare alla dittatura. Come vedo il primo accenno di accentramento del potere, subito prendo le distanze. Dal presidenzialismo berlusconiano all'italicum renziano.
Lo stesso nella prevaricazione dell'uomo sulla donna. Partendo dal "po' di violenza" ci vedo già le migliaia di cristiani ortodossi che hanno violentato ventimila donne musulmane, mettendole appositamente incinte in Bosnia.
E' vero che l'uomo ha sempre imposto la sua visione, ovviamente maschilista; e che la donna poco ha reagito. Vabbè, c'è stata Lisistrata, ma per il solo potere che le donne hanno di imporsi all'uomo.
Ci sono voluti millenni perché le donne potessero votare; in Italia è da soli 70 anni.
Spero che non si faccia un passo indietro dando spazio di nuovo al maschilismo becero e ottuso.
Non dico togliendo loro il voto, ma relegandole al ruolo di donne di casa, come una volta.
Telemaco invitava la madre Penelope a rimanere chiusa nella sua stanza a fare la tela, mentre Ulisse se ne andava in giro per venti anni perché non era fatto per viver come bruto, lui.
Tanti esempi di maschilismo di oggi, non mi piacciono. Figuriamoci la sopraffazione fisica.
Per andare nel dettaglio, Aretusa (raccontata da Ovidio) dice "per mescolarsi a me"; non dice "e 'finalmente' ci siamo mescolati" oppure "ho accettato che si mescolasse a me".

Fermo restando tutto il valore estetico e poetico di tanti risvolti e immagini legati alla vicenda.

Così ho espresso 'q.b.'  il mio punto di vista sul mito della fonte. Scusate il ritorno al punto che m'interessava; ero rimasto indietro.

Poi, ognuno metta pure i mutandoni o i triangoli che vuole ... allegro

cardif
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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Gio 7 Gen - 23:59

Caro Cardif,
ma sì che alle donne sarà tolto il voto, e non solo quello, ma anche la testa-si sta montando la ghigliottina in Piazza Navona, e sfileranno tutte le donne italiane, che saranno finalmente ghigliottinate e ce le leviamo di mezzo-queste asine-e non ci pensiamo piu'.Si salveranno solo quelle che sapranno fare l'analisi grammaticale a perfezione. Come si vede, il legislatore non èpoi così malvagio, offre loro una chance, ma l' ultima, però. Accademici della Crusca e dei Lincei le interrogheranno e se non sanno non passano, mi dispiace, se la sono voluta.

Questa cosa del consenso piu' o meno informato  di Arethusa mi sta davvero privando del sonno, non mi resta che invocare il Sommo Zeus perchè mi spedisca dell'Ade affinchè incontri quale umbra Arethusa e mi spieghi l'arcano, e cioè come andarono davvero i fatti tra lei e Alfeo.Tornata sulla Terra scriverò il tutto in esametri dattilici catalettici, come quelli di Ovidio e di Virgilio. Notiamo qui che Ovidio scelse il metro dell'epos e non ad es trimetri giambici,tipici della melica corale, Ovidio aveva davvero in mente un'enciclopedia di tutta la Natura, dalla creazione del mondo, dal Diluvio, da Deucalione e Pirra, ai suoi giorni e , trovandosi in relegatio nel Ponto, aveva molto tempo.Ricordo qui che la cosmonauta, Cap. Dott.ssa Samantha Cristoforetti portò nel cosmo alcuni versi di Ovidio, preferendoli addirittura a quelli di Virgilio.
Notiamo come questi grandi poeti rinuncino spesso alla propria identità acquisendone un'altra, forse per contrastare il passare del tempo, Orazio, austero e rigoroso, lascia l'esametro e preferisce i metri saffici dei grandi poeti di Lesbo, e Ovidio abbandona i metri a lui più cari, per i rigorosi esametri.
Caro Cardif, questo mito fu creato dagli Achei invasori e vincitori, come ti ho già detto a piu' ondate, verso il 1500 a C, Achei, Ioni e Dori lasciarono le steppe meridionali della Russia e invasero la Grecia,ciascuno di questi popoli parlava un dialetto differente.Certo una schiatta aggressiva e vincitrice non si preoccupa tanto di inserire, nei suoi miti, la parità di genere.
Ciao
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Ven 8 Gen - 3:36

Il problema non è condannare o scusare il contenuto violento del racconto.
Io dico che la violenza non c'è, anzi trovo che ci sia molta dolcezza in questa vicenda: una dolcezza drammatica, mescolata agli affanni, e per questo molto realistica.
Una dolcezza che non trova solo una plastica rappresentazione nel mescolarsi delle acque, ma anche filosofica, ideologica, perché si richiama a una concezione della natura in cui si annulla il conflitto dualistico dei "generi".

PS
Credo che chiunque farebbe un sobbalzo, come minimo di sorpresa, se bagnandosi i piedi in un fiumicello, si sentisse interpellato da una voce che infrangesse l'idillico silenzio  pale

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MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Ven 8 Gen - 12:37

Il pensiero corre all'estate passata, quando ignudo immersi le mie soavissime membra nelle chiare acque del Trebbia, alcuni chilometri a sud di Bobbio... (immagino che questo quadretto farà inorridire qualcuno)

drunken ghigno
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Ven 8 Gen - 13:12

per il conseguente innalzamento del livello dell'acqua...  sghignazza

Evidentemente non ho la stessa sensibilità estetica di Rom. Ma è un mio limite essere così prosaico.

Repetita iuvant (atque stufant) ma l'ho già scritto: è positivo che ci sia differenza di vedute, opinioni, punti di vista. Sai che noia se tutte le persone sulla terra la pensassero allo stesso modo.
Anzi, collegandomi all'altro argomento, direi che il voler imporre la propria opinione è causa di violenza, anche solo sottoforma di scontro verbale.

Mi dispiace per Tessa, che addirittura ci perde il sonno, perseguitata da tanta fervente immaginazione.

cardif
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MessaggioOggetto: Re: Arethusa   Oggi a 1:00

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