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 Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore

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AutoreMessaggio
Myosotis



Età : 50
Località : roma

MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 14:59

ops, pace e bene fratello Rom, brutto zingaro del cavolo birra
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Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 15:02

Rom ha scritto:


Cioè, davvero no, che cosa?
Che "io" - indegno ilota - possa trovare ispirazione in Boccaccio, grande autore umanista?
O che in Boccaccio non si possono trovare ispirazioni? - oltre a quella di fornire un nick per un forum, naturalmente.

... ah no, davvero no ... sghignazza

Va be', raga', vedetevela voi.

Non mi sembra che tu possa cavartela così ... Te la devi vedere tu con tessa. A me sembra che sia proibito qualsiasi tuo accostamento al grande maestro Boccaccio!!  loda
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Myosotis



Età : 50
Località : roma

MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 15:18

Ah ah! Ma io sono un'anarchica e me la vedo con Tessa pure subito. Cioè, prima che capisco come funziona questo forum. E dopo i miei doveri di madre santissima, immacolata e, soprattutto, senza colpa. Infatti, non c'è dubbio che i figli sono una cosa tremenda. Io nemmeno capisco perchè esistono ma, fatto sta, che esistono sempre e comunque. Devo capire bene ma, quasiqiasi.....ci sono arrivata:-)
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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 15:26

Caro Rom, noi spartiati abbiamo fondato il circolo dedicato a Boccaccio. Tu stattene con gli iloti par tuoi.UNa volta usasti l'aggettivo "boccaccesco" solo per denigrare il grande scrittore umanista, che credi, io l'ho capito che, se anche sai tutto su Boccaccio, e  conosci anche la novella dell'usignolo, tu pero non lo hai mai amato e compreso.Punto.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 16:02

tessa ha scritto:
Caro Rom, noi spartiati abbiamo fondato il circolo dedicato a Boccaccio. Tu stattene con gli iloti par tuoi.UNa volta usasti l'aggettivo "boccaccesco" solo per denigrare il grande scrittore umanista, che credi, io l'ho capito che, se anche sai tutto su Boccaccio, e  conosci anche la novella dell'usignolo, tu pero non lo hai mai amato e compreso.Punto.

Quella volta me la ricordo bene: non avevi capito niente, e anche allora intervenisti a sproposito.
Fui manzonianamente gentile allora: nessuna buona azione può rimnere impunita.

sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore
e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbracciata l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia


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Myosotis



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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 17:29

Mi fate capire pure a me? visto che ho chiamato Spartaco un figlio mio che, per altro, più dissidente di così si muore: avrò qualche diritto di capire che sono questi "spartiati".
Anzi, nessun diritto, per carità... quando non capisco è solo perchè sono scema;-)
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Myosotis



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Località : roma

MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 17:34

un bacio, Tess
https://www.youtube.com/watch?v=7Jwm4j4-0Kw&feature=share
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 17:44

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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 17:48

Myos, ok, stai scherzando, stiamo parlando delle classi sociali a Sparta, queste erano:

Spartiati ( discendenti dai Dori conquistatori, l'aristocrazia del sangue)
Perieci (agricoltori, liberi artigiani)
Iloti ( servi della gleba).

Tutto qua.

Davvero un altro bambino si chiama Spartaco? bel nome, Spartaco,Rubene e Francesca.Lo hai scritto in uno dei tuoi racconti, vero?
ciao
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Myosotis



Età : 50
Località : roma

MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 17:52

bellissima... ascolta anche questa;

https://www.youtube.com/watch?v=EPRwo0OMbQ8
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Myosotis



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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 17:58

Eh so' ignorante che ci vuoi fare...
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 18:35

"e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire"


Una notizia di due giorni fa che mi ha fatto molta impressione:
"Londra, la protesta dei veterani contro la guerra in Siria: medaglie abbandonate a Downing Street"


bah
c'ho provato ma stavolta la foto non esce
comunque è qua:
http://www.repubblica.it/esteri/2015/12/09/foto/londra_veterani_per_la_pace_gettano_medaglie_a_terra-129114126/1/#13
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Myosotis



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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 18:59

Non mai mettere di fronte i bambini. Non c'è iato tra  guerra e bambini. Quando metti i tuoi figli o il futuro per combattere la guerra tua, hai fatto una scelta per te e per loro. Rifletti su quello che ti dico
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Sab 12 Dic - 13:52

Mi sembra evidente che in queste nostre pagine il contributo conoscitivo più interessante l'abbia fornito Tessa, con i suoi excursus negli anfratti e nei backstage del mondo ecclesiale - sebbene a mio parere il quadro delineato dalla nostra Tessa sia di pertinenza più di un etologo che di uno psicologo.

Nonostente tutto, un elemento di ordine culturale è possibile enuclearlo, all'interno di questa rappresentazione.
Allo stato delle cose, non c'è da aspettarsi preti dispensatori di sapienza, forse nemmeno quella teologica o catechistica: prendiamone atto, e pace.
Tanto meno dobbiamo pretendere che entrare in chiesa equivalga ad elevarci a una dimensione metafisica.

Il dubbio che ci resta da risolvere echeggia, tuttavia, l'esclamazione di Re Carlo che toranava dalla guerra: possibile che la gloriosa Chiesa Cattolica Apostolica Romana non riesca ad attestarsi in una via di mezzo tra la metafisica e la metafica?

stendiamopanni pulizia lettino

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Ospite
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Sab 12 Dic - 14:46

http://lacnews24.it/16139/cronaca/scandalo-clinica-serra-aiello-papa-giovanni-don-luberto-servizi-sociali.html

Scandalo clinica Serra d’Aiello: don Luberto sarà affidato ai servizi sociali


Don Alfredo Luberto, condannato per associazione a delinquere, appropriazione indebita e abbandono di incapaci, potrà finire di scontare la sua pena in stato di libertà: ‘avrebbe intrapreso un percorso di ravvedimento morale e spirituale’.
Don Alfredo Luberto, finito al centro dell’inchiesta sullo scandalo relativo alla clinica di Serra d’Aiello, finirà di scontare la sua pena in stato di libertà. Il Tribunale di sorveglianza di Catanzaro ha infatti deciso di affidarlo in prova ai servizi sociali.
La clinica della vergogna. Il prete era stato condannato nel luglio del 2012 dalla Corte d’Appello di Catanzaro a cinque anni di reclusione per associazione a delinquere, appropriazione indebita e abbandono di incapaci e per bancarotta fraudolenta ai danni della clinica “Papa Giovanni XXIII" di Serra d'Aiello. Avrebbe infatti intascato ingenti risorse (circa tre milioni di euro) distraendole dalle casse dell'istituto per mantenere un tenore alto di vita, mentre i pazienti della clinica sarebbero stati costretti a vivere nell'indigenza in una sorta di lager.
Don Luberto, che era amministratore dell'istituto finito al centro dell'inchiesta, era stato sospeso dalle sue funzioni dall'allora vescovo di Cosenza monsignor Salvatore Nunnari.
Il pentimento. Le motivazioni alla base della decisione assunta dal Tribunale, di affidarlo in prova ai servizi sociali, sarebbero riconducibili al fatto che Don Luberto si sarebbe ‘pentito’ delle sue azioni. Il prete oggi sarebbe un’altra persona, non più legato ai beni di lusso ma incline ad aiutare e a tendere una mano al prossimo. Per questo potrà scontare il resto della sua pena in stato di libertà. Spiegano i suoi avvocati Pugliese, Carratelli e Lirangi come questi anni siano stati utili a Don Luberto per “comprendere il disvalore delle proprie azioni e abbia iniziato un percorso di ravvedimento morale e spirituale, mutando il proprio stile di vita e dedicandosi in particolare ai profughi e ai poveri”.
 
.  .  .  .  .  . 
Questo personaggio (con il Don davanti al cognome) è stato arrestato nel 2007, ha avuto una condanna a 5 anni di reclusione nel 2009 (divenuta definitiva nel 2013) e dopo due anni di carcere si è pentito del suo passato ed è pronto a nuova vita!
(Per altre informazioni: http://www.quicosenza.it/news/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza/cosenza/64837-niente-carcere-per-don-luberto-il-boss-della-clinica-della-vergogna-affidato-ai-servizi-sociali )

Se non fanno in vita SANTO il celebre padre Fedele Bisceglie … non c’è più religione!!!
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Sab 12 Dic - 14:50

"possibile che la gloriosa Chiesa Cattolica Apostolica Romana non riesca ad attestarsi in una via di mezzo tra la metafisica e la metafica?"

Termine scivoloso quel "metafica", caro Rom. Considerato l'etimo greco: meta - che significa "oltre", e che nelle parole composte porta a: successione, cambiamento, trasformazione... 
Non è detto perciò che "Loro", i Prelati (i preferiti, i preposti),  non siano già oltre, per quei significati che è facile intravvedere in molti dei loro comportamenti edonistici.



Se poi si tien conto del gesto...
in www.etimo.it, per fica si trova

Inferno XXV 1-4.
"Al fine delle sue parole il ladro
le mani alzò con ambeduo le fiche,
gridando: Togli, Dio, chè a te le squadro."

Frezzi, Il quadriregio II 19
E fe le fiche a Dio 'l superbo vermo.

Frezzi, Il quadriregio III 10
E fe le fiche a Dio il mostro rio,
stringendo i denti ed alzando le braccia.

Trissino, L'Italia liberata dai Goti, XII
Poi facea con le man le fiche al cielo
dicendo: Togli, Iddio; che puoi più farmi?

Marugi, Capricci sulla Jettatura, p. 134.
Se poi viene un susurrone
E lodando vi scompone,
Presto il pollice volgete
Sotto l'indice, 'l tenete
A lui ritto ritto in faccia
Sin che parti, ovver si taccia.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Sab 12 Dic - 16:29

evidentemente ci sono fiche e fiche ...

Comunque il pollice sporgente tra indice e medio non è, oggi, un gesto sconcio come quello di Vanni  Fucci, descritto da Dante.
Alia tempora ...

cardif
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Sab 12 Dic - 17:56

einrix ha scritto:

Termine scivoloso quel "metafica", caro Rom. Considerato l'etimo greco: meta - che significa "oltre", e che nelle parole composte porta a: successione, cambiamento, trasformazione... 

Giusto, era proprio questo il senso che volevo suggerire.
"Trasformazione", superamento.
Ti sembra infatti che nel quadro che ci suggerisce Tessa la donna, e i rapporti tra uomo e donna, abbiano lo stesso senso e valore, rispetto a quelli vigenti nel mondo laico?

Ma se volessimo essere più tecnici, potremmo soffermarci a riflettere su quale sia la direzione di questo "andare oltre".
L'uomo laico - ossia l'uomo senza aggettivi - l'artista, il poeta, l'homo del cogito ergo sum, il manovale  e il soldato che superano la dimensione del cantiere e della caserma, vanno "oltre la fica" in direzione della donna, e di un rapporto che comprende sentimenti e intelletto, e poi più su fino all'amore, e ancora più su fino alla dimensione angelicata, e nelle regole della bellezza e della grazia - e in questo percorso imparano ad essere cuore e testa, e non più soltanto cazzo e testicoli.

Il prete descritto sapientemente da Tessa, invece, fa il percorso inverso, supera la fica - che di per sè sarebbe neutra, come dato anatomico - in direzione del suo uso più materiale, come cunnus, il "vaso naturale" nel quale riversare le proprie cogenti escrezioni - un "oltre" di là dal quale appaiono remoti sia l'amore sia l'intelletto, il proprio e quello della femmina che gli sta davanti - perfetta rappresentazione di colui che nel mondo laico si definisce una "testa di cazzo".
Like a Star @ heaven
PS - per Tessa.
Il termine "escrezioni" è usato consapevolmente.

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einrix




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Dom 13 Dic - 22:46

Non saprei, caro Rom
La sessualità è innata in ogni essere vivente ed il piacere che provoca è l'esca della riproduzione, poco importa se consapevole o meno. Oltre che essere innata, talvolta è incerta, e si manifesta anche disordinata, per chi non conosca la funzione di ciascun organo. O se viene stimolato da piaceri fantasiosi. Gli esempi ed i racconti non mancano.
Basta ritornare piccoli e si capisce quali fossero gli arcani, di una prima erezione, per noi maschietti.
Quando poi si sviluppa la pratica, in qualche modo, si segue la mediana e la moda, detto in termini statistici, ma anche tutto il resto, per chi volesse superarsi.

In quel meccanismo - ciascuno con i propri gusti e con i propri limiti - ci entriamo tutti, dato che c'è una forte componente umana, sottostante (o sovrastante) all'espressione culturale. E così, anche i preti, nonostante il voto di castità, se non si risolvono da soli, trovano il modo di compiere quel rito con chi gli capiti a tiro. Nel loro caso tutto fa scandalo; che siano fanciulle, fanciulli, colleghi, fedeli, mentre per chi laicamente quel voto di castità non ha fatto, deve rispettare gli impegni con la propria famiglia, gli amici e le leggi che in genere si riferiscono all'età del partner e che non ovunque e non sempre nel tempo, sono le stesse.

Tra un laico e un prete, la differenza fondamentale, è che il prete fa un voto di castità. Lo facesse anche il laico, sarebbero pari.
Certo, un laico quelle cose le può fare con la sua signora, ma non le deve fare con i propri figli o con l'amica della sua signora, cosa che comunque spesso accade, in quelle che si dicono le migliori famiglie. E anche per questi aspetti, laici e preti sono alla pari. E visto che l'omosessualità è anche laica, resta sempre quella differenza del voto di castità, ma anche una omosessualità repressa è pur sempre omosessualità seppure con diverso sfogo, e non sempre repressa solo da un voto di castità.

Per tirare le somme e rispondere alla tua domanda, Rom

"...i rapporti tra uomo e donna, abbiano lo stesso senso e valore, rispetto a quelli vigenti nel mondo laico?"... 

si, hanno lo stesso valore, a meno del voto di castità che per un prete è un bel limite (1).

Si può tenere conto degli aspetti culturali che si sovrappongono a quelli fisici e istintivi, ma vista la realtà come appare, sono un debole argine, facile da infrangere in qualche momento della vita. Le occasioni non mancano e quando si sovrappongono ad appetiti che non si possono contenere, esplodono.

Tanto per fare un esempio, non tanto paradossale...

Essendo io anziano (una volta si sarebbe detto vecchio), se non avessi più alcun legame coniugale (altrimenti basterebbe quello in ogni caso), potrebbe sorgere un problema di relazione, con una giovane (maggiorenne), analogamente a ciò che talvolta è capitato a qualche prete della mia stessa età, a leggere certe storie.
In quel caso eviterei qualsiasi tipo di rapporto che andasse oltre il piacere di una conversazione e di una amicizia. Lo farei per rispetto della giovane, anche se lei fosse di tutt'altro parere. Sono sicuro che molti non capirebbero questo approccio, col chiodo fisso del "ogni lasciata è persa". Ma nel gesto sessuale, se non vi è meretricio, vi è qualche cosa che sfugge ai confini del piacere, ed entra in un ordine di relazioni che solo accidentalmente sono: "per quella volta soltanto". E in genere tendono a ripetersi sino al punto in cui qualche cosa diventa incongrua, proprio per le differenze di età e di progetto di vita. 

Ad una giovane ragazza non vorrei mai creare quel genere di problemi. Certo, allora restano "le tardone"; ma a quel punto si può decidere per l'alternativa: piuttosto niente. Insomma, senza essere preti, anche da laici, quando si esce dal mondo produttivo e riproduttivo è saggio contenere quel che resta dell'antica esuberanza e rassegnarsi a trarre dalla castità quella saggezza che è utile anche agli altri, specie se sono giovani.

Buona notte.
Enrico

Nota
1) per i figli c'è il problema - per il prete cattolico - del celibato, che si somma al voto di castità.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Dom 13 Dic - 23:47

einrix ha scritto:
Tra un laico e un prete, la differenza fondamentale, è che il prete fa un voto di castità. Lo facesse anche il laico, sarebbero pari.

Non è così, secondo me.
Non è affatto così, non è quella la differenza fondamentale, secondo me.
La differenza sta in una questione di lealtà, di limpidezza, o se vogliamo, di disonestà.

Eè un fattore questo che si dovrebbe cogliere per sensibilità personale, senza dover approfondire spiegazioni che rischiano di perdersi in una casistica infinita.
Ci sono professioni e ruoli (medici per esempio, e insegnanti) nei quali non si fanno voti di castità, e che tuttavia impongono di non abusare della propria posizione in tema di rapporti personali, in primis quelli erotici e sessuali - fino ad arrivare al caso del "ricatto sessuale" che è implicito nel rapporto di potere che esiste all'interno di un'organizzazione.
Il caso dei preti è ancora più complesso, ma tale complessità non è un'esimente, cioè un pretesto per buttarla in caciara.
Tessa - non si capisce bene il suo giudizio a riguardo, ma ci dà una rappresentazione molto ben strutturata - ci dipinge il prete come un lupo in mezzo a un gregge di pecore: un lupo travestito da pastore, e il travestimento è dato dal suo ruolo.
Sulla porta della chiesa non c'è scritto "bordello per donne".
Una chiesa non è una spiaggia, dove si sa che esistono bagnini che hanno il compito di scoparsi le mogli insoddisfatte.
Una chiesa non è una discoteca, un ufficio del ministero, una strada della periferia, un bar, dove uomini e ragazzi si devono guadagnare la confidenza prima, poi la fiducia, poi la vicinanza, poi... poi... delle donne che passano.
Il prete questa fiducia, la vicinanza, la confidenza ce l'ha già, per il ruolo che ricopre: un ruolo che non prevede tutte le cose che ci descrive Tessa come assolutamnte normali, tanto da sembrare la principale occupazione di un prete.

Per quanto riguarda i bambini - ma potremmo estendere il discorso anche alle donne adulte - la domanda è: una mamma affiderebbe il proprio bambino, o la bambina, a "quell'uomo lì", se non fosse vestito da prete e non stesse in chiesa, e fosse invece vestito da meccanico, o da idraulico, e prendesse il ragazzino o la ragazzina per mano e se li portasse nel retrobottega?
E una donna degnerebbe di uno sguardo "quell'uomo lì" se invece che un prete fosse un manovale o un assicuratore, un autista di autobus, si farebbe toccare, si farebbe sussurrare dolci paroline all'orecchio?

Il tutto, fermo restando ciò che dici tu sulla sessualità, e sulle pulsioni umane, e sull'imperfezione dell'umana natura, etc.
Tuttavia, anche qui - come dicevo nel mio post precedente - ci sarebbe molto da discutere.
La sessualità e l'erotismo, nei rapporti diciamo "laici" si integrano con il sentimenti, o almeno con un minimo di complessità che è data proprio dalla necessità da parte dell'uomo di ottenere la fiducia, di dover "piacere" come persona, e spesso da un'ipotesi di "amore" e di relazione che ha una dimensione sociale.
Nel mondo ecclesiale che bene ci descrive Tessa, invece, tutto questo sembra non esserci: c'è solo sessualità come "sfogo" del maschio-prete, dove sembra vigere la logica del branco (il "montone" del gregge), e gli eventuali sentimenti  che semmai ci fossero sono obbligati a rimanere allo stato embrionale e mascherati, senza mai avere una dimensione aperta e un ruolo chiaro nella comunità. L'apoteosi dell'ipocrisia, il trionfo dell'ambuguità e della falsità.

Del suo voto di castità, del prete, non ce ne frega niente.

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Myosotis



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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Lun 14 Dic - 1:29

Secondo me ci sono due tipologie di persone religiose: quelle che si danno a una causa perchè ci credono e quelle che si danno alla stessa causa a prescindere dalla propria fede. Nella prima ricadono i santi, i martiri, i padri della patria, gli eroi, i martiri e chi più me ha più ne metta. Nella seconda il pattume della chiesa e della politica, che poi sono ambiti così contigui da risultare, in certo senso, indistinguibili. Tranne per il celibato che, ovviamente, rende gli uomini di chesa e di potere più pervertiti dei loro cugini laici e uomini di potere anche loro.

notte bella
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Lun 14 Dic - 10:40

"Nel mondo ecclesiale che bene ci descrive Tessa, "

Ma no, Rom, tra i preti come tra i non preti ce ne sono di tutti i tipi, non solo quelli descritti da Tessa, senza contare che non si è sempre tutti la stessa persona, dato che cambiano le condizioni e nascono sempre nuove opportunità tra le quali dobbiamo destreggiarci, assumere delle scelte. E chi non sbaglia oggi può sbagliare domani.

Si tende sempre a giudicare gli altri dal nostro punto di vista. Mi trovo meglio quando giudico gli altri, mettendomi insieme a loro.
Quante vite falliscono per non essere all'altezza del ruolo, delle promesse, dei propri desideri, e ciò vale anche per chi fa quella scelta d'essere pastore di anime, politico tra gli elettori, medico tra i pazienti, insegnante tra i discepoli. E talvolta l'errore sta nel non rispettare le regole della comunità in cui si opera, e quelle regole spesso sono in ordine al sesso ed ai suoi tabù.

Sono per il rispetto delle leggi, molto meno per il rispetto dell'etica, e per leggi ed etica sono per aggiornare tutto ciò che è superato dai tempi, se quel modo di comportarsi si mostra controproducente e superato. Decidessero che il celibato è bene superarlo per una qualche ragione: dalla crisi delle vocazioni, al voler essere una persona più equilibrata nei confronti del concetto di famiglia, e non stacanovista verso i fedeli, ed asceta verso se stesso, ecco che qualcosa cambierebbe nei rapporti umani di chi è prete o cardinale, e certe cose sarebbero permesse, accettate, ma pure altre disdicevoli, verrebbero ancora compiute, per quella limitatezza dell'animo umano che fa di noi, esseri limitati, seppure perfettibili.

Poi, certo, ogni mestiere o professione ha la sua divisa, il proprio cappello, un codice deontologico, eccetera, ma al di la di quella forma c'è sempre un essere umano che condivide la sorte dell'umanità, e che è geneticamente ed eticamente tarato (nel senso di messo a punto) per rispondere in senso emozionale ed empirico, in certi modi e non in altri.

Giornata grigia e fredda, oggi a Bergamo, ma le nubi ancora non promettono pioggia, e sono molte settimane che non cade una goccia.
Vado a farmi un giro con la moglie...
Salute a tutti
Enrico.
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E.staff
Admin



MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Mer 16 Dic - 1:38

Colgo l'occasione per invitare gli amici del forum a riflettere un momento sulla questione dell'Off Topic.
Come ben si sa, avendolo precisato nella presentazione del forum, e avendolo dimostrato nei fatti poi, creando l forum e chiamando a partecipare tutti voi, non volevo che le conversazioni fossero condizionate dal pedantesco rispetto del "tema", e desideravo invece che fluissero liberamente.
Per questo motivo, avevo escluso anche la sola ipotesi di cartellini gialli e rossi, e di sospensioni, esclusioni, ammonimenti, e anche lo spazio che generalmente i forum adottano come "cestino".

Tutto ciò, dovuto non soltanto a una posizione "ideologicamnte" libertaria, ma anche al fatto che si tratta d un piccolo forum-salotto, dove siamo in pochi e pregiudizialmente amici, e tra amici certo gli atteggiamnti padronali o paternalisti sono assai inopportuni.
Non solo, ma anche dovuto al fatto che questi pochi amici mi erano tutti ben noti come persone intelligenti e di buon gusto, e di grande educazione.

Dovetti però constatare talvolta che inavvertitamnte, e certo senza malizia, ci furono dei momenti in cui si sono perse di vista le regole (non scritte) dettate dal senso dell'opportunità.
Poco male, pensai, visto che non erano più ripetute, ed erano state del resto molto limitate in quantità ed entità.
In questi ultimi giorni, però, qualcosa si è riproposto, in negativo, in tema di Off Topic esagerato.
Esagerato, soprattutto perché era stato fatto capire non solo da me - comunque con delicatezza - che c'erano degli squilibri, ma inutilmente.
Diciamo che si è trattato di un evidente Off Topic rispetto all'amicizia e alla sensibilità, più che un OT tecnico.

Quindi, mi sono visto costretto, stasera, a creare uno spazio dove dirottare le tracimazioni, che non ho voluto chiamare Cestino, in quanto termine offensivo, preferendo una definizione più rispettosa, qual è quella di Magazzino.
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http://es-forum.forumattivo.it
Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Mer 16 Dic - 4:27

einrix ha scritto:
"Nel mondo ecclesiale che bene ci descrive Tessa, "

Ma no, Rom, tra i preti come tra i non preti ce ne sono di tutti i tipi, non solo quelli descritti da Tessa, senza contare che non si è sempre tutti la stessa persona, dato che cambiano le condizioni e nascono sempre nuove opportunità tra le quali dobbiamo destreggiarci, assumere delle scelte. E chi non sbaglia oggi può sbagliare domani.

Si tende sempre a giudicare gli altri dal nostro punto di vista. Mi trovo meglio quando giudico gli altri, mettendomi insieme a loro.
Quante vite falliscono per non essere all'altezza del ruolo, delle promesse, dei propri desideri ...

Allora, scusami intanto - lo chiedo preventivamnte -  se su questo tema sono diventato piuttosto nervoso, e tendo quindi ad esagerare la mia insofferenza.
Le cose che dici sono giuste, ma estremamente generiche, direi pontificali - sembrano echeggiare i messaggi alla nazione dei nostri presidenti della repubblica più "notarili".
Questa ecumenica tolleranza universale del tutto teorica non serve assolutamnte a nulla, per quanto riguarda la comprensione dei fenomeni, non serve a darne una rappresentazione, non serve a suggerire una posizione o un comportamento.
Serve soltanto a raccontare se stessi con un'aureola di magistrale santità: non faccio il torto di attribuirti la santità, che certo tu rifiuteresti con commendevole modestia, ma certo la sindrome magistrale non ti manca.

Nel discutere delle cose del mondo, sarebbe meglio evitare di descrivere con tanta dovizia di dettagli cosa "noi siamo", e sciorinare tutta la gamma dei nostri principi.
Quello che siamo dobbiamo eventualmente mostrarlo attraverso i giudizi che diamo, e la scelte che facciamo, non solo coi fatti, ma anche coi pensieri.
Per seguirti sul tuo terreno, tuttavia, potrei dirti che io vado molto più in là di te: ho sempre detto che sono tendenzialmente, caratterialmente, sentimentalmente, intellettualmente avvocato difensore e non giudice.
Ho detto molte volte che a me interessa poco il concetto di "reato", cioè di violazione di codici.
Ho spess fatto riferimento a una dimensione "estetica" della vita, più che a quella "etica".
E mi sono sempre attenuto a una regola di "opportunità" e di "gusto", più che a quella dei "doveri".

Siamo tutti esseri umani, e ogni nostro comportamnto può essere considerato sgradevole o provocare dolore, anche quelli che sono classificati nell'ambito della virtù: la bontà e la carità, per esempio, possono essere viste come una forma sublimata di egoismo, alla ricerca della buona coscienza. O anche, nell'essere buoni con uno, siamo inavvertitamente cattivi verso un altro.
Potremmo parlare all'infinito delle infinite sfaccettature della condizione umana.
Ma nella condizione umana c'è anche l'olfatto: se una cosa puzza, puzza.
E la puzza non sta nella divisione manichea tra bene e male, cose buone e cose cattive - e il sesso, come altre cose, non è per nulla detto che appartenga alla dimensione del "cattivo" - e perché mai dovrebbe?
E qui però veniamo al prete: sono i preti che hanno classificato una gran parte del sesso, se non tutto, nella categoria del discutibile, del cattivo, dello sporco, e sono stati i principali propagandisti di questa persuasione.
Sono i preti, e soprattutto i preti - nella nostra civiltà, come in altre - semmai ad essere vittime di quell'etica da essi stessi predicata.
I loro problemi di coerenza se li giocassero col loro vescovo, a noi ci frega poco o nulla, personalmente, o si confessassero tra loro.

Ma fino qui, sarei anche d'accordo a concedere un parziale perdono, in nome della fallibilità umana. Parziale, e tuttavia perdono, in nome di un'etica laica, e di pietà umana.
Il problema è la puzza.
A me non importa dell'etica, benché laica.
Io sento la puzza nel lato grottesco, nell'atteggiamnto furtivo, nella vigliaccheria, nell'imbroglio, nella viscidezza, nell'atmosfera chiusa e malata degli ambienti repressivi, nella finzione.
Tutta roba brutta, dove non ci sono reati, ma solo attenngiamnti, gesti, facce ridicole, grottesche, nauseanti.
Nella mia condizione umana, sono sensibile alla puzza.

Avere una visione ampia, essere generosi, fare la carità, non conta nulla, non serve a nulla, non significa assolutamnte nulla, se non siamo capaci di avvertire la linea dell'orizzonte della nostra ampiezza di vedute e della nostra generosità.
Le nostre vedute sono larghe se hanno un limite: non è necessario che noi sappiamo quale sia e dove sia esattamente questo limite, ma dobbiamo sapere che c'è.
Altrimenti scriviamo solo letterine di Natale.

Tutti sono uomini, siamo uomini anche noi che vediamo e giudichiamo, e "giudicare" fa certamnte parte di quelle "rischiose licenze" ricomprese nella nostra pretenziosa umanità.
Quindi, il mio giudizio è che quel mondo, che Tessa ci ha rappresentato abbastanza chiaramente, forse corrisponde alla sua descrizione, forse no, o non completamnte, ma così come lei ce l'ha descritto (e come anche appare da certe angolazioni) è un mondo malato.
La malattia fa parte dell'umana fallibilità?
Sì, e allora? Questo lo rende meno malato? Meno ridicolo? Meno viscido, ipocrita e truffaldino?
Io non li voglio mica ammazzare, o mutilare, o bruciare sul rogo, questi preti viscidi e truffaldini.
Io li voglio solo definire con queste parole, che corrispondono alle mie umane (e fallibili etc) sensazioni.
Gesù, che era Gesù, i mercanti dal tempio li ha cacciati. Io mi accontento di chiamarli col loro nome.

_________________
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Mer 16 Dic - 11:01

"Io sento la puzza nel lato grottesco, nell'atteggiamnto furtivo, nella vigliaccheria, nell'imbroglio, nella viscidezza, nell'atmosfera chiusa e malata degli ambienti repressivi, nella finzione. 
Tutta roba brutta, dove non ci sono reati, ma solo attenngiamnti, gesti, facce ridicole, grottesche, nauseanti.
Nella mia condizione umana, sono sensibile alla puzza."

Ma quelle cose li le sento e le vedo dappertutto, quando faccio la coda in un ufficio postale, o sono seduto in una birreria, o salgo su di un autobus. Chi frega i preti è la divisa, come frega le mussulmane infagottate, quando sono brutte, naturalmente: le ho prese a prestito solo per dare l'idea. Me ne scuso.
Quei personaggi li vedi anche nei film di Pasolini, senza bisogno che siano preti. Certo, il fatto che siano preti ne esalta la puzza, il viscido, il grottesco, ma per un fatto che attiene alla cultura del popolo che farebbe bene, ogni tanto a guardarsi allo specchio. In fondo i preti, sono loro stessi, vestiti da preti.

E poi "Gesù, che era Gesù".... 
Fino a che parla al popolo dicendo loro chi potrebbero essere, o come potrebbero vivere, senza le pastoie in cui erano avviticchiati, mi va ancora bene. Ma quando incomincia a tirar fuori il vino dall'acqua o a camminare sulle acque, non è diverso dai tanti ciarlatani che ancora oggi ci intrattengono con la loro pirotecnica.

Non basta dirsi laici. Occorre anche pensare in modo laico, caro Rom. Io almeno ci provo!

Dalle nuvole spunta il sole
illuminando le foglie della palma, 
in giardino.

Vien voglia di uscire,
per quattro passi
nel fresco del mattino.

Ciao
Enrico.
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Oggi a 21:12

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Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore
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