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 Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore

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AutoreMessaggio
Rom




MessaggioOggetto: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Dom 6 Dic - 17:56

In ogni forum che si rispetti ci dev'essere un riflesso, almeno un'eco dell'attualità.
E la cronaca ci propone l'ennesima edizione di una vecchia storia, tutto sommato più vecchia della Chiesa, che pure compie il suo secondo millanniversario.
Qui si tratta di monsignor Balda e di una donna, che stavolta ha le fattezze realistiche di una cassiera del supermercato, poco più che graziosa - o forse poco meno, dipende dai gusti - al contrario delle protagoniste di altri scandali laici, antichi e moderni.
Niente a che vedere con la bellissima Christine Keeler inglese, o con una Maddalena avvolta nel mistero, ma che qualcuno s'è incaricato di evocare nel tempo come sensuale danzatrice, per non parlare delle olgettine berlusconiane che saranno state pure escort, ma ad occhio valevano il prezzo.
La Francesca Immacolata no, è una ragazza ordinaria, e di questo la ringraziamo, a nome di tutte le nostre donne senza photoshop: c'è una speranza per tutte, anche con la seconda misura di reggiseno.

Diciamolo subito: non sapremo mai come siano andate davvero le cose.
Ma non ha molta importanza, in fondo ci siamo abituati, dopo decenni non sappiamo niente sulla bomba alla banca nazionale dell'Agricoltura, e su Pinelli, sull'Italicus, su piazza della Loggia, sulla morte di Pasolini, sul rapimento di Moro, e dopo Calciopoli siamo abbastanza sicuri per quanto riguarda Luciano Moggi, ma sul numero degli scudetti della Juventus ci sono diverse versioni.
Una cosa però è certa, a proposito di scandali: c'è sempre, o almeno nel titolo c' sempre la parola Chiesa - era Mario quello del Pio albergo Trivulzio, e di pio in pio c'è molta Chiesa anche qui, nella fumosa vicenda di donna Francesca e di monsignor Balda.

Dicevamo, che non ci sarà mai dato di essere certi di come siano andate le cose davvero, se non altro in quell'albergo di Firenze, ma anche nei conti correnti bancari di tutti i protagonisti.
Ma davvero c'importa di sapere se in quell'albergo sia stato consumato un amplesso irrituale?
O vogliamo davvero sapere se non ci fu coito, ma magari una mezz'oretta di famolo-strano?
Queste son cose da confessori, e da Sacra Rota, o al massimo da Studio Ovale alla Casa Bianca: per il popolo tutto, italiano ed europeo, il sesso dei monsignori è cosa scontata.
Probabilmente lo scoop sarebbe scoprire che in quella stanza a Firenze non c'è stato sesso, ma che Balda, la sua mamma e la Francesca si riunirono in pia preghiera e in mistico raccoglimento.

In questo, come negli altri mille scandali della nostra politica, il problema vero è un altro, più che il "sapere con certezza", che è cosa da pedanti e da questurini.
Il problema è che tutte le ipotesi, tutte le fantasie e le illazioni peggiori sono verosimili - quelle peggiori, perché a quelle veniali, anche se peccaminose per tabulas, nemmeno ci facciamo caso.
Che ministri, parlamentari, monsignori, chierichetti e portaborse vadano in alberghi a cinque stelle, o che viaggino in elicottero, o che comprino diamanti, o che facciano colazione con le ostriche da cento euro l'una (che schifo le ostriche a colazione, ma va be'), sarà pure una realtà tutt'altro che democratica e nient'affatto evangelica, e forse in certi casi non è nemmeno vero: ma non facciamo fatica a crederlo, lo consideriamo non solo verosmile, ma scontato, all'ingrosso.
E lo stesso vale per ciò che riguarda il fatto che monsignori abbiano a che fare con milioni di euro, e vadano in viaggio con donne, o mantengano amanti in appartamentini, e che siano ricattabili da escort e mogli altrui, come un qualunque allenatore di calcio, biscazziere e trafficante di granaglie: vero, non vero, questo riguarda la vita e la coscienza del singolo, ma lo consideriamo verosimile, all'ingrosso.

Li chiamiamo "scandali": ma dov'è lo scandalo? Dov'è la meraviglia?
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Ultima modifica di Rom il Mer 20 Gen - 15:38, modificato 3 volte
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Mer 9 Dic - 16:09

Infatti che scandalo è? Se ne parla solo perché collegato alla vicenda giudiziaria sul diritto all'occultamento dei misfatti di ecclesiastici.
Ho letto su 'coriglianocalabro' che "la Chaouqui è bene introdotta nella Roma che conta. Fa parte di “Vedrò”, il think net che fa capo alla famiglia di Gianni ed Enrico Letta e che, testuale dal sito, recita:

«E’ nato per riflettere sulle declinazioni future dell’Italia e delineare scenari provocatori, ma possibili, per il Paese»   Ma che brava!

Per me lo scandalo è che questa sia arrivata nella "Commissione referente di studio e indirizzo sugli enti economici e amministrativi della Santa Sede". !!!
E' pur vero che è laureata in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma. Ma bastava? Boh

cardif
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Mer 9 Dic - 20:08

Caro Cardif, io penso che la Chaouqui sia anche piu' preparata di molti monsignori italiani, la preparazione nei seminari è pessima, un anno di greco, latino ed ebraico, ma cosa imparano al seminario? Puo' essere che i seminaristi vengano da un buon liceo classico o scientifico, ma spesso hanno alle spalle studi tecnici e di consecutio temporum non sanno nulla.Figuriamoci di economia.

Dici che è bene introdotta nella Roma che conta, o forse lo era, perchè se non ha piu' contatti con lo Ior, e con l'empireo vaticano, le daranno un calcio, non servendo piu' a niente.

Se la signora abbia fatto sesso o no con Mons. Balda ( e con tutti gli altri monsignori) non ci interessa, probabilmente si', ognuno si fa strada con gli strumenti che ha, quello che vogliamo sapere è da dove provengano i milioni di euro che piovono sui loro conti bancari, ma non lo sapremo mai. C'è il giubileo della Misericordia, l'attenzione della gente per il fatto è scemata, ognuno resterà con i soldi derubati, acquisterà Mercedes e BMW invece di spedirli in Africa, in quelle lande desolate, dove i ladroni sono ancora, e a ragione, piu' affamati.
Ciao
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Gio 10 Dic - 0:29

Cardif, nell'attuale società italiana una laurea in giurisprudenza basta e avanza sia per fare un concorso come spazzino comunale, sia per diventare ministro, o presidente del Consiglio.
Io francamnte mi scandalizzo di più per il fatto che a cambiare la Costituzione e a discutere nelle commissioni parlamentari su problemi epocali siano personaggi ai quali non affideremmo nemmeno l'amministrazione del condominio.
La Roma che conta, insomma, è fatta di gente che non è, mediamente, migliore di donna Francesca, né più acculturata. Nè migliore sotto il profilo morale.

Tessa,  hai ragione, ognuno si fa strada con gli strumenti che ha.
Ma perchè nella Chiesa lo strumento è costituito dagli organi posti nella zona inguinale?
Sarebbe più logico che tali strumenti servissero per fare strada nel mondo delle discoteche, o nel cinema, o nella moda.
Se mettiamo insieme questa tua notazione con quello che dici sui seminari, vengono i brividi a pensare che la Chiesa sta ancora peggio della politica, e peggio degli "ambienti che contano" della Capitale.
E vengono i brividi a pensare a chi viene affidata la cura della anime, la confessione, e il giudizio sui temi "etici", avendone perfino una patente di "autorità".
Roba brutta.
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Gio 10 Dic - 9:24

Rom ha scritto:
Se mettiamo insieme questa tua notazione con quello che dici sui seminari, vengono i brividi a pensare che la Chiesa sta ancora peggio della politica, e peggio degli "ambienti che contano" della Capitale.
E vengono i brividi a pensare a chi viene affidata la cura della anime, la confessione, e il giudizio sui temi "etici", avendone perfino una patente di "autorità".
Roba brutta.

Non posso non pensare al celebre padre Fedele di Cosenza, che, pur subendo l’attrazione della carne, riusciva, comunque, a portare conforto e a fare opere di bene ai bisognosi. 
L’avventuriera calabrese avrà incominciato la scalata sociale dalle sagrestie paesane della parrocchia di San Sosti e del santuario della Madonna del Pettoruto (nel massiccio del Pollino) a quelle romane, per la sua innocente e spontanea spregiudicatezza.
Deve essere proprio nata così, nonostante si presenti in Tribunale dimessa come una pecorella smarrita e, forse, senza neanche lavarsi, alla stregua della fantomatica nipote di Mubarak quando parlò dinanzi il tribunale di Milano.
Questa calabrese tiene in pugno i preti, quelli che ne dovrebbero sapere una in più del diavolo ...
A pensarci bene bisognerebbe riabilitare subito padre Fedele e, dopo morto, farlo SANTO (per la loro chiesa).
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Gio 10 Dic - 10:23

Caro Iafran, l'innocente e spontanea avventuriera calabrese, come la definisci tu, non tiene in pugno proprio nessun prete, perchè costoro ne sanno  una piu' del diavolo. Forse questa congrega di illustri monsignori ha deciso di bruciare Mons.Balda, che non serviva piu'. Ma tutti i preti non sono affatto delle pecorelle , ma delle faine, figuriamoci se si lasciano tenere in pugno da qualcuno, Ma va'.
Ciao
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Gio 10 Dic - 12:48

Sono d'accordo che una laurea in giurisprudenza possa essere sufficiente. Quello che non si è studiato può essere appreso, da un autodidatta.
Ma lei stava in 'Vedrò' e nella 'Commissione' suddetta. Mi pare esagerato, per le esperienze che poteva avere. O mi pare esagerato che sia stata accettata là da chi aveva responsabilità nella scelta. Infatti il Papa ha detto: "Scegliendo Balda e Chaouqui per la Cosea credo che sia stato fatto un errore".
Non so se possa essere bastata una sua particolare 'disponibilità'. Mi sembrerebbe esagerato anche questo, in verità. Basta darla (la disponibilità) per raggiungere quei livelli?
Ma davvero siamo ridotti così male in Italia e all'estero nello Stato vaticano? Io tendo ad essere ottimista: spero di no.
A credere a quello che lei ha detto a Ballarò, è stata una serie di coincidenze favorevoli a portarla là. Boh
Non mi meraviglia, invece, che la Chiesa voglia condannare chi svela il malaffare che esiste al suo interno.

Cara Tessa, sono d'accordo:
1) una laurea in giurisprudenza dà più cultura di quanta ne abbiano tanti ecclesiastici;
2) che Balda abbia o meno fatto sesso con lei, non me ne può fregare di meno;
3) non sapremo che fine fa buona parte dell'83% dell'8 per mille che noi contribuenti cittadini dello Stato italiano regaliamo allo Stato vaticano. Mentre non ho nulla da dire sulle donazioni liberali che vengono erogate alla Chiesa dai privati.

A me fa meraviglia che una possa raggiungere quei livelli senza avere doti particolari, dato che lei stessa se ne meraviglia e non trova una giustificazione a tanto successo nella carriera, come ha detto in un'intervista.
Insomma, ingenuamente speravo che la meritocrazia potesse essere funzionante, almeno per quei livelli. Se non è così allora si può arrivare ad un Salvini Presidente del Consiglio!!!

cardif
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Gio 10 Dic - 13:23

Caro Cardif, per cercare di arginare la crisi delle vocazioni, la Chiesa consente l'accesso nelle sue facoltà teologiche solo con la terza media. Certo anche da loro vi sono poi molte specializzazioni, etica, diritto, economa e cosi' via. Certo, come scrive Rom, è impressionante pensare che coloro che , nella Chiesa, si occupano di temi etici, abbiano solo una piccola infarinatura di teologia e filosofia, e abbiano fatto un solo anno di greco, latino ed ebraico.Insomma non sanno costruire un periodo. Per riempire i seminari e le chiese , nessun seminarista viene bocciato,  ma tutti vanno avanti, e cosa vuoi che sappiano di etica, economia, diritto, ma figurati.
Non ho assistito all'esibizione di donna Francesca a Ballarò, mi ero schifata alquanto con questa dicitura che scorreva in basso e che recitava, tra un po' Francesca Chaouqui da noi, ultimi pettegolezzi sul baby- doll e sesso con Mons.Balda, tenete duro telespettatori che il bello arriva alla fine...La cosa non mi è piaciuta ( e non solo a me) e me ne sono andata.Bene, lei stessa ammette di essere stata molto fortunata nella carriera, non credo che sia stata l'unica ad esibire il baby -doll col Monsignore, appare ella, anche un po' bruttina, con quella fronte stretta da Australopitecus, quindi  penso, che circondata da un mare di ignoranza, sia arrivata li'.La gente per un po' si è interessata perche' stufa di Isis, di migranti e quindi ha trovato frizzante la storia del baby-doll, ma poi si è scocciata perchè tutti sanno che i Monsignori hanno le piu' belle donne per amanti ( questa pero' un po' bruttarella), e si sono disinteressati ai milioni di euro piovuti sui  conti correnti dei protagonisti, dando cio' per scontato e ineluttabile.
Ciao
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Gio 10 Dic - 14:33

cardif ha scritto:
3) non sapremo che fine fa buona parte dell'83% dell'8 per mille che noi contribuenti cittadini dello Stato italiano regaliamo allo Stato vaticano. Mentre non ho nulla da dire sulle donazioni liberali che vengono erogate alla Chiesa dai privati.

Visto che non si può essere liberi di dare il proprio 8 per mille direttamente a chi si desidera (quello destinato allo Stato viene amministrato - ben che va - dai soliti batman, belsito e lusi della “situazione politica”, mentre, mal che va, viene elargito alle "confessioni religiose" che si sono scartate), io il mio contributo lo destino alla chiesa luterana, per sentirmi meno truffato in questo mondo pieno di ladri.
Comunque alla signora Tessa voglio evidenziare che il potere spirituale è il più potente fra quelli esistenti e quando "viene la vocazione" di coltivarlo si sa benissimo quali privilegi offre in vita (non nell’al di là) ... compresi quelli della soddisfazione sessuale (il primo obiettivo di tutti) fino all'incontro con qualche "strega" più battagliera … che si manderà al rogo! devil
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Gio 10 Dic - 15:24

Il lato sessuale, nonostante sia così poco interessante e anzi così banalmente scontato, vedo che riesce ad essere baldanzosamente sempre al centro dei discorsi.
E ad essere una delle virtù, o almeno delle fortune, che toccano a preti e monsignori.
Il piccolo dettaglio che mi sembra sfugga è che il sesso è invece l'argomento e il fenomeno che più di ogni altro occupa l'ex cathedra ecclesiale, che si spinge - come si sa - fin nei meandri più intimi delle vagine e degli amplessi, delle pulsioni e delle circovoluzioni cerebrali.
Oltre al sesso, i soldi, naturalmente - le "offerte", le decime, le elargizioni, le proprietà, le esenzioni, i benefici.

Sì Tessa: i milioni di euro sono scontati e ineluttabili, ma non per questo meno scandalosi.
Quando definiamo qualcosa come "scontata" non siamo esentati dal dare un giudizio.
Trovo piuttosto bizzarro he diamo per sconato che i monsignori abbiano le donne più belle: forse quelli ricchi hanno la bellezza che riescono a comprarsi, escorti di lusso come qualunque altro riccone, mentre gli altri meno danarosi hanno solo quelle più disponibili e magari meno belle, o quelle che si rendono disponibili perchè hanno altri scopi. Non credo che essere monsignore costituisca di per sé una speciale attrattiva, anzi penso il contrario.
Quindi trovo inappropriata questa surrettizia celebrazione di "grandezza nera", che contribuisce al mito di una Chiesa al contempo losca e grandiosa.
Tu stessa mi offri il materiale per una rappresentazione più realistica: gente senza vocazione, piuttosto ignorante, che viene spedita a occuparsi di anime e di umanità dopo un frettoloso training,  che sotto la tonaca è arrapata come un qualunque muratore e avida come un pizzicarolo, e che nell'esercizio pastorale trova un eccellente pretesto per fare ciò che a un muratore o a un pizzicarolo non viene concesso, o non così facilmente perdonato, sia in materia di sesso, sia in materia di soldi.

Ti concedo, in omaggio alla banalità di questo fenomeno, che non valga la pena di spenderci delle intemerate che possono farci sembrare degli ingenui: infatti, come forse avrai notato, il 3D l'ho aperto io, con un post dal tono ironico, che mi sembrava il più adatto all'argomento e ai protagonisti della vicenda.
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Gio 10 Dic - 17:02

Caro Rom, si sente spesso dire in giro, e anche nei film, che la tonaca nera attragga molte donne. La spiegazione deve essere nel fascino del proibito, violare l'uomo sacro, per molte donne, puo' essere molto eccitante. I preti non hanno bisogno di chiedere mai, sono le parrocchiane che iniziano il gioco, se sono carine, loro , in genere, ci stanno. Sento dire che è molto piu' eccitante per un uomo avere una donna impegnata, che non una libera, penso sia il fascino della trasgressione,oltre al fatto che una donna sposata , o fidanzata, è piu' esperta sessualmente.
Certo, tra un elettrauto di 25 anni e un prete di 25 anni una donna corteggia quest'ultimo, credo sia il fascino della trasgressione. Un tempo , i preti, erano i piu' colti, ma ora, col crollo delle vocazioni , si incoraggiano tutti ad entrare in una pontificia facolta' teologica e a farsi preti, si avra' una parrocchia sicura, uno stipendio certo, varie perpetue, senz'altro varie donne disponibili,  attratte dal fascino del proibito.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Gio 10 Dic - 17:45

Tessa, tu non hai descritto delle donne, ma delle cretine.
Non ha descritto preti, ma paraculi vestiti di nero, che aspettano come ragni che mosche stordite cadano nella tela.
Una donna normalmente, tra un prete e un elettaruto sceglie quello più bello, o quello più gentile, più gradevole, più inytelluigente, quello che puzza di meno, e spesso l'altrnativa non è tra un prete scemo e un elettrauto intelligente, ma tra un elettrauto normale e un profeore, o un avvocato, un fruttivenolo, un calciatore ... tutti probabilemnte più simpatici di un prete.
E mi fermo qui, perché sono buono - e anche io più simpatico, anche se meno ipocrita, di un prete.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Gio 10 Dic - 21:31

Devo completare il post precedente, che avevo scritto in piedi, con la giacca, sul punto di uscire.

La fenomenologia descritta da Tessa esiste, ha una sua verità, ma è marginale, e riguarda un limitato tipo di situazioni personali o ambientali. E diciamolo pure: non tutti i preti.
Quello che soprattutto mi sembra inappropriato è considerare un prete come un'alternativa ordinaria ed effettiva, come se ogni volta che si vede un prete da parte di una donna, questa lo vedesse come maschio scopatore, o corteggiatore.
Una cosa questa che non succede mediamente neanche con il famoso elettrauto, o con un medico, o un avvocato, in modo così sistematico e generalizzato.

Un punto d'intesezione con la descrizione di Tessa lo posso trovare vedendo la questione sotto un'altra luce, chiamando in causa un classico del pettegolezzo erotico, ossia le categoria degli idraulici e dei maestri di tennis.
L'idraulico entra in casa, il maestro di tennis esercita all'aperto, ma hanno in comune il fatto che sono maschi sotto mano, a disposizione, e soprattutto sono "occasioni": situazioni ufficialmente lecite, che creano una vicinanza maschile in qualche modo "separata" e allo stesso tempo dotata di momenti oggettivamnte intimi e privati.
Solo una situazione batte tutte le altre, costituendo un'apoteosi della separatezza e della "opportunità": la vacanza. In vacanza, anche il fattorino dell'albergo, il buttafuori della discoteca, il barman, il benzinaio possono fare concorrenza vincente contro l'Aga Khan, e l'elettrauto ha la sua occasione d'oro, se la Golf della signora è così gentile da avere un mancamnto alla centralina dei fusibili.
La categoria ecclesiale è perfettamnte coerente con la separatezza e la liceità - anzi è il massimo teorico della liceità, visto che la chiesa, la parrocchia, gli inginocchiatoi dovrebbero essere l'anticamera del raccoglimento, dell'espiazione, della premiata o della recuperata virtù.
Perfino le mogli che hanno i mariti più gelosi, o le ragazze coi padri più occhiuti, possono trovare nel prete il più insospettabile degli attaccapanni sul quale appendere i propri pensieri sensuali, o le proprie fantasie: il prete è solo, le navate sono in penombra, le sagrestie secesse, le manomissioni imposte dalla liturgia, la confessione è l'antefatto serio della parodia realizzata poi coi telefoni erotici.
E in aggiunta a tutto questo, la sicurezza data dalla complicità: niente di spirituale, ma la complicità terra terra.

Quindi, mia cara Tessa, non è il "proibito" la molla che fa scattare il fascino pretino, ma il "consentito".
Che poi a questo qualcuna aggiuga particolare sensibilità verso l'odore dell'incenso, o verso l'idea che un organo maschile penzoli libero sotto una tonaca, invece che essere ristretto sotto un paio di jeans, questo può essere. Ma può essere anche che l'odore di ozono che c'è nelle officine di elettrauto abbia un effetto analogo su altre. Per non parlare del profumo delle palle da tennis, e dei gelati al pistacchio che vendono nei casotti sulla spiaggia. sorrisino

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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 6:38

Caro Rom,
bella questa "dell'organo maschile che penzola libero sotto la tonaca..."ma che dici? hanno i calzoni , sotto la tonaca, i preti. Bisogna chiedere pero', a uno psicologo, perchè un parroco è oggetto di tante attenzioni , da parte delle parrocchiane, pulzelle e maritate, che cucinano per lui ottime torte per  compleanno ,onomastico,  25 aprile, 1^maggio, festa della donna, festa della mamma , festa del papa',festa dei nonni, festa del Ringraziamento, Natale, Pasqua e Capodanno, cercando di attirare la sua attenzione ( le vecchie sono adibite a pulire per terra e a passare lo straccio).Certamente la cuoca piu' brava ha qualche chance di finire tra le braccia del Parroco, che pero' puo' essere anche interessato ad altre, a quelle che chiama per sistemare la sintassi e la  consecutio temporum di cio' che scrive( orrore!) sui bolletini parrocchiali. Le poverette, che accettano di correggere le bozze, si trovano derelitte, in un mare di oltraggi grammaticali, che spesso fuggono via di gran carriera. Puo' darsi che il Parroco preferisca una di queste alle cuoche , ma forse la correttrice di bozze è inorridita troppo dinanzi a tanto sfacelo intellettuale, ed è fuggita via per sempre. Non è detto che il Parroco debba andare per forza con una delle cuoche, ma queste pare abbiano ottimi argomenti per farlo cedere, non staro' qui a riferirli, ogni donna li tiene nel suo bagagliaio di conoscenze, alfine se , oltre che cuoca, è anche molto bella, puo darsi che il gioco è fatto, che gioco, poi, faccia lui, sotto le lenzuola, o nelle stanze secesse della sagrestia, non so, forse la prescelta per quel rendez-vous , se scontenta dalla prestazione, fuggira' nel Capo di Buona Speranza, la' almeno la speranza le resta di trovare qualcosa di meglio , o puo' andare da Salvini, che avra' tutta una legione da spedire all'attacco.
Ciao
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 9:14

Tessa, da un quarto d'ora sto davanti al pc, a fissare lo spazio bianco nel quale dovrei scrivere la mia risposta al tuo messaggio, ma inutilmente: tutto quello che mi viene spontaneo da dire non è pubblicabile, e quello che è pubblicabile è inadeguato.

Per giudicare il comportamento di persone immaginarie, dentro uno scenario grottesco e paradossale, serve uno psicologo immaginario, esperto in fenomenologia di un web grottesco e paradossale, dove si creano rapporti virtuali tra improbabili correttrici di bozze e potenti amatori immaginari ...

Mi accontento dell'inadeguato.
Cara Tessa, non stiamo parlando di Richard Gere nella parte del Fascinoso Parroco.
Né staremmo parlando, invertendo i generi, di Edvige Fenech nella parte della Suorina Zoccola.
Tuttavia - per la cronaca - nemmeno Richard Gere avrebbe un harem di deficienti che si affollano a fargli da cuoche e correttrici di bozze, come a te piace descriverle.

Una corte di leccapiedi di questo genere si crea soltanto per interessi venali, o elargizioni di favori, intorno a un essere umano che abbia un minimo di potere: la vicinanza tra questuanti non interferisce nella qualità del favore ottenuto.
Il sesso segue altre regole, nelle quali lo spirito competitivo non si esprime in quell'atmosfera da circo che tu dipingi.
E fin qui siamo sempre nell'ipotesi di Richard Gere.

Il fatto è che nel novantanove virgola otto per cento dei casi i parroci che s'incontrano sono nel range che va da Alvaro Vitali a Enrico Letta.

In ogni caso, per il pezzo di umanità immaginaria che tu descrivi mi sembrerebbe più adatto un etologo, che abbia fatto studi sul comportamnto delle scimmie in branco: non c'è traccia di sentimenti, né di pensieri, né di scelte caratteriali o esistenziali, ma solo movimenti e pulsioni intorno a un Quelo.
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 10:37

Caro Rom , certo, le correttrici di bozze, essendo professioniste, dopo un po' fuggono, le altre è chiaro che vogliono favori dal Parroco, puo' darsi che questi conosca il Vescovo, e questi il Cardinale, e cosi' via, per sistemare il figlio disoccupato. Molte volte, pero', le cuoche, sposate a qualche insignificante contadino  sin da fanciulle, si sentono attratte dal Parroco, anche per la cultura che suppongono, egli abbia.
Delle prediche che fa non capiscono nulla, neanche un buon professionista capisce nulla perchè siamo nel mare dell'ignoranza totale, ma le poverine, sposate al bravo contadino, pensano che siano prediche da professoroni, e si lasciano sedurre.Il resto è facile da immaginare, dopo una vita passata tra le padelle e i coperchi, le cuoche cominciano a desiderare qualche emozione, poi anche il posto per il figlio, e tutto si spiega.
Ciao
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Myosotis



Età : 50
Località : roma

MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 12:38

Tessa ha scritto:
Li chiamiamo "scandali": ma dov'è lo scandalo? Dov'è la meraviglia?


Cara Tessa, quando uno smette di meravigliarsi è una cosa che dovrebbe preoccupare. Meraviglia è lo sguardo ingenuo dei bambini, è qualcosa che va cullata, preservata, alimentata dentro di noi. Fichè c'è meraviglia ci sono orizzonti altri da scoprire e da esplorare. Quando ciò che è meraviglioso muore, muore la fantasi e anche la capacità di immaginare qualcosa di diverso. E con questa, moriamo tutti in quello che c'è di più importante, nel profondo delle nostre speranze.

Paola
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 13:25

Myosotis ha scritto:
Tessa ha scritto:
Li chiamiamo "scandali": ma dov'è lo scandalo? Dov'è la meraviglia?

Bentornata, intanto, nel nostro salottino.

Diamo a Tessa quel ch'è di Tessa: quella frase l'ho scritta io, e sottintendevo esattamnte quello che dici tu, ossia che lo chiamano scandalo ma nessuno si scandalizza davvero.
In realtà nemmeno io mi sono meravigliato, in relazione ai fatti in se stessi, o a quello che appare in trasparenza.
Diciamo che di fronte a questi stralci di vita - e di cronaca - rappresentati a grana grossa, non siamo più in grado di provare meraviglia vera, interiore, soprattutto poi come italiani, che siamo popolo consumato da un secolare eccesso di consapevolezza.
Vale per noi, soprattutto per noi, il concetto per cui "il diavolo sta nei dettagli", e più che una dibolica meraviglia, direi che è il caso di parlere di "disagio".
C'è in questa vicenda qualcosa che mette a disagio: Cardif il motivo del disagio lo ha cercato nella laurea di giurisprudenza, che gli sembrava incongrua, e Tessa forse negli aspetti economici di dimensione milionaria, mentre Iafran non si è pronunciato ma è sembrato guardare nella direzione ecclesiale della vicenda, secondo me a giusta ragione.
Io, da parte mia, cerco sempre di ricondurre i fatti alla loro dimensione materiale: mi chiedo "se fossi un regista, come sceglierei, come rappresenterei questi personaggi, quali sensazioni cercherei di trasmettere che racchiudono in sé il senso della vicenda?".
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 13:37

Un Myosotis non avrebbe alcun problema di descrivere cosa provano i fiori di campo rispetto ai ceppi cotivati fior fiore di anticrittigamici e terriccio comprato a migliaia di euro al chilo: non glene può fregare di meno. Anzi, soffocherebbe senza lo sterco di pecora e dei cani, senza lo scapiccio dei piedi e le cicche morte.
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 13:44

tessa ha scritto:
Bisogna chiedere pero', a uno psicologo, perchè un parroco è oggetto di tante attenzioni , da parte delle parrocchiane, pulzelle e maritate, che cucinano per lui ottime torte per  compleanno ,onomastico,  25 aprile, 1^maggio, festa della donna, festa della mamma , festa del papa',festa dei nonni, festa del Ringraziamento, Natale, Pasqua e Capodanno, cercando di attirare la sua attenzione ( le vecchie sono adibite a pulire per terra e a passare lo straccio).Certamente la cuoca piu' brava ha qualche chance di finire tra le braccia del Parroco, che pero' puo' essere anche interessato ad altre, a quelle che chiama per sistemare la sintassi e la  consecutio temporum di cio' che scrive( orrore!) sui bolletini parrocchiali. Le poverette, che accettano di correggere le bozze, si trovano derelitte, in un mare di oltraggi grammaticali, che spesso fuggono via di gran carriera. Puo' darsi che il Parroco preferisca una di queste alle cuoche , ma forse la correttrice di bozze è inorridita troppo dinanzi a tanto sfacelo intellettuale, ed è fuggita via per sempre. Non è detto che il Parroco debba andare per forza con una delle cuoche, ma queste pare abbiano ottimi argomenti per farlo cedere, non staro' qui a riferirli, ogni donna li tiene nel suo bagagliaio di conoscenze, alfine se , oltre che cuoca, è anche molto bella, puo darsi che il gioco è fatto, che gioco, poi, faccia lui, sotto le lenzuola, o nelle stanze secesse della sagrestia, non so, 

Intanto, 'ste benedette "pulzelle e maritate", quando non si perdono solo con i preti e non rinunciano a tutto il ben di dio che rimane fuori dalle sagrestie ... non hanno bisogno dello psicologo!

In ogni modo ho ragione io a considerare chi veste l’abito talare o la tonaca, per il 98-99% dei casi, un emerito bleffatore, un incallito opportunista e un prevaricatore da tenere alla larga?

Rom, se fossi regista potresti trovare ispirazione dal maestro Boccaccio.
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 14:10

Invece io penso diversamente. Dire che dire "sono tutti uguali " è una generalizzazione degna del fascismo più becero che portiamo dentro di noi. Dire che sono tutti uguali i preti, le donne, i rom, i ladri, i comunisti, i napoletani, i veneti, i leghisti, le puttane, i giornalisti, i turchi, i musulmani e chi più ne ha più ne metta.... la disuguaglianza è una chiosa culturale e materiale. E la differenza è una cazzo di coscienza critica quale che sia.
Beh, dov'è?....
Un bacio Tess
Paola
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 14:16

https://www.youtube.com/watch?v=m41K_tv5oVA
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 14:17

Iafran caro, ah no, davvero no, Boccaccio è uno dei miei scrittori preferiti, un grande autore umanista.
Stralciando qua e la' la cronaca di oggi , che riguarda i due personaggi n questione, direi che siamo in un ambiente machiavellico. Lei, che è riuscita in qualche modo a soggiogare Mons. Balda, cui anche gli Australopiteci piacciono un sacco, e lo manda nel bel mondo, alla Taverna Flavia e dai migliori sarti, e nelle piu' auguste famiglie, a coltivare interessi economici, ovvio, si sente, a un certo punto, emarginata da lui, Roma è la capitale d'Italia, è piena di bellissime ragazze, non solo di scimmie, e lui pensa che con questo scimmione, in fin dei conti, sia un po' sprecato, d'altronde è belloccio, alto, aitante, va a giocare a golf, le femmine lo trovano elettrizzante, o almeno cosi' gli dicono, e lui ci crede. Lei gli schiaffa dietro un autista di sua fiducia per controllarlo, un personal trainer, che gli insegna le buone maniere con le principesse dell'aristocrazia nera, tutto cio' finalizzato a far piovere nelle finanze vaticane una grande quantita' di denaro, in cui lei , Donna Francesca, mettera' le mani con o senza baby -doll. Ora stanno ai ferri corti, non si sa come andrà a finire, bisogna attendere le prossime puntate della fiction.
Ciao.
Che ci racconti Myos?
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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 14:33

Myosotis ha scritto:
Dire che sono tutti uguali i preti, le donne, i rom, i ladri, i comunisti, i napoletani, i veneti, i leghisti, le puttane, i giornalisti, i turchi, i musulmani e chi più ne ha più ne metta.... la disuguaglianza è una chiosa culturale e materiale. E la differenza è una cazzo di coscienza critica quale che sia.

Per salvare, a ragione, gli altri  ("le donne, i rom, i ladri, i comunisti, i napoletani, i veneti, i leghisti, le puttane, i giornalisti, i turchi, i musulmani," etc.), vuoi salvare anche i preti (al 98-99%)? 
Questi (i preti) fanno parte di una categoria a sé, una categoria che tiene a differenziarsi e che si nasconde bene agli altri per riuscire meglio a parassitarli.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Ven 11 Dic - 14:47

iafran ha scritto:
Rom, se fossi regista potresti trovare ispirazione dal maestro Boccaccio.

tessa
Iafran caro, ah no, davvero no, Boccaccio è uno dei miei scrittori preferiti, un grande autore umanista.

Cioè, davvero no, che cosa?
Che "io" - indegno ilota - possa trovare ispirazione in Boccaccio, grande autore umanista?
O che in Boccaccio non si possono trovare ispirazioni? - oltre a quella di fornire un nick per un forum, naturalmente.

... ah no, davvero no ... sghignazza

Va be', raga', vedetevela voi.

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MessaggioOggetto: Re: Quel pasticciaccio brutto di Francesca e il Monsignore   Oggi a 21:11

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