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 Orgoglio e pregiudizio

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Rom




MessaggioOggetto: Orgoglio e pregiudizio   Ven 20 Nov - 22:43

L'Occidente ha grandi motivi per essere orgoglioso di sè.
Non soltanto la scienza e l'arte, ma anche la democrazia sono conquiste che ne fanno certamente il fronte avanzato, e una forza trainante della civiltà globale.
Noi conosciamo, l'Occidente conosce anche i limiti e gli aspetti oscuri della propria storia, e ha percezione acuta del proprio cuore di tenebra, lo sente pulsare, lo estrae da sè e non ha paura di guardarlo, e questa è forse la nostra forza più grande: la coscienza totale di ciò che siamo, che rende l'orgoglio qualcosa di diverso da una semplice e scontata celebrazione.

Ma la democrazia è anche supponente, ossia soffre del pregiudizio di credersi esaustiva di ogni aspirazione e di ogni desiderio.
E' un peccato di arroganza tutto politico, più che culturale o morale: un sistema politico, ossia uno strumento, che crede di essere un fine.
Quando la democrazia è "nata" era intessuta intrinsecamente coi suoi propri fini, era un desiderio di pace e di laboriosità che diventava sistema, e produceva istituzioni, linguaggi e valori.
Nella sua fase post-industriale è andata a mano a mano prevalendo una sfera deontologica e morale separata sia dalle ragioni della democrazia e dai suoi fini: la democrazia - identificandosi in modo abnorme con il sistema economico - è diventata un fine sterile, che non è più capace di rispondere alle domande, ai sogni, ai desideri profondi.
Il subcosciente - individuale e collettivo - è diventato oggetto di marketing, e non trova più la strada verso la coscienza, se non la strada sbarrata dalle piccole dighe diffuse qua e là dalla rete degli interessi e dall'utilità immediata.
La libertà è stata trasformata in "tempo libero".
I giovani, i ragazzi e le ragazze sono la cartina di tornasole - in ogni epoca - per capire quali siano gli umori e i valori di una società e di una civiltà.
Da più di uns ecolo la nostra civiltà aveva intuito che i "valori borghesi" non bastano, e alla lunga rendono sterile la democrazia stessa che li rappresenta: contro questi valori e la loro sterilità, in modo sia pure magmatico e contraddittorio, si sono alimentate le pulsioni anarchiche di sinistra, e quelle spiritualiste di destra, e nelle forme più recenti e minimali si alimentano le bande metropolitane, e la fenomenologia degli ultras, in cerca di una bandiera e di una "missione", fosse pure la più idiota.
E' qui, in questa sfera di insoddisfazione esistenziale e culturale, che bisogna ricercare la ragione per cui giovani occidentali soggiacciono al fascino macabro di una sanguinaria e pazzesca "guerra santa".
L'Occidente dovrebbe interrogarsi sulle ragioni per cui ha dato al mondo una grande e perfetta macchina tecnologica, e ha offerto un modelo politico e istituzionale, i quali però non sono riusciti a trasmettere nulla dei valori che li hanno prodotti: questa tecnologia è semplicemente comprata, imparata e usata dal terrorismo, senza che l'humus sociale e umano che alimenta il terrorismo sia per nulla "contaminato" dai valori che hanno prodooto questa tecnologia.
Il terrorismo è un medioevo che usa cellulari e armi col puntatore laser, con la stessa ferocia distruttiva con la quale gli spadoni barbarici hanno smembrato i legionari romani a Teutoburgo.
In una civiltà di playstation e videogiochi, un medioevo così può affascinare molte "culture individuali" deboli, senza prospettive e senza sogni.
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: Orgoglio e pregiudizio   Sab 21 Nov - 5:13

Caro Rom, certo, i valori borghesi non sono bastati a non rendere sterile la democrazia stessa, perchè non appartenevano a tutti, ma a una frangia limitata  della popolazione, se codesti valori fossero stati estesi a tutti , sarebbero bastati. Nella poverta' medievale dei playstation nasce la ferocia distruttiva dei piu' deboli e senza prospettive di sogni, come scrivi.

La libertà è sempre pericolosa, meglio che diventi tempo libero, i cattolici sono contro i musulmani, preservano il piu' puro monoteismo, non li si puo' attaccare neanche con la scusa dell'uccisione di Cristo, i cattolici sono pieni di deliri ben strutturati, a cominciare da quello dell'Immacolata Concezione, pero' i musulmani sono visti anche come un argine al dilagare dell'impudenza giudaico-cristiana, da un certo punto di vista farebbero comodo , moralizzando la societa'.

Che la democrazia sia supponente lo trovo ovvio, pero' i benefici che essa ha apportato sono limitati, e non hanno investito ogni strato sociale.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Orgoglio e pregiudizio   Sab 21 Nov - 12:17

In poche righe abbiamo riassunto la storia del mondo, per titoli: sotto a ogni titolo, ciascuno scrive uno svolgimento diverso, immagino.

La democrazia è solo un sistema di governo, e il liberalismo ha avuto il grande merito di studiarne e fissarne le istituzioni.
Ma la società che è l'oggetto di questo governo - o il soggetto pensante e vivente che lo utilizza, secondo la prospettiva liberale - non è in sé "democratica", e anzi non ha nemmeno senso usare questo aggettivo per definire la società, al di fuori di un ambito di pensiero strettamnte politico-amministrativo.

La società è meglio definita dal sistema economico che la sorregge e dai rapporti tra individui e classi, che sono dati reali, e non formali come le istituzioni.
Un individuo, come cittadino è libero, ma come persona ha molti padroni, i quali ne determinano la vita.
C'è dunque un conflitto interno alla genesi stessa della democrazia, nel quale è intervenuto il socialismo a fornire una direzione evolutiva e una definizione delle parti: fino a quando si è avuta coscienza di questo conflitto, è esistità la tensione ideale che ha animato le parti in causa.
Nel momento in cui questa percezione si è attenuata o spenta del tutto, ha prevalso l'idea che la democrazia fosse sia mezzo che fine, e che bisognasse solo "vivere" in questa società, senza più cercare di cambiarla, poiché non si cambiano le cose "perfette" ma si devono solo "aggiustare".
La tensione ideale si sposta su altri obiettivi, e anche quando assume connotazioni sociali non ha più - non deve avere più - un carica "eversiva" e nemmeno più "trascendente".

Questo percorso - il linguaggio stesso che lo descrive - sembrano essere principalmente politici, mentre in realtà sono esistenziali, psicologici e antropologici, insomma complessivamnte riguardano la cultura e la formazione dei miti collettivi.
Nel momento in cui scompare alla vista un obiettivo che sta al di sopra della società, in quanto deve essere raggiunto ed è visibile a tutti - cioè scompare il "cielo" - qualunque obiettivo è uguale, o equivalente a un altro, ed è un obiettivo di gruppo, che diventa tanto più "sociale" quanto più riesce a farsi vedere e ad avere "mercato".
Quando scompare il cielo diventa notte, e nella notte anche un fiammifero sembra una stella: diventare membro di un'associazione di ultras equivale a darsi una missione, tanto quanto un'associazione di volontariato, o il club degli scapoli o gli alcolisti anonimi. Ma qui c'è poca adrenalina.
Ce n'è una quantità certamente più soddisfacente nella violenza: partecipare a un progetto di devastazione, la voluttà distruttiva, e per di più sotto una bandiera - l'importanza dei simboli.

Quelli che hanno cantato sulla morte delle ideologie, non hanno tenuto conto che al posto delle ideologie sarebbero subentrate le loro caricature, alcune delle quali macabre, e al posto dei sogni degli idealisti sarebbe venuto l'incubo di un videogioco in cui a morire sono persone vere.
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MessaggioOggetto: Re: Orgoglio e pregiudizio   Mer 2 Dic - 0:49

Marò subito in tutte le scuole! A fare i presepi!
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MessaggioOggetto: Re: Orgoglio e pregiudizio   Oggi a 21:13

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