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 "Io sto con Marino"

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AutoreMessaggio
einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Gio 12 Nov - 22:29

einrix ha scritto:
Insomma, la volete passare come "mal comune mezzo gaudio"...

Se Renzi è inquisito non deve necessariamente dare le dimissioni, come avrebbe potuto non darle Marino. Sta di fatto che Marino le ha date, ed una ragione ci dovrà pur essere.
In seguito le ritira, non perché la sua indagine sia stata archiviata, ma perché ha sentito il calore di quel migliaio di romani che sono andati a battergli le mani. C'è qualche cosa di poco chiaro in quei meccanismi.

Marino, alla fine, viene esautorato dalla sua maggioranza. Come mai? Beghe interne, lotta per il potere, ha toccato gangli sensibili, a mostrato di non essere all'altezza di guidare la squadra. Non si sa nulla. La spampa ha parlato di tutto meno che di queste cose, che potevano offrire risposte alla gente.

Sotto questo aspetto Renzi è molto più preparato e crisi del genere di quelle provocate da Marino a Roma, lui non le ha ancora prodotte nel PD e nel Paese. Oddio, nel PD ci ha provato, ma la sinistra con "calma e gesso" aspetta sicura tempi migliori, per farsi avanti.

Riassumendo: vi è una vicenda tutta personale legata all'uso improprio di denari del Comune, e poi vi è il modo di fare politica, che non è piaciuto neppure alla sua squadra. Per queste ragioni ora a Roma c'è un commissario. Ovviamente non sono per scaricare tutte le colpe su Marino. Il PD a Roma aveva camere del potere poco trasparenti, in qualche luogo, e non per niente il primo ad essere commissariato è stato il Partito. Di sicuro ha giocato anche l'inchiesta sulla mafia e la corruzione diffusa. Quello di Marino era davvero un brutto momento per metterci la faccia come rappresentante del Popolo. Meglio un funzionario del ministro degli interni, per tagliar teste e risanare un tessuto, comunque compromesso. In questo vedo Marino come vittima di circostanze che dipendono solo in minima parte da lui.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 13 Nov - 1:58

Marino e' solo vittima dell'attacco di grillini e sorelline d'Italia, in spasmodica attesa e speranza di occupare il suo posto.
Bene avrebbe fatto a sfidare tutti dimettendosi ma ripresentandosi a nuove elezioni.
Alemanno spendeva molto di piu' ma nessuno lo attaccava, e non secoli da.
cardif
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 13 Nov - 10:15

Certo che moralisti come sono, i grillini e sorelline di Alemanno, le provano tutte per mettere fuori corso la giunta di sinistra che governa Roma. E ci sono riusciti perché abbiamo messo a fare il sindaco quel br'avuomo di Marino che però ha il vizio di rubare la marmellata. Da bambini è da tutti farlo, vinti dal desiderio, ma da grandi non può essere più permesso, salvo che il frigor o la dispensa non sia di casa propria. Con quei piccoli gesti, Marino ha messo in crisi la sua giunta, la sua maggioranza.
Personalmente lo avrei anche perdonato, e dei ventimila euro che offriva, gliene avrei presi solo quelli per i quali i conti non tornavano: di certo, una somma minore. Ma viviamo in un momento in cui il discredito della politica non permette tentennamenti, non tanto per la morale del moralista, quanto per la legge, quando sia essa ad intervenire. E di fronte alla legge, non vedo niente di meglio che dimettersi, come hanno fatto altri, o per semplice vergogna o per potersi difendere dignitosamente.
Poi vi è l'altro corno del problema: la capacità o l'incapacità di reggere la propria maggioranza ed i problemi della città. per quanto sia lungo l'elencodelel cose fatte, Roma, a detta dei romani è ancora un città piena di problemi di fondo, e rifondarla deve essere il compito di una giunta che guardi al futuro.
C'è anche un quadro di prospettiva in cui le regioni possano essere accorpate; non tanto per fare macro regioni, ma per ritessere un territorio in modo più razionale,in rapporto alla logistica, alle risorse energetiche, alle vocazioni industriali o agricole. In quel quadro la Regione Roma Capitale potrebbe avere una sua rilevanza. Capisco che si dovesse prima sotterrare la giunta Alemanno con tutti i suoi misfatti, ma il dopo doveva costituire la visione della giunta, proprio mentre si preparava a sistemare il passato. Qualche cosa di simile non deve essere scattato e tutto si deve essere avviticchiato  sull'ordinaria amministrazione, funestata da arresti di gente concussa o corrotta.
Un brutto momento quello, in cui anche solo rubare marmellata diventava un fatto insostenibile. Spiego così la fine di questa amministrazione, vista da molto lontano.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Sab 14 Nov - 8:26

Certamente si puo' sempre sperare nel meglio, o addirittura nella perfezione. Ma mi pare di non aver mai visto che si realizzi. E il momento in cui viviamo non mi pare tanto diverso da tutti i momenti precedenti in cui c'e' stato anche di peggio. Solo che oggi sembra un momento peggiore perche' e' l'oggetto prevalente su cui batte una forza politica, come un'altra batte sull'immigrazione facendolo sembrare un problema maggiore di quello che e'.
Secondo me le Regioni dovrebbero essere aumentate a 40, ma eliminando totalmente e non fittiziamente le Provincie. Proprio per una maggiore aderenza con i territori e una maggiore possibilita' di controllo da parte dei cittadini.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Sab 14 Nov - 9:55

Non c'è una regola per la scelta tra regioni e provincie. In Germania ci sono le Regioni, in Francia le Provincie. Noi abbiamo l'uno e l'altro. I sistemi organizzativi sono molteplici e funzionano oppure no, non perché sono questo o quello, ma perché funzionano bene o funzionano male. Noi siamo un paese che funziona così così! La sola possibilità che abbiamo è di procedere a cambiamenti strutturali-formali, un poco alla volta, a spizzichi e bocconi, correggendo qua e la quello che pare giusto correggere. E' una tecnica buona, se la si segue con perseveranza e tenacia, se invece non si fa nulla, né le periodiche e secolari riforme di struttura e neppure le piccole riforme continue, allora ci si avvia verso la decadenza.
Per questo non sono partigiano di questo o di quel mutamento, preferendo che ogni modifica avvenga gradualmente e dopo aver studiato come farla.
Oggi, qui a Bergamo, sembra autunno. E' davvero il primo giorno da molte settimane, senza sole e con nuvole grevi che scolorano le foglie, che ormai avendo perso il verde, tendono ad arrossare e poi ad imbrunire, diventando sempre più rade sui rami in cui si intravvedono le gemme, pronte per la prossima primavera.

Un saluto
Enrico
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Rom




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Sab 14 Nov - 11:16

flaviomob ha scritto:
Secondo Violapost (saranno tifosi fiorentini?) qualcosina di buono Marino lo ha fatto... chiedo lumi agli amici romani.


Caro Flavio, i discorsi seri - la rsposta seria e politica alla tua domanda - li abbiamo già fatti, qui nelle pagine precedenti, ma soprattutto negli anni scorsi negli altri forum, e perfino (se ti ricordi) già nell'antica mailing list, al tempo in cui si discuteva della "personalizzazione della politica" e dei governatorati che avrebbero dovuto salvare e moralizzare l'Italia.
Io, tuo amico romano, non ce la faccio più a dire parole ormai usurate e "profezie" selvaggiamnte superate dalla realtà.

Su Marino ti dico solo questo, una battuta alla Crozza.
Se mi chiamano al capezzale d'un malato, qualcosa di buono riesco a farla, con un bicchiere d'acqua, una carezza, un'incisione sulla ferita, una benda, una pillola o un'inezione fortunata, una respirazione bocca a bocca (meglio se è donna e carina). Ma probabilmente non basterebbe per diventare primario di neurologia.
Devo aggiungere altro?

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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Mer 18 Nov - 1:35

Mah... la mia sensazione è che, fatto fuori Marino, tanti potentati locali già con l'acquolina in bocca possano finalmente mettere le mani su appalti, bustarelle e calcinculo legati al Giublieo prossimo venturo...

Intanto Renzi elimina reati di mancata verifica e registrazione della clientela da parte delle banche. 

Just in time?

Vedaremm!
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Mer 18 Nov - 11:14

Caro flaviomob, sono i tuoi vicini di casa, per non dire i parenti o gli amici che conosci, quelli che cercano raccomandazioni, favori, scorciatoie, se sono come i miei. Non tutti, ovviamente, ma ne basta uno su dieci che si diventa Italia, mentre se ce n'è uno su trenta o quaranta (butto giù dei numeri a caso), magari sei in Svezia.

Nietzsche direbbe che è la morale cristiana a permettere tutto ciò, specie nella città culla del cattolicesimo, ma io non ne sono affatto sicuro, e penso che la morale cattolica venisse da prima del cattolicesimo, per una urbanizzazione che accorcia le distanze tra gli individui che vivono inscatolati ed interdipendenti, al punto che si sono cercate tutte le vie della sopportazione e della risoluzione dei conflitti. Ed una parte di questi modi non sempre è legale, dipendendo ciò dalle leggi, per non dire di quelli spicci e violenti che sono prerogativa costituzionale di uno Stato, e talvolta, prerogativa privata di singoli individui o mafie.

Che c'entra la politica con tutto questo, se non per il fatto che i politici vivano la stessa realtà, essendo una selezione particolare di individui, dedita al raccordo tra lo Stato e la Società, ed all'espressione del Governo. Specie in democrazia autorizzativa, quando si delega il potere legislativo, nella più totale irresponsabilità, che nei regimi autoritari l'assunzione di responsabilità è totalmente assunta dal soggetto che detiene il potere autonomo, con la forza e sopra la legge.

Magari è solo perché la libertà di stampa rende possibile ogni tipo di critica, mentre la censura dei regimi autoritari depura la realtà da quella rappresentazione che la disturba.

In linea di principio sono per la depenalizzazione dei reati, perché non sono un giustizialista e preferisco la prevenzione educativa alla repressione in nome del Popolo o del Tiranno. Quindi, prima di esprimermi su certe questioni, vorrei che mi fossero spiegate le ragioni di quelle scelte, e nel dibattito assumerei il mio giudizio, ma andando a leggere il Fatto Quotidiano, leggo solo il titolo di quel provvedimento, e nient'altro di un certo rilievo, salvo degli "al lupo" privi di reale motivazione. Ed essendo il Fatto il giornale del "al lupo", me ne guardo bene dal giudicare il governo che ha presentato quel provvedimento, prima di conoscerne le motivazioni, perché solo su quelle si può pervenire a giudizio, non sugli istinti di paura che spesso vengono solleticati da chi ha ben altri interessi che la giustizia.
Nel caso di Travaglio poi, da nipotino di Montanelli, non mi aspetto di certo che a muoverlo siano idee socialiste. E con questo concetto riepilogo molti Fatti Quotidiani. Anzi, i suoi "Al Lupo" servono solo a disgregare la sicurezza di un popolo che si è adagiato nell'esistente, e che non si rende neppure conto che le dinamiche (entropiche) tendono a disgregare ciò che con la sofferenza è stato costruito in termini di giustizia e welfare dalle generazioni del passato. E come sempre i guardiani del gregge, come quelli per i quali scrive Travaglio, sono quelli che se lo tosano e se lo mangiano, senza che neppure, il gregge, pascolando e riproducendosi, percepisca lo stato della sua condizione, di quel suo Esser-ci senza alternative di tempo e di luogo.

il link del Fatto:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/17/riciclaggio-governo-elimina-reati-di-mancata-verifica-e-registrazione-della-clientela-da-parte-delle-banche/2227669/
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cardif




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 20 Nov - 22:59

Saltando il significato di 'giustizialista' alla Peron, nel ventennio berlusconiano, in sua difesa, c'è stato un attacco così massiccio alla semplice voglia di giustizia che oggi sento sempre tutti pronti a difendersi da quella che è suonata come una accusa di essere  i 'cattivi' giustizialisti, e pronti a definirsi i 'buoni' garantisti. Io non mi sento né l'uno né l'altro: credo solo che la giustizia merita un ruolo importante per il buon equilibrio della società.
Penso che le voci critiche, anche se a tema unico, siano comunque utili a dare un contributo al miglioramento, a meno di non considerarle le sole giuste. Meglio quelle che il torpore del pensiero unico dominante controllato dal potere, che ha soppresso le voci dissenzienti, addormentato la società e fermato lo sviluppo nei secoli bui o nei regimi totalitari.
cardif
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 20 Nov - 23:53

Si parla spesso di Leggi e di giustizia, come se im qualche modo fossero sinonimi, termini corrispondenti, equivalenti. Le leggi sono regole scritte per tutti quelli che fanno parte di una giurisdizione, e possono essere le più sagge quanto le più stupide, e talvalta sono inutili, altre liberticide, eccetera.
La giustizia afferisce a ciò che è giusto, al peso giusto, visto che la giustizia si presenta spesso con una bilancia in mano. Non è che la bilancia della giustizia non commini pene giuste, anche quando faccia rispettare leggi stupide, i liberticide: le commina spaccando l'unità di misura (il giorno di prigione, o l'euro di penale).
Ecco, caro cardif che mi sento meno sicuro di far bene il giustizialista di quando non mi riesca di fare il garantista, proprio per la natura della legge e della giustizia che la applica con la bilancia della causa-effetto, del delitto e della pena.

Per capire come stanno le cose occorre entrare nello specifico della legge, e vedere se è giusto o meno cambiarla, e lo si deve fare in sede legislativa, non certo nell'aula di un tribunale.

Se sento dire che un ragazzo per avere espresso certe critiche in Arabia, è stato condannato a mille frustate e ad un periodo di carcerazione, non mi pongo il quesito se la giustizia abbia o no fatto il suo dovere, ma se le leggi che ha messo su un piatto della bilancia erano rispettose di quei tanti principi a cui noi in occidente da tempo siamo abituati. E la mia risposta sarebbe stata che quelle leggi sono abominevoli. Come potrei essere giustizialista piccolo o grande in quei casi? Non solo non sarei giustizialista, ma vorrei l'abolizione di quelle leggi che puniscono la libertà del pensiero. Non mi perdo neppure nel chiedere che venga annullata quella condanna, chiedo solo che vengano stracciate quelle leggi.

Nella nostra questione di sopra, a me non basta che mi dicano che cancellano o scrivano un pezzo di legge (citandola per sommi capi), mi devono spiegare anche il perché. Solo in quel momento esprimerò il mio giudizio. Così pretendono di muovere il mio umore o la mia indignazione solo sventolando qualche titolo come fosse un drappo rosso, cosa che se a tanti basta, a me crea solo altra curiosità.

Quando quelle leggi andranno in discussione, in Parlamento, e verranno emendate, capiremo meglio la natura e l'utilità o la pericolosità di quelle modifiche alla legge. E anche in quel caso sarà la maggioranza che le promulgherà, non certo per il fatto che siano perfette. Questa è la parte nobile ed ignobile della democrazia, ma certe cose capitano anche con monarchie assolute, o con le dittature.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Sab 21 Nov - 15:11

Il desiderio di giustizia è un 'sentimento' innato, un'esigenza dello spirito che spinge a credere perfino nel giudizio 'giusto' nell'aldilà in mancanza di uno terreno, secondo me.
Non è solo il caso del mugnaio di Potsdam, quello di 'ci sarà pure un giudice a Berlino', che, non avendo avuto giustizia, ricorse al giudizio di Federico il Grande per ottenerla e far condannare i giudici ingiusti.
E sono d'accordo, caro einrix: l'applicazione della giustizia è soggetta all'errore umano e quindi imperfetta. Meglio un reo in libertà che un innocente in galera lo diceva anche Caterina di Russia. Ma anche lasciar liberi tutti i rei con la depenalizzazione dei reati non è che dia sicurezza.
Che poi il governante e/o la classe politica produca leggi che vanno non solo cambiate ma anche non applicate, come quelle raziali in Italia per esempio, sono d'accordo. Appunto per questo non vanno soppresse le voci critiche, anche se gridando 'al lupo' paventano pericoli maggiori di quelli ipotizzabili anche in situazioni molto meno drammatiche.
La soppressione delle voci critiche consente al potere di mantenere il popolo addormentato nella spesso falsa sicurezza dell'esistente, nell'illusione di una culla sicura in termini di giustizia e welfare.
La storia ci dice che spesso le equilibrate conquiste ottenute con sofferenza sono state spazzate via da altre forze negative, non dal popolo-gregge. Come col fascismo in Italia. Ma anche la cronaca ce lo dice, come nel caso della Turchia.
Non si tratta di disgregazione, mi pare, ma di contrasto tra visioni diverse. E non credo che l'omologazione al dominante sia la soluzione.
cardif
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Sab 21 Nov - 17:16

Caro Einrix,
in linea di principio siamo tutti a favore della depenalizzazione dei reati, delle carceri vuote, del reniserimento sociale di chi "ha sbagliato". Nella società reale italiana rimane però il dato che esiste un enorme ed abnorme potere mafioso, un brodo di coltura ancora più esteso fatto di corruzione, appalti truccati, illegalità, spreco e furto di denari pubblici, ed infine un ambiente ancora più grande dove tutto ciò può proliferare a partire, come scrivi tu, dalla semplice ricerca di raccomandazioni, di favori, di clientele, di "particulare".
Quanto riportato dall'articolo del Fatto, che è un ottimo quotidiano di denuncia (ti ricordi che Travaglio scriveva per l'Unità?) è l'ultimo provvedimento di una lunga serie di azioni governative atte a depotenziare l'azione della magistratura, che peraltro è già stata ridotta a un colabrodo nei decenni passati grazie ai forzitalioti e all'inedia di parte del centrosinistra, tramite un estensione abnorme della prescrizione, oltre ad altri cavilli estremamente efficaci.

Tu ti aspettavi da un partito che dovrebbe (ah ah ah) iscriversi nella tradizione "socialista" (dato che fa parte del PSE) azioni simili a quelle compiute da un centrodestra semplicemente eversivo? Ovvero da forze politiche che hanno deciso, nel parlamento "sovrano", che Ruby è la nipote di Mubarak? Tu credi davvero che Pertini e Renzi abbiano qualcosa in comune?

La realtà dei fatti è che per prendersi (o acquistare) i voti di Verdini (che è per Renzi ciò che Dell'Utri fu per Berlusconi) e di Alfano bisogna mettere sul piatto della bilancia qualcosa, o forse soltanto per limitare i danni delle magagne giudiziarie che affliggono il PD stesso.

Si parla di mafia capitale: ci appigliamo alla tradizione socialista anche per giustificare quello in cui il PD si è impantanato profondamente? O cerchiamo di comprendere che con quella tradizione si sono rotti definitivamente i ponti, sia sul piano formale (Pertini e Berlinguer mica scherzavano sulla questione morale) che sostanziale (se rubo soldi e beni pubblici, rubo ciò che appartiene alla collettività, cioè al popolo).
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Mar 24 Nov - 15:16

caro flaviomob, quando penso a Renzi e al governo non penso a Renzi e al Partito, come se fossero la stessa cosa. Il partito ha le sue dinamiche interne che riflettono e si riflettono nel suo elettorato e negli iscritti, il governo ha altre dinamiche e confondere le due cose non ha senso.

Essendo questo un governo di larghe intese: da Bersani ad Alfano, posso ben pensare che Bersani ed Alfano possano stare insieme solo a certe condizioni. Ragion per cui non ritengo di Bersani l'idea che  possa passare da 1000 a 3000 euro il cash, mentre di sicuro e per sua confessione quella è una richiesta di Alfano per stare nel governo. Renzi semmai, essendo il garante di quel compromesso lo può far proprio come Presidente del Consiglio, ma non certo come Segretario del PD. [Della serie: non mi piace, ma anche Alfano ha la sua forza in questo governo di coalizione. Poi in Parlamento si vedrà]

Se questi sono i termini del problema, allora occorre ragionare del PD tenendo conto di queste cose, senza fare di tutta l'erba un fascio, salvo che non vi sia proprio un interesse a rimescolare le carte.

Travaglio ha scritto sull'Unità come Santoro era stato fatto eleggere deputato al Parlamento europeo, per cercare di toglierli dall'esilio in cui Berlusconi li aveva messi. In un giornale di partito come è sempre stato l'Unità, puoi essere un ospite a patto che tu faccia campagna contro Berlusconi; non ti viene chiesto di essere obiettivo e di giurare di dire la verità, nient'altro che la verità. E quelli erano i termini del problema della sua frequentazione sul giornale fondato da Gramsci, ma rifondato, in un momento di estrema crisi, da un gruppo di imprenditori diretti da Dalai che assume Furio Colombo come Direttore. Con quella gestione per poco non finisce nelle mani del gruppo editoriale che tra altre testate, ha Libero. Per fortuna interviene Soru, patron di Tiscali ,e allora presidente della Regione Sardegna e ne salva l'onore. Per farla breve, Travaglio non ha mai avuto i connotati per scrivere su un giornale di sinistra, e lo ha potuto fare quando anche l'Unità, pur restando un giornale di area di sinistra, veniva gestito come un quotidiano di opinione alla ricerca di lettori.

Non sto a fare una analisi del taglio editoriale del Fatto Quotidiano, ma il mio giudizio complessivo è pessimo, proprio in rapporto alle finalità ideologiche di quel giornale che sono tutte a destra, come di destra sono Travaglio e Peter Gomez, con buona pace di chi, come Padellaro, servono solo da specchietti per le allodole di sinistra.

Se passiamo all'argomento partito, indipendentemente dal fatto che si chiami PD o che si chiamasse prevalentemente PdS, o DS, è facile comprendere che in tutta Europa c'è una caduta di tensione sociale, perché di fatto tutto il socialismo che si poteva fare era stato fatto. E tu quando hai fatto una cosa, mica mantieni l'impegno a cento. Lo riduci, e finisci pure per perdere di vista il problema, limitandoti a gestire l'esistente, che è ormai interiorizzato anche dai partiti di centro e di destra. Guai a togliere il Welfare al popolo europeo, qualunque siano le idee socialiste o liberiste che abbia in mente, perché si tratta di scuola, di sanità, di previdenza, di tutele sul lavoro.

Nei confronti degli altri, specie degli stati arabi, il paragone è tra democrazia come la intendiamo noi ed oligarchia tribale. Che differenza ci può essere tra destra e sinistra da noi su quel tema. Anche se parliamo di laicità, questa è stata accettata dalla Chiesa di tutta Europa, mentre gli stati teocratici dell'Asia minore parlano di legge coranica. In quel campo, quali differenze ci possono essere tra sinistra e destra.
Le differenze emergono sull'accoglienza, in cui la sinistra e la chiesa si oppongono ai leghisti e a parte dei partiti di destra. E la stessa differenza c'è sulla guerra, che le destre vogliono, anche se poi gli alleati che si scelgono in Asia, sono proprio quelle monarchie feudali e teocratiche, che neppure loro da noi vorrebbero.

In questo clima ideologico, privo di fermenti per lo sviluppo della giustizia e per un ulteriore avanzamento della società, intervengono fenomeni di paura legati alla guerra ed al terrorismo, mentre dovremmo mostrare più attenzione per il consolidamento delle nostre istituzioni democratiche. Ma per fare ciò servirebbero uomini e donne molto più sensibili e intelligenti di quelli che sono i clienti di Travaglio & Co., estremamente diffusi nel panorama di una cultura informale europea.

Trovo del tutto logico e normale che le cose stiano così. I grandi movimenti che esplodono in rivoluzioni culturali ed istituzionali, non è che ci siano tutti i giorni. Talvolta esplodono a distanza di secoli (1789, 1918). Sono molto più frequenti le guerre, i colpi di stato, le crisi sociali, che in genere oltre alle distruzioni portano solo cambiamenti ad alcuni rapporti di forza imperialistici, ma non ad un avanzamento globale dell'umanità.

Per questo la sinistra di oggi, da noi è il PD ed in Europa sono i partiti che aderiscono o meno al PSE, ed i Podemos, o i Syriza, non è che siano chissà che cosa in termini di innovazione. A mala pena riescono a soddisfare le necessità che competono al loro ruolo, senza rappresentare quello che la rivoluzione francese o quella russa hanno rappresentato per la nostra storia.

Ecco, caro flaviomob, se si ha in mente un quadro di realtà come questo, poi si può dire tutto quello che si vuole. E comunque, ci penserà la storia, a nostra insaputa a fare il resto.
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flaviomob



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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Mer 25 Nov - 23:33

Il centrosinistra europeo non esprime partiti coinvolti in una capillare gestione mafiosa di una grande metropoli. E' evidente anche ad un bambino l'entità della questione morale nella politica italiana, compreso lo stesso PD. Ciò costituisce un'anomalia così grave da determinare una scissione profonda tra il panorama del centrosinistra nostrano e quello continentale.

Il movimento di Grillo è un paradosso in quanto trae origine da un voto di protesta (una cascata di voti di protesta) sia di destra che di sinistra. Identificarlo o confonderlo con i movimenti di destra che scuotono l'Europa è un altro errore, così come con la Lega (che ha già governato e rubato la sua parte).

Anche pensare che nel contesto neoliberista trentennale l'Europa possa sopravvivere come isola felice è pura utopia. I diritti non sono mai acquisiti e ogni giorno che passa ci spogliano di una tutela, un sostegno, una garanzia sociale. Il precariato dilaga in tutta Europa, riduzioni di stipendi e di orari di lavoro (come i mini job sempre più diffusi in Germania, con redditi di pura sussistenza), il divario tra poveri e ricchi si approfondisce, a tutto ciò si aggiunge nei paesi socialmente meno evoluti (Italia e Grecia su tutti) l'assenza di un welfare universale (reddito garantito) e l'insufficienza dei sussidi per i disoccupati. Tant'è vero che negli ultimi anni si è riproposto il tema dell'emigrazione dall'Italia e dai paesi del Sud Europa per mancanza di lavoro. 
Ma Renzi è troppo impegnato a elargire gli 80 euro (incrementando il debito pubblico) a chi ha già un reddito fisso, per motivi elettorali (e populisti). Ed è capo del PD e capo del governo, per questo i ruoli si confondono e i poteri si sovrappongono: è evidente che c'è lui dietro la detronizzazione di Marino.

Per inciso, il tema del reddito universale garantito lo propongono la sinistra di Sel e il Movimento 5 stelle... non ci sono più le destre di una volta :)
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Rom




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Gio 26 Nov - 0:39

Ci siamo talmente abituati al malaffare e al malgoveno, che parlare di malaffare e malgovernoci sembra l'unico argomento degno di nota.
Il mondo sta andando a ferro e a fuoco, e noi discutiamo il conto del ristorante di Marino.
Roma è la città più bella del mondo, l'unica che abbia in sé condensata e rappresentata artisticamente tutta la storia di tremila anni, e stiamo qui ad augurarci che possa essere governata da un "cretino onesto", come dire una Ferrari guidata da un garagista che beve solo birra analcolica.
Bah.
Caro Flavio, sbagli, quando sottovaluti il grillismo.
Mettiamo da parte la fenomenologia della "democrazia diretta" che funziona come i like di Facebook.
Gli attuali partiti - compreso il PD renziano - rappresentano le quattro facce del populismo, o meglio, le quattro facce italiane del populismo.
Anche nel popolo che accalamava o che comunque sosteneva il fascismo c'erano le medesime sfaccettature, non tutti erano avanguardisti e amavano la camicia nera, non tutti erano fascisti o non lo erano allo stesso modo.
Molti italiani onesti hanno visto nell'avvento del fascismo - come molti nell'avvento di Berlusconi - "un cambiamento", cioè qualcosa che rimescolava le carte e poteva risolvere la situazione con un colpo di teatro, con una "provvidenziale novità".
La storia non fa salti: da una situazione balorda nascono solo soluzioni balorde.
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Gio 26 Nov - 23:55

"Il centrosinistra europeo non esprime partiti coinvolti in una capillare gestione mafiosa di una grande metropoli. E' evidente anche ad un bambino l'entità della questione morale nella politica italiana, compreso lo stesso PD"

Mica ci sono i romani a Berlino. Se li sono votati i romani anche quelli di questa volta, e la prossima sarà lo stesso. Cambia i romani con quelli di Stoccolma e vedrai che la mafia sparisce. Se a Roma ci sono dei romani mafiosi, te la puoi anche prendere con la politica, ma non succede niente lo stesso, perché i romani mafiosi troveranno altre strade ed altre porte per continuare a fare i mafiosi.
A Stoccolma questo problema della mafia non c'è, mica per le grandi capacità dei politici di Stoccolma, ma solo perché quelli di Stoccolma, i cittadini, e quindi anche i politici, non saranno perfetti, ma non sono mafiosi.

La mafia è una condizione mentale, ideologica, prima che ambientale, infatti c'è a Palermo, ma anche a New York, o a Tokyo. C'era prima dell'Unità d'Italia, col fascismo, con la democrazia...quando c'era miseria, col benessere, con i governi duri, con quelli molli. La mafia c'è, perché c'é, e resiste perché è più forte di chi si lamenta della mafia e ci vive assieme. In Italia è arrivata con i Pitagorici e da allora, in un modo o nell'altro, ha sempre tenuto banco. Per eradicare la mafia, ci vuole una guerra civile che scoppi tra la gente che non è mafiosa e i mafiosi, e si va avanti sino allo sterminio totale delle famiglie, mogli e figli compresi, perché se no, rinasce. Io non sono disposto a fare un massacro simile, mi accontento di ciò che fa la polizia e di stare insieme alla gente per bene, e quando parlo di mafia, evito di cadere nella banalità dei pensieri che su di essa si fanno.

Non si ragiona di politica con questo lamento greco. La politica pur essendo un'altra cosa, non è onnipotente. Comunque come spalla su cui piangere o imprecare funziona benissimo, a quanto vedo.

Buona notte.
Enrico.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 27 Nov - 1:26

einrix ha scritto:
Mica ci sono i romani a Berlino. Se li sono votati i romani anche quelli di questa volta, e la prossima sarà lo stesso.

E' il buon cittadino che fa il buon governo.
Su questo siamo d'accordo, è un'antica, vexata quaestio.

Ma qui si parlava - o meglio ne parlava chi ha scritto la frase che tu commentavi - di partiti, non di elettorato.
Non è distinzione da poco.
I romani erano romani anche quando il PCI esprimeva un sindaco come Petroselli, e quando comunque nel PCI si riconosceva proprio quella "gente per bene" della quale parliamo.
Anche in una "nazione elettorale" che rispecchia una situzione pre-politica complessivamnte mafiosa, c'è almeno una parte di gente per bene che abbia, appunto, un partito nel quale riconoscersi.

La deriva elettoralistica, che ha accompagnato l'avvento del maggioritario, ha fatto sì che la contabilità dei voti ha prevaricato su qualunque altro valore. Un partito conta quanto contano i suoi voti.
A mano a mano questo meccanismo ha reso tutti uguali: cartelli elettorali, sotto i quali c'è tutto e il contrario di tutto.
L'unico modo per non mescolarsi o confondersi coi mafiosi, è non mettersi sotto alcun cartello, cioè non votare.
Ma non votando si salva la propria anima, non il governo della città, che finisce comunque sotto il controllo dei mafiosi.
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 27 Nov - 2:03

E' innegabile che in Italia vi siano almeno tre filoni di diversi populismi: quello renziano, quello salviniano e quello grillino. Questo però rappresenta casomai un altro elemento di confutazione verso la tesi che il PD appartenga realmente alla famiglia del socialismo europeo, al di là di una (mezza e mediata) appartenenza formale. Così come la confuta la deriva sulla questione morale: è evidente che a Stoccolma non governa la mafia, ma vogliamo ricordare in Italia quanti esponenti della sinistra politica e sindacale sono stati avversati fino alla morte (in senso letterale) dalla criminalità organizzata negli ultimi cent'anni? Di quando vescovoni e democristianoni in Sicilia giuravano ai quattro venti l'inesistenza della mafia e intanto passavamo dalla strage di Portella della Ginestra all'assassinio di Pio La Torre?
Quella sinistra era riconoscibile a partire dalla posizione che prendeva su questo e sugli altri grandi temi: non una comoda teorizzazione di principi ma una pratica scomoda e quotidiana, pagata con il sangue. Oggi cos' abbiamo? Il porto delle nebbie. La compravendita di parlamentari con l'intermediario Verdini, amico di famiglia dei Renzi, indagato per corruzione in diversi processi, vicino ad un'associazione criminale come la cosiddetta P4. E' vero, queste cose a Stoccolma non ci sono: vuol dire che il nostro (pseudo) centrosinistra è messo peggio della destra scandinava. Diciamo della destra "media" europea. E poco distinguibile dal corrottissimo centrodestra italiano. Eppure la stessa definizione di "Questione morale" fu inventata dalla sinistra italiana, quando ancora era tale. Già allora però chi voleva continuare il malaffare si indignava (a comando) sostenendo che su questo tema Berlinguer trovava l'appoggio "scandaloso" della destra missina...

Qui veniamo all'origine del populismo grillino: nato anche dalla percezione diffusa che ormai destra e sinistra siano quasi completamente omologate. Percezione che ha un fondamento radicato proprio nella "perdita di diversità" in rapporto alla questione morale, oltre che alla prassi di partito.

E' populismo anche "regalare" 80 euro al mese prima delle elezioni a chi ha già un reddito fisso (anche se non elevato) e trascurare un milione di minori in povertà assoluta. Ora l'annuncio recente del "bonus cultura" per chi compie 18 anni: un'altra regalia che poi sarà seguita dal deserto assoluto delle prospettive di lavoro giovanile.

Per contraltare, vi è il populismo leghista che riunisce il peggio dei due filoni: da un lato ha dimostrato di essere permeabile (o forse di essere integralmente organico) alla corruzione e al malaffare, tra finte lauree e veri diamanti; dall'altro lato si "rivergina" e torna a scaricare i problemi dei deboli su chi è ancora più fragile, periferico, emarginato.

Non mi faccio false speranze sulle magnifiche sorti e progressive dei "grillini", ma penso che una sonora e memorabile mazzata sui coglioni di chi è attualmente al potere darebbe un minimo di respiro - se non al paese - almeno a qualche amministrazione locale da ribaltare da cima a fondo.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 27 Nov - 15:30

Rom, la gente statisticamente per bene, è il novanta per cento, da noi, mentre in Svezia magari lo è al 99 per cento, rispetto ai delitti di cui parliamo. Hanno altri vizi, quello del bere, magari. Così è anche per i partiti e la politica che sono l'espressione di quelle masse. Un buon dieci per cento, da noi, ha degli scheletri nell'armadio. Dopo la galera e il confino per motivi politici, la Guerra e la Resistenza, erano altri i valori, e gente che aveva tenuto il moschetto per così tanto tempo, era un bel deterrente per chi usava la lupara.
Bastava vedere il servizio d'ordine che si metteva in moto con un corteo del PD per capire che c'era poco da scherzare. Ma anche la miseria che ha accompagnato per vent'anni la ricostruzione, era un bel deterrente per chi avesse voluto mettere il pizzo. Per non parlare che in quegli anni vi erano movimenti politici che non si limitavano a strimpellare sulla tastiera, come facciamo noi, ma facevano manifestazioni e lotte per il lavoro, le terre, hanno prodotto anche scontri come a Portella delle Ginestre, ma non sono cessate per quella strage. Insomma, il prezzo da pagare e la reazione era alto anche per i criminali, quando in Italia circolavano reduci ed ex partigiani con una pistola o un fucile nascosto in casa.

Adesso è tutto diverso. I bambini non nascono sotto il cavolo, al freddo e a contatto della nuda terra, ma nella bambagia, e vengono svegliati da un orologio a cu cu, portati a scuola con il SUV, ben vestiti e con la paghetta in tasca. Loro, i mafiosi, o i semplici criminali, non hanno smesso di vivere come un tempo, alle spalle del prossimo, e sono disposti a tutto, perciò si danno da fare, aiutandosi a vicenda. Se c'è da intrufolarsi in un partito, lo si fa con un prestanome come lo si faceva in Sicilia, nei comuni, nella regione, e poi si sfruttano tutte le occasioni che servono, sempre sotto la minaccia delle "buone maniere", per rubare terra, permessi di costruzione impossibili, un'area grigia per potersi fare i propri affari.

Per farla breve: loro sono ancora gli stessi, capaci di ammazzare chi non riga dritto, e noi invece non sappiamo più sparare, non sappiamo più gustare la vendetta.

Sono cambiati i tempi, Rom, e la gente ha perso quelle spinte di classe che aveva un tempo. Scendendo il livello della lotta, chi è rimasto sulle barricate sono loro soltanto.

Caro flaviomob, il populismo è stato costruito da Stella, da Travaglio, attraverso un metodico sputtanamento dello Stato. Il direttore d'orchestra è stato il Corriere della Sera, insieme a giornali simili. Vi ricordate la sorpresa di quelle testate quando si scoprì mani pulite? Cascarono tutti dalla nuvoletta. Poi arrivò Berlusconi, e loro pensarono di essere salvi. Ma appena si accorsero di quanto quell'uomo fosse un pagliaccio impresentabile sotto diversi aspetti, da quello penale, a quello dell'imprenditore che si è fatto con la mafia, ecco che fanno come Sansone: se non possono spuntarla loro con la politica, allora crepi la politica. E' da allora, dopo i fallimenti di Berlusconi che nasce l'antipolitica, costruita sfruttando filoni diversi, e tutti convergenti. Siamo arrivati alle ultime elezioni, non perse da Bersani, ma neppure vinte, sull'onda dell'antipolitica, che proprio per quelle ragioni premia Grillo, il buffone più buffone che la politica abbia mai conosciuto dai tempi di Masaniello. E quel premio a grillo porta per un paio di mesi alla paralisi, tanto che Bersani getta la spugna e viene nominato Letta, Presidente del Consiglio, con una squadra del Centro-destra che snatura tutti i progetti del Centro Sinistra. Appena il governo Letta si arrena per l'ordinaria pratica dei veti incrociati, ecco che le ultime onde dell'antipolitica fanno emergere dalla risacca, Renzi, l'uomo che con la rottamazione era diventato un divo protagonista di quel giornalismo da Lor Signori.
Un PD depresso, ha fatto il resto, nominandolo Segretario ed aprendogli la via per la Presidenza del Consiglio.
In fondo, la sua retorica, è la più efficace contro quella di Berlusconi e dello stesso Grillo, e completamente in armonia con quella campagna di diffamazione della politica, che vuole ridurre la forza dei partiti, che per la verità sono anche un po decotti.

Tu confronti la destra scandinava con quella italiana o con la stessa sinistra in Italia, senza renderti conto che "La Politica" in Svezia o in Italia è omologata a schemi europei, per non dire occidentali. Lo si vede nel Parlamento europeo quale sia la rappresentazione della realtà che si costruisce per tutti. Ci sono valori che ormai sono comuni alla destra come alla sinistra. Prova a togliere il welfare al popolo di destra e vedrai con quale forza lo difenderanno. In realtà lo sviluppo industriale con le sue infrastrutture, trasformando i lavoratori in consumatori, ha saldato la produzione ed il mercato, in un cerchio così stretto che per uscirne occorre spezzarlo con qualche grave crisi. Ma le gravi crisi, devono essere molto peggiori di quella che di recente abbiamo vissuto. Solo una guerra, con le sue distruzioni, rappresenta una grande crisi. Senza quella guerra e senza ricostruzione, tutti fanno il mantenimento dello Stato Attuale.
Quindi, se in Scandinavia non c'è la mafia, non c'è la mafia e basta. Loro come handicap hanno un clima rigido, mentre noi abbiamo la mafia, ma la politica da noi e da loro, in prima approssimazione è la stessa politica occidentale che c'è in Francia o in Portogallo.

Per quello che io, parlando di politica non parlerei mai di mafia, lasciando il tema alla Polizia ed ai Magistrati, dando loro tutto il supporto materiale ed ideologico necessario. E me ne fregherei pure di parlare di partiti facendo l'esame del sangue per trovare se ci sono o meno linfociti mafiosi. Quel compito lasciamolo a chi ha la responsabilità di mettere in pratica la legge a difesa dei cittadini e delle istituzioni.
Sono contento quando prendono qualche amministratore disonesto, e lo sono tanto più se quello è del PD. Dico tra me e me: uno in meno! Parliamo d'altro!

A Roma cos'è che farebbe il futuro della città? Demolire il Colosseo è fare un monumento a Grillo, oppure pianificare lo sviluppo di una metropoli, assegnandogli un ruolo che deriverà proprio dagli studi e dai ragionamenti che la gente di Roma farà per ideare il proprio sviluppo futuro. Io non lo sò, cosa dovrebbe avere in mente un romano che facesse il sindaco in quella città, ma quelli sarebbero i temi alti della politica, non queste dispute sulla purezza della coscienza o sulla distribuzione del buon senso. Ho fatto solo un esempio, ma discorsi simili sarebbero quelli che andrebbero imbastiti anziché cadere nel tranello del Corriere che diffama la politica per decostruire le istituzioni, togliendoci la sola forza, che abbiamo insieme ai partiti, per difendere la democrazia e per pensare ad un futuro per tutti.

Mi scuso per la lunghezza, ma non è facile argomentare intorno a pasticci ideologici così come sono stati costruiti da chi vuole rinchiuderci in un labirinto.

Un saluto
Enrico
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 27 Nov - 19:42

Caro Enrico, 
c'è del vero in quello che scrivi. Tuttavia nel tuo ragionamento, piuttosto lineare, bisognerebbe toccare altri punti al di fuori del "sentiero" che tu hai tracciato. Tangentopoli non è stata costruita dalla stampa: è stato uno scandalo colossale che ha massacrato i principali partiti di governo del dopoguerra. Ne' Stella ne' qualsiasi mezzo di informazione sarebbe riuscito a compiere un'impresa del genere. Del resto basta confrontare la reazione che ebbe di fronte agli scandali la CDU tedesca con quella della DC italiana, del PSI e compagnia cantante. PSI che detto per inciso aveva fatto fuori Grillo dalla Rai (quando Grillo tutto sommato diceva la verità).

Siccome il sistema stava crollando, Berlusconi tramite Dell'Utri fece un patto con la mafia (che lui conosceva già piuttosto bene) e si garantì la "continuità" di un certo andazzo.

Oggi Renzi fa i patti con Verdini... (il discorso è lungo, da continuare nelle prossime puntate)
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Sab 28 Nov - 21:51

Flaviomob, è proprio così. Tangentopoli non è stata costruita dalla Stampa, anzi, la colse impreparata, come se i giornalisti non sapessero quello che stava succedendo. In fondo il Corriere e consimili, avvallavano quei comportamenti, mettendogli la sordina. In genere erano riferiti al governo, perché il potere corruttivo non va verso le opposizioni, ma verso il governo ed i partiti di governo. Ed il governo, allora era democristiano e socialista. Uno spettacolo fu Borrelli, che riuscì a mettere in piedi un vero repulisti, approfittando della fortuna di Di Pietro che mise le mani su un filo di quella matassa ingarbugliata, che si chiamava Chiesa. E quel filo riuscì a farglielo dipanare, mettendo in piedi un pool di magistrati, di cui si ricordano ancora i nomi:  Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Francesco Greco, Gherardo Colombo, Tiziana Parenti, Ilda Boccassini,  il  vice di Borrelli, Gerardo D'Ambrosio.
In Russia, la corruzione c'era tra i funzionari e i dirigenti del Partito Comunista, e lo stesso in Cina, o al Pentagono sono gli ufficiali più elevati che trattano di armamenti che prendono le mazzette dai produttori d'armi.
Questa è la vicenda umana. A questo voglio aggiungere un concetto, che avevo ben chiaro in testa, ma che leggendo poche righe di un frammento di un sofista d'altri tempi, Licofrone, mi si è rivelato in tutta la sua importanza: [...] e la legge si riduce a una convenzione e a una garanzia di diritti reciproci, ma non atta a rendere i cittadini buoni o giusti.
Insomma dalla legge non possiamo aspettarci ciò che essa non può dare, neppure se aumenta la durezza delle sue pene. La bontà e la giustizia, quest'ultima non nel senso delle leggi, si crea in base ad altre armonie che dipendono dal clima in cui ci si sviluppa la personalità.
Basta assistere ad una seduta in cui si dibatte una legge in parlamento, per capire quale durezza, quale aggressività, quale scontro ci sia su ogni articolo, tanto che diventa quello che è, solo in base a quel contratto sociale che "noi cittadini stipuliamo tra noi", per accettare quel risultato.
E lo stesso si può dire dei partiti. Essi rappresentano un momento di aggregazione intorno a qualche progetto, e prescinde da quanto buoni o cattivi siano quelli che vi partecipano, anche perché, certe qualità, non sono sempre poste in vista, e quasi sempre nascondono interessi ancora più reconditi.

Per queste sole ragioni dico che conviene far lavorare la magistratura e la polizia per reprimere le devianze, ovunque si manifestino, nei limiti della legge. Il giudizio sui partiti lo do, non sulla qualità delle persone, che per tendenze e carattere sono ovunque uniformemente distribuite, ma sul progetto politico e di cambiamento per la società che hanno nella loro proposta.

E adesso è tanto più vero, perché gran parte della società non è più omologata dall'appartenenza a qualche classe sociale, come un tempo, e quindi si identifica solo con se stessa, i propri interessi e poco di più che non va oltre la propria famiglia. E perché gran parte delle conquiste sociali inerenti alle libertà e ai diritti, ormai sono state conquistate in Occidente, in Russia, in Cina, nell'Asia dei paesi emersi come il Giappone, o emergenti. Per capirlo, basta guardare dove quei diritti sono ancora negati, in Arabia Saudita, per fare un facile esempio. Sono negati nonostante le ricchezze della nobiltà e della borghesia di quel paese. E per farne un altro più facile, in Corea del Nord, per i motivi che sappiamo.

E allora il mio invito è nell'entrare nel merito delle trasformazioni e delle libertà ancora in essere. Abbiamo visto il consumo del territorio, il degrado di molte risorse, lo strapotere di un certo capitalismo finanziario transnazionale, ed altre cose ancora. Su quei temi occorre spostare il dibattito, non sui quarti di verginità di politici che quando vanno al potere sono soggetti all'usura della corruzione, come i minatori alla silicosi. Eppure sono necessari i minatori e i politici per sostenere una società complessa come la nostra. I discorsi semplici e pasticciati, lasciamoli a Grillo e a Travaglio. Loro hanno altri interessi per tenere quella linea, mentre io vorrei passare dallo stato attuale con i suoi punti forti e deboli, ad uno stato più avanzato che risolva i problemi e fortifichi i punti forti.
Non avendo risorse minerarie, non avendo immensi territori per una agricoltura estensiva, avendo un territorio geologicamente fragile, ma avendo grandi intellettualità, dobbiamo produrre soluzioni per tutti quei temi che mantengano la nostra originalità, il nostro modo di vivere, e che contengano lo sbilancio dell'export-import, che in poche parole significa: ci serve altra manifattura di qualità, per competere. E oggi che c'è carenza di imprenditorialità, pur senza la penuria di capitali, occorre trovare il modo per far crescere il nostro tessuto industriale, creando il clima giusto per le start up. Di questo dobbiamo discutere, non della mafia a Roma che inquina i partiti, che una tale discussione ci fa perdere solo tempo, mentre su quel tema paghiamo già polizia e magistratura per tenere a freno e sotto controllo quel fenomeno criminale, ovunque si renda manifesto.

Un saluto
Enrico
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Mer 2 Dic - 0:31

Sarebbe troppo semplice, caro Enrico, rispondere che il consumo di territorio e il degrado sono favoriti e proporzionali al grado di corruzione e di permeabilità alla criminalità organizzata (basti pensare alla terra dei fuochi o alla forte presenza mafiosa nell'edilizia e nel movimento terra). Sarebbe troppo semplice rispondere che le imprese di qualità (cioè quelle che pagano le tasse e non comprano gli appalti) fuggono da un paese in cui si premia l'evasione e la raccomandazione. Così come l'originalità ha necessità vitale della ricerca, che da noi è sempre stata trascurata. E siccome per avere originalità occorrono cervelli, la fuga di quelli migliori lascerà dietro di sé il deserto. Del resto se "la mafia inquina i partiti" (o la corruzione) saranno proprio i partiti inquinati a scrivere le leggi che favoriranno la mafia (o la corruzione). Ai magistrati non resterà che un ruolo residuale. Alla polizia nemmeno la benzina per le autovetture.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Mer 2 Dic - 14:28

flaviomob, hai estremizzato tutto, ma quello è lo stesso concetto che ho espresso quando sono intervenuto in questa discussione. Però, la quantità fa anche qualità, e tu hai descritto solo qualche rione della Campania, del Lazio, della Sicilia, della Calabria, non certo tutto il paese che vive questa democrazia, nonostante i tanti nemici che si trovino dentro ed intorno.
E' per questo che vivo in Italia e non all'Estero, dove vi sono altri problemi che noi fingiamo di ignorare.
Ed è qui che mi batto per difendere l'intero Mondo, dai malfattori che attentano alla libertà di tutti.
Per questa ragione non mi lascio sedurre da repentini innamoramenti, che spesso sono accompagnati da altrettanto repentini disamoramenti. Preferisco riflettere molto sulla proposta politica, tenendo saldi alcuni principi di libertà e solidarietà, e riservando alla fraternità l'ambito molto ristretto degli amici e della famiglia.
In quanto ad "ordine e legge", messaggio forte della destra, sono anche io per il rispetto delle leggi, ma anche per cambiare quelle che sono in contraddizione con il dettato costituzionale - quello fondamentale - con i diritti della persona sanciti dalla stessa ONU, e per ridurre quelle differenze di classe, che quando eccedono la "modica quantità", creano sempre i presupposti per le disuguaglianze e la tensione sociale, specie nei momenti di crisi.

Un saluto
Enrico
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Gio 3 Dic - 21:59

IO credo che questo sia diventato un paese estremo e non credo di aver descritto una situazione di eccezionalità "periferica" (qualche rione della Campania etc) ma piuttosto una prassi comune (corruzione, appalti truccati, criminalità organizzata) e diffusa. Endemica, diciamo. Non è invincibile se esiste la volontà politica di combattere questo genere di andazzo, ma è molto più radicata di quanto appaia in superficie. L'ordine non implica la legge, né la legge implica la giustizia, ma semplicemente un punto di equilibrio tra forze politiche in conflitto e in competizione tra loro. Se il punto di equilibrio si sposta a favore del malaffare non avremo più le tangentopoli semplicemente perché la legge sarà sempre più vantaggiosa per "lorsignori" - perennemente prescritti - e agli onesti converrà tacere.
Dove non c'è onestà la ricchezza comune è sempre esposta all'avvoltoio di turno e le diseguaglianze sono destinate ad aumentare progressivamente, così come le ingiustizie e le insicurezze sociali, sommandosi al portato del momento di crisi. Peraltro cerchiamo di mantenere la memoria delle radici stesse di quest'ultima gravissima crisi economica: un crollo etico figlio primogenito di una deregulation legislativa portata avanti negli USA sia dai repubblicani sia dai demoratici, minori controlli sulle banche, maglie più larghe per fregare soldi al "parco buoi" di turno.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Sab 5 Dic - 7:36

Sottoscrivo in pieno quello che dice Flavio, che riporta il problema alla sua dimensione pratica e politica.
Einrix, le tue considerazioni sono condivisibili, ma sono una "serena premessa" che dimostra ampiezza di vedute, ma che deve poi essere seguita da una scelta, che non è scelta di partito (ammesso che ci sia un partito da scegliere) ma scelta di campo e di prospettive.
Io che amo la filosofia, proprio per questo la distinguo dalla politica.

La teoria del "mariuolo", di craxiana memoria, non funziona, così come non funziona la teoria della "mela marcia".
Parlare di corruzione non significa fare la conta dei corrotti o dei corruttori.
Parlare di mafia non equivale a tenere uno schedario dei pregiudicati.

Noi viviamo in un paese e in una situzione nei queli non sappiamo nemmeno più cosa potrebbe esserci di buono e di bello, che invece viene reso impossibile dal degrado corruttivo.
Parlaimo di politica e di corruzione tenendo la contabilità del "male", e abbiamo dovuto rinunciare a tenere quella del "bene possibile".
Ci siamo abituati a un ambiente disordinato, a un mare sequestrato e spesso irragiungibile, a città sporche e caotiche, a una caterva di opere pubbliche inutili e costose, insomma a una vita difficile e fastidiosa, faticosa, complicata e costosissima.
Dicevano Fruttero e Lucentini in un loro divertente libretto che scrissero anni fa, Mille lire al mese, che parlava della vita quotidiana degli italiani durante il fascismo: "gli italiani, allora, erano convinti di essere liberi e felici, perché avevano imparato a far coincidere la libertà con quello che veniva loro concesso".

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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Oggi a 0:55

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