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 "Io sto con Marino"

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MessaggioOggetto: "Io sto con Marino"    Dom 25 Ott - 14:22

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/25/roma-marino-ai-suoi-sostenitori-la-piazza-mi-da-coraggio-e-determinazione-di-andare-avanti/2158840/2/#foto

Roma, Marino ai suoi sostenitori: “La piazza mi dà coraggio e determinazione di andare avanti”
 
“Questa piazza mi dà il coraggio e la determinazione di andare avanti”, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha così accolto i suoi sostenitori che domenica a mezzogiorno sono scesi sotto il Campidoglio per chiedergli il ritiro delle dimissioni. “State scrivendo una pagina importante della democrazia di questa città – ha aggiunto – Voi mi chiedete di ripensarci. Io ci penso e non vi deluderò. La democrazia non si esercita in stanze chiuse ma nelle piazze. Dobbiamo chiedere un confronto a tutti gli eletti”. Quindi la citazione di Che Guevara: “Noi siamo realisti vogliamo l’impossibile”. Poi l’autodifesa: “Abbiamo anche fatto degli errori e io me ne assumo la responsabilità. Ma non abbiamo il dono dell’infallibilità, chi ce l’ha? Mentre portavamo la legalità dei conti, mentre mettevamo in ordine la casa, la magistratura fermava la mafia. Il 5 novembre inizierà un processo storico che dimostrerà che chi ci ha proceduto si era servito dei poveri, mentre noi abbiamo voluto servire i poveri e gli ultimi. Il 5 novembre la città sarà parte civile”.
(...)


Anche io sto con Marino (lo avevo votato tempo addietro per la segreteria del PD) non fosse altro per il "fuoco amico" che ha ricevuto. 
Le persone oneste, in Italia, sono le più deboli e vengono "impallinate" da tutti, non solo dai marpioni. 
Se quelli  del PD vogliono avere a che fare con un altro sindaco lo facciano decadere nella sede adatta, assumendosi la responsabilità del gesto: un voto contro nel Consiglio Comunale.
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Afam




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Dom 25 Ott - 14:33

Sono d'accordo! allegro
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Lun 26 Ott - 23:21

Se Marino ha pagato le cene degli amici, con la carta del Comune, ha fatto bene a dare le dimissioni, ed è altrettanto bene che non le ritiri. Se invece giura sulla testa di un suo parente stretto, che mai ha fatto cose simili, allora le ritiri pure. Peccato che i magistrati non possano chiudere la vicenda a stretto giro di posta. Purtroppo la politica è molto più veloce e concitata della giustizia.

Sul fatto che abbia governato male o bene, non sono in grado di rispondere, non essendo di Roma. 
Così a naso, non deve essere stato un grande amministratore, trattandosi di un mestiere molto difficile e per il quale non tutti possono essere pronti. Almeno a sentire i giudizi di chi lo critica. Certo, non va bene essere così tanto intraprendenti come poteva essere Alemanno con la Meloni, ma anche il non esserlo abbastanza, depone male, visto tutto quello che c'è da fare in una metropoli.

Sull'altra questione della mafia a Roma, credo che lui consapevolmente o inconsapevolmente abbia aiutato la magistratura a scoperchiare quel verminaio. Il fatto che vi fossero sezioni del PD organizzate da faccendieri, non depone a favore del partito e delle sue istituzioni locali, e non me la sento di imputare ciò ad un candidato che ha una visione molto parziale della vita interna di una città così grande.

Se accertati tutti i fatti, da cui se ne deve uscire indenne, si volesse ripresentare alle primarie del PD, non ci vedrei nulla di male, purché rispettasse l'esito delle primarie, qualunque fosse il risultato, e non fare com'è successo a Genova, a Napoli o a Palermo che ci si inventa le liste di comodo, per una politica di comodo.

Sul fatto che a richiesta della piazza ritiri le dimissioni, senza smentire le accuse di chi dice abbia usato impropriamente la carta di pagamento del comune, credo che la cosa migliore che potrebbero fare gli eletti del PD, in consiglio, sarebbe di votargli la sfiducia.

Ecco, questo è ciò che penso di questa vicenda, ancora troppo piena di ombre e sgradevoli sfumature.
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 30 Ott - 8:08

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/29/roma-orfini-ai-consiglieri-pd-dimettetevi-la-mossa-anti-marino-del-partito/2170939/
 
Ignazio Marino ritira le dimissioni e sfida Renzi: “Ripristinata legalità e trasparenza”. Orfini a consiglieri: “Rimettete mandato”

.  .  .  .  .  .  . 
Marino: benissimo.

Orfini: (che tristezza nell'eseguire gli ordini del capo!) non preferisce la trasparenza e la discussione.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 30 Ott - 10:34

"Ignazio Marino ritira le dimissioni e sfida Renzi"

Ecco un modo di fare politica che non mi piace, perché sorvola su molti particolari.
Un romano avrebbe dovuto dirmi che secondo lui ha governato bene, e lui stesso Marino, avrebbe dovuto rassicurarmi che neppure un soldo del Comune fosse stato speso per se. E invece, la polemica si sposta dai fatti politici ai personaggi politici, segno che in vena abbiamo ancora il berlusconismo e non quell'amore per la politica e le libertà che deve stare alla base delle rivendicazioni e delle costruzioni ideologiche.

Più che del PD, questa vicenda segna il volto di una Italia che ha abbassato molte difese dell'etica e che si affida solo all'estetica, dato che altrove, in altri partiti, è pure peggio quello che accade nell'immaginario di una collettività senza orizzonti.
Per Marino, in questo momento provo una certa diffidenza, e un po di pietà, per il gorgo entro cui è entrato.
Buona giornata a tutti
Enrico.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 30 Ott - 20:47



Critico spesso Renzi, per quel suo personalismo che mette in politica, al pari di Marino, ma sui comunicati è ineccepibile. Sarà bravo chi glieli scrive, ma non sbaglia una battuta, e quindi non mi resta che condividerla:

"La replica del capo del governo arriva di lì a poco: "Marino non è vittima di una congiura di palazzo, ma un sindaco che ha perso contatto con la sua città, con la sua gente. Al Pd interessa Roma, non le ambizioni di un singolo, anche se sindaco. E per questo faremo di tutto per fare del Giubileo con Roma ciò che è stato l'Expo per Milano. Questa pagina si è chiusa, ora basta polemiche, tutti al lavoro"."

Buon lavoro!
Enrico.
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 30 Ott - 22:03

einrix ha scritto:
Critico spesso Renzi, per quel suo personalismo che mette in politica, al pari di Marino, ma sui comunicati è ineccepibile. Sarà bravo chi glieli scrive, ma non sbaglia una battuta, e quindi non mi resta che condividerla:

"La replica del capo del governo arriva di lì a poco: "Marino non è vittima di una congiura di palazzo, ma un sindaco che ha perso contatto con la sua città, con la sua gente. Al Pd interessa Roma, non le ambizioni di un singolo, anche se sindaco. E per questo faremo di tutto per fare del Giubileo con Roma ciò che è stato l'Expo per Milano. Questa pagina si è chiusa, ora basta polemiche, tutti al lavoro"."

I comunicati del giovane PdC fiorentino, anche se hanno un grande effetto mediatico, svaniscono come neve al sole. 
Marino sarebbe una persona “ambiziosa” ... le altre (compreso lui che detta legge anche quando dorme), invece, sarebbero democratiche? ‘Mmazza che spudoratezza!
Non si è reso conto che i suoi oppositori potrebbero adattare il “suo comunicato” alla sua stessa figura: "Renzi non è vittima di una congiura dei cittadini, ma un PdC che ha perso contatto con la sua nazione, con la sua gente. Ai cittadini interessa l’Italia, non le ambizioni di un singolo, anche se PdC (non eletto). E per questo (i cittadini) faranno di tutto per costruire il futuro dell’Italia, non solo di Roma con il Giubileo o di Milano con l'Expo o di Firenze, Torino e Venezia con cose da programmare. Abbiamo vissuto una lunga pagina, buona solo per poche persone e per ristrette realtà, ora possiamo prendere in considerazione le esigenze di tutti".
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Rom




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 30 Ott - 22:05

Un coacervo di banalità, bugie, superficialità.

Sono decenni che il contatto tra il sindaco e il popolo di Roma è inesistente.
Marino non ha saputo gestire né se stesso, né la città: anche ammesso che non abbia fatto il Male, non è stato capace di fare il Bene.
Renzi poteva e doveva stare zitto, sia come segretario del PD, sia come capo del governo.

Roma ha le dimensioni di una piccola nazione, ed è la capitale della repubblica, e la depositaria vivente di un patrimonio storico e artistico che non ha uguali al mondo, oltre ad avere ereditato nel corso degli anni un cumulo enorme di problemei irrisolti, e di difficilissima soluzione.
Chiunque immagini di proporsi al governo di questa città deve possedere non solo una vasta e profonda competenza in materia amministrativa, ma avere progetti di vasta portata su radicali riforme in ogni campo, dalla burocrazia all'urbanistica, ai trasporti, allo smaltimento dei rifiuti, alla salvaguardia del patrimonio artistico, etc: per essere chiari, tutto ciò è necessario per qualunque città, anche di piccole e medie dimensioni, ma per Roma lo è dieci volte di più.
In più, oltre a questo insieme di progetti, riforme e competenze, il governatore di questa città deve essere un politico estremamente accorto e di gagliarda tempra, in un contesto in cui briganti e malfattori popolano le stanze di ogni palazzo del potere, aggiungendosi alle trame degli opportunisti e dei traditori interni alla politica stessa.

Se Marino è stato ingenuo, questo non torna a suo onore, non è una scusante: svegliarsi una mattina e decidere di "fare il sindaco di Roma" è una patetica farsa, destinata a finire male.

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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Ven 30 Ott - 22:50

Rom ha scritto:
Un coacervo di banalità, bugie, superficialità.

Sono decenni che il contatto tra il sindaco e il popolo di Roma è inesistente.
Marino non ha saputo gestire né se stesso, né la città: anche ammesso che non abbia fatto il Male, non è stato capace di fare il Bene.
Renzi poteva e doveva stare zitto, sia come segretario del PD, sia come capo del governo. (...)
In più, oltre a questo insieme di progetti, riforme e competenze, il governatore di questa città deve essere un politico estremamente accorto e di gagliarda tempra, in un contesto in cui briganti e malfattori popolano le stanze di ogni palazzo del potere, aggiungendosi alle trame degli opportunisti e dei traditori interni alla politica stessa.

Penso che ci sia bisogno di un gruppo con cui progettare e per sostenere il confronto con le altre forze politiche al fine di realizzare, altrimenti gli "unti", arruffoni, interessati e "intrallazzieri" saranno sempre dietro l'angolo pronti a sfruttare la minima disattenzione.
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Dom 1 Nov - 13:05

iafran ha scritto:
Penso che ci sia bisogno di un gruppo con cui progettare e per sostenere il confronto con le altre forze politiche al fine di realizzare, 

Già ... "che ci sia bisogno di un gruppo"! So bene che il gruppo (politico) come viene spontaneo desiderarlo, non sia facile realizzarlo.
I gruppi, intanto, si formano subito (e durano, naturalmente, per il tempo contingente) quando c’è un tornaconto cospicuo e rapido per i propri aderenti.
Il “bene della collettività” potrebbe essere un altro motivo valido per l’agire collettivo soprattutto quando c’è una minaccia per l’intera collettività e, quindi, nell'immediato, anche per ognuno dei suoi componenti ... altrimenti o è sinonimo di filantropia o è il paravento ufficiale (quasi “nobile”) per nascondere intrallazzi politici e grosse truffe sociali!
Le "onorate società" erano e sono quelle che hanno a che fare con interessi individuali a danno dei singoli e delle comunità.  
Al  momento in Italia si verifica qualcosa di assurdo: gli animati da “filantropia” sono tenuti in poco conto o vengono del tutto derisi (appellati in tutti i modi) e combattuti ...
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Rom




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Dom 1 Nov - 13:42

In questi anni, caro Iaf, c'è stato un graduale scivolare verso il basso sia della visione politica, sia del dibattito pubblico sui temi sociali, che ci ha abituati ad avere un orizzonte sempre più limitato anche nelle aspettative.
In realtà, la politica è di fatto scomparsa, ed è rimasta solo l'amministrazione, e l'amministrazione si è spesso ridotta ai temi più stringenti, quotidiani, in qualche modo ineludibili perché più determinanti nella prospettiva elettorale.
Accanto a questi, la progettualtà si rivolge spesso a quelli più vaghi, che si prestano alla retorica ambientalista, e che hanno il prengio inestimabile di essere assai difficili da verificare in modo oggettivo e in tempi immediati dalla massa dell'elettorato: progetti che nella maggior parte dei casi rimangono tali, assumendo l'identità effettiva di proponimenti e speranze.
I più fattivi, però, concentrano il proprio decisionismo su quei temi che hanno sia il pregio della visibilità immdiata, sia quello di rientrare nella categoriadell'estetica e della retorica urbanistica, ossia di una sorta di "intellettualità" che nobilita il decisionismo: le piste ciclabili, la pedonalizazione dei centri storici, le fioriere, la cura degli alberelli, fontane e fontanelle, etc.

Nell'insieme, a bene guardare, non è neanche una questione di volontà, ma di incapacità: non ci sono idee, non sono capaci di visioni più ampie, non ne hanno la competenza, e in certi settori tali idee e competenze non ci sono in assoluto, anche nella società cosiddetta civile e forse nemmeno nei circoli della scienza e della tecnica.
I problemi si sono ingigantiti a una velocità e con una metastasi superiori a quella dell'intelligenza colelttiva capace di risolverli.

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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Dom 1 Nov - 14:22

Rom ha scritto:
In questi anni, caro Iaf, c'è stato un graduale scivolare verso il basso sia della visione politica, sia del dibattito pubblico sui temi sociali, che ci ha abituati ad avere un orizzonte sempre più limitato anche nelle aspettative.
In realtà, la politica è di fatto scomparsa, ed è rimasta solo l'amministrazione, e l'amministrazione si è spesso ridotta ai temi più stringenti, quotidiani, in qualche modo ineludibili perché più determinanti nella prospettiva elettorale.

Forse hai ragione a dire che “I più fattivi, però, concentrano il proprio decisionismo su quei temi che hanno sia il pregio della visibilità immediata, sia quello di rientrare nella categoria dell'estetica e della retorica urbanistica, ossia di una sorta di "intellettualità" che nobilita il decisionismo: le piste ciclabili, la pedonalizzazione dei centri storici, le fioriere, la cura degli alberelli, fontane e fontanelle, etc.”  e che sia “una questione di incapacità: non ci sono idee, non sono capaci di visioni più ampie”, ma ti sbagli a sostenere che “in certi settori tali idee e competenze non ci sono in assoluto, anche nella società cosiddetta civile e forse nemmeno nei circoli della scienza e della tecnica” perché i nostri “capitani coraggiosi prestati alla politica o alla solidarietà o all'imprenditoria” non vanno per il sottile a speculare ove ci siano finanziamenti in ballo (con assenza di controlli) in opere civili, industriali o sociali. Qui, le capacità abbondano e sono sopra ogni immaginazione, ci vorrebbero solo che gli Organi deputati ai controlli rendessero pubbliche le loro risultanze e che la Magistratura non fosse impedita a fare rispondere delle loro responsabilità i protagonisti disonesti.
Il fulcro della questione è proprio nella ricerca della motivazione vera a costituire un gruppo "politico" per amministrare le realtà locali o governare l’Italia: il resto verrebbe di conseguenza!
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Dom 1 Nov - 21:37



Premetto che condivido il pensiero di Rom, intorno a questi argomenti.

Non ho molta stima di Renzi come Presidente del Consiglio, e so che sta cavalcando ancora una volta un'onda positiva. La prima era l'onda lunga dell'antipolitica, su cui lui è salito con il motto della rottamazione, e la seconda onda positiva è la ripresa dell'economia, a livello internazionale, che noi abbiamo agganciato grazie all'aver cacciato Berlusconi, aver messo al suo posto Monti, non aver perso le elezioni con Bersani e Letta. Renzi entra in scena quando Letta esaurisce la sua piccola spinta propulsiva e non gli contende la segreteria, preferendo fare il Primo Ministro. Renzi è fatto di altra pasta: è una piccola carogna con il sorriso sulle labbra, e così è diventato segretario del PD e Presidente del Consiglio essendo scaltro.
Le sue riforme, non sono proprio un gran che, molto pasticciate per accontentare tutti (Senato, ed in parte la legge elettorale), e lo stesso è la sua politica economica, fatta più in funzione delle prossime elezioni che non di ciò che serva al paese. Sullo Jobs act, è intervenuta la Fornero, lui ha solo tarato le cose che dovevano essere aggiustate, esodati compresi.

In un partito che perde la sua dirigenza anziana (D'Alema, è un'altro furbacchione che ha sempre scansato le fatiche, Bersani era in ospedale, Fassino si è messo a fare il Sindaco, Prodi, anche lui furbetto, o fa il comandante o "torna ai suoi studi",...la lista può continuare) e che finisce in mano ad un rottamatore, cosa si può pretendere. Un partito già nato leggero per ragioni sue, viene reso etereo da questa segreteria tutta puntata alla minima spesa e ad una rappresentazione liederistica.

In un partito così, anche un bravo chirurgo ha una immagine sufficientemente grande per fare il sindaco di Roma, ma ciò è totalmente assurdo, visto che ha mostrato di non sapere neppure da che parte cominciare. Puoi anche mettere una figura emerita e rappresentativa, come Carlo Argan, ma allora dietro gli metti una squadra coglionuta. Non puoi caricare tutto su una persona che non ce la fa, solo perché il popppolo l'ha eletta. Poi sto signore rivendica che il popppolo continua a volerlo, ma per fare che!

Per avere persone adeguate, occorre riconoscerle tra gli addetti ai lavori, e vanno formate per tutto il tempo che ci vuole. Non basta la buona volontà, che va bene dopo la guerra o quando devi ricostruire, ma ci vuole la professionalità adatta per la fase in cui una città vive le sue problematiche.

Che poi è quello che si sta facendo adesso con il prefetto ed una squadra di esterni, competenti per materie. Ed è lo stesso che si è fatto con Monti, quando i bilanci erano ormai impazziti (lo spread). Se questa gente c'è nel paese, la politica deve investirla, portandola per mano, attraverso la consultazione elettorale, nei posti di responsabilità, anziché comandarla in maniera diretta, come questo Prefetto a Roma. Che se anche quel comando viene dalla politica di livello superiore, è comunque una pratica che non soddisfa il minimo sindacale della democrazia.

E invece, guardate soltanto a Monti, scelto per le sue competenze, e quindi competente in economia. Finito a fare il politico lo hanno sfinito quelli del suo stesso partito, divenendo nessuno. Mentre sarebbe stato utile che nella sua area politica avesse ancora una funzione professionale; mentre quella funzione se la prende il primo beccamorto che abbia voglia di perdere il suo tempo con la politica della rappresentazione, dell'apparenza. Ecco, anche Renzi rientra nei dintorni di quella immagine di paese, non essendo esperto in niente, salvo in retorica.

Bellissimo il dialogo di Platone in cui Socrate vuole saper da Gorgia in che arte fosse esperto, e quando Gorgia gli risponde: in retorica, Socrate lo incalza chiedendogli di dirgli di che cosa si occupi la retorica. Gorgia gli dice: dei discorsi. E continuando Socrate, gli chiede di quali discorsi, visto che tutte le arti si occupano di discorsi, la medicina, la scultura, la pittura (visto che di esse ne ne parla, argomentando). E quando stringendolo, Socrate dice: dimmi, dunque: discorsi su cosa? Nell'insieme delle cose esistenti, qual è l'oggetto dei discorsi di cui si serve la retorica? Gorgia sfugge ancora una volta dicendo: Si tratta, o Socrate, delle più grandi e delle migliori fra le umane faccende. A nulla vale il fatto che Socrate gli dimostri quanto siano importanti le faccende legate alla medicina, che salvano la vita della gente, o del nocchiero, che per la sua abilità garantisce la salvezza ai naviganti.

Ed in questo battibecco emerge il contrasto tra chi è esperto nei discorsi e di chi è esperto in mestieri utili alla sopravvivenza. Come può, chi comanda una città, se non è esperto di strategia, contraddire uno stratega, e chi non sia esperto in economia, sostenere un dibattito con chi di essa ne faccia la sua professione. E se grazie ai discorsi, finisse per avere ragione proprio lui che esperto non è in  niente, tranne che nei discorsi, ne verrebbe un bene o un male alla città?

E qui veniamo ai nostri tempi, che come allora vede la funzione retorica dei politici, che se va bene, talvolta genera il nulla, e quando non riesce, provocare il male.

Come si vede, si tratta di un dibattito vecchio, che in qualche modo ha trovato la sua soluzione quando la politica ha costruito le condizioni perché le esigenze materiali e spirituali di una comunità trovassero il loro giusto sviluppo. In quel caso la retorica veniva dopo l'analisi e l'individuazione dei problemi, che competevano agli esperti, ed i politici rappresentavano quell'anello di congiunzione tra le arti e le necessità del popolo, proprio perché riuscivano, dal basso a spiegare le esigenze, e dall'altro a trovare quelle forme atte a convincere la gente ad operare nel senso delle scelte necessarie.

Spesso questo meccanismo non funziona spontaneamente, perché da qualche parte, a livello del popolo, a livello dei mestieri, al livello della politica, ciascuno non sviluppa le proprie competenze ed il proprio mestiere. E con la democrazia, nei tempi moderni, questo meccanismo è esposto anche a quella retorica che "il quarto potere", la stampa, mette in campo al posto degli stessi politici, per cui l'ideologia del giorno per giorno sopravanza la politica della giusta prospettiva.

Monti ha pensato in chiave di prospettiva, ma Marino o Renzi, come Berlusconi o Grillo (a differenza di Bersani) pensano con i sondaggi alla mano, sulla base dei desideri del proprio elettorato, e così prevale la cicala sulla formica, con l'inverno alle porte.

Per chi volesse:
http://www.ousia.it/SitoOusia/SitoOusia/TestiDiFilosofia/TestiPDF/Platone/GORGIA.PDF
Infine, sentite cosa dice Berlusconi

01/11/2015 16:02
Berlusconi: io premier? Meglio un altro
  16.02                                 
 Berlusconi: io premier? Meglio un altro
 Silvio Berlusconi, nelle anticipazioni 
 sull'ultimo libro di Vespa, parla della
 disaffezione dei moderati al voto.     

 "Io ormai sono percepito come un polti-
 co professionista. Se non fossi io ma  
 una persona fuori della politica, molti
 tornerebbero a votare", afferma il lea-
 der di Forza Italia. "Ci basta il 20%  
 per superare la sinistra", aggiunge.   
 "Il programma è stato già concordato   
 con Meloni e Salvini", precisa. Tra i  
 punti: tasse sotto il 40%, via Irap e  
 imposta di successione, chiusura Equi- 
 talia, contante fino a 8 mila euro.    

Ora, contro uno così, che ha dietro nel paese un ampio seguito, Renzi diventa subito la contromossa della sinistra, ahi noi!
E noi possiamo discutere quanto vogliamo, ma cambiare questa realtà non  è facile tanto quanto vorremmo, altrimenti ora presidente del consiglio sarebbe Bersani e non questo improbabile Renzi.
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Sab 7 Nov - 12:04

Da Vincenzo Padula, “Prose Giornalistiche”, Androsio. Napoli, 1878 (ristampa a cura della Libreria Germinal, Acri, 1985).

(il passo è lungo ma necessario per capire il finale)
 
“Studii sugli asini (1)”
… Sbrigatomi da quella visita andai a farne una altra. Don Crispo è uso tenere a casa una grand’accademia nel suo giorno onomastico; invita tutti gli strenniferi ed i sorbettieri di Napoli; sonetti portano gli uni, sorbetti portano gli altri, e sonetti e sorbetti pajono usciti dalla stessa fabbrica. Si somigliano nel gelo , e nell’essenza: nei sonetti  vi è sempre il fiore, la rosa, il gelsomino, e nei sorbetti  vi è il succo o d’un fiore, o d’un frutto. Or io, che pregio un sorbetto più di tutt’il canzoniere di Petrarca, dovete credere che non mancai all’invito. D. Crispo la facea da presidente e gli eravamo attorno quarantasette socii. Ei lesse la prolusione, e noi tutti ci levammo in piedi per non stare sulle sedie addormentati, poi, ciascuno recitò il suo sonetto, e vi posso giurare che l’uno non intese i versi dell’altro. Ed ecco, finita la lettura, una scena terribile. Noi quarantasette socii balziamo in piedi con impeto, ci ardeano gli sguardi, ci fremevano le mani, ci sussultava la persona: afferriamo il presidente pel collo , e lo cominciamo a grattare – O bravo Don Crispo! O sublime Don Crispo! Che prosa, che lingua, che concetti, Don Crispo! – E Don Crispo tutto rubicondo, grazie all’azione del grattamento, prese a grattare noi a sua volta, andando da questo a quello, volgendosi a destra, volgendosi a sinistra. O Tirsi com’è armoniosa la tua zampogna! Dante è passato pel tuo petto. O Titiro, quali suoni divini sai tirar fuori dalla lira! L’anima del Leopardi si annicchiò nella tua ghiandola pineale. E a queste parole seguiva un coro di Oh! Oh! Oh!, che facean tremare la casa. Ed io pigiato e pigiando, urtato ed urtando, grattato e grattando mi ricordai dei nostri confratelli del Vomero e mentre tutti masticavano dissi a me stesso: Quest’accademie sono società di mutuo grattamento.
Quando ne uscii mi parve d’essere stato per un’ora dentro una campana pneumatica, e giunto a casa scrissi sul taccuino i seguenti ricordi:
1) Sì son riposte le passioni nel gran simpatico, e nel plesso solare; ma ancora non erasi osservato che i piaceri più delicati si manifestano coi moti del collo.
2) Perché  il grattare del collo rende altrui mansueto? Tutti gli animali s’afferrano pel collo; il gallo, il cavallo, ed il verro pungono, e morsicano la gallina, la giumenta, e la scrofa nel collo, e le rendono docili e quiete.
3) Quale relazione passa tra i nervi del collo, ed i muscoli della bocca, e della coda, perché immancabilmente ogni animale grattato mastica, e muove la coda? Badino i miei lettori principalmente all’affare della coda.
4) Non le sole accademie, ma ogni società, vuoi industriale, vuoi politica, è un’istituzione di mutuo grattamento. Chi vuol fare fortuna bisogna che vi appartenga. Gli asini, sentendosi asini e fiacchi, s’uniscono per aiutarsi a vicenda, e grattarsi.
4) Cento asini possono stare e stanno uniti, perché si grattano; ma cinque uomini d’ingegno s’hanno in uggia, e si fuggono. Perché dunque stupire che la bacchetta del comando rimanga sempre in mano agli asini?
.  .  .  .  .  .
 
L’anno 1878 segna un momento decisivo nella biografia intellettuale dello scrittore calabrese Vincenzo Padula. Egli, quasi sessantenne e fortemente deluso della vita, fa un bilancio della sua attività, riproponendo la parte più recente e meno recente della sua opera e, comunque, ritenuta la più valida e significativa. (dalla Nota introduttiva di Giuseppe Antonio Arena)

Oggi, possiamo ancora meravigliarci del perché  la bacchetta del comando rimane sempre in mano alle stesse "persone" nonostante si avversino in apparenza?
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Sab 7 Nov - 13:47



Mah! ... la bacchetta di comando sempre in mano agli asini...
Nella realtà domestica, sono loro che portano il basto, anche se talvolta protestano.
Poi, è vero che basto può significare: rozza sella in legno che si mette sul dorso delle bestie da soma (notate quest'ultima espressione che deve avere qualche cosa a che fare con la domesticazione e tutto ciò che ne comporta) per il trasporto di ceste, bigoncini od altro carico, come direbbe il dizionario. O significare: peso molesto, che è qualche cosa di diverso dal peso in se. E' l'etimologia che lascia un po perplessi; quel derivare dal latino bastum che a sua volta deriva dal greco bastàco (portare), e che nel latino tardo, diventa bastum, col significato di bastone. Forse da ciò dipende la congerie del Padula, che attribuisce agli asini la capacità di mettersi insieme, per comandare sugli uomini.
Ovviamente ci sono le eccezioni...


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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Sab 7 Nov - 14:56

einrix ha scritto:
Mah! ... la bacchetta di comando sempre in mano agli asini...
Nella realtà domestica, sono loro che portano il basto, anche se talvolta protestano.
Poi, è vero che basto può significare: rozza sella in legno che si mette sul dorso delle bestie da soma (notate quest'ultima espressione che deve avere qualche cosa a che fare con la domesticazione e tutto ciò che ne comporta) per il trasporto di ceste, bigoncini od altro carico, come direbbe il dizionario. O significare: peso molesto, che è qualche cosa di diverso dal peso in se. E' l'etimologia che lascia un po perplessi; quel derivare dal latino bastum che a sua volta deriva dal greco bastàco (portare), e che nel latino tardo, diventa bastum, col significato di bastone. Forse da ciò dipende la congerie del Padula, che attribuisce agli asini la capacità di mettersi insieme, per comandare sugli uomini.

Se sostituiamo al termine "grattarsi reciprocamente" un termine qualsiasi fra "incensarsi" o "adularsi reciprocamente", viene messo più in risalto il biasimo di Padula per coloro che si "conformano" alla voce del padrone per le opportunità che offre il potere. 
Ma le società non sono fatte solo da uomini forti (e avidi), in esse si trovano  stragrandi maggioranze di uomini pacifici, che vorrebbero vivere in uno Stato civile, con il rispetto delle regole da parte di tutti. 
Le democrazie moderne europee insegnano proprio questo, da tanto tempo.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Dom 8 Nov - 9:09

Una cosa è grattare il collo, l'altra è prendere per il collo, e si sa che verro e cavallo non hano le mani, quindi usano la bocca, per prendere.
Quando ci si gratta piacevolmente si può diventare amici o amanti, quando ci si prende per il collo allora l'intento è un po diverso, e si capisce come chi viene preso, se ne liberi, spesso, con atto di sottomissione, e più raramente con atto di ribellione.
Il fatto che chi è nelle stanze del potere si gratti vicendevolmente, è certamente una delle pratiche possibili, ma c'è anche chi, come in Mistero Buffo, di Dario Fo, odora le scorreggie di chi è più in alto, nella scala della gerarchia del potere, che è un po come liberarsi dalla presa per il collo, più che per inebriarsene.
Che vi sia qualcuno che comandi è necessario. Il problema nasce dai modi in cui viene attribuito il comando, se per competenza o per discendenza, e da come lo si gestisce: rispettando i ruoli o soverchiandoli.Nella società reale capita tutto questo, e la selezione naturale fa si che l'erba cattiva scacci la buona, se non ci si organizza per ripulire ciò che vogliamo coltivare, da ciò che nasce non desiderato. Purché chi coltivi sia rispettoso della natura (umana) che si vuole proteggere dal sopruso. Non sempre accade, perché anche la democrazia è imperfetta ed ha i suoi nemici.
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Mer 11 Nov - 13:19

Secondo Violapost (saranno tifosi fiorentini?) qualcosina di buono Marino lo ha fatto... chiedo lumi agli amici romani.

http://violapost.it/2015/11/03/elenco-ragionato-e-documentato-di-quel-che-ha-fatto-marino-con-tutti-i-link/#sthash.OtgTsNzR.dpuf
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Mer 11 Nov - 21:19

Ho letto tutto quello che ha fatto, e ne sono contento, perché sono tutte "qualcosa di buono"!
Però quelle spese con la carta del Comune di Roma non le doveva fare.

Le sue dimissioni le ho comprese e capite solo per quello.

Poi, non so se come sindaco si potesse volare più in alto. Quella è una risposta che devono dare i romani, e non pretendo neppure che lui sia un mostro in tutte le materie, ritenendo che in Comune lavori "Una Squadra". Come pure sia di quella "Squadra" la lista dei risultati.

La mia domanda è: è giusto che un sindaco spenda i soldi del comune per ragioni private? La risposta che mi do è che non è giusto! E tanto mi basta.

Buona serata a tutti.
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Mer 11 Nov - 23:21

Anche se le sue spese di rappresentanza sono inferiori a quelle di sindaci di piccoli capoluoghi? Anche se si è offerto di rimborsarle tutte? Se applicassimo gli stessi parametri alle folli spese di Renzi presidente della provincia fiorentina?
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Gio 12 Nov - 9:51

flaviomob ha scritto:
Anche se le sue spese di rappresentanza sono inferiori a quelle di sindaci di piccoli capoluoghi? Anche se si è offerto di rimborsarle tutte? Se applicassimo gli stessi parametri alle folli spese di Renzi presidente della provincia fiorentina?

Le persone perbene in Italia rimangono indifese e sono alla mercé dei "marpioni della politica".
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Gio 12 Nov - 10:28

flaviomob, la questione della quantà è importante, ma riguarda un altro piano. Un sindaco può essere parsimonioso o avere mani bucate, anche questo può essere un elemento del giudizio di un cittadino che intenda o meno confermarlo nella carica.
Qui si parla di peculato. Il fatto che volesse restituire tutto, anche il non dovuto, ammontante a ventimila euro, non rimuove il fatto in se. E un giudice che fosse chiamato a giudicare ha il dovere di assumere gli atti per ricostruire la storia di quelle spese. E poi vi è la recidiva. Vi è un'altra accusa dello stesso genere, anni prima, quando lavorava nella sanità.
Rispetto alla grandezza del Chirurgo, dell'Uomo, sarà anche una piccola scicchezza, quel comportamento poco attento nel discriminare a chi toccasse pagare, se a lui o al suo datore di lavoro, sta di fatto che ha un suo valore per la legge e per la morale del cittadino probo.

Voglio anche ammettere che gli abbiano tirato un bidone: spenda pure...faccia tutto quello che vuole, può farlo, salvo poi denunciarlo bell'è a posta, ma ecco che qui entra in gioco la magistratura che deve circostanziare le responsabilità, e Marino non farebbe comunque bella figura, per essersi lasciato ingarbugliare dai suoi malfidi dipendenti che poi riferivano alla Meloni o a chi poi ha esposto la denuncia.

Buona giornata

Enrico
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Gio 12 Nov - 12:08

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/12/de-luca-la-giudice-dalla-camera-di-consiglio-scrive-al-marito-e-fatta-e-lui-scrive-allo-staff-del-governatore-e-andata-come-previsto/2211823/
 
De Luca, giudice in Camera di Consiglio scrive al marito: ‘E’ fatta’. Lui allo staff del governatore: ‘Andata come previsto’

.  .  .  .  .  .  . 
Questi qui sono quelli che dovrebbero guidare l'Italia, le Regioni, le Province ed i più grossi Comuni ... per impressionare l'UE e il Mondo intero!   bastone
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Gio 12 Nov - 19:35

La magistratura, nella fattispecie della Corte dei Conti, sta indagando (e non è la prima volta) anche su Renzi (in qualità di ex sindaco di Firenze), per importi di ordine di grandezza ben superiore. Che facciamo? Se si devono dimettere in attesa di una sentenza, devono farlo entrambi. Se vale il principio di innocenza, vale anche per Marino. L'accusa precedente per l'ex sindaco romano, di "quando lavorava per la sanità", è stata riportata da alcuni quotidiani verso i quali Marino avrebbe annunciato querela: vedremo come andrà a finire.
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Gio 12 Nov - 22:27

Insomma, la volete passare come "mal comune mezzo gaudio"...

Se Renzi è inquisito non deve necessariamente dare le dimissioni, come avrebbe potuto non darle Marino. Sta di fatto che Marino le ha date, ed una ragione ci dovrà pur essere.
In seguito le ritira, non perché la sua indagine sia stata archiviata, ma perché ha sentito il calore di quel migliaio di romani che sono andati a battergli le mani. C'è qualche cosa di poco chiaro in quei meccanismi.

Marino, alla fine, viene esautorato dalla sua maggioranza. Come mai? Beghe interne, lotta per il potere, ha toccato gangli sensibili, a mostrato di non essere all'altezza di guidare la squadra. Non si sa nulla. La spampa ha parlato di tutto meno che di queste cose, che potevano offrire risposte alla gente.

Sotto questo aspetto Renzi è molto più preparato e crisi del genere di quelle provocate da Marino a Roma, lui non le ha ancora prodotte nel PD e nel Paese. Oddio, nel PD ci ha provato, ma la sinistra con "calma e gesso" aspetta sicura tempi migliori, per farsi avanti.

Riassumendo: vi è una vicenda tutta personale legata all'uso improprio di denari del Comune, e poi vi è il modo di fare politica, che non è piaciuto neppure alla sua squadra. Per queste ragioni ora a Roma c'è un commissario. Ovviamente non sono per scaricare tutte le colpe su Marno. Il PD a Roma aveva camere del potere poco trasparenti, in qualche luogo, e non per niente il primo ad essere commissariato è stato il Partito. Di sicuro ha giocato anche l'inchiesta sulla mafia e la corruzione diffusa. Quello di Marino era davvero un brutto momento per metterci la faccia come rappresentante del Popolo. Meglio un funzionario del ministro degli interni, per tagliar teste e risanare un tessuto, comunque compromesso. In questo vedo Marino come vittima di circostanze che dipendono solo in minima parte da lui.
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MessaggioOggetto: Re: "Io sto con Marino"    Oggi a 5:37

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