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 È morto il re? Viva il prossimo!

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MessaggioOggetto: È morto il re? Viva il prossimo!   Mar 22 Set - 10:40

Se ne vedono di associazioni, di comitati per le feste padronali e di confraternite religiose (con tanto di stendardi, mantelli, medaglioni, cappelli e cappucci) nei grossi paesi pugliesi, ma non immaginavo proprio di notare nel castello di Massafra (Taranto) la sede locale dell’Istituto nazionale per la Guardia d’onore alle reali tombe del Pantheon.
Il "conformismo" è una brutta gatta da pelare; se poi c’è da guadagnare in posizione sociale allora si urla facilmente: "Viva sempre chi comanda!".
Ci sono comunque contraddizioni con i canoni dell’ordinamento repubblicano italiano, a quali bisognerebbe ovviare o nella Celebrazione del 25 aprile o nella nuova Costituzione italiana (sic!), come è il caso riportato dal capogruppo PD al Comune di Massafra, il 6 maggio 2014. 
.  .  .  .  .  .  .    
 
IL CASO A MASSAFRA , DUE ASSESSORI MONARCHICI

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Incredibile, ma vero. Nella giunta comunale di centro destra abbiamo l’assessore alla cultura ed il vice sindaco che fanno parte della Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon
Nel curriculum vitae, pubblicato nel sito del Comune di Massafra, uno dei due assessori scrive che tra i suoi impegni nel sociale vi è anche la sua qualità di socio della Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Vi è stata anche una cerimonia religiosa, nella chiesa di San Lorenzo nella messa domenicale delle ore 12, in cui i due politici hanno ricevuto l’investitura ufficiale. 
Lo statuto della Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon all'art. 2 stabilisce che gli iscritti si impegnano a fornire una Guardia d’Onore alle Tombe dei Sovrani d’Italia "quale tributo di riconoscenza per l’Augusta Casa Savoia". 
 Le origini di tale istituto partono dal regno di Vittorio Emanuele II, primo Re d'Italia, quando un gruppo di ufficiali fondarono associazioni di veterani delle guerre d'indipendenza. Alla morte del Sovrano, avvenuta il 9 gennaio 1878, per mantenere viva la loro devozione e la loro riconoscenza all'Augusta Casa di Savoia, tali associazioni decisero, sul proprio onore, di prestare un servizio di guardia alla venerata spoglia mortale del "Padre della Patria", presso il suo luogo di sepoltura al Pantheon di Roma. 
Il re Umberto I approvò tale decisione il 18 gennaio 1878. Nell'agosto del 1900 nel Pantheon fu costruito un secondo monumento funebre, per onorare il secondo Re d'Italia, Umberto I. In conseguenza di ciò gli statuti furono modificati e le Guardie d'Onore estesero il loro servizio alle due Tombe Reali. Nel 1878 l’istituto fu chiamato Comizio Generale dei Veterani 1848-1870, nel 1911 Comitato Centrale Romano dei Veterani delle guerre per l'Indipendenza e l'Unità d'Italia, nel 1925 Comitato Centrale dei Veterani delle Campagne Nazionali e Coloniali e solo nel 1932 divenne Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Fedele al suo statuto ed alla sua vocazione storica l’istituto organizza cerimonie in occasione di ricorrenze particolari, ed i suoi membri prestano un servizio volontario di Guardia d'Onore alle Tombe definitive (Pantheon) e provvisorie (Alessandria d'Egitto per Re Vittorio Emanuele III, Montpellier per la Regina Elena, Altacomba per Re Umberto II e la Regina Maria Josè). In tutta Italia vi sono circa cinquemila iscritti a tale associazione. Ultimamente l’amministrazione di centro destra ha anche concesso un locale del Castello di proprietà comunale all’istituto delle Guardie d’Onore. Tale struttura prima veniva utilizzata per corsi di formazione. L’associazione è stata anche invitata dall’amministrazione comunale alla cerimonia del 25 aprire dove ha partecipato con lo stemma dei Savoia sul tricolore. L’ultimo invito da parte del Comune è stato al corteo civico per la processione della Madonna della Scala dove ha sfilato, tra le vie cittadine, alcune Guardie d’Onore con il mantello e lo stemma dei Savoia. 
Mi chiedo: due assessori possono essere iscritti a tale istituto? Che messaggio danno alla future generazioni? 
 Come cittadino uno può essere libero di aderire a qualsiasi associazione, grazie alla Costituzione della Repubblica Italiana, ma come uomini delle istituzioni repubblicane è legittima tale partecipazione?
 Ricordo che l’ assessore Fuggiano è stato mandato a casa perché ha aderito al Nuovo Centro Destra. Credo che i cittadini meritano una risposta perché Massafra non può passare come una città nostalgica della monarchia dei Savoia. 

 Vito Miccolis  (Capogruppo PD Massafra)
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