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 Se i cattolici non vanno al ristorante ...

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AutoreMessaggio
Rom




MessaggioOggetto: Re: Se i cattolici non vanno al ristorante ...   Lun 7 Set - 7:40

Non appena sto assente - per cause "tecniche" di forza maggiore - il mio popolo eletto si mette ad adorare idoli ...

No, Cara Tessa, e anche cari amici laici, la questione non è teologica e non riguarda la fede, o l'epica lotta tra questa e la ragione.
Molto più concretamnte riguarda tutto ciò che di umano c'è nell'impalcatura religiosa: benché totalmente umano, s'intende, tuttavia non esente da principi e giudizi morali.
Che della morale debbano discettare i preti - o i rabbini, o gli imam o gli stregoni della tribù - è un'idea che hanno solo i preti, i rabbini gli imam e gli stregoni.
Tessa è ovviamnte libera di chiedere consiglio, in materia, ad amici preti, ma non so se e quanto questi consigli siano più illuminati di quelli che potrebbe ricevere da qualunque altra persona adeguatamnte intelligente e disinteressata, magari atea o agnostica.
Conoscendo la caleidoscopica varietà antropologica, caratteriale e umana della categoria sacerdotale, io credo che questi consigli ed opinioni andrebbero soppesati alla luce della ragione e del cuore, e del buon gusto, più che a quella della fede e della teologia.
Anche perché la teologia, diligentemente coadiuvata dall'opportunismo - in venti secoli di storia cristiana ed ecclesiale - ha prodotto una straordinaria quantità di risposte ben confezionate, in grado di giustificare qualunque malefatta, qualunque plateale tradimento dello spirito evangelico, qualunque assurdità e delitto, qualunque peccato di superbia, lussuria, avarizia, a cominciare da quelli commessi dai preti e dalle autorità ecclesiastiche - anzi, "soprattutto" a cominciare da quelli da loro commessi, o consentiti.
Dio e la cosmogonia li lascerei da parte.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Se i cattolici non vanno al ristorante ...   Lun 7 Set - 9:01

tessa ha scritto:

Caro Cardif piu' che un'epica lotta tra fede e ragione parlerei di un' ipocrita coesistenza di queste

Questa epica lotta non c'è mai stata: semmai tra ragione e superstizione.
La lotta vera è stata tra la ragione laica e la ragione dottrinale e sacerdolale.
La religione è un prodotto della ragione umana, che semplicemente aggiunge al repertorio intellettuale l'ingrediente della "fede", come dimensione nella quale devolvere tutto ciò che non spiegabile: sotto questo aspetto è un prodotto assolutamente geniale della ragione, e di assoluta pertinenza della ragione.

Quell'ipocrita coesistenza di cui parli, in effetti esiste, ed è la coesistenza di due poteri che si disputano il controllo della situazione: di ipocrita c'è il "rispetto" che esibiscono l'uno nei confronti dell'altro, quando nessuno dei due ha forza sufficinte per imporsi sull'altro.
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MessaggioOggetto: Re: Se i cattolici non vanno al ristorante ...   Lun 7 Set - 10:03

Rom ha scritto:
Questa epica lotta non c'è mai stata: semmai tra ragione e superstizione.
La lotta vera è stata tra la ragione laica e la ragione dottrinale e sacerdolale.
La religione è un prodotto della ragione umana, che semplicemente aggiunge al repertorio intellettuale l'ingrediente della "fede", come dimensione nella quale devolvere tutto ciò che non spiegabile: sotto questo aspetto è un prodotto assolutamente geniale della ragione, e di assoluta pertinenza della ragione.

Quell'ipocrita coesistenza di cui parli, in effetti esiste, ed è la coesistenza di due poteri che si disputano il controllo della situazione: di ipocrita c'è il "rispetto" che esibiscono l'uno nei confronti dell'altro, quando nessuno dei due ha forza sufficinte per imporsi sull'altro.
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Esauriente.  :happy: (per allungare il concetto!)


(per cardif)
Il ristoratore sa ... come fare. I pasti sono sempre possibili, ma il ristorante può servire anche bibite su qualche tavolino nella pineta: tutto fa brodo, oppure "franza o spagna purchè se magna".
Non c’è bisogno di scommettere, se sei da quelle parti fai un fischio e staremo insieme.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Se i cattolici non vanno al ristorante ...   Lun 7 Set - 13:21

Rom ha scritto:
Questa epica lotta non c'è mai stata:

Ovviamente quando riporto qualcosa non è per dire che quella è verità assoluta, ma solo che è quella in cui credo (ho fede anche io  allegro )

Citazioni da wikipedia: "Razionalità" e "religione" nell'Occidente moderno e contemporaneo

Che anche la religione sia un prodotto della mente umana non c'è dubbio.
"Il filosofo Feuerbach sosteneva che la religione consiste di idee e valori prodotti dagli esseri umani, erroneamente proiettati su forze e personificazioni divine. Dio sarebbe quindi la costruzione di un Super uomo (uomo potenziato con attribuiti ideali dati dall'uomo stesso). È una forma di Alienazione in quanto la religione estranea l'uomo da sé stesso facendogli credere di non essere in prima persona: l'uomo è sottomesso da sé stesso. La religione si trova ad essere dunque un rifugio dell'uomo di fronte alla durezza della realtà quotidiana."
E certamente vi sono delle 'ragioni', delle cause per le quali l'uomo s'è creato gli dei, il dio, la religione; e si è scritto i testi sacri. E ovviamente queste 'ragioni' non sono, non possono essere in contrasto con la religione.
 
A me pare che di lotta si tratti, nel senso che, almeno finora, non s'è trovata una una qualche forma di pensiero che tenga insieme fede e ragione.
Naturalmente lotta tra concetti, meno micidiale delle guerre di religione, che sul piano razionale non ci dovrebbero essere.
Studiosi di Scienze umane hanno definito l'homo religiosus, che non sarà antitetico all'homo sapiens ma certo è un'altra e diversa lettura dell'essere umano, così complesso.

Tanto per concretizzare: si può credere nella verginità di Maria, madre di più figli o nei vari miracoli di Gesù? Si, con la fede. No, con la ragione. Almeno così la vedo io.

E ci vedo una bella lotta, epica nel senso che ha coinvolto per secoli delle menti superiori:
"A partire dal XVII secolo, la Modernità attribuisce valore supremo alla razionalità affrontando con questo strumento conoscitivo anche l'alveo della religione che così viene
sottoposto al suo esame.
Leibniz e Malebranche, dopo l'analisi razionale, esaltarono i valori religiosi.
Locke e Rousseau  utilizzarono la "ragione" per spogliare la "religione" dei suoi contenuti non giustificabili razionalmente.
Toland e Voltaire furono propugnatori del deismo, un lettura decisamente razionalista della religione.
Hume rifiutò i contenuti razionali della religione, nell'insieme considerata un fenomeno del tutto irrazionale, nato dai timori propri dell'uomo nei confronti dell'universo.
Partendo dal giudizio di "irrazionalismo" della religione, in Occidente, con ad esempio Offray de La Mettrie o Helvétius, si affacciarono le prime critiche radicali alla religione che portarono all'affermazione dell'ateismo.
"

Caro Iafran, chissà che non mi capiti di fare un fischio allegro allegro

cardif
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Se i cattolici non vanno al ristorante ...   Lun 7 Set - 13:35

Caro Cardif, comunque la giriamo si tratta sempre di una contrapposizione, o coesisetnza, di due "ragioni", in una delle quali c'è un'estensione fideistica, anch'essa perfettamente razionale, che ha eventualmente il solo difetto di non rispettare la conseguenzialità logica che deriva dall'esperienza e dalla prassi conosciuta.
Il "miracolo" di Sara resa madre in tarda età, così come altri fenomeni biblici da credere per fede, oggi sono perfettamnte razionali, e assolutamnte ordinari: non urtano la logica, né sono estranei alla prassi conosciuta.
Certo, constatare che certi avvenimenti sono oggi di pertinenza scientifica, mentre un tempo erano articoli di fede, fa sorgere (o conferma) molti dubbi sulla natura trascendentale dei fenomeni, e alla fede un tempo necessaria per "credere".
D'altra parte, appare piuttosto sconcertante che si faccia appella alla nostra ragione perché ci convinciamo che la ragione stessa debba arrestarsi di fronte alla dimensione della fede: nel momento in cui ci convinciamo di questo, non è la fede a trionfare, ma la ragione.
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MessaggioOggetto: Re: Se i cattolici non vanno al ristorante ...   Lun 7 Set - 21:09

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/07/stonehenge-scoperto-un-altro-centro-cerimoniale-sotterraneo-potrebbe-essere-ancora-piu-antico/2014550/
 
Stonehenge, scoperto un altro centro cerimoniale sotterraneo. Potrebbe essere ancora più antico

Stonehenge, il sito neolitico usato dai druidi per i riti celtici vicino ad Amesbury nello Wiltshire, in Inghilterra, ha un “nuovo” rivale. A circa tre chilometri, in una località chiamata Durrington Walls, è stato scoperto un altro centro cerimoniale risalente all’età della pietra. I monoliti, risalenti a circa 4.600 anni fa, sono stati individuati con tecniche radar e non sono ancora stati dissotterrati.
 
La scoperta è stata annunciata al British Science Festival dell’Università di Bredford dal professor Vince Gaffney, capo della squadra di esperti che ha lavorato alla ricerca. Pochi metri sotto Durrington Walls si trovano oltre 90 megaliti la cui altezza doveva essere circa quattro metri e mezzo e che componevano una sorta di arena a forma di C. Il complesso di Durrington Walls, che misura più di 1,5 km di circonferenza ed è circondato da un fosso profondo circa 17,6 m, secondo alcuni archeologi era complementare a Stonehenge, secondo altri, trai due, non c’era nessun collegamento. (continua)

.  .  .  .  .  .  .  .  .
Leggendo questa notizia e guardando le foto (non sono riuscito ad inserirne neanche una per mancanza di url) mi viene il dubbio se il nostro ristoratore (furbetto), dedito a costruire edicole votive ed altarini sempre più grandi a Padre Pio ed alla Madonnina, non sia stato ispirato dagli abitatori neolitici dell’Inghilterra o se questi, invece, siano stati motivati a creare una struttura più grande a poca distanza da quella conosciuta di Stonehenge per "influire" meglio sui contemporanei del circondario?
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MessaggioOggetto: Re: Se i cattolici non vanno al ristorante ...   Oggi a 2:50

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