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 Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata

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AutoreMessaggio
Rom




MessaggioOggetto: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Gio 13 Ago - 7:47

Faccio eccezione a un'abitudine, qualla di non pubblicare articoli tratti dalla stampa quotidiana o periodica.
Questo di Padellaro merita di essere letto, per il passato, per il presente e a futura memoria.
Dopo aver letto questo, vi propongo il link che segue, a integrazione - personalmente, è dal tempo dell'Ulivo che inisto su questi temi, nella medesima direzione.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/12/elezioni-usa-2016-infermiere-snobbano-la-clinton-appoggiamo-bernie-sanders/1951532/


Con l’esperienza del cronista politico che viene dal secolo scorso, posso dire di non aver mai raccontato una scissione che sia finita bene per coloro che se ne andavano. Tralasciamo il Lasciami ma di baci straziami di socialisti e socialdemocratici che si unificavano per poi dividersi meglio. Oppure l’ammutinamento alla Vogliamo i colonnelli dell’ammiraglio Birindelli.
Che abbandonò Almirante per poi farsi fregare Democrazia nazionale da quei volponi della Dc. Fatto sta che gli unici fuoriusciti sopravvissuti a uno strappo furono, a metà degli anni 60, quelli del Psiup. Erano chiamati “carristi” perché facevano il tifo per i carri armati del Patto di Varsavia e consideravano il Pci, figuriamoci, troppo morbido nei confronti degli insorti di Praga.
Arrivarono a raccogliere nel ’68 quasi un milione e mezzo di voti per poi frantumarsi in successivi microcosmi e scomparire nel nulla. Ecco, se penso alla sinistra Pd che lascia Matteo Renzi, rivedo le tristissime Tribune politiche con Lelio Basso e Tullio Vecchietti (al di là delle idee cingolate, garbate persone che non avrebbero fatto male a una mosca) sommerse di sbadigli e irrilevanza.
Naturalmente, si tratta di situazioni lontanissime con l’oggi e non solo storicamente, ma nel dire a Cuperlo, D’Attorre, Gotor e compagnia cantante, per carità non fatelo, non muovetevi, restate dove siete, mi arrogo un diritto che nessuno mi ha dato, ma che fa parte dell’umana solidarietà: impedire a qualcuno di farsi del male.
Attenzione, comprendo il disagio di chi è costretto quotidianamente a subire l’arroganza del giovanotto venuto da Rignano sull’Arno e della sua corte ridens e capisco che a un certo punto mandarli tutti quanti a quel paese sbattendogli la porta in faccia sia un gesto liberatorio prima che politico. Ma poi? Considero Stefano Fassina un economista tra i più preparati (lo feci scrivere sull’Unità reduce dalla sua esperienza al Fondo Monetario) e Pippo Civati, uno dei pochi che, in un mondo di opportunisti scatenati, abbia saputo anteporre la propria coerenza al proprio interesse.
Sono convinto che impiegheranno ogni loro energia per dare forma a un nuovo soggetto (parola, lo confesso, che mi dà l’orticaria) che cerchi di mettere insieme i vari spezzoni dispersi della sinistra: da Sel alla lista Tsipras alla Coalizione sociale di Landini. Ma sono sicuri che sarà così facile marciare tutti quanti insieme riscaldati dal sol dell’avvenire? E chi l’ha detto che le normali dinamiche della politica (rivalità, competizioni, differenze programmatiche) risparmieranno miracolosamente quest’Arca dell’alleanza? E poi per spartirsi quanto: il cinque, l’otto, il dieci per cento?
Caro Cuperlo, scusa la banalità dell’argomentazione, ma voi bistrattati, ignorati, umiliati quanto si vuole, giocate nel e per il Pd che è il partito più forte. Sarebbe come lasciare la Juventus per finire, con tutto il rispetto, nel Latina o nel Crotone (per me romanista l’analogia Juve-Pd non è casuale). Contate ancora qualcosa perché rappresentate l’opposizione di sua maestà e per questo ancora vi chiamano nei talk show (ancora per poco, temo, in quelli Rai). E a chi di voi risponde: se restiamo impantanati qua dentro, Renzi ci assorbirà o ci ucciderà uno dopo l’altro come i dieci piccoli indiani, e i sopravvissuti non saranno più candidati.
E allora voi, cribbio, reagite, battetevi, piantatela col solito piagnisteo, alzate la voce, fatevi capire dalla gente e ’sto Vietnam sulla riforma porcata del Senato fatelo sul serio.
Perché se come tante volte è già accaduto (sul Jobs act o sulla scuola) la vostra veemente protesta finirà per esaurirsi in qualche patetica uscita dall’aula per non votare contro il governo, allora avrà ragione Renzi a sfottervi e a dire che “tutto il resto è noia”. Cioè voi.
Il Fatto Quotidiano, 12 agosto 2015

_________________
Storia diversa per gente normale, storia comune per gente speciale
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Ven 14 Ago - 22:47

"Sarà meglio che si formi un nuovo partito a sinistra del Pd? Con che peso, se poi col ballottaggio del nuovo sistema elettorale quest'area potrà astenersi e far vincere in CD o convergere comunque sul Pd?
Sarà meglio tentare di contenere all'interno del Pd quest'area, cambiando la linea di condotta del Capetto, anzi meglio ancora sostituendolo? Non tanto per avere una guida meno effervescente ma per averne una più attenta e di sinistra?
Personalmente opto per la seconda che ho detto.  Salvo ripensamenti"

Me lo sono chiesto pure io, un po' di tempo fa ...
cardif
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MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Sab 15 Ago - 19:55

Un'altra opinione da considerare dal momento che la politica del boy scout (e company) fa acqua da tutte le parti.
.  .  .  .  .  .  .  . 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/15/se-perde-renzi-vincono-salvini-o-grillo-e-quindi/1960241/
 
‘Se perde Renzi vincono Salvini o Grillo’. E quindi?  di Andrea Scanzi
 
Non so se ci avete fatto caso, ma in giro si trovano sempre meno renziani. Lo voterebbero ancora in tanti, ma gli invasati sono diminuiti. E’ passato poco più di un anno dal boom delle Europee, ma sembran dieci o venti. Lasciando stare i renziani folgorati sulla via del ducetto caricaturale di Rignano, null’altro che berlusconiani 2.0 che tifano Renzi come si può tifare una squadra di calcio, è significativo ascoltare le motivazioni residue di chi lo voterebbe ancora (sebbene già molto delusi dal suo operato).
Qual è la loro tesi di fondo? Perché lo fanno? Per abitudine, perché “una volta il Pd era il Pci“, perché “in fondo è ancora di sinistra”. Frasi che conosciamo. C’è però una frase oggi più gettonata di ieri, ed è questa: “Meglio votare Renzi, perché altrimenti al governo ci vanno Salvini o Grillo“. Parliamo dunque, e ancora, di un voto non al “meglio” ma al “meno peggio”. E’ la tesi degli stanchi fedeli alla linea (quale linea?) tipo Staino, Zucconi o Lerner. E fin qui nulla di nuovo. Ma è perfino la tesi delle dirette interessate come Serracchiani e Boschi. Le quali, consce di non avere granché doti, chiedono il voto non perché sono credibili ma perché si ritengono (sbagliando) meno peggio dei loro avversari.
Riflettiamo su questa frase, che è poi una minaccia neanche troppo velata: “Ehi, votate noi, altrimenti sarà il disastro e l’Apocalisse cadrà sulle vostre vite“. E’ davvero così? Veramente, se Renzi non fosse al governo, il paese andrebbe incontro allo sfacelo (più di quanto già non accada)?
Ipotizziamo una vittoria di Salvini. Sarebbe il disastro? La morte, la fine? No. L’Italia avrebbe solo l’ennesimo governo bruttino, brutto o bruttissimo di centrodestra. A livello nazionale Salvini non vince neanche un torneo di Subbuteo, quindi dovrebbe allearsi (al di là delle sue sparate e promesse) coi soliti noti. Berlusconi su tutti. Avremmo quindi un governo tipo quelli del 2001 o 2008: orrendo, ma sopravviveremmo. Anche in tema di immigrazione, dopo aver titillato gli umori peggiori del paese per allargare il consenso, una volta al governo Salvini farebbe quello che ha sempre fatto la Lega: niente. Io non voterei mai Lega Nord, men che meno su scala nazionale (mentre capisco  chi lo ha fatto in Veneto tenendo conto che l’alternativa principale era una come la Moretti), ma finiamola con questi scenari da nuovo nazismo, da dittatura o da fine del mondo. Fedriga ministro sarebbe da incubo, ma non so se più di una Pinotti (è una gara dura, sì).
Ipotizziamo ora una vittoria dei 5 Stelle. Certo, se la stessa domanda fosse stata posta due anni fa, magari dopo aver visto lo streaming disastroso con cui gli ineffabili Lombardi e Crimi riuscirono a polverizzare in cinque minuti almeno due milioni di voti, molti avrebbero detto: “Oddio no, il mio paese a questi dilettanti allo sbaraglio non lo darò mai!“. Ovvio. Però sono passati più di due anni, i 5 Stelle governano in molte realtà (senza che quelle realtà siano andate incontro all’Armageddon) e nel frattempo Grillo Casaleggio – altri “scacciatori” di voto per tanti moderati o delusi di sinistra – sono sullo sfondo. Davvero c’è qualcuno che trema all’idea di avere al governo Di Maio, Morra o Di Battista? A chi fa paura questa gente? Anche la critica di “competenza” è ormai ridicola, perché attualmente al governo non ci sono le Nilde Jotti ma le Madia: se questo è il livello, tutti – ma proprio tutti – possono andare al governo. Sfido chiunque dotato di un minimo di onestà intellettuale a sostenere che una Picierno sia più preparata di una Lezzi.
Il ritornello “Se perde Renzi vincono Salvini o Grillo“, più che una tesi convincente, sembra la mossa della disperazione da parte di tanti elettori renziani che, in privato, probabilmente si vergognano di farlo. Una sorta di copertina di Linus per le loro coscienze: una frase che dia loro il brivido autoassolutorio dell’innocenza. Resta però, ora più che mai, una frase priva di senso: se non ci fosse Renzi, questo paese andrebbe avanti come sempre ha fatto e sempre farà. Forse peggio, probabilmente meglio. Con tutta la buona volontà, pare arduo ritenere salvifica e addirittura indispensabile questa accolita sghemba di arrogantelli impreparati.
Quando vi dicono “Se perde Renzi al governo vanno Salvini o Grillo“, rispondete così: “E quindi? Peggio delle Boschi e dei Faraone è impossibile. Vai tranquillo“. Non potranno darvi torto (anche se ci proveranno).
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Mer 9 Set - 14:35

Iafran, in democrazia conta il numero dei voti molto più della validità delle idee. Un esempio di democrazia è la condanna a maggioranza di Socrate, che non le fa di certo onore. Nei tribunali anglosassoni, le giurie fanno scempio di giustizia e verità, nonostante tutte le cautele che si prendono. In alternativa alla democrazia c'è l'oligarchia, la dittatura, la monarchia assoluta: c'è da scegliere sul piano degli strumenti di governo.

Una volta scelta la democrazia, gran parte del gioco si è concluso, perché per governare occorre costituire una maggioranza che abbia i numeri per vincere. Ogni cittadino in democrazia ha i diritti che gli conferisce la legge, e se ha anche la libertà di associarsi, allora parteciperà in qualche modo alla vita politica e ci sarà il momento in cui dovrà schierarsi, se vuole contare, per essere contato.

Quando penso quale partito votare, non lo faccio di certo per partecipare. Lo faccio per vincere, e quindi scelgo il partito o la coalizione possibile che, rispettando grosso modo le mie idee e che voglia difendere i miei interessi, mi permetta di vincere, non di perdere.

Oggi quel partito a sinistra, numeri alla mano è il PD. E le sue probabilità di vincere aumentano se si appoggia a qualche partito della sinistra (come SEL) e alla società civile progressista, come ha sempre fatto con l'Ulivo. Alla fine, quando voto, voto la coalizione.

Capisci iafran, come spostando il punto di vista, con le tue battute su quelli che votano il PD, perdano molto interesse? Mi importa una sega, direbbe un toscano, che si chiami PD; nell'arco delle forze della sinistra sostengo quei partiti che riuscendo a stare insieme sostengano le mie idee che sono diverse da quelle di Grillo e dei grillini, da quelle di Berlusconi e dei berlusconiani, da quelle di salvini e dei leghisti, eccetera fino allo stesso Alfano. Ora, tra quei partiti, quello che da le maggiori garanzie numeriche è il PD, ed è per quello che parto da lui nella difesa dei valori e interessi che voglio difendere.

Come spesso dico, le mie idee sono diverse da quelle del PD, ma anche da quelle di SEL o di RC e di tutti gli altri partiti messi assieme. Visto che non fondo un mio partito che avrebbe un solo simpatizzante, mi adatto a prendere quello che meglio di altri può soddisfare le mie necessità.

Un saluto

Enrico.
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MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Mer 9 Set - 15:49

einrix ha scritto:
Iafran, in democrazia conta il numero dei voti molto più della validità delle idee. Un esempio di democrazia è la condanna a maggioranza di Socrate, che non le fa di certo onore.
(...) nell'arco delle forze della sinistra sostengo quei partiti che riuscendo a stare insieme sostengano le mie idee che sono diverse da quelle di Grillo e dei grillini, da quelle di Berlusconi e dei berlusconiani, da quelle di salvini e dei leghisti, eccetera fino allo stesso Alfano. Ora, tra quei partiti, quello che da le maggiori garanzie numeriche è il PD, ed è per quello che parto da lui nella difesa dei valori e interessi che voglio difendere.

Secondo il tuo ragionamento, la politica delle "larghe intese" non farebbe una grinza ed, estremizzando il ragionamento, sarebbe destinata a rappresentare la migliore formula per il futuro, accolta quasi del 100% dei votanti (con il risultato di poter fare a meno, ogni quinquennio, di eleggere nuove figure in parlamento).
Dove sta, allora, la differenza fra il sistema democratico e gli altri che consideri alternativi (l'oligarchia, la dittatura, la monarchia assoluta)?  
A dire che una volta si criticavano le maggioranze bulgare, ma queste delle larghe intese non mi sembrano tanto diverse.
Per il rispetto della maggioranza (regola democratica per eccellenza), una volta, si è condannato Socrate, oggi i parlamentari, che scrivono le loro “regole democratiche” (conflitto di interessi, falso in bilancio, depenalizzazione di reati, bavaglio alla magistratura, etc.), sarebbero a garanzia della legalità e del benessere di tutti i cittadini? 
Io penso che l’uniformità di consensi fra i gestori del potere escluderebbe dalle discussioni politiche i portatori di nobili cause (idee colte ed aperte al sociale) per "arricchirsi" di (mezze)figure votate all’opportunismo più sfrenato (“chi ce lo fa fare”, “guardiamoci i fatti nostri”, “questo è il mio momento”, “ancora tre mesi per il vitalizio”, etc.).
Un governo a tutti i costi non è sinonimo di un buon governo!
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Mer 9 Set - 19:38

Le larghe intese...
Non sono contrario in linea di principio a fare le grandi intese, se non c'è l'alternativa. Monti è stato un governo di larghe intese, come sono governi di larghe intese quelli tedeschi.
Non è un caso che in Germania, e in Italia (per il Senato), sino alla nuova legge, l'alternanza sia stata difficile e spesso si sia dovuto ricorrere a governi di coalizione (Dini, Monti, Letta, Renzi)(1). Proprio in questi due paesi, il fascismo ed il nazismo sono sorti dalle ceneri della democrazia come dittature nate in Parlamento. Deve essere per questo che in Germania si sia preferito tenere una legge quasi proporzionale e si sia preferito fare larghe intese, piuttosto che correre il rischio di una dittatura, un'altra volta. In Italia la battaglia contro la legge truffa nasceva da analoghe circostanze.
Oggi la Germania pare non corra quel rischio e potrebbe scegliere anche un sistema maggioritario come in Francia ed in Inghilterra. Lo si vede dal quadro politico fatto da una destra democratica e da una sinistra democratica che possono tenere a freno le minoranze scioviniste quando non proprio naziste.
In Italia, a parer mio non è così. Non vi è una destra democratica e le forze berlusconiane come quelle della lega si sono mostrate pericolose ed eversive. E come se ciò non bastasse è comparso un nuovo partito, il M5S che ha tutte le caratteristiche di essere un partito pronto ad ogni avventura, solo a sentire le minacce che hanno rivolto al Parlamento, che vorrebbero aprire come una scatola di sardine. Per queste ragioni credo che una legge maggioritaria che dia a meno del 15 per cento dell'elettorato il potere di costituire una maggioranza (vota il 50% degli aventi diritto, e già chi prendesse il 25% al primo turno, potrebbe spuntarla al secondo turno) costituisca un grosso pericolo per la democrazia e per la stabilità del paese. Quindi, bene l'alternanza, ma non a tutti i costi, perché non mi fido di questo paese e di una buona fetta di quelli che lo abitano. Poi, se le cose andranno come vuole Renzi, non mi fascerò la testa, ma mi preparerò a fronteggiare possibili governi e Parlamenti eversivi, costruiti proprio grazie a quella legge.

Le maggioranze bulgare, iafran, si ottengono in due modi: o con le dittature, o con certe leggi maggioritarie che permettono ad un dieci per cento di elettorato attivo, di conquistare la maggioranza, quindi, fa un po tu.

E poi, sulla coda del tuo discorso, non mi piace neppure il conformismo che si sta seminando a sinistra. Quello, sono punti in più per paralizzare il dibattito democratico e frenare le dovute libertà.
Oggi nel PD non si discute, non si manifesta, salvo fare volantinaggio per la propaganda, e portare qualche notabile in pubblico per farlo conoscere meglio. Era difficile anche col PCI, ma nelle sezioni ci si preparava alla lotta politica e a quella sindacale. Non sono più quei tempi post bellici, ma un po di preparazione alla lotta (pacifica) ci vuole, e qui ormai siamo al niente.

Come vedi, per votare a sinistra voto PD, ma so bene come vanno le cose. 

Se sai tirare le somme, puoi capire che anche solo estremizzando, le larghe intese di governo non sono mai la migliore prospettiva. Molto meglio l'alternanza. Se vuoi, le larghe intese ci vogliono sui principi delle libertà e della democrazia, sulla forma di governo e su come le istituzioni debbano essere messe in condizioni di non essere usurpate per qualche fine nascosto. Da noi per l'alternanza mancano le larghe intese sui principi e se fosse per me, a questa gente italica, non darei più di un proporzionale puro con uno sbarramento al cinque per cento, perché di loro, dopo tutte le cattive prove che hanno dato, nel tempo (il fascismo, 12 milioni che votano per Berlusconi, a milioni votano per la Lega e per Grillo) non mi fido ancora.

Nota:
1) senza dire del fatto che l'alternanza era tra coalizioni rissose e ricattatorie che di fatto costituivano governi di coalizione, tanto con Prodi, che con berlusconi.
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MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Mer 9 Set - 20:21

Einrix, vedo che anche a te non è sfuggito il materiale umano che siede in parlamento. 
Sì, questa rappresentanza la ritengo troppo "terra terra" per aspettarmi una buona classe politica. Questo è il nocciolo della questione: le idee (buone o cattive) camminano sempre con le gambe degli uomini. Se poi ci mettiamo la furbizia, la dipendenza economica di una parte dell'elettorato, la sete di potere e le associazioni malavitose abbiamo un quadro nazionale che si può solo oscurare con una forte illusione o con false promesse di un radioso futuro. 
E qui continuano a giocare tutti: i boy scout, le damigelle ed i "marpioni" di destra e di sinistra (con le dovute eccezioni di molte figure nobili), che sono o sono stati in nostra rappresentanza, nonché la stampa, connivente perché interessata. 
Il cavaliere e tutto il suo seguito, in una nazione decente, dopo tangentopoli, non avrebbero dovuto proprio nascere, tanto meno durare così a lungo.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Mer 9 Set - 22:14

Tangentopoli è in primo luogo la società incivile che vuole ottenere favori in cambio di corruzione, poi viene la politica che è pur sempre il luogo di quegli stessi uomini con diverso cappello.

Questi non sono giorni in cui si spende l'eroismo, neppure quando si salvano i naufraghi, figurarsi nella vita corrente protetta da libertà e welfare, più che sospinta dai doveri. Dalla guerra e dalla resistenza erano usciti uomini provati dalle difficoltà che avevano vissuto per gli anni del conflitto. Era quell'esperienza ad aver forgiato le coscienze di chi aveva finalmente la capacità e il diritto di guidare un popolo verso la pace e la ricostruzione, e per noi di sinistra, anche per la conquista di quei diritti che ancora erano negati, almeno fino al '68.

A sinistra, l'onestà si imponeva come condizione etica, perché lavoratori e contadini erano spinti dalla sete di giustizia. A destra meno, essendo più immanicati nella società borghese più dedita a quei rapporti amicali e nepotistici che costruivano una regola nel gruppo.

Oggi i proletari si limitano ad essere gli immigrati, mentre tutti gli altri si considerano classe media, salvo quei tre milioni di famiglie di disoccupati ed uno di cassa integrati che vivono di sussidi ed aiuti parentali. E quella classe media non guarda troppo per il sottile se deve evadere una tassa, ottenere un favore in cambio di qualche cosa (che talvolta è il prezzo della corruzione), vista la larga connivenza che trova. Non trovo strano che certa gente voti per Berlusconi, o che, come i leghisti, ce l'abbia con quei poveracci che vengono dal mare, o che non creda nella società, e pensi solo per se, astenendosi dal voto o votando Grillo. E non trovo strano neppure che nel PD ci sia gente che volendo fare politica, ed essendo costretto a farla a tempo pieno, la consideri una professione che deve essere remunerata, non essendoci più quel volontariato politico del dopoguerra, forgiato nella lunga lotta.
Per quanto brava, la gente di oggi manca di qualche cosa, che identifico nel disinteresse per il proprio tornaconto. Occorre attendere tempi eroici per avere gente migliore, ma i tempi eroici si sa, sono anche tempi di sventura, ragion per cui preferisco questi, con tutti i difetti che i lunghi tempi d'attesa tra un lento cambiamento e le istantanee catastrofi, comportano.

Buona serata e buona notte
Enrico
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MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Mer 16 Set - 15:46

Ce lo dovremmo tenere vita nutural durante per paura di fare la cosa sbagliata?
.  .  .  .  .  .  .
 
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/14/matteo-renzi-il-senso-per-il-ridicolo-tra-viaggi-a-new-york-e-tricolori-al-contrario/2033975/
 
Matteo Renzi e il senso per il ridicolo (tra viaggi a New York e tricolori al contrario) di Andrea Scanzi
 
C’è aria di leggenda, ed è sempre così del resto quando si parla diRenzi. Fino a un anno fa ripeteva – e qualcuno gli credeva pure – che lui non avrebbe rinunciato alla bicicletta mentre avrebbe rinunciato alle auto blu e agli sperperi del potere. E’ stato, come sempre, di parola: viaggio con l’aereo di Stato fino a New York per vedere una partita di tennis (150mila euro e più di soldi pubblici), voli di Stato usati anche quando va in vacanza, l’elicottero per tornare a casa nei weekend, un super-jet in affitto da un milione d’euro a settimana (vamos), spese di sondaggi triplicate a Palazzo Chigi da quando c’è lui. Un uomo coerente.
Ma il massimo è la narrazione del suo viaggio a New York. La stampa fascistissima, ops renzissima, si è scatenata. Per carità, capisco che guardare la partita su Deejay Tv e sorbirsi la telecronaca allegramente improponibile di tal Benzi fosse per Renzi (e non solo per lui) una prospettiva poco allettante, ma c’era pur sempre Eurosport. Renzi, ovviamente, è andato lì non per Pennetta e Vinci, che avrà visto giocare mezza volta e per sbaglio mentre cercava in tivù le repliche di Bim Bum Bam (uno dei programmi che più lo hanno formato culturalmente insieme a Mila e Shiro), ma per appropriarsi di una vittoria altrui e per scappare dalle beghe interne (Michele Emiliano alla Fiera del Levante di Bari) ed esterne (il pulviscolo alfaniano che fa le bizze).
Giornali e tivù hanno parlato comicamente di “lungo applauso, quasi un’ovazione”, grida di giubilo “ed è subito show, tra selfie, sorrisi, strette di mano, palline da tennis autografate”. Come no. Pare anche che Billie Jean King, verosimilmente ubriaca o comprensibilmente rincitrullita, lo abbia definito “affascinante e socievole” (“socievole”: praticamente un cocker). Sontuosi anche i racconti secondo cui, quando è apparso inquadrato sul maxischermo, lo stadio sia esploso di gioia. Può essere, ma pare più verosimile che molti nell’Arthur Ashe Stadium si siano chiesti: “Ma chi è quel bischero, con la faccia un po’ da capodoglio ilare, accanto a Michael Douglas e Robert Redford?”
L’effetto tragicomico attuale è reso parossistico dallo sferico Filippo Sensi, quello che gli cura l’immagine (complimenti) e che lavora per deliziarci su Twitter con scatti – impreziositi da mirabili effetto-seppia tipo Istituto Luce – mentre guarda verso l’alto con aria goffo-mistica oppure, nel profilo ufficiale del Presidente del Consiglio (sic), intento a mostrare con Vinci e Pennetta il tricolore al contrario (Matteo non lo fa apposta: è proprio così di natura). E’ tutto bellissimo. Viviamo in un’epoca storica in cui la farsa è così oltrepassata dal reale che, secondo me, si è rotto le palle pure lui. C’è un limite a tutto: tranne al senso del ridicolo di Renzi (e di chi lo celebra).
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Gio 17 Set - 11:47

Sapevo che andava a finire così, anzi, credevo pure peggio, ma non tutti la vediamo a questo modo, dato che c'è gente che vive alla sua stessa maniera e che non trova per nulla strano quel suo modo di essere e di fare.
Nel mio caso, non ho mai cavalcato l'anti politica fondata sugli sprechi di stato, e quindi gli aerei presidenziali, le auto blu o gli elicotteri li trovo del tutto normali per chi debba trovarsi in ogni istante, ogni luogo. Penso comunque che ci debba essere un comportamento decente in ogni caso, indipendentemente dal caso. Poiché lo sport-agonistico-guardato, mi è del tutto indifferente, non mi viene neppure in mente di pensare al costo del viaggio, ma all'inutilità di quel viaggio, per vedere dopo otto ore di aereo, una partita a NY.

Ma quello che ho notato in Renzi, è quell'espansione dell'aura che gli si dipinge addosso, e quel modo di fare alla Pompidu, quando parla, che me lo rende sempre più distante e privo di significato. Ed anche quello che dice, non ha neppure più quella forza dirompente che detestavo, ma che piaceva a tanta gente, anzi, sembrano quasi frasi vuote, prive di ogni contenuto.
Insomma, lo vedo parlare, ma non sento nulla di quello che dice, come se la tivvù fosse un vaso per pesci rossi.

Come dico altrove, il politico è uno strano personaggio che sa interpretare gli umori della gente, e se anche non è uno scienziato in tutte le arti della politica, basta che sappia guidare "La Macchina dello Stato" e quella delle Istituzioni. Il resto, nel limite del "Congegno", va da se. E' pure per questo che pur cambiando governo spesso i problemi restino gli stessi, perché le Istituzioni, la macchina dello Stato ed il Popolo, non cambiano da un giorno all'altro, ma in tempi lunghi quanto le generazioni, o in seguito ad immani catastrofi, come fu la Guerra del '40 e la Resistenza che ne fu la coda. Poi, si sa, che vi sono altri (Berlusconi) che la Macchina dello Stato hanno provato a guidarla rischiando di sbatterla giù nel precipizio, ed altri ancora che prima di provare l'ebrezza del volo con la Macchina dello Stato, lo hanno fatto con la propria, finendo pure per ammazzare degli amici.

Chissà perché mi viene a mente il detto: "cadere dalla padella nella brace"...
....
Di che cosa stavamo parlando?...

Buona giornata a tuti
Enrico
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flaviomob



Età : 46
Località : Monza

MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Ven 18 Set - 13:20

La questione morale dovrebbe essere nel DNA della sinistra in quanto risposta all'ingiustizia civile e sociale. Dovrebbe essere palese che la sottrazione di risorse comuni impoverisce maggiormente chi è già fragile, che la corruzione premia il peggiore e determina lavori pubblici di bassa qualità destinati a danneggiare ancora una volta la parte più debole della collettività, mentre la criminalità organizzata condiziona il profondo declino di intere aree del paese e costruisce le sue fortune infestandone altre, preparando il terreno per un ulteriore crollo.

Se il PD dimentica questo, mentre sulla questione sociale prende la stessa posizione dei "padroni", non ha più senso parlare di sinistra. E' vero che la diaspora può produrre movimenti ad personam insignificanti e irrilevanti, ma una grande massa di sinistra scontenta, delusa e inviperita è un dato di fatto e domani magari, se si optasse per un sistema "a ballottaggi", potrebbe determinare un forte spostamento verso M5S oltrepassando appunto i piccoli movimenti crepuscolo-pulviscolari.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Ven 18 Set - 14:27

Se il PD dimentica questo...

Dov'è scritto che il PD dimentica questo. Sono contento quando un magistrato indaga uno del PD che viola la legge, perché così mi da gli strumenti per fargli cambiare partito. Le persone comuni non sono attrezzate per scoprire le malefatte, e possono solo appoggiarsi alle forze inquirenti che fanno quello per mestiere. Vi sono persone che delinquono nella società, non vedo perché non ve ne dovrebbero essere nei partiti. Altro è il discorso di chi ti metti dentro. Se lo fai con superficialità oppure cerchi di approfondirne le capacità ed i comportamenti, prima di affidargli incarichi amministrativi. Il partito sul territorio serve proprio a quello, al contrario di un partito fatto d'etere, e propaganda fatta attraverso i mezzi di comunicazione, talvolta, cavalcandone le finalità e gli interessi che vi sono dietro.
Al PD di Renzi semmai chiederei di rispondere su questo: se la sua rottamazione era una vera esigenza di cambiamento, oppure solo il modo per cavalcare l'onda dell'antipolitica, che gli permetteva di arrivare alla presidenza del consiglio tramite quella scorciatoia.

Ho introdotto il tema dei mezzi di comunicazione, e dell'onda di antipolitica che hanno voluto creare per indebolire proprio la forza dei partiti, con finalità diverse, ed è di questo che vorrei discutere, dando per scontato che i miei rappresentanti politici devono essere persone serie, competenti e oneste, altrimenti spetta a me il compito di cambiarli. In quanto a questa finalità ringrazio la stampa e gli altri mezzi di comunicazione per le informazioni che danno, mentre ne diffido quando al fondo ci siano pure insinuazioni, come spesso capita di constatare.

Solo nel dopoguerra, quando in politica erano scese persone che si battevano per i principi dopo aver rischiato la vita, era forte la tensione morale e l'onestà era un prerequisito per far parte di un partito di sinistra. Dopo sessant'anni, quando la stragrande maggioranza dei problemi legati al Welfare e i diritti sono stati conquistati, non ci sono più quelle persone, e neppure quelle tensioni morali, non solo nei partiti politici, ma anche nell'uomo della strada, nel vicino di pianerottolo, ed allora qualunque cosa si faccia diventa un mestiere che vuole in cambio qualche cosa. Ormai anche il volontariato è falso volontariato. Spesso serve solo ad entrare in un circuito economico che ti permetterà di vivere.
Se non capiamo i meccanismi ed i limiti di questa società complessa e matura, finiamo per perdere di vista l'importanza degli stessi partiti che hanno il compito costituzionale di costruire quelle istituzioni che sono indispensabili per vivere in democrazia.
A sinistra si riesce a dire la parola "padroni", ma ormai è desueta: "proletari", perché nessuno è più riconoscibile salvo non si frequentino circuiti particolari e quelli di "lor signori" ormai sono introvabili per noi comuni mortali che comunque possiamo (anche solo una volta ogni tanto) andare in giro per il mondo sino alla più sperduta ed esotica isola del Pacifico. Non che quelli che una volta si chiamavano capitalisti, non ci siano, ma ve n'è una grossa fetta che ha per secondo nome: imprenditori, che investendo in lavoro fa anche di più di un proletario, che quel lavoro lo cerca, non sapendo come fare a crearlo. E poi vi sono quei capitalisti che come secondo nome sono finanzieri. Loro non si affaticano nel generare lavoro, occupazione e beni manifatturieri o agricoli, ma prestano denaro senza guardare troppo per il sottile e cercando di massimizzare i loro guadagni. Chi è legato al lavoro ed al mondo produttivo ha sotto gli occhi gli sviluppi sociali della propria azione, ma chi ne è lontano, come un capitalista, finanziario, speculatore, non si accorge se non quando è troppo tardi, dei danni che ha provocato nel tessuto sociale.
Bisogna capire queste cose e molte di più per sapere se votare per il PD oppure per qualche altro partito oppure non votare affatto. Dubito che la maggioranza della gente di questo paese vada oltre i titoli dell'informazione ed il ristretto orizzonte dei suoi interessi. La politica dei partiti serve anche a superare quel limite, ma c'è chi vuole che quel limite non venga superato.

Un saluto
Enrico
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MessaggioOggetto: Re: Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata   Oggi a 21:09

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Tante ottime ragioni per fare la cosa sbagliata
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