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 III Elevation, from Les Fleurs du Mal, by Baudelaire

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AutoreMessaggio
Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: III Elevation, from Les Fleurs du Mal, by Baudelaire   Mer 12 Ago - 3:22

III Elevation, from Les Fleurs du Mal by Baudelaire.


III Elevation.

Al di là degli stagni, delle valli e dei monti,
al di là dei boschi, delle nuvole e dei mari,
al di là del sole, al di là dell'aria,
al di là dei confini delle stellate sfere,

tu, mio spirito, ti muovi con agilità
e, come buon nuotatore che gode tra le onde,
allegro solchi la profonda immensità
con indicibile e maschia voluttà.

Fuggi lontano dai morbosi miasmi,
vola a purificarti nell'aria, piu' alta,
e bevi, come un puro liquido divino,
il fuoco chiaro che colma spazi limpidi.

Felice chi con ali vigorose,
le spalle alla noia e ai vasti affanni
che opprimono col peso la nebbiosa vita,
si eleva verso campi luminosi e sereni!

Felice chi lancia i pensieri come allodole
in libero volo verso i cieli del mattino!
Felice chi, semplice, si libra sulla vita e intende
il linguaggio dei fiori e delle cose mute!


Ultima modifica di tessa il Gio 13 Ago - 0:19, modificato 1 volta
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Rom




MessaggioOggetto: Re: III Elevation, from Les Fleurs du Mal, by Baudelaire   Mer 12 Ago - 22:25

Intanto, diciamo subito che questa poesia è molto bella - tutto è sempre molto bello in Baudelaire.

Questa, in particolare, sembra un omaggio a Leopardi, alla sua disperata voglia di elevarsi al di sopra e al di là dei limiti non solo della quotidianità, ma della stessa condizione umana e del "realismo".
Ma Leopardi era ancora, in fondo, un razionalista che agiva la propria elevazione sopra un ambiente provinciale, mentre Baudelaire è già un moderno, che si contrappone a un realismo più globale, nei decenni in cui si era già entrati nella civiltà industriale e borghese, di materialismo capitalista.
L'elevazione di Baudelaire preannuncia quella di fine secolo, di Nietzsche e dello spiritualismo anti-borghese: non una negazione, non una lotta intellettuale come quella leopardiana, ma l'affermazione di un mondo fantastico esclusivamente poetico, un mondo "altro" e una dimensione altra.
Con Baudelaire si crea la dimensione lirica e poetica, artistica moderna, come "anima" alternativa al materialismo borghese e al razionalismo pragmatico che permaneva ancora nel tardo romanticismo, sia pure come "nemico" o scomodo compagno di viaggio.

Il simbolismo, i paesaggi morali ed emozionali di Baudelaire sono una proposta di mondo, da ricercare in noi stessi, non chiedono nemmeno di fare una scelta: chiedono di più, chiedono di "essere" noi la scelta, cioè di saper essere anime e occhi di quelo mondo diverso, fantastico eppure così reale.
Chiedono che il parfum exotique di questi paesaggi sia il profumo che sentiamo dentro mentre percorriamo una realtà che pensiamo razionalmente che sia tutto, mentre è solo un dato di fatto elementare, e per molti versi disgustoso, indegno di un animo umano capace del miracolo della fantasia.
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MessaggioOggetto: Re: III Elevation, from Les Fleurs du Mal, by Baudelaire   Gio 13 Ago - 7:36

Morto di sifilide, in età ancora giovane: la natura disgustosa e infame, dalla quale voleva liberarsi si prese la sua rivincita illusoria, perché ormai il messagggio nella bottiglia era stato lanciato.
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MessaggioOggetto: Re: III Elevation, from Les Fleurs du Mal, by Baudelaire   Gio 13 Ago - 23:08

LES AVEUGLES (i ciechi)

Contemplali, anima mia; essi sono davvero orribili!
Simili ai manichini; vagamente ridicoli;
Terribili, singolari come i sonnambuli;
Dardeggiando non si sa dove i loro globi tenebrosi.

I loro occhi, in cui s'è spenta la scintilla divina
Come se guardassero lontano, restano levati
Al cielo; non li si vede mai verso i selciati,
Chinare, pensosamente, la loro testa appesantita.

Essi attraversano così il nero sonfinato,
Questo fratello del silenzio eterno. O città!
Mentre che attorno a noi tu canti, ridi e ti agiti,

Innamorata del piacere fino all'atrocità,
Guarda! anch'io mi trascino! ma, più inebetito d'essi,
Io dico: Cosa chiedono al Cielo, tutti questi ciechi?

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MessaggioOggetto: Re: III Elevation, from Les Fleurs du Mal, by Baudelaire   Gio 13 Ago - 23:29

Quando, al tempo dei miei vent'anni, mi trovai militare, conoscevo già Baudelaire, naturalmente.
Ma non abbastanza.
mi insegno a conoscerne l'estensione, più che la profondità, un ragazzo napoletano, che sembrava uscito da una commedia di Eduardo: sembrava uno scherzo, un napoletano troppo perfetto, immaginato per fare il carattersia, il pizzaiolo con la faccia da pizzaiolo, col naso adunco da pulcinella e la magrezza dei poveri.
Ma aveva occhi di febbre, vividi, scurissimi e profondi. Stava in cucina, era stato assgnato là perché aveva detto in fureria che il suo mestiere era in pizzaiolo.
Io ero andato invece in infermeria, dove imparavo a fare iniezioni e a dare pillole.
Due servizi che ci rendevano svincolati dagli orari e dagli obblighi comuni a tutti gli altri, e questo ci fece incontrare sugli scalini della caserma, durante le notti estive.
Gennaro -anche il nome era tipico - leggeva molto, specialmente poesie: era innamorato, non ricambiato, di una bella napoletana ardita e infedele, e mi fece innamorare anche a me di lei.
Diventava rosso quando ne parlava. E con la stessa passione parlava di Leopardi, e Baudelaire, e di uno scrittore dall'animo maudit, Isidore Ducasse, atrimenti noto come conte di Leautréamont, e della sua opera relativamnt più nota, i Canti di Maldoror - un'pera dalle tinte cupe e orrifiche, che rispecchiavano il lato oscuro e pessimistico di Gennaro, e l'intensità quasi insopportabile delle sue passioni.
Mi regalò una copia squinternata - della BUR - dei Canti, con una dedica augurale, che purtroppo non si avverò mai.
Di Baudelaire amava particolarmente Parfum exotique, e, come per la sua bella ardita e infedele, la fece amare anche a me.
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MessaggioOggetto: Re: III Elevation, from Les Fleurs du Mal, by Baudelaire   Oggi a 21:12

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