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 Le storie, le storielle ed il forum

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MessaggioOggetto: Le storie, le storielle ed il forum   Mar 28 Lug - 10:46

Una storia reale di oggi (SS 106 ionica Villapiana Lido, 27 luglio 2015)
Meno male che vengono i canadair … l’incendio, anche, fra qualche giorno, sarà bell’e domato. Peccato per la foresta del Monte Sparviere (1.713 m slm). Gli abitanti di Plataci, di San Lorenzo Bellizzi e di Alessandria del Carretto (parte cosentina del Massiccio del Pollino) saranno i primi a dispiacersi della perdita … loro vivono con il bosco, qui sono soliti fare le sagre di primavera e mobilitarsi per attirare la gente dei paesi viciniori. Loro saranno stati i primi a darsi da fare per circoscrivere le lingue di fuoco e proteggere greggi, stalle, case, pini, abeti, macchia mediterranea e fauna selvatica.
Meno male che vengono i canadair … possono “ammarare” a ridosso delle spiagge di Torre Cerchiara e di Sibari e gettare acqua a pochi minuti di volo.
Meno male che ci sono pure i Vigili del Fuoco, le Guardie Forestali ed il Servizio della Protezione Civile per le emergenze puntuali che si dovessero verificare. La zona, oggi, è più vasta del solito … ma i canadair domani continueranno la loro opera insieme ai Vigili del Fuoco, alle Guardie Forestali ed al Servizio della Protezione Civile.

Una storiella quasi reale, ieri (oggi, domani).
Il lavoro è precario ed i campi di investimento sono tanti ma molto rischiosi per la crisi socio-economica in atto; bisogna saper vedere e scegliere, senza rischiare il capitale. Il campo delle emergenze è quello migliore: le emergenze sono sempre attuali. Quale considerare? La "ricostruzione dei centri dopo un sisma" e la "salvaguardia idrogeologica" richiedono il verificarsi di eventi naturali e non si può aspettare per molto tempo. Ci sono, però, gli incendi nei boschi: le temperature in estate, subiscono innalzamenti inconsueti e gli incendi per auto-combustione sono più probabili … le popolazioni ringrazierebbero … Investire in una flotta di canadair non sarebbe una cattiva idea, con tutto ciò che succede in Calabria, in Sardegna, in Liguria, in Grecia. Non si deve aspettare tanto … in queste regioni. Il servizio, poi, è privatizzato, a garanzia di una sua migliore esecuzione … per chi ha soldi da investire. E, poi, bisogna aspettare ancora tanto prima che ci sia una politica di prevenzione e di cura del patrimonio boschivo per non avere più incendi nei boschi, nel frattempo gli interventi di spegnimento si rendono sempre più necessari.
Ci si attrezza, allora, per fornire un servizio antincendio e si mettono in preventivo le relative spese.
Ma “La prevenzione è sempre meglio dell’emergenza”, concordano, sempre e con soddisfazione, il Ministro della P.C., i presidenti di Regione, quelli delle Province, i sindaci, i cittadini e il titolare della flotta dei canadair. Così, alla scadenza dell’appalto, il servizio antincendio (di emergenza) non avrebbe motivo di finanziarsi e l’imprenditore dovrebbe cambiare campo d’investimento. Guadagnare sulle disgrazie altrui, infatti, potrebbe ritenersi disgustoso, amorale … però i mezzi sono lì, bisognerebbe utilizzarli o metterli in vendita, forse svendere tutti i sacrifici di una vita … a meno che nel frattempo non si verifichino altri incendi sul Massiccio del Pollino, su tutta la Sila, sulle Serre calabresi, sull’Aspromonte, in Atene, ad Olimpia … le autocombustioni possono verificarsi in qualsiasi momento, ovunque … si dovrebbe solo aspettare … sentire … prepararsi e partire ad ali spiegate. 
Si potrebbe, comunque, intraprendere un’altra attività; in fin dei conti, le privatizzazioni dei servizi per i cittadini sono sempre a portata di mano e se non va bene questo c’è sempre quello per lo smaltimento dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali o, quello più pulito, della distribuzione dell’acqua potabile o, addirittura, dell’istruzione … Non c’è da disperarsi, c’è solo da mettersi all’opera ... gli aiutini non mancheranno certamente!

Il forum (?) … il forum permette di estendere ad altri la conoscenza delle storie e delle storielle reali o quasi che si verificano in Italia, specialmente in estate.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mar 28 Lug - 16:11

Una volta che l'utilità di un servizio sia conclamato, occorre che venga garantito, se quello è l'intento della gente. In genere taluni servizi non possono essere svolti in regime di concorrenza, così, affidarli ai privati può risultare oneroso. Lo vediamo per luce, gas, telefono, ferrovie, quanto sia impossibile creare un mercato competitivo, e a mala pena ci si riesce se allo stato vanno le reti, ed ai privati il servizio di erogazione del Gas, della luce, eccetera. Dico a mala pena, perché un conto è acquistare ad una Borsa Servizi, quantità di gas, di elettricità, di acqua, a prezzi di mercato, altro è continuare a modificare contratti che hanno per limite proprio il contatore che misura i consumi.

Per farla breve:
- su alcuni elementi, come aria ed acqua, il pubblico non deve cedere neppure di un centimetro
- le reti devono essere pubbliche
- bene la concorrenza e la partecipazione dei privati, nell'erogazione dei servizi, ma se i privati non ci sono, né per i treni dei pendolari, né per i canadair che devono spegnere gli incendi, allora quel compito deve spettare allo stato, e i cittadini per questo pagano o i servizi o le tasse, o entrambe le cose.

Il forum? serve anche per far sapere come la penso e cosa farei al posto di qualcuno.

Einrix
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mar 28 Lug - 17:27

Caro Einrix, credo che tu non abbia colto il sarcasmo con il quale Iafran ci ha raccontato la sua storiella.
Il servizio di Canadair in quella parte di Calabria pare che sia già privato e che, mentre a parole si blatera di prevenzione, la verità è che gli incendi vengono molto a fagiuolo per valorizzare l’investimento del privato.
Non si può accusare nessuno senza prove, fatto è che molti di quegli incendi sono dolosi, che l’autocombustione è una leggenda metropolitana, e che si assiste ad una devastazione forestale senza colpo ferire, anzi strumentalizzandola ai propri fini.
Non solo i canadair privati, ma anche l’assunzione di un numero abnorme di guardie forestali, anch’essi dipendenti dall’emergenza incendi.
In questo caso, bruciare il  ramo su cui si sta seduti, pare che renda.
Sono decenni che in Italia si attuano solo investimenti con appaltante lo stato, che eroga fondi pubblici a soggetti dubbi, tanto che la percentuale del PIL derivante dal pubblico ha una grandezza  abnorme rispetto al PIL prodotto senza pagamenti del pubblico.
Questo significa una economia asfittica e corporativa.
Ci stiamo mangiando la bellezza, in Calabria come in Campania, come in Liguria, come a Roma, per favorire gli intrallazzi politico-mafiosi.
Quanto può essere ridicola e surreale una Authority Antitrust in un paese dominato dalla corruzione e dalla criminalità organizzata? La libera concorrenza e, quindi, un armonico sviluppo economico, ha abbandonato questo paese da decenni, come succede in Grecia con i suoi intoccabili oligarchi.
Non ho ancora visto un provvedimento di Renzi e della troika per il ripristino della libera concorrenza e gli  aiuti alle piccole imprese, anzi.
Ormai, il pubblico si adopera per stroncare la libera iniziativa e dispone normative strangolatorie per interi settori. Cosa sono i regolamenti comunitari sull’utilizzo del latte in polvere e a lunga conservazione se non un smaccato aiuto ai produttori nordici, a scapito delle piccole produzioni nazionali di latte fresco?
Ne ha parlato Stiglitz, esaminando le misure imposte alla  Grecia, tutte misure misteriosamente prive di qualsiasi impatto su una crescita reale  e duratura, ma che possono essere utili come cavallo di Troia per imporle una crescita eterodiretta,  a misura di interessi esterni.
Stiamo normando la concorrenza sleale, e nessuno protesta. Neanche fossimo destinatari di imposizioni come gli sconfitti di una guerra.
O forse lo siamo.
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mer 29 Lug - 8:25

Lara ha scritto:
Caro Einrix, credo che tu non abbia colto il sarcasmo con il quale Iafran ci ha raccontato la sua storiella.
Il servizio di Canadair in quella parte di Calabria pare che sia già privato e che, mentre a parole si blatera di prevenzione, la verità è che gli incendi vengono molto a fagiuolo per valorizzare l’investimento del privato.
Non si può accusare nessuno senza prove, fatto è che molti di quegli incendi sono dolosi, che l’autocombustione è una leggenda metropolitana, e che si assiste ad una devastazione forestale senza colpo ferire, anzi strumentalizzandola ai propri fini.
Non solo i canadair privati, ma anche l’assunzione di un numero abnorme di guardie forestali, anch’essi dipendenti dall’emergenza incendi.
In questo caso, bruciare il  ramo su cui si sta seduti, pare che renda.
Sono decenni che in Italia si attuano solo investimenti con appaltante lo stato, che eroga fondi pubblici a soggetti dubbi, tanto che la percentuale del PIL derivante dal pubblico ha una grandezza  abnorme rispetto al PIL prodotto senza pagamenti del pubblico.
Questo significa una economia asfittica e corporativa.
Ci stiamo mangiando la bellezza, in Calabria come in Campania, come in Liguria, come a Roma, per favorire gli intrallazzi politico-mafiosi.
Quanto può essere ridicola e surreale una Authority Antitrust in un paese dominato dalla corruzione e dalla criminalità organizzata? 

Hai colto nel segno. Se non si debellano le associazioni mafiose e non si guarisce dal cancro della corruzione saremo sempre in una politica emergenziale.   
Propongo un articolo che parla di un’altra storia italiana:  http://www.acrinrete.info/News.asp?id=8112 
 
A proposito dell’autostrada Salerno - Reggio Calabria di Michele Spezzano
 
Il can-can di stampa e TV per la riapertura del viadotto Italia della SA-RC, con l’intervento di Ministri, Sottosegretari, Deputati e Presidenti vari, mi ha fatto venire in mente il “bonus” ai pensionati, che verrà elargito nel mese di agosto, contrabbandando come una sorta di regalo la semplice restituzione di una minima parte degli importi dovuti in seguito alla nota sentenza della Corte Costituzionale: in entrambi i casi, mi pare di poter dire che si tenta di rendere festoso un grave insuccesso, per non dire un fatto vergognoso assai. 
Con l’occasione, consentitemi di togliermi un macigno che da troppo tempo mi porto nella scarpa.
Credo fermamente che la scelta di dare corso ai lavori di ammodernamento della Salerno - Reggio Calabria, in particolare al  tratto compreso tra Sala Consilina e Reggio Calabria, sia stata una vera iattura per la Calabria e per tutti gli Italiani: la Calabria è tornata a soffrire di isolamento, perchè da quando sono iniziati i lavori ogni viaggio è diventato un'impresa; gli Italiani hanno dovuto e ancora devono, invece, sopportare i costi immani di un'opera – a mio modesto avviso - assurda, lampante esempio di come possa sperperarsi il denaro pubblico.
Già quando negli anni sessanta l'autostrada SA-RC venne realizzata, la scelta di valicare l'Appennino Calabro-Lucano, raggiungendo la considerevole quota di m. 1.015 s.l.m. del valico di Campotenese, incontrò vasto dissenso tra i più, e trovò, tuttavia, una qualche giustificazione politico-sociale nella necessità di fornire una opportunità di sviluppo ai territori interni (…). Ebbene, evitata in tal modo la penalizzazione delle aree interne e favorita adeguatamente la città di Cosenza … la scelta di ammodernamento del tracciato, successivamente effettuata, rimane priva di senso e di giustificazione.
Se è vero che la Salerno - Reggio Calabria non presentava più le caratteristiche necessarie per essere catalogata “autostrada”, sarebbe bastato un semplice provvedimento di declassificazione  per risolvere il problema; al costo di un foglio di carta e di qualche fotocopia, avremmo pur sempre potuto percorrere una strada a scorrimento veloce, dotata di doppie corsie e di spartitraffico centrale, abbisognevole semplicemente della ordinaria manutenzione, a cui tutte le strade avrebbero diritto, più che sufficiente per sopportare lo scarso traffico di veicoli che abitualmente ospita, Si preferì, invece, organizzare una sorta di mobilitazione generale, portata avanti per anni da tutte le forze politiche e sociali, supportata acriticamente, come non mai, da stampa e TV, per riuscire a portare a casa i finanziamenti senza limite necessari a rammodernare l’autostrada esistente, caratterizzata dalla presenza di centinaia di viadotti e gallerie, da innumerevoli cavalcavia e soprattutto realizzata in alcuni tratti su terreni instabili, come tali soggetti a frane e smottamenti.
A proposito di frane, … “una domanda nasce spontanea”: possibile che un tratto autostradale della lunghezza di qualche centinaio di metri, sito nei pressi di Lagonegro, non vide mai la luce, nel senso che vi è sempre stata una interruzione … mentre ora, improvvisamente, sia stato sufficiente traslare di qualche decina di metri il vecchio percorso per aggirare ogni difficoltà ed ostacolo? Non lo si sarebbe potuto fare prima, nei trascorsi quaranta anni,?
Nessuno, purtroppo, ha avuto sentore che sarebbe stato molto meglio costruirla ex novo una autostrada, sopportando la metà dei costi necessari all’ammodernamento della vecchia, e magari lungo la fascia ionica, in modo da avere anche una alternativa alla famigerata SS 106, sulla quale pure si stanno buttando soldi da una ventina di anni, con scarsi risultati - del resto da una nazione fondata sullo sperpero del pubblico denaro, che non si spende se non si sperpera, non potevamo pretendere che volesse prendere addirittura due piccioni con una sola fava -.
Una unica piccola soddisfazione l’ho avuta soltanto nel dicembre 2013, quando lo stesso Pietro Ciucci, Presidente nell’ANAS recentemente dimissionato, in una fugace intervista ebbe a dichiarare che la scelta dell’ammodernamento del tracciato esistente, alla quale egli era estraneo, aveva comportato una ingente lievitazione dei costi e dei tempi di esecuzione dei lavori.
Ebbene, con i soldi dell’ammodernamento del tracciato esistente, di nuove autostrade avremmo potuto benissimo realizzarne due o tre, stante gli esorbitanti costi di esecuzione dei lavori, dovuti alle particolari caratteristiche orografiche ed altimetriche del tracciato, alle ingenti spese di demolizione delle vecchie opere, oltre che alla necessità di organizzare i lavori salvaguardando in qualche modo anche la circolazione. Per non parlare poi dei costi sociali ed economici che da venti anni il nostro Bel Paese … sta sopportando, per l’isolamento nel quale sono ripiombate la Calabria e la Sicilia a causa delle innumerevoli e interminabili interruzioni che i lavori di ammodernamento dell’autostrada comportano (… quando vengono imposti percorsi alternativi lungo vecchie strade statali e provinciali, si verificano quotidianamente rallentamenti e code … interminabili nei giorni di esodo…).
Mi viene in mente la pubblicità di una nota compagnia di trasporto marittimo in cui il bambino non vuole andare in vacanza in Calabria per evitare di percorrere la SA-RC e la mamma lo tranquillizza dicendogli che da Napoli, o forse Salerno, avrebbero preso il traghetto ed aggirato l’ostacolo. ...
Anch’io … potrei dire che sto scrivendo ancora sotto l’effetto del crollo, con perdita della vita umana di un giovane romeno, di una delle campate del viadotto Italia (che … certamente sarà una ardua, lunga e costosa impresa rifare), che fino all’altro ieri ci ha costretto ad un lungo e tortuoso percorso alternativo locale, imponendo  addirittura agli autotrasportatori l’attraversamento su viabilità ordinaria di un paio di province calabro-lucane, una specie di tappone dolomitico del Giro d’Italia.
In termini di spesa, per l’infausto intervento sulla SA-RC, credo siano stati spesi finora circa sedici miliardi di Euro (… trentaduemila miliardi di vecchie Lire, cifra mozzafiato), dei quali la maggior parte proprio nel tratto di nostro interesse, con lo strabiliante risultato di poter ora disporre di corsie per il traffico leggermente più larghe delle precedenti, sempre con innevamento garantito nei mesi invernali, nonché di una modesta corsia di emergenza. Non è gran cosa - ed a mio avviso, il gioco non valeva la candela – ma ciò che taglia la testa al toro sulla inutilità dell’opera, o quantomeno sulla sua inefficacia, è il dover amaramente constatare che, anche in molti tratti in cui i lavori sono stati completati, sono immediatamente spuntati come funghi i segnali che impongono limiti di velocità ben inferiori ai canonici 130 Km/h autostradali e spesso inferiori anche ai limiti di velocità preesistenti ai lavori di ammodernamento.
Volutamente, per non dilungarmi oltremisura e perché questi sono già stati e continuano ad essere oggetto di continue attenzioni, ho omesso di parlare degli aspetti criminalistici insiti nell’argomento. …
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mer 29 Lug - 10:21

Lara scrive: "Il servizio di Canadair in quella parte di Calabria pare che sia già privato e che, mentre a parole si blatera di prevenzione, la verità è che gli incendi vengono molto a fagiuolo per valorizzare l’investimento del privato".


Vedo positivo il fatto che dei privati investano in aerei antincendio, considerato che di tali aerei ne possegga anche lo stato, e quindi la convenienza ad usare quelli propri o quelli del privato è presto fatta. Inoltre, con l'investimento del privato, si allargano le possibilità di avere mezzi utili, pure nelle ristrettezze del bilancio statale. La Calabria è vicino ad altre regioni, all'Albania, alla Grecia, così che in caso di bisogno, il privato può intervenire, se richiesto, anche in quelle zone.
Mi è indifferente la puzza di zolfo che ci si vuole vedere, legando in tal modo quegli imprenditori al crimine organizzato, credo in modo troppo superficiale. E sarebbe quella la parte ironiche che a me fa tutt'altro che ridere, perché è un irridere a difficoltà socio economiche di una vasta area del paese, che stenta a decollare per varie ragioni.
L'idea che gli incendi siano in gran parte dolosi e legati ad interessi di spegnimento e rimboschimento, non può essere l'idea che tutti gli incendi di boschi, o la maggior parte di essi sia di quella natura, neppure in Calabria. Eppure, certe idee arrivano nell'immaginario collettivo che così finiscono per essere antisociali, anti-stato.
Se ci sono incendi dolosi, in me scatta il desiderio della ricerca dei colpevoli, ed oggi ci sono con le telecamere di sorveglianza sulla terra e sui satelliti, tanto da controllare sul nascere gli incendi, e chi viene e chi va da certe contrade boschive. Non mi lascio prendere dal discredito per una o più regioni, per quelle popolazioni e per lo stato.
Ovviamente ciò accade perché non siamo tutti uguali, per discendenza, animo e formazione.


Iafran, da Napoli a Palermo, conviene prendere il traghetto, che costa molto meno di un lungo viaggio in autostrada.  Ho fatto un paio di volte la Salerno, ed una volta sono sceso sino a Capo vaticano. E' un'autostrada lunga, monotona, in un ambiente montuoso, che stanca, specie se uno viene da più lontano. Anche quella è diventata una fiaba metropolitana! La pubblicità di quella Compagnia buca, perché quella è "La Gente". Per aver viaggiato trent'anni da Bergamo a Milano, tutti i giorni, ti posso garantire che ho visto trent'anni di lavori in corso per triplicare e quadruplicare le corsie. Nessuno che ci abbia fatto caso. Spesso leggo l'eco della comunicazione che religiosamente fa doxa. Preferirei inchieste giornalistiche che andassero alla radice dei problemi, e invece assisto alla fiera dei tabloid che riempie la pancia di gente bulimica di notizie insaporite con i bassi istinti. Anche per i giornalisti vale ciò che vale per gli ispettori: tutti sono ispettori, ma pochi sono gli Sherlock Holmes!
Buona giornata a tutti
einrix
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mer 29 Lug - 11:05

un frammento di Michele Spezzano:... mi ha fatto venire in mente il “bonus” ai pensionati, che verrà elargito nel mese di agosto, contrabbandando come una sorta di regalo la semplice restituzione di una minima parte degli importi dovuti in seguito alla nota sentenza della Corte Costituzionale: in entrambi i casi, mi pare di poter dire che si tenta di rendere festoso un grave insuccesso, per non dire un fatto vergognoso assa ".

Ma che cavolo scrive questo giornalista da strapazzo! Un governo, qualunque sia, in democrazia ha la delega del Parlamento che a sua volta ha la delega del popolo. Se decide un provvedimento sulle pensioni, ha il diritto di farlo, e se la Consulta modifica quel provvedimento di legge, Essa pure ha il dovere della sorveglianza, e bene fa a farla, a nostra tutela e garanzia. Se oggi il governo, con un decreto, in ottemperanza con quella sentenza della Corte Costituzionale restituisce qualcosa, lo fa nel rispetto della legge e nella interezza dei suoi doveri e della sua responsabilità. Dia le notizie e tenga per se i suoi stupidi e propagandistici commenti - sempre che sia un giornalista e non invece, un capo partito con i suoi interessi.

Ecco una ragione per scrivere in un forum: rispondere a chi fingendo di fare informazione fa invece propaganda prezzolata. Da un giornalista mi aspetto qualche cosa di più e di diverso.
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mer 29 Lug - 12:28

einrix ha scritto:
un frammento di Michele Spezzano:... mi ha fatto venire in mente il “bonus” ai pensionati, che verrà elargito nel mese di agosto, contrabbandando come una sorta di regalo la semplice restituzione di una minima parte degli importi dovuti in seguito alla nota sentenza della Corte Costituzionale: in entrambi i casi, mi pare di poter dire che si tenta di rendere festoso un grave insuccesso, per non dire un fatto vergognoso assa ".

Ma che cavolo scrive questo giornalista da strapazzo! Un governo, qualunque sia, in democrazia ha la delega del Parlamento che a sua volta ha la delega del popolo. Se decide un provvedimento sulle pensioni, ha il diritto di farlo, e se la Consulta modifica quel provvedimento di legge, Essa pure ha il dovere della sorveglianza, e bene fa a farla, a nostra tutela e garanzia. 

Ho proposto un pensiero di un cittadino qualsiasi scritto su un giornale on-line, che raccoglie le opinioni di tutti. Mi sembra che questo giornale on-line faccia un bel servizio alla democrazia.
Forse si ha ragione ha perorare le vicende che si sono susseguite:
- il governo Monti dispone il blocco degli assegni previdenziali ai pensionati italiani (indicizzazione delle pensioni),
- i pensionati subiscono un danno economico (alcuni di più, altri di meno)
- la  Corte Costituzionale reputa incostituzionale il blocco dell’adeguamento all’inflazione delle pensioni lorde superiori a tre volte il minimo previsto dall’Inps (1.443 euro),
- il governo in carica cercherà di barcamenarsi fra ciò che la Corte Costituzionale ritiene incostituzionale e le necessità di far rientrare i conti pubblici (sui soliti noti, però).
Ma il pensionato o il cittadino deve stare a quello che i governanti decidono senza poter esprimere alcuna considerazione su come governano, sul tira e molla su decisioni che altri Organi reputano sbagliate? In fin dei conti ognuno di loro sarà, poi, chiamato ad approvare o a bocciare (con il voto, alle prossime elezioni) il comportamento dei suoi governanti. Se dovesse scrivere una sua opinione prima, avendone capacità e mezzi, commetterebbe un abuso?
Forse sì, per quelli che non vogliono rispondere del proprio operato ai governati (subalterni). Avrebbe, invece, pieno titolo se si rispettano i canoni della democrazia.
Questa vicenda mi fa ricordare il clima festaiolo, la soddisfazione e l’orgoglio nazionale dell’attuale premier quando si è rimorchiata la nave Concordia dall’Isola del Giglio e si sono ignorate la superficialità, l’incapacità e l’irresponsabilità del comandante della nave che avevano causato una disgrazia, che nessuno pensava potesse accadere.
Io mi sarei sentito a disagio ad esaltare le capacità dell’Italia di fronte al mondo intero … se fossi stato un politico italiano. Il boy scout fiorentino, invece, vive solo per gli allori ...
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mer 29 Lug - 16:20

einrix ha scritto:
Lara scrive: "Il servizio di Canadair in quella parte di Calabria pare che sia già privato e che, mentre a parole si blatera di prevenzione, la verità è che gli incendi vengono molto a fagiuolo per valorizzare l’investimento del privato".

Vedo positivo il fatto che dei privati investano in aerei antincendio, considerato che di tali aerei ne possegga anche lo stato, e quindi la convenienza ad usare quelli propri o quelli del privato è presto fatta. Inoltre, con l'investimento del privato, si allargano le possibilità di avere mezzi utili, pure nelle ristrettezze del bilancio statale. La Calabria è vicino ad altre regioni, all'Albania, alla Grecia, così che in caso di bisogno, il privato può intervenire, se richiesto, anche in quelle zone.
Mi è indifferente la puzza di zolfo che ci si vuole vedere, legando in tal modo quegli imprenditori al crimine organizzato, credo in modo troppo superficiale. E sarebbe quella la parte ironiche che a me fa tutt'altro che ridere, perché è un irridere a difficoltà socio economiche di una vasta area del paese, che stenta a decollare per varie ragioni.
L'idea che gli incendi siano in gran parte dolosi e legati ad interessi di spegnimento e rimboschimento, non può essere l'idea che tutti gli incendi di boschi, o la maggior parte di essi sia di quella natura, neppure in Calabria. Eppure, certe idee arrivano nell'immaginario collettivo che così finiscono per essere antisociali, anti-stato.
Se ci sono incendi dolosi, in me scatta il desiderio della ricerca dei colpevoli, ed oggi ci sono con le telecamere di sorveglianza sulla terra e sui satelliti, tanto da controllare sul nascere gli incendi, e chi viene e chi va da certe contrade boschive. Non mi lascio prendere dal discredito per una o più regioni, per quelle popolazioni e per lo stato.

(Da Marina di Sibari, vedo ancora fumo sulle pendici del Monte Sparviere. Gli ulivi bruciano fino alle radici e le ceppaie resinose dei pini hanno bisogno di essere sotterrate per spegnersi: per queste due essenze legnose l’acqua dei canadair serve a poco)
 
Gli incendi dolosi … come “immaginario collettivo”?  
“Il desiderio della ricerca dei colpevoli” in mezzo ad una giungla … di lestofanti?
Scommetto che si mette pure in dubbio la presenza di condannati per associazione mafiosa nelle Aule parlamentari … e che il debito pubblico lo fanno le pensioni egli scontrini omessi del barista di un paese di montagna. Ci vogliamo dimenticare di tutte gli scandali che succedono in Italia e degli arresti chiesti e non approvati dagli onorevoli e dai senatori? (L'ultimissima perla dei nostri parlamentari
 
 http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/29/azzollini-il-senato-salva-lesponente-di-ncd-respinto-la-richiesta-di-arresto/1916261/
Antonio Azzollini, Senato salva esponente Ncd: respinta la richiesta di arresto

No, non ci siamo proprio, einrix. Io stesso ho spento un fuoco quest’anno, un altro l’anno scorso ed un terzo 7-8 anni fa sempre verso le due di notte, sui bordi delle strade che mi conducevano a casa. Il terzo era stato appena acceso, ma chi si trovava nell’auto da me incrociata, aveva già acceso un altro fuoco 2-3 km prima,  che, per l’intervento degli abitanti, era stato spento senza interessare altri  pini oltre a quello andato a fuoco.
Una sera percorrendo la strada da Lametia Terme (Mar Tirreno) a Soverato (Mar Jonio) ho visto accendersi una decina di fuochi sul versante alla mia sinistra (Sila catanzarese) e l’indomani ho letto dell’incendio di vaste proporzioni nella zona.
Non riporto la voce che circola sui metodi usati per appiccare contemporaneamente tanti fuochi ad una certa distanza, per non alterare il tuo umore.   
Allora, "la delinquenza non esiste", "la corruzione altrettanto", "le organizzazioni mafiose sono inventate" … viviamo in un mondo di corrotti e di ladri e crediamo alla favole degli "incendi per autocombustione"?
La raccolta dei rifiuti solidi urbani e di quelli speciali, allora, dovrebbero venire fatte regolarmente? Dove si smaltirebbero, chi controllerebbe la quantità raccolta e quella smaltita? Inoltre, sui depuratori dati ai privati chi è deputato alla sorveglianza 24/24 ed al controllo delle analisi delle acque depurate?
Nessuno viene sfiorato dall’idea che le somme pattuite per il servizio potrebbero riservare guadagni al 80-90% per i privati appaltatori? (Il bello è che i cosiddetti “politici” lo sanno bene e … si “adattano” se non “progettano” del tutto).
Noi lo deduciamo dalla (im)purezza delle acque dei nostri mari …  e da quello che si scopre, a posteriori, sul conto dei nostri rappresentanti istituzionali (locali, regionali, nazionali).
La mafia, la ndrangheta e la camorra se non trovavano terreno fertile forse morivano dove erano nate … invece … sono arrivate nei posti più impensabili!
L’antistato, poi, lo farebbero i cittadini, non coloro che si servono dello Stato!!!
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mer 29 Lug - 16:24

iafran, sono uno di quei pensionati che secondo qualcuno avrebbe "subito" il blocco degli assegni previdenziali, ma che di fatto non sento d'aver subito affatto. Il blocco è stata una scelta di un governo che ha fatto di tutto per potermi conservare il potere di acquisto, evitando la bancarotta al paese berlusconizzato, e quei soldi che non li ha sottratti a chi ha pensioni più basse della mia. Tanto di cappello!

Nulla da dire sulla sentenza della Corte Costituzionale. Spetta a lei l'interpretazione delle leggi che fa il Parlamento, ma un conto è tenere "la barra" della Legge, ed un altro è tenere la barra del Paese, così che il governo, nell'adeguarsi a quella sentenza, lo ha fatto con un altro decreto che a me personalmente non restituirà neppure un euro e ad altri, progressivamente da qualche cosa. Spero che questa volta la Consulta non venga nuovamente coinvolta da ricorrenti egoisti, che vogliono dare di più a chi ha di più e meno a chi ha di meno. Il governo, per motivi analoghi, ha trovato delle difficoltà nel mettere un tetto agli stipendi alti del pubblico impiego.

Sapevo già da prima d'andare in pensione (2000) che il mio potere d'acquisto sarebbe stato falcidiato dall'inflazione o dal costo della vita, ma non sapevo che solo con il passaggio all'Euro dalla lira, i commercianti, gli artigiani, i liberi professionisti che in quel momento avevano la capacità di difendere il loro reddito, mi avrebbero derubato quasi della metà del bottino. I commercianti, gli artigiani, i professionisti e quelli che le tasse non le pagano, non il Parlamento o il Governo Monti, con quel sano provvedimento.

Ecco, iafran, questa è l'altra campana.

Su la Concordia, che dire: "piove governo ladro?". Non è il miglior spaccato di una società civile che non è all'altezza delle aspettative? In quell'avvenimento ci furono anche persone capaci che intervennero per salvare i naufraghi, ma nel complesso molto si dimostrò di quel pressapochismo, che ritroviamo tutti i giorni frequentando la gente del nostro paese.
Renzi va più forte di Bersani perché è la gente che assomiglia più a Renzi, per non parlare di quella che neppure oggi si vergogna di aver votato per Berlusconi, o per Grillo. Il mio miglior compromesso è ancora intorno a Bersani, che di sicuro, con qualche lenzuolata avrebbe fatto più riforme di quelle che menano vanto di fare persone che non sanno neppure cosa stiano facendo loro stessi.

Un saluto
enrico.
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mer 29 Lug - 16:37

Einrix, ho inserito un altro post in contemporanea al tuo. Se sei d'accordo inviterei l'Admin a spostare tutto il thread dove lo ritenga più opportuno (io proporrei in "La storia siamo noi")
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mer 29 Lug - 16:43

iafran scrive: "No, non ci siamo proprio, einrix. Io stesso ho spento un fuoco quest’anno, un altro l’anno scorso ed un terzo 7-8 anni fa sempre verso le due di notte, sui bordi delle strade che mi conducevano a casa. Il terzo era stato appena acceso, ma chi si trovava nell’auto da me incrociata, aveva già acceso un altro fuoco 2-3 km prima,  che, per l’intervento degli abitanti, era stato spento senza interessare altri  pini oltre a quello andato a fuoco".

Se è così facile accendere incendi senza che nessuno si periti di accertarne le responsabilità... bastava una telecamera, su quella via, quella notte, per vedere chi stava passando, se tu mi dici di un'auto da te incrociata...
Se tutti se ne fregano e poi si lamentano come chiocce, sarà sempre così. Avresti dovuto inseguire quella macchina, se eri sicura del fatto che denunci. E avresti dovuto fare una chiamata alla polizia per bloccare quei fuggitivi. I delinquenti ci sono perché ci pieghiamo alle loro prepotenze o ci facciamo i fatti nostri, salvo prendercela col governo che non ci difende. Troppo comodo. 

Tempo fa (ormai sono passati venti anni) qualcuno a provato a rubare in casa mia (nel garage), l'ho bloccato, ho chiamato la polizia che lo ha arrestato, sono stato al suo processo dove ha preso tre mesi di carcere. Qualcuno mi ha detto che ho corso dei rischi. Senza rischi si è schiavi della paura e delle prepotenze degli altri, ed io sono e voglio restare un uomo libero che non scarica sugli altri le proprie responsabilità.


ps

per le variazioni che chiedi, a me va bene tutto,
ciao
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mer 29 Lug - 17:21

einrix ha scritto:
iafran scrive: "No, non ci siamo proprio, einrix. Io stesso ho spento un fuoco quest’anno, un altro l’anno scorso ed un terzo 7-8 anni fa sempre verso le due di notte, sui bordi delle strade che mi conducevano a casa. Il terzo era stato appena acceso, ma chi si trovava nell’auto da me incrociata, aveva già acceso un altro fuoco 2-3 km prima,  che, per l’intervento degli abitanti, era stato spento senza interessare altri  pini oltre a quello andato a fuoco".

Se è così facile accendere incendi senza che nessuno si periti di accertarne le responsabilità... bastava una telecamera, su quella via, quella notte, per vedere chi stava passando, se tu mi dici di un'auto da te incrociata...
Se tutti se ne fregano e poi si lamentano come chiocce, sarà sempre così. Avresti dovuto inseguire quella macchina, se eri sicura del fatto che denunci. E avresti dovuto fare una chiamata alla polizia per bloccare quei fuggitivi. I delinquenti ci sono perché ci pieghiamo alle loro prepotenze o ci facciamo i fatti nostri, salvo prendercela col governo che non ci difende. Troppo comodo. 

La zona einrix è di alta collina, sulla Sila (lato Sibari), con un bel bosco di giovani querce la cui strada principale viene percorsa solo dai locali, rari a notte fonda (qui 13 anni fa ho raccolto uno cagnolino yorshire abbandonato ed è stato con me fino a due  anni fa). Non è pensabile dotarla di telecamera, a meno che non ci sia una volontà politica; d’altra parte gli incendi si verificano con frequenza negli stessi posti. Comunque, sono stato abbagliato dai fari di un auto e, poi, dopo una curva ho visto un focherello, appena acceso, alla mia sinistra e mi sono affrettato a spegnerlo con le mani; non ho proprio pensato ad inseguire l’auto perché nel frattempo poteva aver preso qualsiasi direzione, visto che era imminente un bivio stradale. Le segnalazioni io le ho sempre fatte ai Vigili del Fuoco e quasi sempre il loro intervento è stato efficace, altre volte hanno badato a fornire protezione alle case più minacciate. Non so cosa avrebbe sortito una telefonata alle due di notte a qualsiasi forza dell’ordine.  
Adesso ti comunico che sento il rombo di un canadair sulla mia testa.
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mer 29 Lug - 19:42

einrix ha scritto:


Ovviamente ciò accade perché non siamo tutti uguali, per discendenza, animo e formazione.


E’ vero. C’è chi è filo-governativo a prescindere, chi considera ogni critica una calunnia, chi si erge a fustigatore dei  disfattisti,  persino mentre  del Titanic si vedono ormai soltanto le gloriose ciminiere.
Del resto, non basta riuscire a dirigere le  cose secondo i propri interessi, bisogna anche convincere la gente che quegli interessi sono legittimi ed anche positivi per tutti, così almeno si fa ammuìna e si guadagna il tempo necessario per sfruttare al meglio ogni situazione.
La comunicazione di massa ha questo di utile: che la quantità batte la qualità, e tutto diventa  opinabile.
In passato, i grandi feudatari facevano conto sulla religione per convincere i sudditi che i loro diritti fossero inalienabili prerogative di casta, inseriti nel perfetto ordine della natura.
Oggi, che la religione si è così screditata come instrumentum regni, rimangono i breviari politico-giornalistici ,  i dibattiti televisivi e quelli sul web sconfinato.
Discorsi quieti e ragionevoli come il tuo riconoscono la complessità dei problemi, perbacco.
Delineano anche corrette ed auspicabili soluzioni che fronteggino emergenze e messa a regime di procedure di intervento. Quante corrette analisi abbiamo letto sui meccanismi democratici, su quelli economici e su quelli culturali!
Peccato, che le stesse ricette, in mano a chi pensa solo a come sottrarre la marmellata, finiscano col confezionare solo pasti indigesti.
In questo paese, specie in alcune zone, la mafia non è un invenzione giornalistica. Il fatto che si sia finito col conviverci  significa solo che la mafia fa ormai parte del sistema e, volenti o nolenti,  bisogna adattarsi al tipo di “sviluppo” che essa consente, senza porsi troppi interrogativi di opportunità, come sosteneva il ministro Lunardi, preoccupato di costruire opere redditizie piuttosto che infrastrutture utili alla popolazione e veicolo di crescita.
L’ammuìna  autoassolutoria  di questa politica imbelle o collusa prevede che chi addita con costanza il marcio delle fondamenta sia identificato come il portatore di una fumosa isteria da complotto, un ribellista di professione, lo strabico dello scontento antistatale.
Mentre è vero il contrario. Perché chi  non si rassegna a vedere lo stato al servizio dei forti, loro alleato nel reprimere diritti e costruire privilegi, ha un concetto dello stato elevatissimo, il fulcro del contratto sociale per cui si pagano le tasse e si accettano le sentenze della magistratura.
La certificazione anti-mafia è la prima cosa che un bravo mafioso si procura nel suo percorso di arraffatore di appalti, e quel ridicolo pezzo di carta, scaturito dalla ferrea volontà dei nostri politici di contrapporsi fieramente al malaffare, fa il paio con le norme annacquate sul conflitto di interessi e la corruzione.
Come  fa un cittadino a spegnere gli incendi e denunciare i piromani quando l’incendio è  il  core  business di un investimento criminale a cui la politica ha fornito il suo placet ?
Sono sicura che tutti quelli coinvolti  sono ampiamente dotati di certificazione anti-mafia, che la popolazione impiegata in quel business lo vede come unica occasione di reddito, e così, di distorsione in distorsione, lo sviluppo vero si allontana e la Calabria si imbruttisce.
Ottenere tutto questo sarebbe impossibile se non ci fossero state, un tempo, le intimidazioni assassine; oggi, le eccezioni dialettiche, i balletti sulle responsabilità, le accuse di disfattismo, come se certe considerazioni su quanto non si è fatto raggiungessero sempre la lunghissima coda di paglia di un governo alle prese con certificazioni e Autorità  anti-tutto.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mer 29 Lug - 21:08

Cara Lara, potrei risponderti così e non andrei molto lontano dal vero:

"La mafia è comoda per tanti. Non potrei conviverci, e per mia fortuna vivo in regioni in cui è improbabile venirne a contatto, specie se come me lavori in una grande società o sei pensionato. Fossi vissuto nelle regioni della criminalità organizzata, l'avrei combattuta, anche personalmente se vi fossi finito coinvolto. Non sarei stato capace di starne fuori, e mi sarei organizzato in modo militare, pur di non sottostare al pizzo e per rispondere alle minacce. Non è bello dirlo, ma come maschietto ho sempre avuto un forte amor proprio e prima di iniziare una scazzottata non ho mai guardato quanto l'avversario fosse più grosso. Per altro verso ho rispettato sempre la legge, quasi socraticamente, anche quella che non mi piace. Ci vuole impegno forte per distruggere bande armate, e se la polizia non basta, devono farlo i cittadini, con i mezzi materiali di cui dispongono, che non sono mai pochi, se si organizzano per una resa dei conti definitiva. Non siamo fatti tutti così, perciò succede che certe cose iniziate sin dai tempi di Pitagora, poi siano proseguite, nelle varie forme sino a noi. Sono in molti a credere che così vada bene lo stesso".

Capisco che la realtà è più dura, ed è per questo che la gente, in borghese o in divisa finisce nella rete e di fatto non può intervenire efficacemente.

Un saluto
Einrix
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Gio 30 Lug - 1:10

einrix ha scritto:
"La mafia è comoda per tanti. Non potrei conviverci, e per mia fortuna vivo in regioni in cui è improbabile venirne a contatto, specie se come me lavori in una grande società o sei pensionato. Fossi vissuto nelle regioni della criminalità organizzata, l'avrei combattuta, anche personalmente se vi fossi finito coinvolto. Non sarei stato capace di starne fuori, e mi sarei organizzato in modo militare, pur di non sottostare al pizzo e per rispondere alle minacce. Non è bello dirlo, ma come maschietto ho sempre avuto un forte amor proprio e prima di iniziare una scazzottata non ho mai guardato quanto l'avversario fosse più grosso. Per altro verso ho rispettato sempre la legge, quasi socraticamente, anche quella che non mi piace. Ci vuole impegno forte per distruggere bande armate, e se la polizia non basta, devono farlo i cittadini, con i mezzi materiali di cui dispongono, che non sono mai pochi, se si organizzano per una resa dei conti definitiva. Non siamo fatti tutti così, perciò succede che certe cose iniziate sin dai tempi di Pitagora, poi siano proseguite, nelle varie forme sino a noi. Sono in molti a credere che così vada bene lo stesso".

Capisco che la realtà è più dura, 

La realtà non è neanche una storia tipo quella di “O.K. Corral”. sarebbe stato facile individuare i prevaricatori e combatterli (come molti hanno fatto finora). Adesso è un sistema politico che ti condiziona, ti strozza … e non mancano le persone che si oppongono con ogni mezzo e che arrivano a denunciare i loro aguzzini ... senza ricavarne benefici o onori (forse, non ricavano nemmeno la solidarietà degli altri cittadini). Nemmeno lo Stato ti riconosce merito per quello che hai fatto e ti abbandona dopo averti usato … perché la manovalanza delinquenziale è una cosa e la mente è ben altra. Per accorgersene basta ascoltare, senza pregiudizi, le opinioni alternative. Se si criticano le scelte politiche del “governo delle larghe intese” non le si criticano per pura contraddizione. Finora tutto ciò che ha prodotto ha allargato senz’altro il solco fra governanti e cittadini, ma è andato ad annacquare quello che doveva esistere fra legalità ed illegalità, fra giustizia ed impunità.
Lo si dice in tutte le salse che il nostro è un parlamento di corrotti e di collusi e quello che è sotto i nostri occhi non dobbiamo rigettarlo con la scusa che "a questo governo non ci sia alternativa politica". Sono loro stessi ad affermarlo, per convincerci che la nostra è solo superficialità o stoltezza. Qui ci vorrebbe veramente una bella presa di posizione da parte di tutti, invece di bollare i pareri degli spiriti liberi come puro disfattismo o preconcetto “ribellismo”.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Gio 30 Lug - 15:06

Ragionamenti ipotetici!

La maniera più efficace per sradicare una mafia è quella di distruggere dal primo all'ultimo componente di quella organizzazione. E' vero che tutti sanno chi sono, pur mancando la prova provata, ma se si fa un salto indietro della storia e della civiltà e si torna ai primordi dello stato di natura, allora tutto diventa facile. Lo stato di natura e il bagno di sangue sono da mettersi su di un piatto della bilancia e sull'altro piatto può starci la mafia con le sue piccole convenienze, con le ammazzatine e gli incendi dei boschi per incrementare il proprio PIL.
E' questo il dilemma da cui noi siamo usciti con un contratto sociale, le leggi, ed un più elevato grado di civiltà. Una volta appurato ciò, perché preoccuparsi degli incendi dei boschi. Questi sono del tutto congeniali alle scelte che si sono fatte per un quieto vivere e in odore di una superiore civiltà. Indipendentemente da fatto che Lunardi lo dica esplicitamente, è intrinsecamente così già da un millennio.

Certo, nel mio immaginario, quasi come un fantasma, dopo l'incendio di un bosco do fuoco alla casa del mafioso con dentro tutti i suoi familiari. Dopo l'ammazzatina con la lupara, vado sempre nella casa del mafioso che ha fatto l'ammazzatina e la faccio saltare in aria, insieme ai suoi familiari (questo distruggere tutti diventa quasi un rovello a cui si è obbligati ad obbedire), con una cassa di tritolo. Per mia fortuna - e quella di tutti -  il mio immaginario-istinto è sempre sottomesso alla ragione, altrimenti la mafia potrebbe anche essere sconfitta, ma con essa scomparirebbe anche la civiltà.

Scendiamo di qualche ottava e domandiamoci: un governo, oggi, cosa può fare in una situazione simile? Se vuole rispettare tutti i diritti inalienabili dell'uomo e mantenere un certo livello di civiltà nel rapporto con i cittadini? Credo che non possa fare nulla di risolutivo nel senso di definitivo. Può mantenere un sufficiente grado di controllo del territorio cercando di rimuovere solo le cause più gravi, chiudendo tutti e due gli occhi su molti aspetti che anche inconsapevolmente ed in buona fede, sono affini alla mafia, specie nel giro delle amicizie e delle parentele. La grande opportunità di cambiamento è esclusivamente di tipo culturale, ma sapendo che essendo fenomeni antichi hanno serie ragioni per perpetrarsi nel tempo, senza contare che l'esoterismo da una percezione molto parziale della realtà che si sviluppa all'ombra dell'anonimato e dell'omertà.

Per concludere: piuttosto che risolvere i problemi tornando allo stato di natura, preferisco sopportare alcune limitate conseguenze di quei problemi in un clima di civiltà. Le scelte non sono mai semplici, ma una volta compiute non si può più tornare indietro.
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Ven 31 Lug - 1:53

Caro Einrix,
 
ho letto il tuo post diverse volte, perché pensavo di non aver letto bene.
Ci sono diversi passaggi che considero allucinanti. E un bergamasco che ragiona così si permette di fare la lezione ai meridionali con le lupare sotto casa e i mafiosi infiltrati nelle forze dell’ordine, nella politica e nella magistratura?
Dunque,  secondo te la vendetta privata è una pessima idea perché così si tornerebbe allo stato di natura.
Giusto. Peccato che ai meridionali si imputi sempre una scarsa reazione alla violenza di varia natura che subiscono quotidianamente.
Quindi, dovrebbe essere lo stato ad intervenire, in virtù  di quel contratto sociale che lo rende responsabile della sicurezza dei cittadini e che lo obbliga a perseguire i reati.
Ma no, esso deve chiudere tutti  e due gli occhi in molte circostanze per mantenere un certo livello di  civiltà nel rapporto con i cittadini?
Incendi e ammazzatine sono del tutto congeniali alle scelte che si sono fatte per un quieto vivere e in odore di una superiore civiltà. Indipendentemente da fatto che Lunardi lo dica esplicitamente, è intrinsecamente così già da un millennio.
Cioè, lo stato prende atto che c’è la mafia e, a parte qualche controllino sporadico nei casi più gravi, deve pur sapere  che, essendo fenomeni antichi hanno serie ragioni per perpetrarsi nel tempo?
Cito ancora testualmente l’Einrix Pensiero:
Per concludere: piuttosto che risolvere i problemi tornando allo stato di natura, preferisco sopportare alcune limitate conseguenze di quei problemi in un clima di civiltà.
 
Intanto, dovresti chiedere ai meridionali dei territori di mafia quanto sono limitate quelle conseguenze, visto che il loro sviluppo si è fermato all’Unità d’Italia, vivono ostaggi di delinquenti arroganti e di uno stato imbelle quando non complice, e devono pure sopportare le lezioncine sulla loro inadeguatezza antropologica a liberarsi della mafia.
Come se dei comuni cittadini potessero sostituire le forze dell’ordine che chiudono gli occhi, i legislatori che impediscono le indagini, i politici che garantiscono appalti, e tutto il resto dell’apparato che garantisce la sopravvivenza trionfante del fenomeno mafioso. Però, si parla solo dell’omertà del piccolo cittadino che sa bene che nessuno tutelerebbe il suo coraggio civile.
Altro che civiltà! Non capisco perché l’alternativa alla vendetta privata debba  essere uno stato miope e connivente. Perché questo stato non deve onorare il contratto sociale stipulato anche con i  cittadini del sud, che pagano le tasse e vorrebbero vivere in sicurezza e legalità?
Quando sento dire che con la mafia bisogna conviverci, salto sulla sedia, perché è la reiterazione di una condanna per tutti  coloro che di mafia sono morti.
Si può convivere con una piccola dose fisiologica di corruzione, di evasione fiscale, di criminalità organizzata, ma non nelle dosi pericolosamente patologiche del nostro  paese che, infatti, ne sta subendo tutti i  guasti letali dell’impoverimento materiale e culturale.
E questa non è materia meridionale, ormai è materia italiana. Persino a Bergamo farebbero bene a non pensare che basta pagare un pizzo e  tutto si risolve.
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Ven 31 Lug - 9:06

Lara ha scritto:
Intanto, dovresti chiedere ai meridionali dei territori di mafia quanto sono limitate quelle conseguenze, visto che il loro sviluppo si è fermato all’Unità d’Italia, vivono ostaggi di delinquenti arroganti e di uno stato imbelle quando non complice, e devono pure sopportare le lezioncine sulla loro inadeguatezza antropologica a liberarsi della mafia.
Come se dei comuni cittadini potessero sostituire le forze dell’ordine che chiudono gli occhi, i legislatori che impediscono le indagini, i politici che garantiscono appalti, e tutto il resto dell’apparato che garantisce la sopravvivenza trionfante del fenomeno mafioso. Però, si parla solo dell’omertà del piccolo cittadino che sa bene che nessuno tutelerebbe il suo coraggio civile.
Altro che civiltà! Non capisco perché l’alternativa alla vendetta privata debba  essere uno stato miope e connivente. Perché questo stato non deve onorare il contratto sociale stipulato anche con i  cittadini del sud, che pagano le tasse e vorrebbero vivere in sicurezza e legalità?
Quando sento dire che con la mafia bisogna conviverci, salto sulla sedia, perché è la reiterazione di una condanna per tutti  coloro che di mafia sono morti.

L’Unità d’Italia («Lo scopo è chiaro: imporre l’unità con la forza fisica, ove non bastasse la forza morale», Camillo Benso; "l'Italia è un carciofo che bisogna mangiare foglia per foglia”, il re galantuomo): ovvero, il travaso delle risorse economiche da tutte le regioni italiane verso una sola (Piemonte); ovvero la spoliazione dell’energia ai vinti; ovvero la favola del “lupo e dell’agnello” di Fedro, in edizione aggiornata.
Adesso, poi, bisogna “convivere con la mafia”! Chi ci deve convivere? Le regioni meridionali, naturalmente, quelle che l’hanno vista nascere (geograficamente, come se la corruzione i “piemontesini belli” non l’avessero praticata mai alla corte di Francia o nell’esercito napoletano); che queste, allora, convivano con la mafia, che si tengano i propri problemi; loro, i “sabaudi-lumbard-venexiani e simili” sono altri, diversi, loro badano a gestire i soldi ed i mezzi che hanno avuto in eredità dai loro padri che si sono fatti un c.. così a toglierli alle popolazioni “brutte, sporche e cattive” andando in giro, in certi posti, fino alla Trinacria: la mafia è di questi (che gli altri “i belli, puliti, eleganti e buoni” continuino ad utilizzarla sottobanco e "soprabanco" per fare, naturalmente, quello che sanno fare meglio: dissanguare sempre di più i deboli, i vinti, i cittadini italiani).
 
(un sunto veloce per chi vuole documentarsi meglio sui fatti che portarono alla cosiddetta Unità d'Italia, risorgimentale solo per i sabaudi:  http://www.italozamprotta.net/index.php?option=com_content&view=article&id=106&Itemid=122 )
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Ven 31 Lug - 15:27

Lara scrive: "Ci sono diversi passaggi che considero allucinanti. E un bergamasco che ragiona così si permette di fare la lezione ai meridionali con le lupare sotto casa e i mafiosi infiltrati nelle forze dell’ordine, nella politica e nella magistratura?"

Cara Lara, non sono bergamasco, per alcune ragioni: mia madre è pugliese, sono nato in Puglia ove sono rimasto fino all'età di tre anni, mio padre riminese, così ho vissuto a Rimini fino alla maggiore età, mia moglie è bergamasca nata a Sondrio da padre bergamasco nato a S. Paolo del Brasile (la famiglia è tornata in Italia nel 1903), ed infine, mio figlio, nato a Bergamo, ha sposato una giapponese nata a Yokoama. Se poi aggiungi che ho vissuto due anni in Sardegna, che vado due settimane in Sicilia da vent'anni, che sono stato diverse volte negli USA, in Giappone, una volta in Kenia, e in Mezza Europa più per lavoro che per vacanza, che una volta sono stato in Calabria ed ho girato per Serra San Bruno ed i suoi boschi, puoi capire perché stento a definirmi bergamasco, anche se adoro quella bellissima città ed ho stima per i suoi laboriosi abitanti.
E poi, non faccio alcuna lezione ai meridionali con le lupare sotto casa. E trovo ingiusto parlare di infiltrati nelle forze dell'ordine. Anche se qualche caso c'è, va considerato come l'eccezione che conferma la regola. Le forze dell'ordine pagano un contributo di sangue in quella lotta che sono chiamati a fare. La Puglia non è una regione praticata dalla mafia, salvo qualche zona rurale ionica. Eppure molti miei zii sono emigrati negli USA, dove ora si trovano le terze e quarte generazioni. Mio padre ha preferito tornare a Rimini, piuttosto che trovarsi una occupazione li, per diversi motivi legati all'etica di un ambiente che già allora si vedeva privo di vivacità e di sviluppo. Il meridione d'Italia se era il centro del Mondo al tempo della Magna Grecia, di Roma degli etruschi e di quella delle guerre puniche, va ai suoi margini quando l'Asia e l'Africa diventano regimi coloniali degradati dalle dominazioni e dalle guerre, ed in Inghilterra si ha la nascita dell'industria e lo sviluppo della manifattura. Storie! che sia stato il regno sabaudo a determinare l'impoverimento del sud e che ci fosse stata una rapina di risorse al tempo dell'unificazione del paese. Il sud era già allo stato di oggi, in rapporto al secolo, e non solo per colpa dei Borboni che comunque gli assicuravano un minimo di governo ed unità. La massa critica dello sviluppo c'è stato al nord, perché li hanno investito gli svizzeri, gli austriaci ed i tedeschi già dalla fine dell'ottocento. La Fiera del Levante di Bari poteva essere una finestra sul mondo ai tempi delle crociate, e successivamente in quello dell'espansione coloniale italiana in Albania, in Libia, nel Corno d'Africa, ma quando la visitai io, negli anni cinquanta, poco dopo la fine della II Guerra, era già un lume spento. La mafia non è la causa di tutto questo, è solo un di cui che ci sarebbe stato anche se il sud fosse sviluppato come è adesso sviluppato il nord, perché la mafia è qualche cosa di più di una occasionale associazione criminale, ma è un modo cooperativo di vivere infischiandosene delle leggi, avendo messo in campo anche l'omicidio ed il carcere, pur di affermare la propria presenza. La mafia c'è anche a New York, non solo nella valle del Belice, perché se sopravvive nei territori poveri, prospera nei territori ricchi.

Anche in questo lungo intervento ho solo tratteggiato alcuni spunti per una discussione. Spunti che vanno contro il sentire comune; perché c'è chi riflette su certi processi e chi invece riporta le voci. E non si creda che chi viva a contatto della mafia la possa necessariamente conoscere meglio. Chi non riflette razionalmente sulla realtà sino in fondo, i fenomeni che lo circondano gli appariranno solo in superficie, e attraverso le lenti della doxa che va in quel momento.

Un saluto
enrico
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Dom 2 Ago - 18:07

einrix ha scritto:
 Storie! che sia stato il regno sabaudo a determinare l'impoverimento del sud e che ci fosse stata una rapina di risorse al tempo dell'unificazione del paese. Il sud era già allo stato di oggi, in rapporto al secolo, e non solo per colpa dei Borboni che comunque gli assicuravano un minimo di governo ed unità. 

Quel che ha fatto il regno sabaudo alla popolazione meridionale ha fatto inorridire il resto d’Europa.
Qualsiasi cosa si possa dire sulle condizioni precarie degli abitanti meridionali sotto i borboni non è una scusante per quello che hanno fatto i nuovi regnanti che, oltre a sostituirsi ai vecchi nei metodi e nelle angherie, hanno fatto qualcosa di peggio, quello di uccidere la speranza per cambiamenti socio-politici radicali.
Ma, poi, quali sono stati i motivi che hanno spinto i sabaudi ad avanzare in tutta la penisola e a sovvertire gli altri Stati? Per “il grido di dolore” … di chi? Il grido di dolore che le truppe piemontesi procuravano agli abitanti di Pontelandolfo e Casalduni, ai familiari dei 650.000 vittime della lotta al brigantaggio e quelli dei prigionieri nei loro carceri-lager (Fenestrelle, S. Maurizio Canavese, Alessandria, nel forte di S. Benigno in Genova, Milano, Bergamo, Forte di Priamar presso Savona, Parma, Modena, Bologna, Ascoli Piceno ed altre località del Nord) non li sentivano più?
Una Nazione moderna non può fare a meno della partecipazione di tutti i suoi cittadini per costruire il suo futuro, ma come si può favorire la partecipazione dei singoli se non fa veramente  luce sul suo passato, se non si riconoscono i bluff, i tradimenti, gli inganni, gli errori e si continua a negare ogni dignità ai conquistati?
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Lun 3 Ago - 23:27

iafran scrive: "Una Nazione moderna non può fare a meno della partecipazione di tutti i suoi cittadini per costruire il suo futuro"
Come se la resistenza e la lotta partigiana l'avessero fatta tutti i cittadini. Come se il sindacato, all'inizio della sua dura lotta, non avesse dovuto sputare sangue per convincere gli operai a scioperare. Per non parlare dell'unità del paese, passata attraverso il tracollo di stati che stavano insieme con lo sputo e che appena scossi con un po di veemenza, sono andati in frantumi.

Va bene così, ma la gente non partecipa proprio a nulla, in genere subendo tutto, mafia compresa. E chiede sempre agli altri di togliergli le castagne dal fuoco. Anche adesso che deve solo andare a votare per scegliere i suoi rappresentanti, fa fatica, visto che la metà resta a casa. Per fortuna c'è una massa critica di gente (un'infima minoranza numerica, maggioranza reale) che è favorevole alla democrazia, perché altrimenti governerebbe chiunque. Dal che deduco, che nonostante quello che comunemente si pensi, una nazione moderna deve costruire il suo futuro anche se la maggioranza dei suoi cittadini se ne frega e pensa solo ai propri interessi.

Ad ogni modo, qualche notizia sulla millenaria lotta alla mafia la leggiamo qui.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/08/03/news/mafia_in_manette_i_fedelissimi_di_messina_denaro_scoperta_la_rete_di_comunicazione_del_superlatitante-120324993/?ref=HRER3-1#gallery-slider=120325425

Tutti che si danno pacche sulle spalle, ma la mafia è così radicata nell'anima delle famiglie mafiose, che durerà tanto quanto lo stato che le da la caccia. Così però la si tiene controllata e la si fa girare a basso regime, che non è poco, anche se non è tutto.
Buona notte.
Enrico
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mar 4 Ago - 17:07

einrix ha scritto:
iafran scrive: "Una Nazione moderna non può fare a meno della partecipazione di tutti i suoi cittadini per costruire il suo futuro"
Come se la resistenza e la lotta partigiana l'avessero fatta tutti i cittadini. Come se il sindacato, all'inizio della sua dura lotta, non avesse dovuto sputare sangue per convincere gli operai a scioperare. Per non parlare dell'unità del paese, passata attraverso il tracollo di stati che stavano insieme con lo sputo e che appena scossi con un po di veemenza, sono andati in frantumi. 

Le Repubbliche delle Banane, invece, vanno che è una meraviglia: uno dispone, comanda (esporta all’estero tutto quello che lucra) e gli altri, i cittadini-sudditi, a sventolare le bandierine nelle parate nazionali altrimenti niente "obolo una tantum" e con il rischio di qualche giorno in carcere con l’accusa di “disfattismo” o di “nemici della patria”.
Io, comunque, per far sentire ognuno protagonista delle vicende italiani, avevo aggiunto alla frase “ma come si può favorire la partecipazione dei singoli se non fa veramente  luce sul suo passato, se non si riconoscono i bluff, i tradimenti, gli inganni, gli errori e si continua a negare ogni dignità ai conquistati?”. Perché, infatti, sentirsi trattati/considerati come "cittadini conquistati" dal tempo dell’Unità d’Italia?
È possibile che non si possa andare fieri di essere cittadini di questa Nazione a distanza di poco tempo da qualche risultato di rilievo ottenuto in ambito sportivo (olimpico o mondiale)?
Che cosa si guadagna se, a distanza di 155 anni, si continua ad applicare la stessa impostazione "politica" della "conquista" sabauda? E, poi, chi sono quelli che ci guadagnano, oltre ai nostri rappresentanti di questo Stato democratico, malato di legalità?
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Ven 14 Ago - 7:35

iafran ha scritto:
Si potrebbe, comunque, intraprendere un’altra attività; in fin dei conti, le privatizzazioni dei servizi per i cittadini sono sempre a portata di mano e se non va bene questo c’è sempre quello per lo smaltimento dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali o, quello più pulito, della distribuzione dell’acqua potabile o, addirittura, dell’istruzione … Non c’è da disperarsi, c’è solo da mettersi all’opera ... gli aiutini non mancheranno certamente!

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/13/differenziata-attacchi-agli-impianti-di-riciclaggio-18-roghi-negli-ultimi-due-mesi/1957370/
 
Differenziata, attacchi agli impianti di riciclaggio: 18 roghi negli ultimi due mesi   di Giorgio Meletti

Aziende ecologiche di quasi tutte le regioni sono nel mirino: Campania, Abruzzo, Lazio, ma anche Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Stefano Vignaroli, deputato M5S e vicepresidente della commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, porterà in Parlamento un dossier per per verificare lo stato attuale dei fatti

.  .  .  .  .  .
Fra i tanti motivi ci può essere anche quello di risolvere la questione (espletamento del servizio = smaltimento dei rifiuti) ... senza costi.
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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Mar 8 Set - 8:53

http://www.ansa.it/calabria/notizie/2014/07/14/guardia-costiera-sequestra-6-depuratori_1b830118-caa4-4783-9269-99c0d2828d5e.html
Guardia costiera sequestra 6 depuratori. Indagine Procura Lamezia, malfunzionamento degli impianti
 
http://www.ansa.it/calabria/notizie/2014/05/22/sequestrati-tre-depuratori_3b2bc280-65f7-4156-9658-687d3d1c44c0.html
Sequestrati tre depuratori. Erano in stato abbandono, acque reflue direttamente in torrenti
 
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2015/03/26/mancano-troppi-depuratori-ultimatum-ue-a-italia_bfbce487-9aed-452c-aa31-ebae567b8e8e.html
Ue in pressing su Italia, mancano troppi depuratori. Nel mirino di Bruxelles 817 centri. Terza procedura di infrazione

http://www.ansa.it/calabria/notizie/2015/09/07/depuratori-sequestrati-per-irregolarita_c421cdc6-31c8-40a8-8c02-8c4688948e9d.html
Depuratori sequestrati per irregolarità. Operazione Guardia costiera. Comuni pronti a eliminare problemi

etc. etc. 
.  .  .  .  . . 
Le privatizzazioni dei servizi, penso che obblighino le Amministrazioni (sindaci e dirigenti comunali) a maggiore vigilanza e controlli sul perfetto espletamento del servizio ... 
Se poi il privato è bello ed efficiente, perché eleggere sindaci e consigli comunali?  

Un altro intervento di canadair per un incendio boschivo, a fine estate, a ridosso del mare di Trebisacce (CS).

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MessaggioOggetto: Re: Le storie, le storielle ed il forum   Oggi a 21:15

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