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 1/romferdinandesimo

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AutoreMessaggio
Rom




MessaggioOggetto: 1/romferdinandesimo   Lun 27 Lug - 11:31

Per anni, fino al liceo, la mia convivenza con le materie scientifiche, compresa l'aritmetica e la matematica, era stata pacifica, grazie al fatto che le avevo semplicemente ignorate: qualche vaga rimembranza era costituita dagli erre/essesimi e i pi/quesimi scritti sulla lavagna da una professoressa calabrese, che mi affascinarono sia per la pronuncia delle esse, sia per la stravaganza di quelle lettere dell'alfabeto che diventavano una parte dell'altra.

Poi, un bel giorno, capitai nel salotto del professor Ferdinando D'Ambrosio, al primo piano d'un appartamento poco lontano da casa mia.
In questa stanza arredata con le piccole cose di pessimo gusto, don Ferdinando teneva le sue lezioni, più precisamente le sue ripetizioni, di fronte a una piccola platea di giovani ignoranti in èstasi: sbracato su una sedia, in canottiera, accendendo una mercedes con filtro col mozzicone della precedente, sembrava un Vinicius de Moraes che cantava matematica come fosse bossa nova. Con una meravigliosa cadenza napoletana, che trasformava Vinicius nell'Eduardo dell'Oro di Napoli, quello che vende consigli e sapienza entro un cratere aperto dai bombardamenti.

Don Ferdinando fu lo svelatore del mistero: la matematica non è quel certo modo di usare i segni, di usare il gergo, di usare i numeri  e i teoremi.
La matematica è ragionamento.
I numeri, i segni, le equazioni, i grafici sono soltanto un modo per riassumere un ragionamento e per renderlo confrontabile con altri ragionamenti, ed eventualmente misurarne gli effetti pratici.
La bossa nova spogliava la gran dama dei suoi merletti, le scioglieva i capelli e le accendeva le guance, la faceva ballare nelle strade: le equazioni di secondo e terzo grado, gli asintoti e le coordinate, sistemi e funzioni, non erano più parti di un mondo alieno da decifrare, ma erano solo un altro modo di raccontare quello che facevamo tutti i giorni, l'acqua che riempiva le pentole, le traiettorie che facevamo con la nostra macchina sulla strada, evitando intuitivamente le traiettorie altrui in base alla velocità relativa, la percezione della crescita di un albero nel tempo.
Che bello quell'italiano napoletano, così elegante e luminoso, di un uomo in canottiera, al quale la moglie portava un caffè, aprendo una porta da cui irrompevano gli strilli di dei bambini: tutto era matematica, tutto profumava di caffè, quell'estate.

Durò poco. Il mar Rosso della matematica scolastica libresca si richiuse su di noi, che da popolo eletto in vista della luce ripiombammo nel nostro destino di truppe faroniche condannate all'oscurità.
Ma il trucco era svelato per sempre, il mostriciattolo del latinorum deposto dalla cattedra.
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Ultima modifica di Rom il Mar 11 Ago - 8:33, modificato 1 volta
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cardif




MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Lun 27 Lug - 22:39

Aggiungo una considerazione.
'materie scientifiche', non sono solo aritmetica e matematica. Ancor prima ed ancor di più della matematica 'la geometria è ragionamento'.
Infatti tu scrivi di 'grafici, coordinate, asintoti, funzioni, acqua che riempie le pentole, traiettorie'. Tutti elementi più facilmente comprensibili di una serie di simboli.
Il limite di una funzione, o la sua derivata in un punto, è molto più comprensibile con un tratto di penna.
cardif
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Micol



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MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Lun 27 Lug - 23:05

Veramente, Rom, mi devi spiegare perchè a queste truppe faraoniche non bastasse la spiegazione del professore di matematica( c'erano anche i testi su cui studiare,poi),non ho mai capito tutte queste ripetizioni di matematica, di fisica, di chimica, ma il professore non spiegava?Che facevate li'? Scaldavate il banco?
Io fui fortunata ( o sfortunata?) perchè ebbi un babbo che mi costringeva a fare espressioni ed espressioni-oltre a quelle dei compiti-prese da libri da lui comprati nei mercatini, credo, - e mi scocciava, ma non potevo ribellarmi-almeno io no, mio fratello ci riusciva molto bene a svignarsela-ed era pago solo quando pensava che avessi riempito i fogli di abbastanza espressioni, e allorchè mi chiedeva se volessi passare ai logaritmi o alla trigonometria, fuggivo via.
Cio' rimase in me come un trauma indelebile, ricordo ancora tutti questi fogli pieni di espressioni, di equazioni, fu un vero massacro per me
.La gioventu' rovinata, quando bisognerebbe solo saltare nei prati, con le farfallette.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 0:05

cardif ha scritto:
Aggiungo una considerazione.
'materie scientifiche', non sono solo aritmetica e matematica. Ancor prima ed ancor di più della matematica 'la geometria è ragionamento'.

Oh, yes.
Infatti avevo scritto: convivenza con le materie scientifiche, comprese l'aritmetica e la matematica.

A Tessa.
Da don Ferdinando non si andava a "ripetizione". Si andava a una specie dis eminario, conferenza, dissertazione, passatempo culturale, vedi tu.
No, evidentemente non bastavano le lezioni ordinarie.
Ci sono professori bravi e professori meno bravi.
Ci sono professri bravi che svolgono la materia in un modo ortodosso e consolidato.
Ci sono uomini di cultura che inquadrano la materia in una diversa prospettiva, più personale.
Devo continuare, per "giustificare" un episodio tutto sommato così normale, quale quello di un uomo che risece a far capire meglio di cento altri alcuni concetti?
Il trauma fu anche il mio, come il tuo, cara Tessa, anche se non causato da padre, ma da una sequela di professori di matematica che avrebbero triturato le palle di Ercole.
Io scaldavo il banco - dormivo - quando nessuno mi scaldava il cuore e la mente.
Non ricordo neanche un'ora delle lezioni di un professore di lettere, che fu promosso docente universitario durante l'anno e ci lasciò, dopo aver esaurito brilntmente il programma.
Fu sostituito da Maria Bonaria Cozzi, una sarda bellissima, sassarese, con una lungha treccia nera, due seni maestosi, mani da pianista che agitava con grazia mentre declamava i versi di Montale, Quasimodo, Verlaine, Baudelaire, Eluard, Neruda, con le guance accese di rossore e passione e due occhi enormi, scuri e scintillanti: non persi neanche un secondo di quello spettacolo.
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MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 1:22

Caro Rom, insomma andavate da Don Ferdinando a perdere tempo, senno' stavate a casa a studiare, truppa di scansafatiche....

Poi la professoressa Maria Bonaria Cozzi che declamava Verlaine e Baudelaire...ma chi glielo faceva fare...mica la pagavano di piu' se declamava anche Neruda e Rafael Alberti..., ma strano, non sono in programma, ma le Operette morali ve le aveva spiegate?Le Novelle del Boccaccio le aveva commentate? Ma che declamava Majakovskij e Eluard? Non sono in programma, hai inventato...
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Rom




MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 2:00

Ma sì, naturalmente ho inventato: esistono secondo te professoresse belle, anzi donne in generale, capaci di apprezzare e perfino recitare poesie? Peggio, poesie di letterature straniere, nientedimeno?
La poveretta avrebbe sicuramnte desiderato diffondersi sul Parini, che tra l'altro ha una carica erotica devastante, adatta ai morbosi turgori di una trentenne, ma purtroppo - come detto - il programma più succoso era già stato cotto e distribuito alla truppa dal titolare di cattedra precedente.
Alla cozza sarda non rimanevano che quelle poche decine di artisti minori dei quali abbiamo fatto la lista, stranieri, probabilmente afefttti da scabbia e qualcuno nemmeno cattolico.
Per farci apprezzare queste briciole residuali di cultura, appoggiava i maestosi seni sul libro di poesie - tanto le conosceva a memoria - e questa abituale frequentazione deve aver prodotto qualche strano effetto a quegli artisti: due mesi prima dello scadere dell'anno fu cacciata dal cattolicissimo preside-padrone, in quanto incinta e non sposata. Verlaine è escluso, dev'essere stato Shakespeare, uno dei suoi preferiti, oltre ai francesi.
Ci recitò anche brani dal Sogno di una notte di mezza estate - ricordo solo una frase, Puck: ti prego gentil mortale, canta ancora ...
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MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 3:40

Ma non lo dice il folletto Puck:ti prego, grazioso mortale, canta ancora...
lo dice Titania, regina degli elfi e delle fate, rivolta a Bottom, il legnaiolo.

E poi sta professoressa che appoggia i maestosi seni sulla cattedra, anzi sui libri posti sulla cattedra, ma che le fregava di andarsi a prendere le reprimende del preside...mica la pagavano di piu'...
Guarda, in III liceo classico, quando il professore ha spiegato Leopardi, Foscolo, D'annunzio, Pascoli e Carducci, Gozzano e Corazzini, ok, ha fatto tutto, già di Pavese poco si parla e neanche di Natalia Ginzburg, figuriamoci di Primo Levi.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 7:18

Bene, non lo dice il folletto, ma Titania: sono passati decenni, e io non imbroglio, quando dico "ricordo" cito il ricordo, non vado a correggerlo.

Comunque, grazie per l'essenziale correzione, Tessa: in una redazione serve chi fa il correttore di bozze, come anche chi spolvera e lava i pavimenti.

E grazie per aver dato dimostrazione della differenza che passa tra una professoressa e una maestrina.
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MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 13:57

Fichissimo Admin Rom, chiedo scusa per la mia arroganza, io-come sai- vengo dalla biochimica e non da studi di giornalismo, certo , tu citi il ricordo : ricordo che Puck diceva cosi',... e io non dovevo intervenire e correggere, ma per noi un elettrone in piu' o in meno cambia molte cose.
Va bene, chiedo scusa, ho sbagliato, tu sai che le mie stanze sono invase da libri aperti e foglietti volanti dove prendo appunti, e non si capisce nulla, ho un carattere diverso e una diligenza pedissequa, e poi qui Shakespeare parla di folletti , fate, o folletti o fate ma che importanza ha.
Chiedo scusa per il mio errore. disperato Like a Star @ heaven
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Admin



MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 16:08

Noi admnin raramnte siamo apostrofati con attributi e aggettivi gratificanti, benché adolescenziali e assai poco intellettuali, qual è "fichissimo": quindi come destinatario prendo quello che viene, fingendo di non cogliere la presa per il culo ad esso intrinseca.
Ringrazio l'Utente Tessa, e arrivederci alla prossima ficata.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 16:29

tessa ha scritto:
Fichissimo Admin Rom, chiedo scusa per la mia arroganza, io-come sai- vengo dalla biochimica e non da studi di giornalismo, certo , tu citi il ricordo : ricordo che Puck diceva cosi',... e io non dovevo intervenire e correggere, ma per noi un elettrone in piu' o in meno cambia molte cose.
Va bene, chiedo scusa, ho sbagliato, tu sai che le mie stanze sono invase da libri aperti e foglietti volanti dove prendo appunti, e non si capisce nulla, ho un carattere diverso e una diligenza pedissequa, e poi qui Shakespeare parla di folletti , fate, o folletti o fate ma che importanza ha.
Chiedo scusa per il mio errore. disperato Like a Star @ heaven

No, non ci siamo: io ricordo la bella professoressa che recitava il Sogno, e quella frase di un personaggio che io allora pensai che fosse Puck.
Se vogliamo essere precisi, questo è il senso preciso.
Comunque, siamo riusciti a mandare a puttane tutto il 3D: la professoressa è una zoccola con due zinne così. La sua recita una stronzata. Il mio ricordo è quello di un focomelico.
Missione compiuta.

Cosa c'entrino gli studi di giornalismo lo sa solo dio.
Chi viene da biochimica non è automaticamnte peggiore, migliore o più o meno rompipalle di chiunque altro, dato che queste virtù non attengono ai corsi di laurea o alle scuole per corrispondenza per diventare elettrotecnici: ci sono anche contadini e fruttivendoli educati, e di animo amichevole.

Qui l'unico che ci ha guadagnato - sia pure un attributo incomprensibile - è l'Admin, cioè l'unico che non c'entra niente.
Coloro ai quali sto antipatico o che non hanno motivo di volermi bene (qualcuno ci sarà, ognuno ne ha una quota) possono essere soddisfatti di questo 3D andato a puttane- a puttane per colpa mia, intendiamoci, che sono troppo suscettibile, quando si tratta di ricordi, o di cose che scrivo con affetto.
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MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 16:43

Pregiato Estaff,
io sono crociana, i miei genitori anche, e tutti i miei professori di lettere erano crociani, anche tu vedo che sei crociano, certo non ha importanza se a parlare sia Puck o Titania, ti ho già detto che hai ragione, tu citavi il ricordo, è giusto, io, pur  essendo crociana, scartabello e consulto date di nascita e di morte, perchè sono pignola e non voglio sbagliare. Tu hai ragione, in una commedia come questa di Shakespeare-dove non si capisce nulla- che importa ha se sia uno o l'altro personaggio a parlare? Sono importanti solo le sensazioni che riceviamo.
Ma a te ti pare facile commentare una commedia come questa?Bisogna strapparsi i capelli, è un caos totale, chiamiamo un docente di lettere universitario a commentare qui.Ora noi stiamo parlando e forse molti utenti non ricordano la trama di "Un sogno di una notte di mezz'estate" perchè trama non v'è, ricorderanno Amleto, Romeo e Giulietta, ma questa commedia è davvero tenue ed evanescente e gia' ci si è messo Shakespeare a fare casino,e se ci mettiamo pure noi a fare casino, stiamo fini.
Con ossequio allo Estaff, distinti saluti.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 20:07

Credo che Estaff abbia apprezzato, lo conosco.
E va bene: adeste fideles, ricomponiamo la nostra collaudata equipe - un sogno che ha rischiato di trasformarsi nella Baccajata in una notte di mezza estate, assai poco scespiriana.

Mettiamola così: la nostra Tessa, da amante di Shakespeare, ha avuto un moto istintivo di disappunto nel vedere una citazione sbagliata e l'ha corretta, senza cattiveria.

Per farsi perdonare, sono sicuro che mi regalerà qualche piacevole divagazione, forse proprio sul Sogno.
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MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 20:53

Pregiato Estaff,
finalmente avete capito, sono un'amante di Shakespeare e un errore mi ha dato fastidio.
Devo dire però che mi è sembrata molto strana questa professoressa sarda che divaga da Eluard, a Majakovskij, a Mallarmè, a Baudelaire e poi salta indietro a Shakespeare e turba questa classe di adolescenti addirittura con un monologo che lei crede sia di Puck-errando-perchè è di Titania, ma per fortuna arriva la Narcotici a portarsela via...
Io cerchero' di farmi perdonare da voi, e , pur non avendo tra i miei conoscenti professori di Lettere universitari, cercherò di preparare un' allocuzione su" Sogno di una notte di mezza estate," sperando che Vostra Eccellenza non mi stia piu' in cagnesco per questi quattro scherzucci di dozzina...
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Rom




MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mar 28 Lug - 21:38

Tu devi farti perdonare da me, tanto per non lasciare niente al caso.

Non c'è nulla di strano in quella professoressa, e comunque non siamo rimasti turbati, e semmai turbati non dalle poesie e dai salti cronologici.
Anche il precedente professore usava dilatare le proprie lezioni ad altre letterature, oltreall'italiana, con frequenti parallelismi storici e filosofici: erano bravi insegnanti, semplicemente, e la letteratura non può essere capita, insegnata, percepita in tutti suoi significati senon è inquadrata nel flusso storico e culturale in cui nasce e si sviluppa, che non mai limitato a proprio tempo e una sola, specifica nazione.
Anche la sola, relativamente semplice "storia della letteratura" italiana, francese, russa, etc, è assai difficile che possa limitarsi agli stretti confini di tempo e luogo.
Questo il "bravo insegnante".
Se alla bravura per così dire "tecnica" si aggiuge la passione per la materia, e una cultura personale vasta, un professore nemmeno si accorge di valicare confini - confini per altro inesistenti, poiché esistono solo sui calepini degli uffici ministeriali - come si fa a prendere per la coda Quasimodo, senza essere trasportati dalla sua splendida traduzione dei lirici greci, e rimanere incantati lì, e lì ritrovare Keats e il nostro Foscolo?

I programmi ministeriali non possono contempalre tutto questo, sono burocrazia, possono e devono offrire solo uno schema: spetta ai professori dare a questo schema vita, carne e sangue, e per fare questo devono metterci vita e sangue - così si crea quel trasfert, che a un certo momento esiste perfino tra medici e pazienti, anche se i medici potrebbero limitarsi ad esaminare soltanto i referti e a prescrivere pillole, in teoria. O no?
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MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mer 29 Lug - 1:02

Caro Rom, il transfert si instaura tra ogni essere umano e l'altro.
E' praticamente impossibile fare cio' che dici, un insegnante di Lettere deve in una sola ora parlare , secondo te, di un segmento di tutta la letteratura mondiale, ma tu sai che vi sono studiosi che per tutta la vita lavorano  solo su Walt Whitman? E' impossibile fare cio' che tu dici, non c'è tempo , poi la Storia della Letteratura, la Storia della Filosofia non bastano, ma si devono leggere i libri, non solo i Promessi Sposi, e l'Orlando Furioso, e Il mondo come volonta' e rappresentazione, e l'Etica di Spinoza ma tutti i libri esistenti e non è possibile.
Nei licei si dà un'infarinatura generale, poi con l'università ci si specializza in una data disciplina. Non è possibile che un professore parli , in un'ora, di un segmento di tutta la produzione letteraria mondiale e del periodo storico di quel periodo per spiegare un certo autore, non c'è tempo.


Ultima modifica di tessa il Dom 2 Ago - 21:36, modificato 1 volta
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Rom




MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Mer 29 Lug - 1:26

'Sto perdono sembra una trattativa a Porta Portese: scherzavo, basta così, riposati.

Lasciamo da parte il transfert: è già troppo complicato capirsi su una cosa così semplice come un professore che fa semplicemente bene il suo lavoro, e lo fa con passione.
Evito di commentare la tua complicata escursione, della quale non riesco a comprendere la logica.

L'unica cosa che ho capito è che  questa professoressa ti sta sulle palle, forse perché l'ho descritta per come era: bellissima, una colpa grave per una donna vista da un'altra donna. Gelosia femminile?
Certo, anche io sarei invidioso di uno, pure bello oltre tutto, che potesse declamare davanti a un pubblico di ascoltatori affascinati quello che devo faticosamnte scrivere qui, digitando su una tastiera, e senza poter guardare nel viso i mei interlocutori.
La prossima volta ti parlerò del mio professore delle medie, Silvio Petrecca: giovane, belloccio pure lui, faceva quasi "peggio" della bella Bonaria sarda.

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MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Dom 9 Ago - 22:23

Il sorriso del mare in Eschilo e Baudelaire.


Baudelaire da LES FLEURS DU MAL.SPLEEN ET IDEAL

Dal
Sonetto LXXIX,  Obsession.


Oceano, ti odio! Il mio spirito ritrova in sè
i tuoi balzi e i tuoi tumulti, e sento
nel riso enorme del mare il riso amaro
dell'uomo vinto, pieno di singhiozzi e insulti!...


[Baudelaire,nel verso n. 8 del sonetto appose una nota in greco che riportava i vv 89-90 del Prometeo incatenato di Eschilo ("riso innumerevole delle onde marine"). All'inizio Baudelaire pensava di mettere quel verso , sempre in greco, in epigrafe.]

Eschilo, dal Prometeo incatenato.(Prologo)

Prometeo:

Cielo divino, aliti di vento,
rapide ali di vento,
sorgenti di fiumi,
sorriso interminabile del mare,
terra madre di tutto,
e tu occhio del sole onniveggente
io t'invoco, guardate
un dio che soffre a causa degli dei.


                                "Quando

mi dipartì da Circe, che sottrasse
  me più d'un anno là presso a Gaeta,
  prima che sì Enea la nomasse,
nè dolcezza di figlio, nè la pieta
  del vecchio padre, nè il debito amore
  lo qual dovea Penelope far lieta,
vincer potero dentro a me l'ardore
  ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto,
  e de li vizi umani e del valore;
ma misi me per l'alto mare aperto
  sol con un legno, e con quella compagna
  picciola da la qual non fui diserto.
L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna.
  fin nel Morrocco, e l'isola de' Sardi,
  e l'altre che quel mare intorno bagna.
Io e' compagni eravam vecchi e tardi
  quando venimmo a quella foce stretta
  dove Ercule segnò li suò riguardi.
acciò che l'om più oltre non si metta:
  da la man destra mi lasciai Sibilia.
  da l'altra già m'avea lasciata Setta.
-O frati,-dissi- che per cento milia
  perigli siete giunti a l'occidente.
  a questa tanto picciola vigilia
de' nostri sensi ched è 'l rimanente
  non vogliate negar l'esperienza,
  di retro al sol, del mondo sanza gente.
Considerate la vostra semenza:
  fatti non foste a viver come bruti,
  ma per seguir virtude e conoscenza:-
Li miei compagni fec'io si' aguti,
  con questa orazion picciola , al cammino,

  ch'a pena poscia li averei tenuti;
e, volta nostra poppa nel mattino,
  dei remi facemmo ali al folle volo,
  sempre acquistando dal lato mancino.
Tutte le stelle già de l'altro polo
  vedea la notte, e 'l nostro tanto basso,
  che non surgea fuor del marin suolo.
Cinque volte racceso e tante casso
  lo lume era di sotto da la luna,
  poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,
quando n'apparve una montagna, bruna
  per la distanza, e parvemi alta tanto
  quanto veduta non avea alcuna.
Noi ci allegrammo, e tosto torno' in pianto :
  chè de la nova terra un turbo nacque,
  e percosse del legno il primo canto:
tre volte il fe' girar con tutte l'acque;
  a la quarta levar la poppa in suso
  e la prora ire in giù, com'altrui piacque,
infin che 'l mar non fu sopra noi richiuso."
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MessaggioOggetto: Re: 1/romferdinandesimo   Oggi a 5:39

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