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 Politica, società, Cronaca

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AutoreMessaggio
cardif




MessaggioOggetto: Politica, società, Cronaca   Lun 18 Mag - 22:28

Politica:
Il Governo dà ai pensionati un parziale rimborso del taglio dell'adeguamento al costo della vita delle pensioni. Col governo Amato era stato stabilito questo aumento per il mantenimento del potere d'acquisto; e col governo Monti era stato bloccato per ridurre la spesa dell'Inps.

Società:
Ho letto commenti di segno opposto: i più attaccati agli sghei hanno detto che vogliono tutto e subito; moltissimi hanno detto che ormai quell'aumento non l'hanno avuto, e sono disposti a rinunciarvi purché il Governo spenda più soldi per i meno abbienti.

Cronaca:
Ho chiesto ad un amico: ma che c'entra la valutazione di incostituzionalità sul taglio di sopra quando è più evidente l'incostituzionalità del bonus di 80 € dato a chi sì (i lavoratori) e chi no (i pensionati) a parità di reddito? Non mi ha dato una risposta soddisfacente.

cardif
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Mar 19 Mag - 17:16

Il disprezzo della Costituzione è evidente in entrambi i casi, in quanto entrambi i casi premiano o penalizzano singole categorie offendendo il criterio della proporzionalità che fa il carico fiscale equo.
Io capisco che lo Stato abbia bisogno di soldi e non mi ribellerei se il mio imponibile fosse tassato con aliquote più alte, magari addirittura abbassando contemporaneamente quelle minime, ma mi ribello se io come vecchio pensionato subisco un progressivo impoverimento tanto da dover rivedere il mio treno di vita, mentre altre categorie sono esentate da ogni sacrificio.
Ma si sa che in Italia la ragione ce l'ha chi grida più forte e la voce dei pensionati non la sente nessuno.
Ma i pensionati votano, ed ecco che Renzi qualcosa dà a 3,7 milioni di elettori, mentre dei restanti 650 mila se ne fa un baffo.
Spregiudicato oltre che antipatico.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Mar 19 Mag - 20:16

Il caso degli 80 € è decisamente incostituzionale, in quanto applica trattamenti diversi a categorie diverse di cittadini (art.3 della Costituzione), per le stesse motivazioni dell'altro caso.
L'articolo 3 viene richiamato nella sentenza della Consulta sul blocco delle pensioni, in quanto applica una riduzione del potere di spesa alla sola categoria dei pensionati.
E viene richiamato pure l'art.53, che viene leso dall'applicazione del taglio ai soli pensionati e non a 'tutti' i cittadini.
art.53: "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".
Eppure questo articolo è semplice e chiaro. Il 'sistema tributario', cioè le aliquote irpef, che invece non vogliono proprio rimodulare.
La differenza tra i due casi è semplice: quando si ha qualcosa (gli 80 €) nessuno si lamenta. Quando si toglie qualcosa (blocco pensioni) c'è chi si lamenta e ricorre. Uno l'ha fatto e perciò la Consulta è intervenuta.
Vince chi grida più forte, sempre e dovunque, però. I seguaci di Barabba, per esempio, gridarono più forte e lui fu liberato.

cardif
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Gio 21 Mag - 11:03

Chi parla di incostituzionalità della norma degli 80 € sostiene che il bonus lascia scoperti proprio quelli che hanno retribuzioni più basse, e che perciò viene meno principio uguaglianza. La norma riguarda i lavoratori e la detassazione del lavoro, e non ritocca le aliquote creando qualche sorta di disparità contraria alla progressività. Un lavoratore che avesse un reddito, il più basso, prenderebbe quegli 80€, salvo che non fosse esentato dalle tasse (sotto gli 8000€, se non vado errato). Diverso è il caso di altri percettori di reddito, come i pensionati. Per loro vi sono altri provvedimenti, come le rivalutazioni più o meno concesse o bloccate, che non riguardano i lavoratori stipendiati, tanto per fare un esempio dei tanti possibili. Quando si parla di uguaglianza, in un mondo di diversità si rischia di commettere facili errori.

Il governo ha spiegato le ragioni per le quali si è deliberato quel provvedimento: per sostenere il reddito di chi apporta in solido un contributo alla crescita del paese; per ridurre quel cuneo fiscale al fine di favorire un comparto produttivo in grande difficoltà. Non vedo nulla di incostituzionale in tutto ciò, con buona pace di Brunetta.

Vorrei aggiungere che la Consulta è un organo costituzionale come gli altri che concorrono alle istituzioni del paese; e ciascuna di queste è bene che operi in armonia con il contratto sociale che noi cittadini abbiamo stabilito, evitando quegli scontri che indeboliscano la democrazia. Quindi, non solo il Parlamento non deve tirare troppo la corda del Governo, ma neppure la Corte Costituzionale deve lavorare per mettere in crisi il sistema. Anche un sistema come il nostro, fondato sulla democrazia e sull'equilibrio dei poteri delle istituzioni, ha i suoi nemici, e se si osserva cosa accade in questi casi, li si possono anche individuare, nonostante cerchino in tutti i modi di nascondersi. Ad ogni modo, sull'operato della Consulta, sino ad oggi non ho avuto alcunché da lamentare, al contrario del Parlamento, almeno per il voto sulla nipote di Mubarak.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Gio 21 Mag - 13:31

Io penso che la regalia degli 80 € , sotto forma di riduzione delle tasse, sia incostituzionale per l'art.53 in quanto è data solo ai lavoratori e non ai pensionati, creando una disparità di trattamento a parità di reddito e quindi di capacità contributiva. Per chiarezza: se un lavoratore ed un pensionato hanno un reddito imponibile pari a 20.000 €, al primo viene dato quel bonus e al secondo no. Io non lo trovo equo.

Altra cosa è la critica che in tanti hanno fatto, io compreso, sulla scelta politica di dare quel bonus ai lavoratori con un certo reddito e niente a chi reddito non ne ha proprio (incapienti e disoccupati). Si era già pensato prima, e si è verificato dopo, che quel bonus non ha aumentato la spesa ma i risparmi. Il rilancio dei consumi non c'è stato mentre c'è stato l'aumento dei risparmi. Invece è evidente che quei soldi sarebbero stati spesi, contribuendo al rilancio dell'economia, se fossero stati dati a chi effettivamente 'non arriva a fine mese'.
Renzi ha voluto così, ma non è ragione sufficiente che il Governo dia una sua spiegazione per convincere, altrimenti la spiegazione dovrebbe essere sempre accettata, chiunque stia al governo.

Sulla indipendenza dei poteri, Governo, Parlamento e Magistratura è fondata la Repubblica italiana. Secondo me indipendenza significa che non si può chiedere al Parlamento di non tirare troppo la corda e alla Consulta di non lavorare per mettere in crisi il sistema, lasciando libertà al solo Governo. Che indipendenza è, così?

cardif
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Gio 21 Mag - 19:27

Sulla separazione (e reciproca indipendenza) dei poteri si continua a ragionare come ai tempi di Montesquieu, o secondo le osservazioni di Toqueville dopo il suo viaggio in America, mentre la prassi evolutiva delle democrazie, nel corso del tempo e, in particolare nel XX secolo, quella separazione l'ha inquinata assai, almeno per ciò che riguarda il Legislativo e l'Esecutivo. Separazione che ovviamente è stata di fatto annullata con le dittature che hanno caratterizzato il Secolo Breve che hanno governato dichiaratamente al di fuori dei sistemi democratici.
Ma rimanendo nei confini dei sistemi democratici un eclatante esempio è l'odierna realtà italiana e in particolare quella disegnata dal nuovo Governo, ove tale separazione praticamente rimane solo più nelle ipocrite giustificazioni verbali che la Maggioranza di Governo fa a sostegno del suo operato.
Ma questo non mi scandalizza affatto, anzi mi conferma che il sistema democratico se vuole essere fedele ai suoi principi (tra i quali la separazione tra poteri è essenziale), può essere applicato solo in quei paesi che se lo meritano, che lo applicano cioè, con scienza, conoscenza e coscienza da parte della maggioranza dei cittadini. Elettori che fanno consapevolmente scelte ragionate impermeabili alle trombe pubblicitarie e al canto delle sirene demagogiche.
Diversa è la cosa nella separazione tra i due citati poteri e il terzo, cioè la funzione giurisdizionale esercitata dal potere giudiziario. Qui, nei paesi cosiddetti democratici, tale separazione è normalmente effettiva ed efficace (tranne che negli sproloqui di Berlusconi). La Corte Costituzionale, oltre ad essere il supremo ordine giurisdizionale, è garante di tale separazione così come garantisce che le Leggi siano coerenti con il dettato della Carta ed esprime sentenze al riguardo
Ovviamente, essendo un organo collegiale nominato anche dalla politica oltre che da altri organi istituzionali, i suoi membri possono essere portatori di visioni di parte che anche in buona fede, conducono a pareri contrastanti tra loro, ma sinora non hanno mai dato prova di parzialità tali da essere considerate di stampo legislativo (costrizione della separazione tra i due poteri), ma solo di sentenze a volte "manipolative", altre "additive" o "interpretative" comunque atte a ricondurre le norme allo spirito e alla lettera della Costituzione.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Gio 21 Mag - 20:29

Non voglio neppure insistere troppo, ma questo è il testo del decreto

Art. 1 – Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati
1. In attesa dell’intervento normativo strutturale da attuare con la legge di stabilità per l’anno 2015 e mediante l’utilizzo della dotazione del fondo di cui all’articolo 50, comma 6, al fine di ridurre nell’immediato la pressione fiscale e contributiva sul lavoro e nella prospettiva di una complessiva revisione del prelievo finalizzata alla riduzione strutturale del cuneo fiscale, finanziata con una riduzione e riqualificazione strutturale e selettiva della spesa pubblica, all’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo il comma 1 è inserito il seguente:“1-bis. Qualora l’imposta lorda determinata sui redditi di cui agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), sia di importo superiore a quello della detrazione spettante ai sensi del comma 1, è riconosciuto un credito, che non concorre alla formazione del reddito, di importo pari:
1.1 a 640 euro, se il reddito complessivo non è superiore a 24.000 euro;
1.2 a 640 euro, se il reddito complessivo è superiore a 24.000 euro ma non a 26.000 euro. Il credito spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro.”
2. Il credito di cui al comma precedente è rapportato al periodo di lavoro nell’anno.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano per il solo periodo d’imposta 2014.
4. Per l’anno 2014, i sostituti d’imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, riconoscono il credito eventualmente spettante ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dal presente decreto, ripartendolo fra le retribuzioni erogate successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, a partire dal primo periodo di paga utile. Il credito di cui all’articolo 13, comma 1-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è riconosciuto, in via automatica, dai sostituti d’imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
5. Il credito di cui all’articolo 13, comma 1-bis, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, è attribuito sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga rapportandolo al periodo stesso. A tal fine, il sostituto d’imposta utilizza, fino a capienza, l’ammontare complessivo delle ritenute disponibile in ciascun periodo di paga e, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per il medesimo periodo di paga, in relazione ai quali, limitatamente all’applicazione del presente articolo, non si procede al versamento della quota determinata ai sensi del presente articolo, ferme restando le aliquote di computo delle prestazioni. L’importo del credito riconosciuto e indicato nella certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente e assimilati (CUD).
6. L’INPS recupera i contributi di cui al comma 5 non versati dai sostituti di imposta alle gestioni previdenziali rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all’Erario nella sua qualità di sostituto d’imposta.
7. In relazione alla effettiva modalità di fruizione del credito di cui ai precedenti commi, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le necessarie variazioni di bilancio compensative, anche tra l’entrata e la spesa, al fine di consentirne la corretta rappresentazione contabile.


Fonte: http://www.lavoroediritti.com/2014/04/bonus-di-80-euro-il-testo-integrale-del-decreto-irpef-in-gazzetta-ufficiale/#ixzz3anY5yXJZ

Anche Prodi ha fatto una cosa analoga (cuneo fiscale per lavoratori e imprenditori) che non riguardava i pensionati, e non mi pare che la Consulta abbia sollevato problemi. Questa è solo una polemica politica che ha poco a che fare con la correttezza della legislazione.

L'Art. 53? 
«Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro
capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.»

E' così generico che è difficile possa servire da base per un provvedimento giuridico che abbia lo scopo di azzerare quella detrazione, improntata anche ai criteri della progressività. E' chiaro che viene lasciato alla legge di stabilire i modi in cui tutti sono chiamati a concorrere. E la legge non è scritta nella Costituzione, ma la fa il Parlamento.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Gio 21 Mag - 23:11

Neanche io voglio insistere più di tanto. Ho solo espresso il mio punto di vista, libero e indipendente da quello del Governo. Che ha il suo, naturalmente.
Però, visto che si parla di 'pressione fiscale' e 'cuneo fiscale', dovremmo almeno concordare sul loro significato.

La pressione fiscale, per definizione, è un indicatore macroeconomico, rapporto tra le entrate totali fiscali dello Stato e il Pil. Volendo ridurre questo rapporto si può operare facendo diminuire il numeratore (le entrate) e/o facendo aumentare il denominatore (il Pil).
Il Governo ha previsto una 'copertura' per la spesa dell'art.1 di quel provvedimento citato (decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66). E questo già significa che non è una effettiva riduzione della pressione fiscale, che avrebbe dovuto comportare minori entrate per lo Stato. Questa copertura è avvenuta in parte con aumento delle entrate (aumento della tassazione sui risparmi dal 20% al 26%; aumento IVA su alcuni prodotti) e in parte con una riduzione di spesa  (razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi ...).
Per completezza riporto questi dati:
2,1 miliardi – razionalizzazione acquisti beni e servizi
1,8 miliardi – rivalutazione delle quote di Bankitalia
1 miliardo – taglio delle agevolazioni alle imprese
900 milioni – sobrietà delle spese
600 milioni – aumento dell’Iva
300 milioni – lotta all’evasione fiscale
100 milioni – misure di innovazione
100 milioni – riorganizzazione delle società municipalizzateIl cuneo fiscale.

E nulla è stato previsto per l'aumento del pil, invece. A meno di ipotesi e previsioni, che però sono altrettanto discutibili.
 
Anche il cuneo fiscale è un indicatore percentuale che indica il rapporto tra tutte le imposte sul lavoro (dirette, indirette e contributi previdenziali) e il costo del lavoro complessivo, cioè quanto spende in tutto il datore di lavoro. Gli 80 € vengono messi a carico dello Stato, come detto prima, e il datore spende di meno, con una riduzione del cuneo.
Almeno per il 2014 è stato così, quando gli 80 € partivano da maggio (8 mesi a 80 €  640 €.
Per quest'anno (12 mesi e quindi 960 € all'anno), pare che invece si tratti effettivamente di minore entrata per lo Stato, con la legge di stabilità, perché questa somma è diventata un credito d'imposta ed è stata ampliata la platea dei beneficiari, che comprende i lavoratori dipendenti di cui all'art. 49 Tuir (esclusi i pensionati) nonché gli assimilati di cui all'art. 50, comma 1, lett. a), b), c), c-bis), d) h-bis) e l).
Lo Stato però dovrà pur coprire la minore entrata in qualche modo, visto che la spesa complessiva aumenta. Infatti il saldo netto passa da un attivo di 13,656 mld del 2013 e 40,758 mld nel 2014 ad un passivo di 53,647 mld nel 2015 e 25,564 mld nel 2016 (dati presi dai bilanci semplificati dello Stato).

Ma tutto questo è macro-economico, e non c'entra niente con il fatto che sul piano individuale, a parità di reddito imponibile, chi lavora ha avuto il bonus e chi è pensionato no.
Per il resto, credo che sia normale che un principio sia generico. E' la legge che non deve disattenderlo.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Ven 22 Mag - 14:36

"ridurre nell’immediato la pressione fiscale e contributiva sul lavoro" significa ridurre in qualche modo le tasse, per mettere qualche soldo in tasca in più agli operai, impiegati, ecc. E per fare quel trattamento solo a loro si è fatta una detrazione mirata, senza ritoccare le aliquote a tutti. D'altra parte, di differenze ce ne sono quante se ne vogliono. I capitali finanziari sono forse tassati come i redditi da lavoro o quelli immobiliari? No! Hanno delle loro regole e aliquote. L'importante che vi sia una progressività (per l'Art. 53), che guarda caso, talvolta manca proprio sui redditi non da lavoro. C'è la seconda casa, è vero, ma tra la seconda e la centesima casa l'aliquota è sempre la stessa - all'anima della progressività. Ti pare che ci sia chi se ne sia accorto? Per non parlare dei capitali finanziari...

Parto per la Sicilia dove conto di restarvi per un paio di settimane.
Un saluto a tutti.
Enrico.
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Ven 22 Mag - 15:18

La progressività deve valere per tutti e dell'Art. 53 non va preso solo il secondo comma: "il sistema tributario è informato a criteri di progressività", ma anche e sopratutto il primo "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva".

La tassazione è ragionata per redditi e patrimoni, e quindi aliquote e imposte si adattano a diverse filosofie impositive, ma i soggetti contribuenti sono personali, sia fisici che societari e nell'ambito del carico fiscale da attribuire è palesemente ingiusto e arbitrario favorire alcune categorie e, a parità di reddito, sfavorirne altre. Punto. Il resto è della peggior fuffa politica nel senso peggiore della parola.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Ven 22 Mag - 17:04

Si vota a destra o a sinistra proprio per spostare l'ago della bilancia, caro Radames. E' l'incontro o lo scontro delle classi sociali che regola la distribuzione delle risorse ed il clima che si vive in un paese. Certo, se si vuole convivere tra classi sociali diverse (l'Occidente) occorre crearne le condizioni, e le leggi economiche concorrono proprio a questo. La Costituzione prefigura quella società aperta di cui teorizza Popper, e come si sa, la Società Aperta ha sia i nemici che gli amici.

Parto!
Ciao a tutti
Enrico.
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Ven 22 Mag - 18:21

Francamente non capisco. Sarà la fretta di partire, suppongo.
Cosa c'entrano le classi sociali con le categorie dei contribuenti? E cosa c'entra la distinzione destra e sinistra nella scelta discriminatoria del penalizzare i disoccupati con i lavoratori attivi, nel caso degli 80 euro; o i percettori di redditi da lavoro dipendente o in proprio o professionale o imprenditoriale, che vedono i loro proventi crescere con l'inflazione, con i pensionati, nel caso della mancata rivalutazione delle pensioni?

A questo proposito, mi chiedo se l'attuale norma che esclude la rivalutazione per tutti coloro che godono di una pensione lorda superiore a 3.200 euro/mese, varrà anche con un'inflazione che, trainata dallo sviluppo dell'economia, aumenterà secondo logica sino a quella programmata dalla BCE a 1.7% con un petrolio che rimane sotto i 70 $ a barile e oltre se il petrolio tornerà a navigare intorno ai 100$, visto che l'incidenza dell'energia può essere anche dello 0.5% sul tasso annuo.

Se così fosse si realizzerebbe finalmente quell'egualitarismo economico talvolta vagheggiato, ma ahimè in questo caso, solo a carico dei pensionati-oltre-i-3.200-euro, nababbi da 2.200 netti non degni di appartenere alla comunità .
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Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Sab 23 Mag - 10:14

Tutte le leggi che stabiliscono dei privilegi confutano la Costituzione. Le norme che, a parità di contributi versati, prevedono pensioni d’oro o d’argento sono anticostituzionali. Diritti  acquisiti anticostituzionali non sono diritti, perché il perseguimento dell’equità e della parità di trattamento è un fine costituzionale.
Mi chiedo perché nessuno abbia sollevato una eccezione di costituzionalità contro i provvedimenti che autorizzavano le baby pensioni, i vitalizi, i diversi trattamenti tra categorie, il macero dei contributi dei precari ed altre tecnicalità di disuguaglianza di cui la normativa fiscale e pensionistica è piena.
Sulla base del criterio della parità di trattamento, più della metà delle leggi dovrebbe essere cancellata, con buona pace di una politica che svolge più un’attività sindacale e corporativa, invece che improntata all’universalità che sta dietro il concetto di bene comune.
Il lobbismo più o meno organizzato e legale, a questo serve. A strappare condizioni di favore per categoria di cittadini o settori di mercato. Ed è per questo che andrebbe perseguito come pressione indebita.
Il caso dei sindacati è diverso perché la rappresentanza di  una parte in un rapporto contrattuale è lecita ed auspicabile, mentre non è lecito contrattare con lo stato  favori particolari a scapito del resto della cittadinanza.
In parole povere, un contratto non deve preoccuparsi di essere costituzionale, mentre una norma che regola il trattamento economico da parte dello stato verso  cittadini che versano in pari condizioni, ha il dovere costituzionale di non fabbricare disuguaglianze.
Forse, anche ai giudici costituzionali fischiano le orecchie  se osservano da vicino i loro trattamenti pensionistici.
Una class action contro vitalizi e pensioni d’oro  con il sostegno degli articoli costituzionali sulla difesa dei conti dello  stato e i criteri di equità e parità di trattamento, quante chances  di successo avrebbe ?
La formuletta magica dei “diritti acquisiti” è insostenibile quanto sostenere che ci sono “ingiustizie insanabili”, perché compito della Costituzione è esattamente quello di sanare le ingiustizie contrarie ai principi a cui è improntata.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Sab 23 Mag - 16:21

Radames, Cardif, Einrix e anche Lara: siete eroici, tentando di venire a capo di un guazzabuglio, cercando una logica, per altro sarosanta, ma utopistica.
L'uguaglianza è un concetto ingannevole, tra i più infidi.
Dare o togliere a tutti in modo uguale non ha alcun senso.
L'unico punto di riferimento, per un giudizio e per un progtto politico, dovrebbe essere la "uguaglianza della qualità di vita", o, per dirla in termini appena più pratici, "uguaglianza di dignità".
Specialmente quando si parla di una condizione esistenziale (questo è la vecchiaia, più che una "categoria") nella quale la dignità è il principale valore che rimane, quando quelli legati alla gioventù, alla guerra economica e professionale, all'amore e alla gratificazione sessuale, sbiadiscono o sono ormai un ricordo o un rimpianto.

_________________
Storia diversa per gente normale, storia comune per gente speciale
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Sab 23 Mag - 17:03

Più che utopista, io sono pissed-off, direbbero ad Oxford.
Lara: compito della Costituzione è prevenire le ingiustizie, mentre quello della Corte dovrebbe essere quello di sanarle. E già lì ci sarebbe da discutere. Se poi l'Esecutivo fa come gli pare, anche la discussione diventa un mero esercizio dialettico da forum. 
E Aru sta perdendo la maglia rosa che la fortuna ieri gli aveva dato. E Contador è l'uomo che il giro lo ha già vinto.
Forza Genoa che se batte l'Inter permette al Toro di sperare, dopo aver infilzato il Diavolo, naturalmente e, come sempre, forza Lupi per Lunedì sera.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Sab 23 Mag - 20:00

Rom, sono d'accordo sul fatto che la meta di fondo della politica che io condivido, 'il benessere della società'  e non  'la conquista e la conservazione del potere', è un'utopia. Ma se la politica non ha una meta, seppure utopica, campa alla giornata. E prevale la seconda meta di chi fa politica.
Io non mi arrendo, almeno di parlarne  allegro

Radames, appunto: l'Esecutivo non può fare come gli pare, e la Consulta deve controllare che vengano rispettati i principi della Costituzione. A prescindere dalle esigenze di cassa, come nel caso in corso del contrasto tra Padoan e Criscuolo.
E comunque di Lupi ce ne sono molti, mica solo i figli della Lupa triste
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MessaggioOggetto: Re: Politica, società, Cronaca   Oggi a 2:52

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Politica, società, Cronaca
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