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 Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento

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AutoreMessaggio
cardif




MessaggioOggetto: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Lun 4 Mag - 21:48

Sig. Presidente,
so che Lei sa già tutto, fin nei dettagli. Scrivo qualcosa al solo scopo di motivare questa richiesta.
Non riporto qui le motivazioni, già dibattute dappertutto, secondo le quali questa legge elettorale presenta di fatto una riforma in senso presidenzialista della democrazia rappresentativa in Italia.
Capisco bene che Lei, sugli aspetti politici della procedura, non può né deve prendere posizione.
E quindi è giusto che Lei non sia intervenuto sulla forzatura imposta dal potere esecutivo su quello legislativo, col voto di fiducia. Infatti il Parlamento avrebbe potuto, volendo, bocciare questa legge.
Ed è giusto che non sia intervenuto nemmeno sull'aspetto politico per il quale l'approvazione è avvenuta con i numeri noti di voti favorevoli, contrari, astenuti e assenti. Di questo si assume la responsabilità il Presidente del Consiglio ed i parlamentari, che hanno scelto di votare favorevolmente, per convinzione o per tornaconto.

Evidenzio solo gli aspetti più eclatanti.
La richiesta dei cittadini di ripristinare il potere di scelta dei propri rappresentanti, la democrazia rappresentativa, è ampiamente tradita con l'italicum.
E questo non ha solo valenza politica, poiché riguarda la natura della forma di democrazia, in Italia.

Il premio di maggioranza potrebbe portare ad un 40,01% di elettorato ad essere rappresentato alla Camera dal 55% dei seggi. Il che comporta un aumento della rappresentanza di 15 punti percentuali, pari al 37,5% in più. E' come se ciascun voto di questa parte di elettorato valesse 1,375.
Invece l'altra parte di elettorato, pari al 59,99% , sarebbe rappresentato dal 45%, in Parlamento, con una perdita di valore del 25%. E' come se ciascun voto di questa parte di elettorato, per quanto maggioritaria, valesse 0,75.
E anche questo non ha solo valenza politica, poiché contraddice l'uguaglianza tra i cittadini.

E' per questo che Le chiedo di intervenire, poiché ci sono risvolti di incostituzionalità su cui Lei ha il dovere di esprimersi.

So che, al massimo, Lei può solo rinviare il testo al Parlamento. Ma le motivazioni non possono non risvegliare una coscienza politica, un senso di rispetto della Costituzione, sulla quale si deve reggere la democrazia in Italia, di cui Lei è il rappresentante della massima istituzione.

Spero che questa richiesta Le pervenga. O altre analoghe da altre persone.

Io intanto gliela invio per posta, oltre che postarla qui, sperando che ne tenga conto.

cardif
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Mar 5 Mag - 1:20

Facciamo un pronostico, amico mio: il Presidente la firmerà.
Ci sono cose che accadono perché "i tempi" lo vogliono.

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Ospite
Ospite



MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Mar 5 Mag - 8:15

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/05/04/italicum-boschi-si-autointervista-missione-compiuta-e-no-alle-domande/368311/

Italicum, la Boschi si autointervista: “Missione compiuta. Abbiamo promesso e abbiamo mantenuto”. Sorriso e niente domande
 
.  .  .  .  .  .  . 
E tutti a complimentarsi con la giovane ministra, salvatrice dell’Italia … raggiante di felicità.

Questi hanno fatto tredici, quattordici e forse quindici al Totocalcio.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Mar 5 Mag - 9:40

Non spero davvero che possa servire la mia lettera. Lo faccio per sentirmi tranquillo di aver fatto qualcosa.
Certo, se ci fosse qualche migliaio di persone davanti al Quirinale, se arrivasse qualche decina di migliaia di lettere, chissà.
E poi, quale coscienza o rispetto della Costituzione possono avere parlamentari che si suicidano, cedendo anche il loro potere all'esecutivo?
Capisco che lui possa pensare: 'Se non gliela firmo subito, i camerati, quelli della Camera, non per convinzione della bontà della legge ma per assecondare il Capo, per assicurarsi la candidatura, me la rimandano com'è, e io dovrò firmarla. Così quello là passerà per il vincitore incontestabile e indiscusso, il Capo Partito e Capo Governo, anche se non è un Capo popolo. Se la veda il popolo al referendum'. Però così lui non avrà fatto niente, e non so con che coscienza.

Il guaio è che, con i poteri che dà questa legge, nessuno più la vorrà cambiare: si può rinunciare a un po' di soldi da mandare in Nepal, ma mica al potere.
E ci vorranno decenni per capire gli effetti. Per esempio, sarà possibile dare un miliardo da gestire senza controllo al Capo della Protezione Civile, come voleva fare Berlusconi con Bertolaso. Chi lo vieterà?
Ci sarà il referendum? Se sì, spero chi i cittadini non si adeguino a questi che hanno votato questo sgorbio, perché sui cittadini non potrà essere messo il voto di fiducia.
Quanti avranno veramente fiducia in chiunque possa andare al Governo, Uomo solo al Comando, con questa legge? Boh

Del resto:
"Tutti gli uomini vivono ed agiscono, in parte secondo le proprie idee, in parte secondo le idee degli altri. E da ciò deriva la grande differenza che vi è tra uomo ed uomo.
Alcuni, nella maggioranza dei casi, si fanno delle idee proprie un giogo intellettuale, cioè lasciano che la propria ragione sia come una ruota alla quale è stata tolta la correggia, e subiscono le idee, le abitudini, le tradizioni, le leggi degli altri.
Altri, invece, stimando le idee proprie come il movente principale della loro attività, seguono quasi sempre i dettami della propria ragione e vi si sottomettono ciecamente, e fanno di rado – e ciò soltanto dopo un esame critico – ciò che è stato deciso dagli altri
."
E questo non l'ho scritto io.

La Boschi 'raggiante di felicità', certo. Una che non capisce una mazza se non come fare propaganda alla bravura del Capo, messa là, come può non essere raggiante? Infatti lo è sempre. Ieri sera solo un po' di più.

cardif
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Mar 5 Mag - 13:52

La Boschi come Program Manager è bravissima. Ha degli obiettivi da portare in porto e ci riesce. Spetta al Parlamento fissarne i contenuti, ed è ciò che sta succedendo. Questa legge è quanto di meglio si possano aspettare Berlusconi, Grillo e Renzi, che in comune hanno una idea populista della politica, ma non per questo è da demonizzare. Premetto che a me non piace, preferendo un sistema proporzionale, ma non per questo grido al Colpo di Stato, e se il Presidente Mattarella la firma, non fa che il suo dovere, nel gioco delle parti così come prevede il suo ruolo istituzionale.

D'altra parte, con i numeri del Senato, non vi erano tante possibilità per fare nuovi governi, ed anche Letta, fermandosi ai veti incrociati era arrivato al Capo Linea.

Riassumendo: questa legge è stata possibile grazie al largo consenso che ha trovato in Parlamento. Grillo, Berlusconi e Renzi, con la concezione proprietaria che hanno del loro Partito, hanno lavorato di comune accordo per ottenere proprio questo risultato. Qualcuno mi dirà che hanno votato contro, che sono usciti dall'Aula, Grillo e Berlusconi, ma nella realtà, da come trattano il loro partito, sono proprio quelli che hanno determinato le attuali riforme della legge elettorale e del Senato.

Nell'Ambito del PD, insieme a Bersani, mi muovo per far prevalere una linea che nel Partito e nel Paese, oggi è minoritaria, seppure più sana, ma non per questo mi fascio la testa affidandomi ad un Mattarella strattonato oltre ciò che lui è nel potere e nel grado di fare. Che Mattarella firmi pure questa legge; per cambiarla ci vuole un altro Parlamento ed un'altra maggioranza, ma non è tanto facile in questo paese che vuole tutto senza dare niente.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Mer 6 Mag - 4:13

Io, caro Einrix, dico che dobbiamo recuperare la capacità di "demonizzare": non con le parole, esasperate, esagerate, ma con la tranquilla nettezza per cui sappiamo dire di no, smettendola con questi trent'anni di ideologia del ni.
Tu, io, altri, siamo per il proporzionale? Ebbene sosteniamo questa posizione, fossimo pure in dieci su sessanta milioni. Punto.
Questa legge, o quella riforma non ci convincono? Diciamo di no, punto, senza troppi arzigogoli.
Cazzo, non c'è bisogno di tirare in ballo la dittatura, il fascismo, l'apocalisse, a prescindere dalle buone ragioni che ci sarebbero nell'intravvedere similitudini in questo o quel dettaglio.
Quando si sta mettendo insieme un progetto, o si discute di una situazione, non c'è bisogno di vedere in qualcuno un satana travestito, per opporsi: potrebbe essere anche il nostro miglior amico quello che sta proponendo la cosa che ci sembra sbagliata, e ugualmente dobbiamo saper dire un semplice ma deciso "no".
Non è vero che la politica sia l'arte del compromesso. La politica è l'arte di capire quando c'è bisogno di un compromesso, e quando no, e di capire a cosa porta un compromesso e a cosa porta un no.

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einrix




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Mer 6 Mag - 12:52

Rom scrive: « Tu, io, altri, siamo per il proporzionale? Ebbene sosteniamo questa posizione, fossimo pure in dieci su sessanta milioni. Punto»
Si sta ragionando, Rom. In questo momento ed in Italia, sono per il proporzionale e sbarramento al 5%. In Inghilterra potrei anche essere per il maggioritario. Non mi impicco di certo ad un sistema elettorale. Inoltre non ero in Parlamento quando si votava l'Italicum. Li avrei assunto le decisioni che avessi ritenuto opportune. E quando si è dovuto votare per Bersani o per Grillo, Ingroia et similia, da elettore, ho votato per Bersani, che se avesse vinto lui, adesso non staremmo a fare i conti con l'Italicum di Renzi. Con un Bersani sconfitto alle elezioni e tradito su quelle per il Presidente della repubblica, e che per quello non si ripresenta alle primarie per la segreteria, giocoforza vince Renzi contro un improbabile Cuperlo ed un insignificante Civati. Adesso non ci resta che goderci le scelte che ha fatto il Paese, prima ancora di quelle fatte dalla politica, che ne sono la conseguenza.

Ciao!
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Mer 6 Mag - 12:57

Avevo scritto un mare di considerazioni, poi ho cancellato tutto perché erano troppe.

Vorrei pormi solo questa riflessione, partendo da un presupposto:
l'italicum porta ad un partito vincitore che ha la maggioranza nell'unica camera parlamentare; questa maggioranza è composta da persone scelte dal Segretario di Partito-Presidente del Consiglio un po' attraverso i capilista un po' attraverso le multicandidature. Quindi la legge porta ad un Capo del Governo che è Sovrano anche in parlamento a lui sottomesso.
Se questo non dovesse essere considerato vero, allora è tutto da rifare.
E' banale, non sostengo che questa legge consentirà al Capo di turno di fare gerra alla perfida Albione o di spezzare le reni alla Grecia. Non penso mica che tornino i manganelli, che cavolo. Al massimo qualche editto bulgaro in più contro qualche giornalista, e cose simili.
Consentirà solo qualcosa in più, in mancanza di opposizione, dei "danni arrecati all'Italia da Berlusconi" fatti con meno potere, e ricapitolati qui:
http://veritaedemocrazia.blogspot.it/p/tutte-le-porcate-di-berlusconi.html
A me pare grave lasciare tanto potere nelle mani di uno, e in contrasto con le critiche durate un ventennio alla gestione manageriale e privatistica della cosa pubblica da parte di Berlusconi.

La riflessione, a mente fredda e senza pre-giudizi, è: se questa legge fosse stata presentata dalla destra, il PD di Bersani cosa avrebbe fatto? Non parlo solo di Bersani, ma di tutto il PD, base compresa; in particolare la parte oggi maggioritaria che sostiene convintamente Renzi.
Dire ma sì, vabbè, ormai è andata così, ecc ecc secondo me significa evitare la ricerca di una risposta.
Delle dodici riforme elettorali dal dopoguerra, a me questa sembra la peggiore.
In attesa che si possa tornare a rivedere tutto, perfino ritornare al proporzionale con lo sbarramento, almeno si doveva impedire questa cosa qua.
Aggiungo:
Se ci dovesse essere il referendum, il rinvio alle Camere sarà un punto di forza per sostenere il SI alla abbrogazione. In assenza di rinvio, si potrà sostenere meglio il NO, col fatto che pure Mattarella l'ha approvata subito.
Naturalmente questo sempre secondo il mio punto di vista.

cardif


Ultima modifica di cardif il Mer 6 Mag - 13:15, modificato 1 volta
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Mer 6 Mag - 13:03

einrix ha scritto:
Bersani, che se avesse vinto lui, adesso non staremmo a fare i conti con l'Italicum di Renzi.

Caro Einrix,
ma Renzi non sta là perché ha scalzato Letta, che stava là perché era del PD? Certo, il PD di Bersani non ha ottenuto la maggioranza assoluta, ma stava al Governo.
Proprio una sconfitta non è stata.
cardif
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Mer 6 Mag - 16:11

Io non amavo il PD ancora prima che nascesse, ossia da quando il centro-sinistra era in stato di gravidanza di questo Berlusconi's baby e da questa fecondazione portava già scritto il suo destino - infanzia, adolescenza e diploma di maturità leaderistica.
Da qui - ossia da questa natura - conseguono vari effetti, tra i quali il modo in cui giudichiamo fatti e personaggi che lo riguardano: conta solo il leader (fosse pure un bambolotto mannaro) e gli altri sono tutti comprimari irrilevanti (fossero pure premi nobel in politologia applicata).
Il leaderismo è la malattia senile della democrazia, quando questa si sente impari alla complessità dei problemi che sarebbe chiamata ad affrontare e risolvere, e perfino a capire quali siano questi problemi.

Il sistema elettorale fa parte della struttura dell'edificio istituzionale.
Nella Costituente fu scelto il proporzionale, in base a un'idea complessiva di Stato, di istituzioni, di politica, di partiti, di rapporto coi cittadini.
Questa idea complessiva non costringeva e non costringe a un unico sistema, tassativo, ma ha diverse alternative "tecniche", al di là del proporzionale puro.
Questa legge, renziana, appartiene a un altro schema, ed è la faccia emergente di un'altra idea complessiva di istituzioni e di politica: non solo introduce quest'altra idea in modo surrettizio, cioè non adeguatamnte ragionato in pubblico e privato dibattito di livello costituente, ma va ad implementarsi con un sistema di natura diversa e disomogenea, per altro già scombiccherato di suo.
Ce n'è abbastanza per consideralo un vero impiastro, ancora prima di mettersi a fare la conta di quanti Razzi e Gelmini, Brambilla e Scilipoti, e portaborse vari, sarebbero eletti in liste bloccate, e di come e se e quanto un sistema del genere comporta rischi di autoritarismo o di semplice scemismo.
Doveve e poteva essere un campo di battaglia degno di ben altri ardimenti, in un contesto politico serio.
Non è stato così, non per demerito dei contestatori di questa legge, ma soprattutto perché il tema, anzi diciamo pure le discussioni serie e la politica seria non interessano più, né il "popolo sovrano", né la stampa, la comunicazione - dopo che, a cominciare dagli anni '80, si è cominciato a demolire non tanto e non solo la figura dell'intellettuale "impegnato" o dell'accademico, ma l'intelletuale tout court, la competenza, il concetto di qualità e la legittimità dei giudizi di merito su qualunque aspetto della vita.
La legittimità, anzi la necessità e il dovere, dei giudizi di merito.
Il risultato è questo: un impiastro di legge elettorale, che passa perché "intanto qualcosa si fa", e nessuno ha voglia di mettersi a sceverare quali e quante disomogeneità si creano con la costituzione - a parte i rosiconi, i professoroni, i gufi, naturalmente.

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einrix




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Mer 6 Mag - 18:59

Cardif, al Senato Bersani, col Centro-Sinistra non aveva la maggioranza. Di fatto lui non ha voluto fare un governo diverso da quello che aveva proposto agli italiani, per coerenza.

Da quel momento, saltando le vicende dell'elezione del Presidente della Repubblica, il nuovo equilibrio politico lo si è trovato con Letta ed il concorso del partiti di Centro.

Se non saltiamo le vicende dell'elezione del Presidente, allora siamo alle dimissioni di Bersani ed alle nuove primarie per il segretario del partito. Per una serie di concause lui non si è più presentato e Letta è rimasto a fare il Presidente del Consiglio. A quel punto, a sinistra si è presentato un improbabile Cuperlo, che stimo come persona, ma che come politico non ha la tempra del lottatore. Così per Renzi è andato davvero troppo liscio.

Se le cose stanno così e si vuole dire che una sconfitta del Centro Sinistra di Bersani non c'è stata, non si può neppure dire che ci sia stata una vittoria.


A differenza di Rom, ho amato moltissimo l'Ulivo ed avrei voluto che il PD nascesse molto prima. Resta ancora un bel partito, con problemi molto meno pesanti di quelli che ci sono, per svariate ragioni negli altri, e che è giusto che formino motivo di dibattito e competizione all'interno. Oggi lo sostengo a maggior ragione, proprio in un momento difficile, allo scopo di rafforzare al suo interno, quelle componenti di sinistra che ne costituiscono l'anima popolare e democratica. Renzi non mi piace in un dibattito interno, ma nel dibattito esterno resta il segretario del partito per cui voto.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Mer 6 Mag - 20:44

Rom ha scritto:
Il leaderismo è la malattia senile della democrazia, quando questa si sente impari alla complessità dei problemi che sarebbe chiamata ad affrontare e risolvere, e perfino a capire quali siano questi problemi.
Il risultato è questo: un impiastro di legge elettorale, che passa perché "intanto qualcosa si fa", e nessuno ha voglia di mettersi a sceverare quali e quante disomogeneità si creano con la costituzione - a parte i rosiconi, i professoroni, i gufi, naturalmente.



Certo, il leaderismo ha attecchito dalla famosa, fatidica e ferale 'discesa in campo'. Anche a sinistra.
Da quando sentivo i politici di FI poi Pdl vantarsi di avere un solo leader indiscusso che dava continuità, mentre a sinistra c'erano tanti leader, che cambiavano in continuazione. E' da allora che gli esponenti di sinistra abbozzavano, accettando quest'idea come una pecca.
Ci fosse stato uno che abbia risposto: a voi sta bene così, voi avete bisogno di uno che vi guidi, a cui affidare la responsabilità delle scelte.
Noi siamo più democratici, più aperti al confronto, più liberi di accettare soluzioni diverse, più maturi (almeno secondo me). Perciò non abbiamo bisogno di conservare la nostra rappresentanza nelle mani dello stesso. Del resto in tutto il mondo e in qualunque epoca è solo nei regimi autoritari che il leader resta là a vita.
Adesso ormai è tardi.
Renzi è Segretario del pd e Presidente del Consiglio. Avrà vinto la sua guerra del '14-'18, se si voterà nel 2018; e avrà compiuto 4 anni di permanenza. Non penso proprio che si farà indietro e quindi, con la selezione che farà, ci rimarrà altri 5 anni. E saranno 9. E poi, perché non continuare fino al '23?
L'importante pare che sia stare al governo, per lui e per quelli che resteranno nel pd.
Non ha importanza che voglia il manager scolastico. E i suoi a dire che va bene così. Anche se, come sono gli italiani, il manager darà la supplenza al parente del rivenditore d'auto in cambio di un ottimo sconto sul prezzo d'acquisto dell'auto nuova.
E quelle polemicucce nel discorso di apertura su fatto che Lui l'aveva detto che si riusciva ad aprire l'Expo, invece di dedicare l'evento al Nepal e pure parte dell'utile se ci sarà, è proprio stomachevole.


Einrix ha scritto:
Se le cose stanno così e si vuole dire che una sconfitta del Centro Sinistra di Bersani non c'è stata, non si può neppure dire che ci sia stata una vittoria.

Sulla ricostruzione ci siamo. E io non ho parlato di vittoria. Ho scritto che proprio una sconfitta non è stata.
Anche io ho creduto nell'Ulivo. Ma c'era chi comprava Dini e Mastella. Scilipoti e Razzi. E loro si vendevano.
Solo che non riesco a riconoscere in questo pd l'Ulivo di una volta. Soprattutto quando sento di Partito della Nazione, poi.

cardif
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Gio 7 Mag - 2:52

Io non credevo nell'Ulivo non tanto per ciò che era nei fatti, ma per le argomentazioni collaterali, le stelle comete che sembravano guidarne il cammino e i re magi che accorrevano alla mangiatoia - sit iniuria verbis. E sopratutto, come sempre, per quello che non era.
La "ricchezza delle diversità", poneva l'accento sulla ricchezza, glissando sulle diversità: quali, di chi, diverse in cosa, con quale scopo? la risposta a queste domande era vaga, e si supponeva sufficiente nella sua retorica vaghezza, mentre era in realtà l'unica cosa che contava.
L'Ulivo era l'unica risposta che una cultura politica irrimediabilmente invecchiata riusciva a dare a una sfida della quale non capiva le regole: l'Ulivo era politicamnte un nulla, che si riempiva e si è retto sulla scorza dura e sulla coscienza del proprio "popolo intelligente", ma ha commesso l'errore di credere di essere alla guida di questo popolo invece di esserne il fortunato beneficiario.
E ha commesso l'errore, quel centro-sinistra, di ispirare la funzione di guida alla propria subordinazione culturale verso le idee leaderistiche e neo-liberiste, verso l'aziendalismo, verso un'americanizzazione confusa con il "liberalismo".
Il risultato lo vediamo: ha perso una bella parte del proprio popolo, mentre quella restante si è rapidamnte abituata a credere alla "coincidentia oppositorum", a giustificare scelte che non condivide e a far parte del "meno peggio" perché "non ci sono alternative credibili".
I voti non si contano, ma si pesano, dicevo in una certa fase di questo tragitto: quante discussioni, con chi era preso dalla sindrome elettoralistica e maggioritaria, per la quale (alla juventina) "vincere è l'unica cosa che conta".
Certo, si pesano, più che contarli, quando vuoi capire chi sei, cosa sei e cosa è quel partito che vince o che perde.
Hanno voluto i partitoni-contenitore, cioè cartelli elettorali che non si giudicano per ciò che "sono" (impossibile, improponibile) ma per ciò che promettono e ciò che "fanno", guidati e rappresentati da un leader.
Bene, cioè no, ma almeno la coerenza per così dire "tecnica": devono rispondere sui fatti, quelli realizzati (come, quali, con quali effetti) e su quelli non realizzati.
La politica precedente prevedeva un'adesione per ciò che il partito "era", anche se non faceva, e l'adesione era un assegno sulla fiducia.
Il partito nuovo, quello leaderistico, ama, anzi pretende di essere giudicato (cioè approvato) su ciò che fa o che dice di aver fatto, ma, per tutto ciò che non fa e si dimentica di fare, pretende di avere un'adesione sulla fiducia (cioè sulla fiducia nel suo leader). 'Sticazzi, direbbe la nostra amica Myos.
E poi, abbiamoci pure il coraggio di essere semplici, mentre ci salutiamo sulla porta, dopo una cena: è mai possibile, o porco di un cane, che il leaderismo in questo reame, deve concludersi sempre con gente che fa le corna o fischietta o dà pacche sulle spalle a chiunque gli capiti a tiro, e ha il talento d'un venditore di pentolame alla fiera del mercoledi?

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MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Gio 7 Mag - 8:52

Rom ha scritto:
(...)
La "ricchezza delle diversità", poneva l'accento sulla ricchezza, glissando sulle diversità: quali, di chi, diverse in cosa, con quale scopo? ...
L'Ulivo era l'unica risposta che una cultura politica irrimediabilmente invecchiata riusciva a dare a una sfida della quale non capiva le regole: l'Ulivo era politicamente un nulla, che si riempiva e si è retto sulla scorza dura e sulla coscienza del proprio "popolo intelligente", ma ha commesso l'errore di credere di essere alla guida di questo popolo invece di esserne il fortunato beneficiario.
E ha commesso l'errore, quel centro-sinistra, di ispirare la funzione di guida alla propria subordinazione culturale verso le idee leaderistiche e neo-liberiste, verso l'aziendalismo, verso un'americanizzazione confusa con il "liberalismo".
Il risultato lo vediamo: ha perso una bella parte del proprio popolo, mentre quella restante si è rapidamnte abituata a credere alla "coincidentia oppositorum", a giustificare scelte che non condivide e a far parte del "meno peggio" perché "non ci sono alternative credibili".
I voti non si contano, ma si pesano, dicevo in una certa fase di questo tragitto: quante discussioni, con chi era preso dalla sindrome elettoralistica e maggioritaria, per la quale (alla juventina) "vincere è l'unica cosa che conta".
Certo, si pesano, più che contarli, quando vuoi capire chi sei, cosa sei e cosa è quel partito che vince o che perde. (...)
La politica precedente prevedeva un'adesione per ciò che il partito "era", anche se non faceva, e l'adesione era un assegno sulla fiducia.
Il partito nuovo, quello leaderistico, ama, anzi pretende di essere giudicato (cioè approvato) su ciò che fa o che dice di aver fatto, ma, per tutto ciò che non fa e si dimentica di fare, pretende di avere un'adesione sulla fiducia (cioè sulla fiducia nel suo leader). 'Sticazzi, direbbe la nostra amica Myos.
(...) è mai possibile, o porco di un cane, che il leaderismo in questo reame, deve concludersi sempre con gente che fa le corna o fischietta o dà pacche sulle spalle a chiunque gli capiti a tiro, e ha il talento d'un venditore di pentolame alla fiera del mercoledi?

Rom, questo tuo sfogo è l’analisi che i nostri rappresentanti dovrebbero ascoltare prima di salire sui palchi per arringare coloro che si recherebbero a sentirli, ma forse anche prima di accettare (se non c’era l’italicum) le candidature per presentarsi agli elettori. 
I “lor signori” lo sapevano di essere in torto marcio (ricordo che Veltroni ebbe a dire - forse lamentandosene - che gli eletti nelle file dell’Ulivo non rappresentavano più i loro elettori), quando liberavano tutto quel leaderismo (forse, tenuto a freno fino a quel momento) ed aspiravano alla gloria per chissà quali doti sovrumane. Lo sapevano che sguinzagliandosi a percorrere le vaste praterie della autoreferenzialità si allontanavano sempre di più dal ruolo che specifici creatori-padreterni (gli elettori, che ritornavano nell’anonimato dopo l’elezione) affidavano loro … lo sapevano ed hanno provveduto a smantellare fisicamente le sezioni che rimanevano i luoghi più accreditati per rispondere del loro operato ai cittadini … lanciando la prospettiva del “partito liquido”, per controbattere “niente poco di meno che” l’idea politica di Berlusconi: l'unico abilitato a fare partiti liquidi a volontà dalla sera alla mattina … aiutato dai giornalisti televisivi al suo seguito! Adesso ci pensa il boy scout fiorentino a fare il partito liquido nazionale e a regolare la vita degli italiani dal piccolo schermo, del suo tycoon di riferimento!
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Gio 7 Mag - 13:14

Nel PD non si sono integrate né amalgamate le due componenti PDS e Margherita. Ma dipende proprio da diverse visioni della politica. Forse, se il PD sopravvive, la prossima generazione ci riuscirà, chissà.
Come coalizione l'Ulivo conteneva dall'inizio elementi poco compatibili. Poiché le idee camminano sulle gambe degli uomini, posso richiamare Dini contro Turigliatto, Binetti contro Concia.
Però i politici erano spinti verso il maggioritario da tre valutazioni. La campagna continua di FI sulla 'governabilità', confusa con la durata dei governi, non garantita fino ad allora dai 60 che si erano succeduti. Dalla campagna sui vantaggi di una coalizione con un leader forte. Dall'ottenimento di un sistema che garantisse l'alternanza.
E quindi, in quella logica del maggioritario, ci si orientò verso quella coalizione, con la necessaria conseguenza di allargarla il più possibile per vincere le elezioni, includendo parti ben poco compatibili; fu una scelta obbligata. Del resto una perfetta omogeneità di vedute è evidentemente non compatibile con questo sistema.
Certamente non potevano reggere, non avendo senso nel sistema maggioritario, né il tentativo di Casini né quello di Monti di creare forti formazioni al centro, quando le leggi elettorali spingevano verso i due poli.
Ormai non penso che si tornerà, almeno a breve termine, ad un sistema proporzionale puro, che pure rappresenterebbe molto meglio l'elettorato italiano, non portato alla logica del 'o di qua o di là'. Penso proprio che la maggior parte dell'elettorato gradirebbe un sistema proporzionale. Anche adesso, al massimo del suo consenso, Renzi sta sotto il 40%, il suo Governo al 32% e il PD al 38%.
E così oggi Bindi non si candiderà, Civati esce ecc ecc. Per cui si arriverà ad un partito più omogeneo al leader, anche con la selezione consentita dalla legge elettorale, e però anche meno partecipazione. E lo si vede dal calo della partecipazione al voto. Scelta, e quindi legge elettorale, gradita ai leader tutti, perché consente più potere.
Ed è questo che proprio non mi va. Questo accentramento di potere senza possibilità di controllo, né da parte dell'opposizione con le armi spuntate dalla frammentazione all Camera, né da parte di altri contrappesi, primo fra tutti i poteri del PdR (Presidente della Repubblica, non Partito di Renzi che già c'è).
Purtroppo, sempre a causa di questa legge elettorale, una nuova formazione non solo a sinistra ma anche a destra che potrà fare? Nella prima tornata avrebbe come conseguenza quella di non far superare il 40% ed avere il premio. Nella seconda dovrebbe per forza tornare a sostenere la parte da cui è uscita, o astenersi. Per questo la ritengo una schifezza.

Tralasciando il ritorno al proporzionale, che ripeto ha poco credito in chi avrebbe il potere di attuarlo, non avrei messo nessun premio; avrei messo la soglia di sbarramento al 6% al primo turno ed introdotto il secondo turno. A questo italicum, come minimo, avrei consentito il premio al primo turno solo se a votare ci fosse andato almeno il 60%.
Giusto così, sinteticamente. Ma mica io ho potere. Queste sono solo mie opinioni.

"La sola vera risposta al populismo è la partecipazione democratica. La crisi della democrazia non si combatte con “meno” ma con “più” democrazia. Più rispetto delle regole, una netta separazione dei poteri, una vera democrazia paritaria e l’applicazione corretta e integrale di quella Costituzione che rimane tra le più belle e avanzate del mondo"
C'era scritto nel programma del PD nel 2013. Tanti secoli fa. Chi se ne ricorda più, ormai nell'era Renzi.

cardif
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MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Gio 7 Mag - 22:38

L’unico modo per farsi piacere Renzi è immaginare uno scenario che veda un Cuperlo o un Bersani al suo posto. Ho provato ad immaginare la bella politica, incarnata dal gentiluomo biondo con un bagaglio dialettico da aristocratico della sinistra, e ho provato ad immaginare il più sanguigno Bersani, col sorriso furbetto del popolano finalmente in sella.
Mi sono sforzata di andare avanti nello scenario, dopo la prima immagine vincente dei nostri campioni, ma qualcosa si inceppava, come una bobina cinematografica che si spezzi,  con un soffietto di fumo a rompere l’incantesimo e l’aspettativa.
E’ già successo tante volte nella realtà. I nostri campioni che si dimostravano più realisti del re, che abbracciavano tutti confidenti come si trattasse di un pranzo di gala e non di una dura lotta per convertire lo stato a difensore dei deboli  e strumento di giustizia.
Li abbiamo già visti incontrare i poteri forti, le  parti sociali, gli avversari , i consanguinei , per trovare un accordo purchessia intorno a un problema qualsiasi, e poi li abbiamo visti rinunciare, rimandando la soluzione a momenti più favorevoli, come se il punto fosse giungere a un accordo e non risolvere il problema.
“Il paese può attendere” sembra essere stato il mantra salvifico delle classi politiche di un ventennio, alle prese con i propri equilibri interni e i propri riti spartitori, mentre il paese consumava la propria ricchezza e la propria pazienza nell’attesa.
Se la condizione dei nostri tribunali, la mafia e la corruzione , che sono reali problemi di destabilizzazione democratica, avessero suscitato la levata di scudi che ha suscitato questa legge elettorale, forse avremmo  avuto di ché ringraziare questa sinistra allarmista, attenta al contenuto del potere e della libertà.
Purtroppo, ci siamo spesso trovati alle prese solo con apprendisti liberisti e scapestrati puristi delle 35 ore.
C’è chi dice che Renzi sia  lo sbocco naturale della deriva della sinistra in Italia. Forse, si.
Anche lui, come Pannella, ha beneficiato dei voti della massa di centro-sinistra, pur non incarnando la sinistra.
Pannella, per le battaglie sui diritti civili. Renzi, come baluardo contro l’antipolitica di Grillo e Berlusconi, mutuandone in qualche modo la natura di rottura degli schemi.
La fatica con la quale si licenziano i provvedimenti governativi, nel dissenso generale, dimostra che i suoi predecessori, meno autoritari e arroganti, anche se più autorevoli, hanno spesso ceduto le armi al nulla di fatto o ad errori altrettanto pacchiani, come la riforma del titolo V e la legge Treu, che gridano ancora vendetta, ma hanno ricevuto molte meno critiche.
Disgraziatamente, stiamo assistendo ad una strenua battaglia sul piano personale, con rivendicazioni sul metodo di concertazione del governo, mentre la linea politica si dovrebbe discutere nelle sedi di partito, dove Renzi  esce sempre vincente, perché vincente sul piano elettorale, una considerazione dirimente per troppi  iscritti.
Intanto, Boeri ha già sperimentato il riflesso condizionato dei sindacati, che hanno subito contestato il suo programma di perequazione delle pensioni.
La reazione si nasconde negli angoli più impensati, e la politica italiana ha da sempre una connotazione sindacale, con visioni a comparti, pronta alla difesa di diritti parziali, incapace di riconoscere i privilegi e concepire l’universalità dei trattamenti, anche a costo di azzerare la massa di interventi indebiti che si sono accumulati negli anni.
A che serve sentire di stare dalla parte giusta, se non si riesce a dare conseguenze alla propria ideologia di giustizia sociale, se si confondono le semplici difese sindacali con un orientamento politico complessivo che sappia prescindere dalle situazioni parziali e contingenti?
Ho un caro amico intristito dal fatto che la sinistra sia rappresentata da Renzi.  Non ha capito che il miglior servizio che la sinistra ha fatto al paese, in questo momento, è stato quello di fabbricargli una destra finalmente presentabile, né canagliesca né post-fascista.
Ora, per molti elettori, è la sinistra che può attendere.
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Ven 8 Mag - 0:59

Bello questo intervento, Lara, pragmatico e dolente come devono essere le scelte in politica. Lo condivido, come ho recentemente confermato a Rom che Renzi non è il problema, ma la conseguenza del problema.
Guai se in politica si soccombe al patos e si ragiona in termini di sim/anti-patia. Renzi non mi è simpatico, non lo è mai stato, ma capisco che in Italia, oggi, se non si ha il coraggio di rovesciare il tavolo dove una classe imbelle e spesso corrotta si è fatta le sue regole sempre orientate a costituire un potere fine a se stesso e a rafforzarlo, non si caverà mai il ragno dal buco. 
Scrive oggi su La Repubblica il simpatico Serra, che al giorno d'oggi la sinistra vera, quella dello Stato solidale, non fa altro che ripetere il mitico gesto di Montanelli - che lo faceva peraltro da destra, vota turandosi il naso, e così facendo fa voti che vietati i miasmi, l'azione del prescelto realizzi finalmente i giusti fatti.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Ven 8 Mag - 3:22

Sì, abbiamo -avete - parlato di "chi". Ma abbiamo - avete - dimenticato il "cosa".

_________________
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MessaggioOggetto: Re: Signor Presidente Mattarella, rinvii l'italicum al Parlamento   Oggi a 21:12

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