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 Una sospetta ostinazione

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MessaggioOggetto: Una sospetta ostinazione   Mer 29 Apr - 0:29

Dopo l’uragano Katrina, New Orleans è stata la prima città americana a non avere più scuole pubbliche.
In quell’occasione, la distruzione degli edifici scolastici fu subito colta per smantellare il sistema pubblico  e ripartire con le cosiddette charter schools, gestite dai privati.
Il business si muove velocissimo in questi casi, come successe con il business  delle casette post-terremoto all’Aquila. E tutto capita senza troppe discussioni, perché la catastrofe giustifica la fretta e il cambiamento rispetto allo spettacolo delle macerie ancora calde.
Così sta succedendo in Italia davanti alle audacie istituzionali e all’’atteggiamento sbruffone di Renzi, succeduto ad un ventennio di sfascio nella pratica politica. Dopo le intemperanze della Lega e di Berlusconi, e i Vaffa di Grillo, cosa possono contare “i gufi” e i “rosiconi” di Renzi?
E, soprattutto, dopo la maturazione feroce di una crisi economica  che viene da molto lontano, chiunque si fosse presentato all’orizzonte col piglio ottimistico dell’uomo nuovo che  sa cosa fare, avrebbe avuto lo stesso speranzoso consenso.
Non c’è niente di personale nel consenso raccolto da  Renzi, c’è molto di fiducia emergenziale, quella che si  accorda anche ai  soccorritori più scalcinati.
Solo la sua sospetta ostinazione per le riforme costituzionali possono eroderne l’immagine da commissario esterno, perché mal si  combina con lo spettacolo delle vere emergenze per la popolazione.
Io non riesco ad appassionarmi al dibattito sulla riforma elettorale, anche perché sono  convinta che non  si riesca mai a leggere nelle pieghe degli effetti che piccoli commi di piccoli articoli riescono  a produrre a vantaggio o  a svantaggio delle parti. Le democrazie che vengono sempre citate ad esempio sono, in effetti dei pessimi modelli elettorali: maggioritari, con premi, e camere alte di  stampo feudale, come la Gran Bretagna.
Quello che dovrebbe invece allarmare è questa diversione dall’economico all’istituzionale, dalle riforme che incidono sugli interessi reali e sul campo di  gioco  delle opportunità  alla  cornice del modello di stato.
E’ passato un anno, le macerie non sono più così fumanti, e tra un po’ l’elettorato si accorgerà di non aver ricostruito ancora nulla, neanche le scuole pubbliche che, forse, spariranno, come in Louisiana.
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MessaggioOggetto: Re: Una sospetta ostinazione   Mer 29 Apr - 10:41

Il sospetto è ancor maggiore da quando, seppellito il Nazareno, si continuano a perseguire le stesse riforme prima giustificate dalla necessità di un ampio accordo. La deduzione è semplice: se prima quelle cose piacevano a Berlusconi, ora che lui è venuto meno a chi convengono veramente?
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