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 Diversi, ma non migliori

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MessaggioOggetto: Diversi, ma non migliori   Dom 19 Apr - 13:58

Non basta essere diversi, bisogna essere migliori. E se di diversità abbiamo fatto il pieno, con Grillo e con Renzi, non si è ancora visto il meglio che questa diversità avrebbe dovuto partorire.
Grillo ha fatto il Crozza  e il Travaglio, ma non si è attrezzato perchè dalle invettive si passasse ad una condotta parlamentare efficace,  agli accordi virtuosi, ai risultati tangibili, che non fossero quei quattro soldi raccolti dagli stipendi per distribuirli a qualche impresa.
Renzi ha prospettato un decisionismo libero dagli antichi  ricatti di casta, e ce lo siamo subito trovato in combutta con Verdini, lontano dai territori dove si perpetuano connivenze di potere, timido e contraddittorio sulle riforme economiche.
A che è servito aver digerito uno stile istituzionale da parvenu arrogante, se la causa prima  di una politica disastrosa non è stata rimossa? Vale a dire, le connivenze trasversali per spartirsi potere e risorse?
Sembra che i voti dei deboli non interessino a nessuno, eppure sono la maggioranza. Vi ricordate quel candidato USA, sorpreso in un fuori onda, che asseriva sprezzante che  non si preoccupava di quel 47% di degli elettori che "pensano di aver diritto all'assistenza sanitaria, al cibo, alla casa" e che non lo avrebbero mai votato, “gente che non ha neppure da pagare la tassa su reddito”,  e sulla quale  le promesse di abbassare le tasse non avrebbero fatto presa.
In Italia, le tasse le pagano i dipendenti con gli stipendi più bassi d’Europa, ma anche qui l’abbassamento delle tasse riguarda sempre gli scaglioni più alti. Ad onore di Renzi, va menzionato l’unico provvedimento di riduzione del cuneo fiscale per dipendenti a basso stipendio emanato in trent’anni. E di questo, se proprio non vogliamo fargliene un vanto, almeno non facciamogliene una colpa, anche se fosse stato concepito come un’ arma elettorale.
Il fatto è che, espletato questo servizietto per i più deboli, accompagnato dalla riduzione dell’IRAP ( non sia mai che la Confindustria si inalberi), non abbiamo più visto Renzi circolare nelle brumose lande economiche, in attesa di sostegni per la ripresa e la normalizzazione del tessuto economico.
Incastrato anche lui negli interminabili tramestii di riforme istituzionali adoperate come armi dilatorie per non riformare la realtà, ma la sua cornice, come se fosse la cornice a rendere il quadro mostruoso.
Non è che non attribuisca il giusto peso alla composizione del quadro istituzionale ed alla legge elettorale, ma il dibattito non può essere limitato a questo, mentre la società che dovrebbe essere rappresentata al meglio si dissolve sotto il peso delle storture economiche, delle disfunzioni normative e burocratiche ordinarie, della criminalità impunita e padrona di interi territori  e di interi settori, ai quali il senato elettivo o non elettivo fa decisamente un baffo. Tanto, si accordano con l’uno o con l’altro, quando non ci entrano direttamente.
Impedire questa pratica è impresa molto più ardua, significa controllare appalti e rendere trasparenti i rapporti economici, vigilare sulla effettiva libera concorrenza, sostenere le iniziative virtuose senza incassare tangenti,  monitorare e controllare i lavori pubblici, operare universalmente a favore dell’intera cittadinanza. Questa è rappresentanza.
Quella parlamentare, in fondo, è solo la premessa e la promessa di quest’altro tipo di rappresentanza, impossibile da garantire con qualsiasi tipo di assetto istituzionale formale.
Noi italiani siamo stati estenuati da queste presunte vitali riforme istituzionali. Prima D’Alema, ora Renzi, tutti a proporsi come padri costituenti, proponendo l’alibi della forma per cercare di giustificare una sostanza impresentabile e immutabile, di cui  tutti gli italiani conoscono i contorni di illegalità e di inefficienza, sorprendendosi solo del fatto che ogni tanto la magistratura riesca ad emettere qualche mandato di arresto.
Ma Renzi non metterà mai la fiducia su un vero provvedimento anti-corruzione o su una legge contro il conflitto di interessi. Mica influiscono sulla vita dei cittadini come la riforma del senato!
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Dom 19 Apr - 19:08

Lonely ranger ha scritto:
riduzione del cuneo fiscale per dipendenti a basso stipendio .. servizietto per i più deboli

Bah, m'era parso di leggere di una certa stanchezza a scrivere di politica... Si vede che la classe non è acqua ... :)

Questa sì, era una cosa assurda: si pagava l'irap pure sul costo del lavoro, e la pagava pure il lavoratore autonomo senza dipendenti. Anche se fu introdotta Da Prodi in sostituzione di altre tasse soppresse (wikipedia ne riporta sei, ma credo che vada aggiunto il bollo sulla patente di guida).
All'inizio con l'aliquota del 4,25%, che Prodi stesso ridusse al 3,9% e questo Governo aveva promesso di abbassarla al 3,50% ma poi l'ha lasciata al 3,9%.

Oggi non vedo grande attenzione in tanti settori.
La Sanità è allo sfascio, e non basta scaricare la responsabilità sulle Regioni.
Gli appalti al massimo ribasso sono la causa prevalente di ritardi e cattiva esecuzione dei lavori, oltre alla mancanza di indirizzi circa il controllo sulla necessità o almeno utilità delle opere da finanziare, non solo statali.
Sulla scuola c'è un progetto raffazzonato e propagandistico.
La burocrazia resta tal quale, come si vede col tanto decantato 730/2015, 'arrivato' in qualche casa degli italiani rispetto ai milioni vantati, incompleto anche di parti doverose per l'Amministrazione finanziaria
Gli 80 € di bonus fiscale sono stati dati a chi l'ha incamerato nei risparmi senza aumetare i consumi, invece di incentivare questi dando bonus da spendere agli incapienti.
A questi ultimi pare che si pensi adesso col finto 'tesoretto', che non sono soldi in più ma è pari alla maggiore capienza, a parità del limite dell'indebitamento previsto.
Tutti gli imprenditori concordano che non è il mito del jobs act a convincere ad assumere. Eppure si vanta tanto il jobs act quando la Fiat assume 1.500 nuovi dipendenti e lo si dimentica quando Indesit ne licenzia 1.350.

E' vero che il malaffare alligna in Italia molto più che altrove. Ma soprattutto quando si tratta di gestione del denaro pubblico: bustarelle sugli appalti per lavori e forniture dai comuni ai ministeri, dagli ospedali alle università. Oppure indennità e rimborsi, ecc ecc. Io credo che non sia ancora maturata l'idea che quei soldi sono degli italiani e non di uno Stato visto come una entità esterna, estranea e addirittura straniera, come era del resto non molte decine di anni fa.
Meno di vent'anni fa c'era al governo uno che diceva: lo Stato ci ruba i soldi, ci mette le mani in tasca. Certo non era uno statista e parlava per il suo tornaconto, ma in milioni l'hanno votato sulla base della condivisione, anche, di questa visione dello Stato.

Non mi aspettavo granché da chi, al Governo, era interessato al suo tornaconto.
Ma oggi è questo che mi ha più deluso: l'applicazione in quantità massicce della propaganda e la contemporanea mancanza di una seria progettualità, oltre che la superficialità di tanti provvedimenti presi alla carlona, per la imprescindibile 'fretta di cambiare'. Eppure si sa che la fretta è cattiva consigliera.

Se alla fine c'è tanta confusione, se non c'è diversità di politiche, se i candidati che ieri stavano nel PDL oggi vengono candidati nel PD è evidente che diventa sempre più inutile votare.

Ma per questo è importante che le regole non vengano modificate in modo tale che nel numero sempre più esiguo di elettori possa spuntare un Salvini qualunque, a finire il lavoro di disfacimento della nostra società.
E questo sarebbe facile con una sola Camera posta sotto il ferreo controllo del Governo col premio di maggioranza e col voto di fiducia; e con una opposizione frastagliata dalla soglia di sbarramento al 3%.
L'ho già scritto ma lo riscrivo: Mussolini pose la fiducia per farsi approvare la legge Acerbo. Renzi sta già accennando a farlo pure lui.

cardif
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MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Dom 19 Apr - 23:24

Caro Cardif,
è vero che sono stanca di parlare di politica, ma soprattutto sono stanca di sentir rimestare i politici intorno a presunte, improcrastinabili riforme istituzionali. Affaristi in carriera, infilatisi in politica solo per escogitare nuovi modi per maneggiare denaro pubblico, che si fanno intervistare compunti  sulle prerogative parlamentari, gli equilibri di potere, l’arroganza dell’esecutivo e la supplenza della magistratura.
Di questo possono parlare all’infinito, mentre delle misure a garanzia dell’equilibrio sociale e della lotta alla disuguaglianza è meglio tacere,  c’è tempo e non ci sono risorse, e mentre si riforma l’architettura dello stato ci si può distrarre dalle sofferenze sociali.
Abbiamo subito la bicamerale come se non ci fosse l’urgenza di mettere mano ad una legislazione anti-trust sui mezzi di comunicazione, visti gli esiti elettorali di un Berlusconi. Ci siamo occupati del titolo V, quando gli appalti e le opere pubbliche diventavano una voragine di sprechi, tutti impegni altisonanti che mimavano la grande politica, semplicemente per non farne veramente nessuna orientata a riformare l’esistente. E l’esistente ha poco a che fare con il bicameralismo, mentre il federalismo gettato in pasto alla lega ha avuto  molto a che fare con un altro capitolo di grandi sprechi.
Di tempo in tempo, va di moda la “riforma” di  qualcosa che occupi discorsi  e pagine di giornali  come il problema dei problemi, risolto il quale, questo paese potrà felicemente guardare al futuro, avendo rimosso un ostacolo decisivo per il  suo progresso.
Naturalmente, la “grande riforma” sarà il solito topolino stortignaccolo, di  cui tutti saranno responsabili, nel bene e nel  male, anche solo per averlo caricato di tanti significati  impropri.
Intanto, le strutture arcaiche del potere consolidato vanno avanti, avendo scansato ancora una volta l’intervento serio di demolizione dei loro privilegi.
Bisognava sostituire il porcellum, naturalmente, ma cosa c’entrava il resto, in un momento di crisi economica internazionale?  Se c’entra, è solo  per evitare che altre urgenze riescano a prenderne il posto.
In Italia, è sempre stato il modo di coinvolgere l’opposizione in un regime di coabitazione, quasi una  dichiarazione di non belligeranza, il riconoscimento degli interessi comuni di casta da salvaguardare anche per il  futuro.
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Lun 20 Apr - 0:08

Se uno è così pessimista la Domenica sera, figurati come sarà il Lunedì mattina.
È inutile elencare le cose fatte, come è inutile richiamare lo stato fallimentare con il quale ogni governo si deve confrontate e con il quale deve fare i conti con regole che altri hanno accettato.
Infine a questo punto credo sia inutile ricordare che per cambiare, è necessario avere il potere per farlo e il compromesso è l'unica via per acquisire ciò che ti manca.
Consiglio una tisana di camomilla e malva, concilia il sonno e tiene lontani gli incubi.
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MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Lun 20 Apr - 0:27

Radames ha scritto:
Consiglio una tisana di camomilla e malva, concilia il sonno e tiene lontani gli incubi.

Ci pensano i mass media a fornirla ai cittadini mattina, mezzogiorno e sera? C'è da chiedersi: perché?
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MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Lun 20 Apr - 0:59

Qualcosa si è mosso e farà rumore. 

.  .  .  .  
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/19/enrico-letta-annuncio-sorpresa-mi-dimetto-parlamentare-niente-pensione/1605319/
 
Enrico Letta, annuncio a sorpresa: “Mi dimetto da parlamentare, e niente pensione”
 
“Dal 1 settembre mi dimetto dal Parlamento. Non mi dimetto dalla politica ma da questo Parlamento”. Così Enrico Letta ha annunciato alla trasmissione di Fazio “Che tempo che fa” la rinuncia al suo posto da deputato. E anche alla pensione che ne verrà. “Voglio vivere del mio lavoro”. Che sarà anche quello di guidare la prestigiosa Scuola di Affari Internazionali, facoltà di Scienze Politiche, Parigi. Letta, assente da un anno e tornato per presentare il suo libro “Andare insieme, andare lontani” ha spiegato anche i retroscena minimi delle dimissioni. 
Ha confidato di averne parlato con il Presidente della Repubblica, non con Matteo Renzi che “lo saprà stasera, come molti nel PD, ma non sarà un problema, #siamosereni nel nostro rapporto”. 
Letta previene anche le facili contestazioni dell’annuncio: “Qualcuno dice che prenderò la pensione, non ne prenderò alcuna. Io vivrò del mio lavoro. Sarà un’avventura professionale avvincente, nuova”. 
Infine ha precisato “non mi dimetto “contro” questo parlamento che ritengo eserciti le sue funzioni. Ho fatto il ministro, il capo di un governo nato in circostanze straordinarie. Penso che essendo stato in quella funzione sia utile che mi rigeneri in altre attività, che sia più utile “fuori”.  Insomma un ritorno col botto vero. (...)
.  .  .  .  .  .
 
Una decisione che non se l’aspettava nessuno. Ovvero nessuno pensava che un parlamentare potesse rinunciare alla sua posizione privilegiata in un’Italia di famelici scalatori sociali.

Un annuncio shock,  ma soprattutto un bel gesto che smuoverà la baldanza del boy scout fiorentino e forse darà una spruzzata di coraggio a quelli della minoranza PD.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Lun 20 Apr - 9:44

iafran ha scritto:

Un annuncio shock,  ma soprattutto un bel gesto che smuoverà la baldanza del boy scout fiorentino e forse darà una spruzzata di coraggio a quelli della minoranza PD.

Mah. Credo che la baldanza di renzi sia senza ritorno: quello è il suo brand e non ha l'assetto, direi non è programmato, per cambiare registro.
Sul coraggio della minoranza sono leggermente più ottimista: leggermente, non di più.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Lun 20 Apr - 11:59

Cara L.r.
oggi splende il sole su quasi tutta l'Italia. Spero che abbia portato un po' di ottimismo. Dai, non tutto è perduto.
Personalmente non ho mai creduto che Renzi era l'ultima possibilità per l'Italia di risollevarsi, dopodiché il diluvio.
Ci sono gli italiani, e tanti, che lavorano per tenerla su. La bilancia commerciale è in attivo ed in aumento rispetto al 2014: si produce e si esporta.
Ci sono altre possibilità. Anche la classe politica migliorerà; certo più lentamente perché è più refrattaria. Ma è importante la pressione dell'opinione pubblica.
Forse siamo solo delle gocce nel mare, ma il mare comunque è fatto di tante gocce. E poi è comunque una soddisfazione esprimersi.
Letta lascia, per ora, e prenderà una pensione ridimensionata e dopo i 60 anni, mentre 15 anni fa l'avrebbe presa da subito e più consistente. Meglio questo che niente.
Non so chi entrerà al suo posto. Spero una persona seria come lui, che si metta d'impegno a dare un contributo nelle giuste direzioni. 'Giuste' secondo me, ovviamente, visto che sono io che spero.
Dopo questa ennesima tragedia nel Mediterraneo, Martin Schulz: "Abbiamo fatto poco per evitare le tragedie, adesso l’Europa cambi strategia". Forse anche in questo ci sarà un miglioramento degli interventi europei. Almeno io ci credo.

cardif
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Lun 20 Apr - 15:53

Io lo dico da tempo in ogni occasionie: a me Renzi, per come porge, non piace, ma spero e credo che riesca a cambiare le cose da come stanno.

E dunque lo difendo dalle critiche ingiuste e dalle accuse immotivate. Accetto ovviamente i diversi punti di vista sulle decisioni prese, come una realtà ineludibile di cui i fatti dimostrano che anche lui tiene conto.

Tre, a mio avviso sono gli ostacoli che gli impediscono di fare in fretta ciò che ha detto di voler fare:

 1) la situazione economica disastrata la gestione della quale corre costantemente sul filo del rasoio, presa com'è dalle incombenze quotidiane e dalle regole europee che devono essere rispettare, se si vuole tenere aperto l'ombrello che l'Europa e l'euro ci offrono da tempo e che ci permette di tenere la rotta sul quel filo di rasoio;

2) l'apparato burocratico incrostato da tanti mali sovrastato da una pletorica classe dirigente supponente e ricattatrice nei confronti della politica; il malaffare dilagante che la permea e che crea connivenze, ritardi interessati, ruggini che impediscono di fare ciò che si dovrebbe fare;

3) una maggioranza  abborracciata, conseguenza dell'ingovernabilità scaturita dall'ultima tornata elettorale. Una maggioranza che chiede per dare e che costringe la trattativa ad un baratto costante, che solo il decisionismo e la spregiudicatezza indispensabile di Renzi ha finora saputo controllare. Ciò che si ottiene è il frutto di compromessi, talvolta proficui, talaltra criticabili.

Se il giudizio sull'attività di questo Governo passa onestamente senza pregiudizi, attraverso queste tre forche caudine, molti esiti saranno meno aspri e più comprensivi.
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Lun 20 Apr - 17:34

Radames ha scritto:
Io lo dico da tempo in ogni occasionie: a me Renzi, per come porge, non piace, ma spero e credo che riesca a cambiare le cose da come stanno.

A quanto sembra, piace a pochi: com'è, allora, che passa per simpaticone?
Va be', questi sono pettegolezzi.

Certo, tutti si spera, anche perché le cose in qualche modo cambiano comunque.
E' troppo, però, sperare che cambino in una direzione voluta, non casuale, e magari non in peggio?
Come dico, discutendo con una persona che la pensa più o meno come te, è vero che adesso sembra che da parte di questo governo certi cambiamnti stiano per avvenire o siano in piccola parte già avvenuti.
Ma bisogna tener conto che, se nel passato ciò non è stato ottenuto, dipende dal fatto che non ci sono stati i numeri: o meglio, i numeri potevano esserci, se si fossero fatti gli inciuci con sfacciataggine, laddove si sono fatti invece di sguincio e con una certa vergogna.
Comunque, sì, non riesco a ripetere più, ormai, quelle tante cose dette e ridette nel corso degli anni appena trascorsi. Ranger ancora ce la fa, anche se con una fatica che traspare dalla drasticità dei suoi giudizi, che tradiscono amarezza e rabbia.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Lun 20 Apr - 20:15

Rom ha scritto:

A quanto sembra, piace a pochi: com'è, allora, che passa per simpaticone?
Comunque, sì, non riesco a ripetere più, ormai, quelle tante cose dette e ridette ..

Queste frasi mi hanno spinto ad una ricerca ed una verifica, giusto per vedere cosa è cambiato. Sono andato a rivedere questo, scritto il 7/8/2013:

"A me Renzi piace. E' simpatico. E' brillante, perspicace, vivace e pronto nelle risposte.
Certo, dice delle cose scontate tipo 'le sentenze si rispettano' e 'sono italiano e perciò faccio il tifo per il governo Letta se fa le cose giuste per l'Italia'
Ed è pure poeta; questa è poesia pura: "In questi 20 anni abbiamo perso l'occasione, potevamo fare di più per rendere l'Italia molto bella" e "Il PD deve salvare l'Italia" e
"Io vorrei che il Pd di fronte alla crisi che stiamo vivendo ritrovasse il gusto di rinnovare, di sperimentare, ritrovasse l'entusiasmo e non si limitasse a dire 'purtroppo' a rimpiangere i tempi del passato e che corresse a raggiungere il futuro".
Se, rispettando le regole, dovesse essere lui il segretario del PD o il candidato premier (non ho capito bene se vede la differenza), lo sosterrei. Non farei come quelli che, se non fosse lui l'uno o l'altro, volterei le spalle al PD stesso.
Ma se pretendesse, sull'onda dell'acclamazione popolare rilevata da sondaggi, di ottenere regole a suo tornaconto, ci vedrei un democrazia troppo autoritaria tendente all'autocrazia.
Se i sociologi parlano di società liquida, questo non significa che debba esserlo anche un partito. La società è naturalmente variegata e perciò si esprime in più partiti, ma un partito deve avere una sia connotazione altrimenti si fa confusione e demagogia.
Quello che non mi garba è questa carica di leaderismo che si dà a quest'evento mediatico, e che ritengo eccessiva in sé. Non riesco a puntare tutto su un sol uomo che dovrebbe avere poteri ed essere in grado di cambiare l'Italia (non capisco bene come; ne percepisco solo la frase ad effetto: quali poteri? cambiarla come?). E non invidio chi ci crede. Ma questa strada ha portato male, tempo fa...

---------

Ma:
- non ha visto la differenza tra segretario del PD e PdC: non accetta che come Segretario può chiedere che il PD in Parlamento s'imponga per l'italicum, ma come PdC non può porre la fiducia per una riforma che è competenza parlamentare. Spero che Mattarella intervenga.
- ha ottenuto regole a suo tornaconto con le primarie aperte. Vuole l'italicum in cui ci vedo autocrazia.
- ha cambiato la connotazione del PD, che fa patti con Berlusconi e candida ex PDL, facendo confusione e demagogia.
- è rimasto un evento mediatico, prevalentemente.
E' stato pure fortunato: cala il petrolio, lo spread, l'euro rispetto al dollaro, i tassi d'interesse sul debito, Draghi ha fatto la Q.E. .... Ciononostante il debito pubblico aumenta.

E' ancora simpatico, brillante, perspicace, vivace e pronto nelle risposte. A me Renzi piace per questo.
Non per quasi tutte le scelte che ha fatto al governo.

cardif
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MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Lun 20 Apr - 23:09

Insomma, Radames, tu sai che in una precedente vita io avevo dichiarato che Renzi doveva essere sostenuto, nella speranza che si rivelasse deciso e tempestivo nel riformare quello che andava riformato.
E, allora, perché le riforme istituzionali? La nostra non era la Costituzione più bella del mondo?
Quali considerazioni suggeriscono di partire da una riforma del senato, quando lo stato italiano non funziona nei suoi meccanismi più elementari e periferici? Burocrazia, mercato, giustizia?
Ha fatto di più Bersani nel suo breve periodo al ministero per lo sviluppo di quanto abbia ancora fatto Renzi da PdC per cercare di liberare il paese dai legacci artificiosi costruiti in decenni di economia protetta e familistica.
Come dicevo nel precedente post, che non era dettato da un particolare momento di depressione e cupezza, sembra che la prima aspirazione dei governi di sinistra sia dare il destro all’opposizione di poter guadagnare la scena e  condizionare le scelte della maggioranza grazie alla contropartita delle riforme istituzionali: la prassi dello scambio permanente e l’alibi precostituito per i risultati mancati.
Perché? Tu ce l’hai una risposta? Sarò pazza, ma io non sentivo l’urgenza di riformare delle istituzioni che, sia pure costose, non sono certo la causa del dissesto finanziario del paese. Inoltre, per risparmiare, non c’è bisogno di toccare la Costituzione, basta ridurre i costi in  via ordinaria.
Per quanto riguarda il funzionamento della funzione legislativa ed esecutiva, la serietà e la qualità dei rappresentanti del popolo sono  l’unica riforma efficace in qualsiasi sistema istituzionale.
Metter mano alla Costituzione è diventata una pratica di distrazione di massa, a cui nessuno si sottrae.
Da D’Alema a Renzi, cioè dal raffinato erede del Pci all’ultimo, improbabile delfino democristiano , tutti che si baloccano con l’architettura istituzionale, mentre noi sogniamo solo 10, 100, 1000 Bersani, che cancellino gli ostacoli posti al libero dispiegamento delle opportunità per tutti.
La mia risposta è che la palude che Renzi sosteneva di voler evitare, è stata la prima cosa che si è andata a cercare, ingolfando il Parlamento con un dibattito aspro su un tema non prioritario, perché non è la Costituzione il problema, ed è un problema che la Costituzione non può  risolvere.
Il decisionista che decide di andare allo  scontro con la propria minoranza interna su un tema che non rilancia automaticamente il paese nel  novero dei paesi virtuosi è un interrogativo inquietante, la riproposizione degli incomprensibili attendismi  del vecchio PD, l’ennesima prova di opacità di intenti a cui assistiamo da decenni. Da qualsiasi verso si guardi.
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Mar 21 Apr - 1:51

Mettiamola così:
La situazione politica italiana, passata l'epoca del dominio incontrastato della DC, quando nel bene e nel male, molte cose furono fatte, ha presentato un frazionamento di consensi tale da impedire una governabilità per la durata di una legislatura, e anche le più durature non hanno mai permesso di attuare un programma a causa dell'interdizione ( per non dire ricatti) che i partiti minori, ma essenziali per formare una maggioranza, hanno sistematicamente attuato.
Inoltre questa debolezza costituzionale del corpo politico, ha costretto una diffusa pratica di clientelismo parassitario, a causa della esasperata concorrenza che le forze politiche hanno dovuto affrontare.
La Costituzione Italiana questa impasse non l'ha prevista e ha costruito un sistema di regole perfetto per un paese non pronto a riceverla e dunque non in grado di meritarla - come non la merita tuttora. Perché la Democrazia è il meglio quando il popolo sovrano è in grado di esprimere un voto libero e cosciente, il che avviene quando il livello culturale è sufficientemente elevato da respingere i canti delle sirene della demagogia e dell'assordante rumore dei mass media, cosa che oggi non è.
Allora se si vuole cambiare l'andazzo e normalizzare il paese, bisogna rinunciare ad alcune prerogative della democrazia scritte nella nostra ottima Costituzione, per sostituirle con altre che consentano un'alternanza come estrema garanzia di libertà, ma nel contempo una garanzia che nel corso della legislatura chi vince governerà.
Qual'è il rischio di un cambiamento così radicale? Quello che l'alternanza proponga in futuro un Governo meno democratico di quello attuale, un Governo votato da un popolo che anziché procurarsi i mezzi culturali per decidere, si consegni alla cieca nelle mani di un disonesto. Io non credo che questo possa avvenire perché la cultura permea molto lentamente la popolazione, ma secondo me non recede mai dal crescere, quindi il domani è, salvo apocalittici eventi, migliore dell'oggi da questo punto di vista.
Renzi, questo pensa e io credo che abbia ragione. Renzi guarda con occhi nuovi ad una società che non è più la stessa. Sono mutati i problemi a causa di una inarrestabile globalizzazione dell'economia; sono cambiati i rapporti di forza in peggio in molti campi, come l'avvento del capitalismo finanziario o in meglio per il peso che la comunità europea esercita nei singolo paesi che ne fanno parte. Il baricentro economico si sta trasferendo dall'occidente all'oriente e, cosa di questi tristi mesi, forze del male insidiano tutti noi con conseguenze anche economiche non indifferenti.
Quindi concludendo: si abbia il coraggio di credere che il cambiamento è indispensabile, e che per attuarlo serve lo spirito innovativo che anima il renzismo. Si abbia il coraggio di credere che un partito realistico, non tiene più conto delle vecchie categorie e che quindi abbia il diritto di chiamarsi partito della nazione perché, credimi, ostinarsi a difendere certe posizioni  storicamente terreno della sinistra è oggi pura conservazione, mentre rivendicare certi principi nazionalisti di cui è permeata la destra è pura reazione. Mai come oggi, la virtù sta nel mezzo.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Mar 21 Apr - 22:20

Lo metto qui questo commento, anche se forse meriterebbe l'apertura di un nuovo arogmento.

Il Partito della Nazione: cos'è?

E' una iniziativa politica lanciata da Casini Pierferdinando già nell'aprile 2009 in sostituzione dell'UDC, con tanto di consacrazione nell'estate del 2010 sulle spiagge di Otranto e consegna della tessera n.1 a Buttiglione Rocco.
Non sembra abbia interessato, visto che non se n'è parlato più.

E' il titolo di un libro: autore Alemanno Gianni, pubblicato nel 2014 per i tipi di Pagine (collana I libri del Borghese), prezzo € 12,75 pagine 130.
Vabbè, qualcuno l'avrà pure letto, forse, penso, chissà, ma non sono sicuro.

E' la visione che Renzi Matteo, Segretario del PD e Presidente del Consiglio, pare che abbia sia del partito che dell'assetto istituzionale dell'Italia.
"Il Pd deve essere un partito che si allarga, deve contenere realtà diverse. Io spero che da Migliore con Led fino ad Andrea Romano che con quella parte di Scelta Civica che vuole stare a sinistra ci sia spazio di cittadinanza piena" (ipse dixit in Direzione dem, ottobre 2014)
La visione di un partito che, ottenuto appena più del 40% dei voti, ottenga il 55 % dei seggi nel Parlamento a Camera unica, ben controllabile dal Capo del Governo.
Ho scritto 'pare' perché non ho trovato un programma, un testo qualunque che me lo spieghi con chiarezza; nemmeno sulla pagina di Facebook del suddetto.
Mi sono fatto questa idea in base alle interviste, sempre del suddetto, ed ai commenti di politici e giornalisti.
Ma intanto si legge pure che chi è dissidente viene classificato gufo e rosicone; messo in un angolo da lui e invitato ad andare via dal PD dai tanti suoi fedelissimi, a leggere i commenti su giornali.
Ma io mi chiedo: PN (Partito unico della Nazione), al di là dell'assonanza col PN pigliatutto di una volta, lo diventa qualunque partito vinca le elezioni, nelle suddette condizioni. Se il centrodestra si dovesse ricompattare e trovare un leader credibile, potrebbe vincere le elezioni e diventare PN.
Dal che deduco che il PN non è un progetto politico, tantomeno di sinistra, ma solo un titolo da dare al vincitore.

C'è confusione, mi pare.
Lo so, c'ho messo un po' di ironia, ma è che non ci vedo serietà in questa visione.

cardif
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Mer 22 Apr - 0:31

Sulla prima lettera di  ogni antico libro, gli amanuensi realizzavano miniature capolavori. e poi il testo era riprodotto in un corsivo che la sapienza dei dotti esprimeva il suo sapere.

Divagare sul nome del partito della nazione, cercarne la genesi e commentarla è la miniatura sull'insignificanza della prima lettera, rispetto al senso che quella lettera introduce.
 Caro cardif, non mi interessa sapere che il copyright del nome non è di Renzi, ma mi interessa che tu non abbia capito il senso di quella definizione e mi interessa perché evidentemente non sono stato capace di spiegarlo.

Ciò che voglio dire è che per come sono messe le cose in Italia oggi, c'è un solo partito che raccoglie il 40 per cento dei consensi e  chissà quale percentuale potrà raggiungere questo partito nel momento in cui la realizzazione del programma di innovazione sarà realizzato. Le riforme che sono in cantiere sono molte e significative, ma ci vuole il tempo necessario per realizzarle a causa delle incrostazioni che bloccano le giunture di questo paese. Le opposizioni non riescono ad opporsi a causa delle loro divisioni inconciliabili e quelle interne al PD devono adeguarsi alla maggioranza del partito che si è espresso in Assemblee e comitati di direzione. La regola della maggioranza è una delle regole fondamentali di ogni libera democrazia: si discute, ma alla fine l'opinione della maggioranza va rispettata, altrimenti non resta che trarre le logiche decisioni.

Le riforme già decise, quelle in discussione e quelle che verranno, sono il programma del partito, mentre la sua ideologia è quella di seguire i veri incrollabili, gli unici veri obiettivi di una formazione che si definisca sinistra: le pari opportunità, la solidarietà sociale, la libertà di pensiero e di azione in uno stato laico di diritto.

Il resto è accademia con vago odore di canfora proveniente da cachemire d'epoca di buona fattura.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Mer 22 Apr - 1:30

Veramente lo dovrebbe spiegare Renzi.

Caro Radames, personalmente non corro appresso ai sondaggi: penso con la mia testa. Non per fare un parallelo tra Capi, ma durante il fascismo i sondaggi avrebbero dato il 90% a Mussolini, ma io certamente mi sarei trovato con l'altro 10%.
Non mi pare proprio che la riforma che Renzi ha concordato con Berlusconi nel patto sia scritta nel programma del PD. Ma non sta a me spiegare niente.
E vabbè, hai fatto pure tu ironia su canfora e cachmire, ma senza contenuti, però.

cardif
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MessaggioOggetto: Re: Diversi, ma non migliori   Oggi a 0:59

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Diversi, ma non migliori
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