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 Lo strappo nel Pd

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AutoreMessaggio
einrix




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Sab 18 Apr - 23:16

uno che passa ha scritto:
Anche dagli interventi di Einrix e di Freg, che saluto, traspare la desolante constatazione che l'attuale governo non appare corrispondere pienamente ai desideri di chi nonostante tutto lo appoggia. A questo punto il problema che si pone è il seguente: è meno pericoloso per il paese continuare a sostenere un governo che persino alcuni suoi sostenitori considerano perlomeno inadeguato, o cercare una diversa soluzione con altri uomini e altri obiettivi?

Personalmente sono combattuto. Negli ultimi tempi per cercare il meglio siamo sempre caduti nel peggio, e se il trend continuasse non oso ipotizzare cosa potrebbe accadere nel caso di una crisi che rispedisca in parrocchia l'attuale premier. D'altra parte, con uno che dice di pensare al popolo ma che si dedica come primo obiettivo a costruire un sistema di potere modificando costituzione, legge elettorale e gestione della Rai nel modo per giunta cialtronesco che conosciamo, temo fortemente che a dormire adesso ci si possa risvegliare con qualche brutta sorpresa. Così come è successo, nel suo piccolo, alla vecchia classe dirigente di quel partito.
La risposta te la può dare il paese, non la politica. Ed il paese non è pronto, perché non sa ancora come affrontare molti problemi che un secolo fa o non c'erano o si vedevano in modo diverso. Il governo può fare molto bene l'ordinaria amministrazione, ma sono le parti sociali non parassitarie che devono mettersi in moto. Cosa per nulla facile e scontata. Dal governo Renzi (ma neppure da qualsiasi altro governo che viva questa realtà e questi vincoli) non mi posso aspettare niente  che vada oltre l'ordinaria amministrazione, fatta anche di piccole riforme. Noi avremmo bisogno di qualche cosa in più, ma nella società di quel qualche cosa in più manca anche il semplice concetto.
Faccio un esempio: perché l'aumento della produttività anziché produrre abbondanza e felicità provoca disoccupazione e infelicità? Se riesci a rispondere a questa domanda conosci più della metà dei problemi che affliggono le nazioni in Occidente.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Dom 19 Apr - 17:41

Caro Cardif
Sul primo punto: ..."Direi che proprio perché molti votano con poco discernimento è importante fare in modo che le regole siano tali da non consentire un Salvini e/o una Santa?ché di andare al governo......"

In un paese come questo preferire una Camera dei Deputati eletta col proporzionale, senza coalizioni e con sbarramento al 5%. Non disdegnerei alcun tipo di governo e mi andrebbe bene anche uno di larga coalizione. Non credo nella governabilità "dell'asso piglia tutto", ma dopo anni che tutti ci hanno raccontato che ci vuole la governabilità e l'alternanza, non ce la faccio a sostenere un principio di prudenza quale quello che ho appena espresso, che è come svuotare il mare con il secchiello. Quindi mi adeguo.

Sul secondo: "...  Io non ho votato Renzi che ha cambiato molte cose di quella linea...." Neanche io ho votato Renzi alle primarie, ed alle politiche il mio voto è andato a Bersani. Bersani non solo non è riuscito a far eleggere un presidente della Repubblica, ma era così incartato che non è riuscito neppure a mettere insieme uno straccio di governo. Letta viene fuori in conseguenza di ciò. Giunti a quel punto e con quel bilancio sulle spalle, è stato facile per Renzi e Civati far fuori Bersani - anzi, chi per lui. E il governo Renzi è figlia di quella sconfitta elettorale che ha messo in crisi la sinistra del PD anche nel partito. Da un certo punto in poi, quello che potevo fare o pensare io non era determinante per ciò che invece è successo. 

Terzo punto: "...Mi farebbe piacere che il PD non sia scalabile. Che non sia tale da diventare 'come lo vuole uno'. Sarei più contento che rimanga l'insieme di varie opinioni di vari esponenti di cui si conosca l'orientamento complessivo...." 
Sulla scalabilità di un partito invece, io sono perfettamente d'accordo, se si vuole avere una classe politica moderna ed efficiente, ma per la segreteria del partito non farei delle primarie più larghe degli iscritti. Ed impedire la costruzione di Leopolde e simili, finanziate da fondazioni di chissà chi, con testa e piedi fuori dal partito. Ci sono delle maglie larghe in questo genere di organizzazione e qualcuno ci si infila troppo facilmente, specie ora che il finanziamento pubblico si è ridotto al lumicino. Ovviamente concordo che il PD debba contenere anime di centro sinistra, dai comunisti del PCI ai democristiani di Zaccagnini, più i socialisti e repubblicani con radici proletarie. Basta che miri ad avere una vocazione di governo, per poter contenere, anzi, per avere bisogno di tutte quelle anime, se vi vuole stare nel perimetro di una società libera e democratica. In un partito che si rispetti è un ampio collettivo che deve promuovere e portare avanti le istanze politiche, non uno solo, per quanto capace di poter tener sotto gli altri. Se è così bravo deve far si che cresca intorno a se un bella classe dirigente, come ha fatto Bersani (che ha davvero rinnovato il partito), e non il vuoto, come invece pare stia facendo Renzi (che potrebbe finire per distruggerlo, il Partito).

Ovviamente questi restano discorsi interni al partito e tra compagni o amici di partito per una prospettiva nuova per l'Italia. Dovessimo parlare di altri, il discorso sarebbe molto diverso.

Un saluto, Enrico.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Dom 19 Apr - 19:46

Caro Einrix,
sono d'accordo: questi sono discorsi tra persone che si collocano nella stessa area politica.
Ovviamente con le proprie sensibilità, per cui le opinioni non sono, non debbono, non possono essere coincidenti.
Giusto per mettere in evidenza qualcosa,
 "per la segreteria del partito non farei delle primarie più larghe degli iscritti"
L'ho pensata così dall'inizio, e l'ho scritto altrove: è stato un errore modificare il regolamento per le primarie del PD consentendo il voto anche ai non iscritti.

"impedire la costruzione di Leopolde e simili, finanziate da fondazioni di chissà chi, con testa e piedi fuori dal partito.".
A queste iniziative non porrei limiti. Possono essere utili per aumentare conoscenze, partecipazione. Del resto se sono fuori dal partito non sono tenute a rispettare regole del partito. E' il partito che si deve dare regole in modo che queste iniziative esterne non confluiscano all'interno, se contrarie.
Non lo vedo come un arroccamento del partito, proprio perché deve accettare il confronto con Leopolde e movimenti vari. Ma deve selezionare pure, per non perdere una identità, delle caratteristiche particolari che lo distinguano dagli altri partiti.
Ma sono solo opinioni che condivido con
cardif
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MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mar 28 Apr - 14:23

Superata la prima prova,con voto segreto respinte le pregiudiziali,384 contro 209,oltre ogni rosea previsione, si va ormai verso una rapida approvazione della legge che consentirà al paese di avere una stabilità politica per tutta la durata della legislatura.
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MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mar 28 Apr - 15:19

E' davvero curioso che il segretario di un partito accusi la propria minoranza di volersi imporre come se fosse una maggioranza, quando la legge elettorale che propone intende realizzare lo stesso obiettivo... 
ninzo
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mar 28 Apr - 20:46

Freg53 ha scritto:
Superata la prima prova,con voto segreto respinte le pregiudiziali,384 contro 209,oltre ogni rosea previsione, si va ormai verso una rapida approvazione della legge che consentirà al paese di avere una stabilità politica per tutta la durata della legislatura.
Caro Freg, passi la legge elettorale (bruttissima: un premierato peggio del presidenzialismo che voleva il MSI), ma di sicuro la riforma elettorale del Senato, quando col referendum mi si chiederà cosa ne penso, io la boccerò.
Ergo, se non cambia questa riforma del Senato, rischia che venga bocciata anche dal referendum; così la legge elettorale maggioritaria varrà solo per la Camera, mentre al Senato ci sarà un quasi proporzionale. 
Renzi non è il segretario del PD dei miei sogni e di questo passo liquefa il Partito. D'altra parte, meno partito e più Leopolde è ciò che c'è nel suo retro cranio. così sta lavorando per le lobbies più che per la gente! In passato mi sono vergognato per D'Alema che ha scatenato la guerra italo-statunitense contro la Serbia, ed oggi mi vergogno un po per questo Presidente del Consiglio che fa cattive riforme per dire che le ha fatte.
Anche se Prodi ha un caratteraccio, è stato il solo a portare una ventata di pulizia nel panorama politico del nostro paese, dopo di lui siamo tornati nella mediocrità.
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MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mar 28 Apr - 21:45

einrix ha scritto:
Renzi non è il segretario del PD dei miei sogni e di questo passo liquefa il Partito.
La strada è già tracciata, e non basta una Bella Ciao a recuperare gli 800.000 voti ed i 400.000 iscritti persi alle ultime regionali proprio nelle zone considerate di sinistra, crollo che in quel partito è stato drammaticamente sottovalutato. Privilegiare il dato percentuale rispetto ai valori assoluti fa dimenticare ad esempio che Renzi ha ottenuto meno voti di Veltroni nonostante quello strombazzato 40%.

Restando alle percentuali, la nuova legge elettorale permette che chi ottiene anche il 20% dei voti espressi, ossia considerando l'astensione il 12% dei voti degli aventi diritto, conquista il 55% dei seggi alla Camera. E' quindi solo un leggiadro eufemismo quello di chi parla di legge-truffa. Per tacere della quantità di nominati, ossia non eletti da nessuno, che entrerebbero in Parlamento solo per la loro dimostrata fedeltà al capo.
Il Partito a cui molti ancora guardano avendo nella mente e negli occhi le immagini di altri tempi non c'è più. Forse non c'è mai stato.
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MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mar 28 Apr - 23:07

uno che passa ha scritto:
Per tacere della quantità di nominati, ossia non eletti da nessuno, che entrerebbero in Parlamento solo per la loro dimostrata fedeltà al capo.

Sai quanti intrallazzi, salamelecchi e bacio-le-mani-a-vossia e … quanti ricorsi a “l’Europa ce lo chiede”.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mar 28 Apr - 23:42

iafran ha scritto:

Sai quanti intrallazzi, ...
E' un obbrobrio che il potere esecutivo, imponendo la fiducia, tenti di obbligare il potere legislativo a votare una legge che stabilisce come dev'essere eletto il parlamento, cioè i
rappresentanti del potere legislativo stesso. E' una prevaricazione di un potere su un altro, mentre nel mondo in tutte le democrazie (e dovrebbe essere così anche in Italia) i poteri sono indipendenti. Lo fece Mussolini, con la legge Acerbo; avrebbero dovuto essere altri tempi.
Tema trascurabile? Ma se oggi Renzi si può imporre su un Parlamento scelto col porcellum, figuriamoci domani quando sarà scelto con l'italicum.
 bah ...
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 0:03

Io sono per il proporzionale, con al massimo una quota bassa di sbarramento.
E sono contro il bipolarismo.
Quindi anche una legge elettorale tecnicamnte buona, basata sul maggioritario e sulla prospettiva bipolare, non mi piacerebbe.
Questa è non è tecnicamnte buona, e peggio ancora, è imposta con metodi discutibilissimi.
Su Renzi, e su cose a lui strettamnte connesse, faccio obiezione di coscienza: insomma, mi rifiuto di dire altro, al di là di quanto già fatto e rifatto da quando questo Bel Ami è comparso in scena.

_________________
Storia diversa per gente normale, storia comune per gente speciale
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 0:08

Rom ha scritto:
Io sono per il proporzionale, con al massimo una quota bassa di sbarramento.
E sono contro il bipolarismo.

E  l'italicum non darà nemmeno il bipolarismo, perché, col premio ai partiti, all'opposizione non ci sarà una grossa coalizione ma tanti partiti.

(Iafran dove sei???? c'è Gennaro su La7!!!!!!!!!!!!!)

cardif
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 1:05

A questo punto della vicenda Legge Elettorale, a me pare che porre la fiducia sia un punto obbligato se si ritiene che ulteriori compromessi oltre ai tanti raggiunti in questi mesi, non siano possibili, e se si vogliono raggiungere gli obiettivi della governabilità che il PD si era proposto sin dall'inizio della discussione.

I punti salienti della deliberanda legge maggiormente criticati sono:
- la sostanziale prevedibile prevalenza di deputati nominati su quelli liberamente scelti in liste non bloccate, in quanto le liste stesse prevedono un capolista nominato dai partiti, che in molti collegi potrà essere l'unico eletto.
L'obiezione alla critica è che la presente proposta, intanto migliora il blocco totale delle liste previsto ed attuato dal porcellum. Poi non sono così sicuro che ci sia molta democrazia nella dis-parità di condizioni economiche tra un candidato ricco e uno povero.
- il ballottaggio previsto se una delle liste non raggiunge il 40 % dei voti, esclude apparentamenti tra liste impedisce cioè coalizioni tra i partiti o liste con trattative discutibili nelle due settimane intercorrenti tra le due votazioni.
L'obiezione alla critica è che se l'obiettivo della legge è dare chiarezza di scelta all'elettore, solo l'esclusione delle trattative di coalizione realizza tale chiarezza: chi vince governa e basta, chi non vince farà le sue lotte in Parlamento con le forze che egli elettori gli avranno dato.

Ma la vera critica che è attraversa una buona parte del mondo politico, è che con questa legge elettorale e la modifica limitativa del Senato, il Parlamento è asservito al potere esecutivo che ne decide sostanzialmente la composizione e ne condiziona le decisioni, realizzando surrettiziamente un presidenzialismo senza prevederne i contrappesi che questo sistema pretende ed ha nella maggior parte dei paesi che lo hanno adottato.
Questa è una critica corretta, secondo il mio punto di vista, ma credo che anche Renzi ne abbia preso atto, tanto è vero che si ipotizza la modifica della riforma riguardante il Senato nel senso di avere Senatori in rappresentanza dei governi locali e a loro spese, ma regolarmente e specificatamente eletti in occasione delle elezioni Regionale e Comunali.

Concludo con un'osservazione che riguarda la figura dell'attuale Presidente del Consiglio, da molte parti accusato di essere un leader di stampo autoritario e dunque quell'uomo solo al comando che caratterizza da sempre i sistemi autoritari. Secondo me non è così. Renzi è certamente il capo di un movimento che lo sottende, che l'ha creato e lo sostiene, un movimento che nasce in una parte significativa della nostra società e che ne occupa strati sociali diversi. Un movimento che ha da tempo preso atto che nel nostro paese l'attuale democrazia rappresentativa è tale solo nominalmente, perché in realtà essa è una partitocrazia condizionata da una burocrazia onnipotente molto speso collusa con il malaffare, se non con la delinquenza organizzata. Un sistema che è l'origine dei mali che da più di mezzo secolo ci affligge e che ha portato l'Italia al punto critico in cui si trova. Illudersi di poter cambiare questo stato di cose, mantenendo tutte la garanzie che la Carta Costituzionale ha previsto con saggezza settan'anni fa, è appunto una pericolosa illusione, quindi bisogna cambiare facendo tabula rasa di tutto ciò che impedisce con ogni mezzo che questo cambiamento epocale si compia.

Questo è ciò che sta dietro a Renzi e che lo sostiene anche e sopratutto con un consenso e un gradimento che attualmente legittima le sue decisioni, e poco importa se la sua figura a me non garba, mi garba quello che vuole fare e che fa.

La fiducia è un passaggio obbligato con le regole democratiche che ci governano. Se il Parlamento questa legge non la vuole, mandi a casa Renzi e tutta la baracca che lo sostiene. Il Presidente della Repubblica ne prenderà atto e, se non riuscirà a formare una nuova maggioranza, scioglierà questa legislatura e indirà nuove elezioni e a quel punto si vedrà ciò che il Popolo sovrano avrà deciso di fare.
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MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 5:24

Ma non per il pd, dei 340 deputati eletti ben 240 saranno stati scelti dai cittadini in mini liste.Poi è tutto da dimostrare che i cittadini sanno scegliere meglio delle segreterie dei partiti,il caso Fiorito non vi ricorda niente? Quante storie, anche de Gasperi e Moro posero la fiducia per la legge elettorale e nessuno parlo di dittatura,è una  prassi prevista dai regolamenti parlamentari che si  può utilizzare o no , Renzi ha deciso di utilizzarla assumendosi tutte le responsabilità .
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Ospite
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MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 8:11

cardif ha scritto:


(Iafran dove sei???? c'è Gennaro su La7!!!!!!!!!!!!!)

E che ci faceva là, "a sua insaputa", Gennarino Esposito, l'amico mio?
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Rom




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 8:53

Radames ha scritto:

...Illudersi di poter cambiare questo stato di cose, mantenendo tutte la garanzie che la Carta Costituzionale ha previsto con saggezza settan'anni fa, è appunto una pericolosa illusione, quindi bisogna cambiare facendo tabula rasa di tutto ciò che impedisce con ogni mezzo che questo cambiamento epocale si compia.

No, Radames, sei troppo buono, troppo "liberale" e galantuomo: dovresti essere anche tu più gaglioffo, pro tempore, come ti piace che sia il nostro Bel Ami che gaglioffeggia "a fin di bene". A brigante, brigante e mezzo, insomma.
Per cambiare uno stato di cose mefitico, la costituzione va applicata, più che cambiata.
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 9:17

Telegraficamente perché ho fretta.

Le leggi e la Legge Fondamentale prima delle altre, assumono che il popolo le meriti e che le rispetti. In Italia non è così, specie in questo frangente post moderno dove si è perso il senso del dovere, la disciplina e il senso morale individuale, prima che l'etica collettiva che ne ha ricevuto l'impronta.

Il partito di Renzi, ha il consenso della maggioranza relativa degli elettori, almeno così dicono ancora i sondaggi e gli si contrappone una opposizione divisa e inconciliabile con la quale le vicende di due anni a questa parte hanno dimostrato che non è possibile collaborare. Dunque si tenta di varare un sistema di governo che abbia davanti una legislatura e un potere decisionale tale da poter attuare un programma, senza intoppi e inciuci, un programma che, attuato, darà alla fine al popolo la parola e il giudizio. Se avrà fatto bene sarà confermato, altrimenti sarà mandato a casa secondo il principio dell'alternanza che è la vera garanzia che queste innovazioni istituzionali assolutamente consentono e non osteggiano in alcun modo.

Non vedo altra strada per tentare di salvare l'Italia. Ostacolare questo percorso è pura Reazione, non altro.
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 9:31

Caro Freg, vedi quante critiche arrivano? Una grossa parte ce la potevamo risparmiare. In quanto al fatto che il PD faccia le primarie, non intacca il fatto che i partiti che non prendano il premio si trovino eletti solo i "nominati". E un Parlamento che per due terzi è di nominati non è senz'altro un Parlamento libero. Non discuto della fedeltà alla ditta, ma qui il problema è che siamo in presenza di fedeltà a Berlusconi, a Grillo, a Renzi, e la cosa non mi tranquillizza per niente. L'avere ridotto il numero degli iscritti del PD, porta ad avere una massa fluttuante di Leopolde, a Genova come a Palermo, che non mi piacciono per niente. Il partito liquido che è congeniale a questo tipo di politica, rende più instabile la democrazia che trova il suo equilibrio nel leaderismo sostenuto da interessi che pagano la propaganda. Insomma, il paese ha preso una brutta piega grazie a Berlusconi, a Grillo e a Renzi, e la cosa non mi lascia tranquillo.
 
Certo che si può mettere la fiducia, tutte le volte che si vuole, ma quando lo si fa per questa ragione, si mette sotto tensione la coscienza dei parlamentari, e se è cosa buona difendere governo e legislatura, quella cosa buona la si paga con un errore, qual'è quello di fare questa legge senza moderare la forza di un partito che può valere il 25% (se vota il 50% degli elettori, nella realtà è espressione del 12,5% del paese) e si porta a casa il 55%. Con questi partiti: quello di Berlusconi, quello di Grillo e quello di Renzi (quest'ultimo non è proprio il mio PD), il pericolo è grande, e chi non se ne renda conto adesso, compie un errore di valutazione per il futuro.

Io dico viva il PD, ma aggiungo: abbasso Renzi. Preferisco perdere in un paese di gente per bene, e non voglio vincere nel paese di Berlusconi e Grillo, con un Renzi; vorrei fare un po meglio. Gli uomini del PD sono Prodi, Bersani..., ma quelli come Renzi possono a mala pena essere la risposta del centro sinistra ai populismi di Berlusconi e Grillo. Renzi, come tutte le medicine, prenderlo solo su controllo medico e per lo stretto tempo necessario. Poi si cambia.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 12:47

iafran ha scritto:

E che ci faceva là, "a sua insaputa", Gennarino Esposito, l'amico mio?

Caro Iafran,
Stavo vedendo 'di Martedì' in diretta streaming su una finestra del pc, quando hanno fatto una breve intervista a Gennaro: è qua, a ore 2:22:
http://www.la7.it/dimartedi/rivedila7/pensioni-e-tasse-29-04-2015-153457
Però non mi pare che ti somigli.

Faccio così perché posso aprire un'altra finestra. Avevo aperto questo argomento, mancando 'Lo Strappo della Democrazia', che sta facendo Renzi.
Lo so, chi me lo fa fare ad appassionarmi ancora alla politica, visto che mi cadono le braccia. E' che il dottore non m'ha dato una cura efficace.
Che a decidere debba esere la maggioranza, è ovvio. Ma non è il fondamento della democrazia, è il fondamento della dittatura della maggioranza, come è dimostrato in tutte le dittature dove, in quelle più spinte, l'opposizione viene perseguitata, mandata al confino o in carcere.
Uno dei Capi più potenti della terra, Obama non riesce a fermare con una legge la mano assassina di qualche poliziotto, com'è successo ancora. Perché, se è il Capo in USA? Perché ci sono regole che glielo impediscono. Il poliziotto che ha sparato ha detto stupito di aver fatto il suo dovere, perché ha applicato le regole. Casi simili anche in Italia, dove la difesa è che i carabinieri che hanno provocato la morte per asfissia di Riccardo Magherini hanno applicato una regola, anche se non si sa ancora cosa decideranno i magistrati.
Che c'entra? C'entra, perché dimostra qual è uno dei due principi fondamentali della democrazia: il rispetto delle regole. Se la maggioranza, solo perché è tale, può agire non rispettandole si verifica un vulnus per la democrazia, come si è visto in tanti casi. E non rispettare la regola fondamentale che prevede l'indipendenza dei poteri è molto grave. E' 'Strappo alla Democrazia', altro che nel Pd. E' non rispettando regole e leggi che si commettono i reati.
Per consentire a Renzi di concorrere alla segreteria fu prima cambiato il regolamento delle primarie.
Per consentire al potere esecutivo di condizionare il potere legislativo dev'essere prima eleminata la l'indipendenza di quest'ultimo. Prevaricare così, col voto di fiducia è un obbrobrio.
Lo so che il Renzi del PD non ha dimestichezza in fatto di regole, leggi, Costituzione. E so che c'è ancora nel Pd chi, invece, le vuole far rispettare. Ma se se ne vanno pure questi, resta solo il P.
Cambiare non è un imperativo, è un infinito.
Almeno secondo me.

E, per tornare all'incipit, c'è 'il vecchio rincoglionito di Bersani', come dice Crozza-Bersani a ore 2:58

cardif
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einrix




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 13:05

Si parla di strappo alla democrazia fatto da Renzi, ma anche se Berlusconi e Grillo votano contro, quella è proprio la loro legge. Quella che tappa la bocca all'opposizione interna e che da tutto il potere al Capo Partito. E quella legge nasce proprio sull'onda dell'anti  politica, come del resto Renzi vince proprio cavalcando quell'onda non sollevata certamente da me, ma da quei giornali di Lor Signori, che temendo di perdere su tutta la linea (dopo le deludenti prove del loro beniamino Berlusconi) l'hanno buttata in antipolitica. Adesso per noi del PD c'è questo problema di Renzi che se non è l'antesignano di quell'anti politica, ne è comunque un fedele promotore nella versione del "rottamatore". Se vogliamo veramente che il PD sia il Partito del Secolo, dobbiamo chiudere in fretta la stagione di Renzi ed aprirne una nuova. Certo, questo Paese non è il meglio che si possa desiderare, viste le prove di se che ha dato nel secolo scorso, e non tanto sul "saper fare", quanto per l'etica con cui si fa! Insomma, qualche conto con la storia lo abbiamo pagato con il Risorgimento e con la Resistenza, non è che per caso pensiamo di cavarcela, questa volta, con le riforme del Renzi. Troppo dovremo sudare per rimettere in sesto un paese incoerente, nervoso, permeato da egoismo e incapace di trovare la sua strada.
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MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 13:48

cardif ha scritto:


Stavo vedendo 'di Martedì' in diretta streaming su una finestra del pc, quando hanno fatto una breve intervista a Gennaro: è qua, a ore 2:22:
http://www.la7.it/dimartedi/rivedila7/pensioni-e-tasse-29-04-2015-153457
Però non mi pare che ti somigli.

Domando shcusa comm’aggio fatt scuorno …
Aggio canosciuto: è o coggino meio, figlio di zo’ Salbatore. L’aggio veruto urdemamente ncoppa a tomba ro nonno o rue e nuvembre (ncoppa a tomba nosta pecchè ce ne stanno ncuno migliaro, forse pur’e’cchiu, di tombe re Gennaro Esposito). Noio simme gente onest: ammo preferito lavurà, issu affà o pishcatore io affa o shcopatore pe piglià mò na pensiuna ri quattrucientovinti euro, s’avissimi fatt ri vagabunnu mo avissimi na pensiuna re cincucintocinquanta euro. Na ccosa giusta nun mi pare … m’appare na vera strunzata ro Stato taliano. Accussì a ggente se daga a nu ffà pruprio niente, a camurriare, affà o maffioso. Songo proprio addulurato, pe furtuna ca muglierma pigli a pensiuna re cincucientocinquanta sinnò comme avissimo fatt’a campà? Ti ringrazio cu tutt’o ccore cardìffe e te saluto. Ginnarino vuosto.

Domando scusa che non ho avuto vergogna … 
L’ho riconosciuto: è mio cugino, figlio di zio Salvatore. L’ho visto ultimamente sulla tomba del nonno il due novembre (sulla tomba nostra perché ci sta qualche migliaio, forse pure più, di tombe di Gennaro Esposito). Noi siamo gente onesta: abbiamo preferito lavorare,  lui a fare il pescatore io a fare il netturbino per prendere, adesso, una pensione di 440 €, se avessimo fatto i vagabondi avremmo una pensione di 550 €. Una cosa giusta non mi pare … mi pare una vera str…ata dello Stato italiano. Così la gente si dà a non fare proprio niente, a vivere di camorra, a fare i mafiosi. Sono proprio addolorato, per fortuna che mia moglie prende una pensione di 550 €, altrimenti come avremmo fatto a campare? Ti ringrazio con tutto il cuore cardif e ti saluto. Gennarino vostro.
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Radames




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 17:36

Per accontentare qualcuno, bisognerebbe sostituire alla "dittatura della maggioranza" il "potere perpetuo di interdizione della minoranza", sconvolgendo il principio base della democrazia e introducendo quello del caos continuo, visto che non si deciderebbe alcunché.

E' stravagante, per usare un termine caro a D'Alema, che molti degli aderenti/iscritti/simpatizzanti, oltre a qualcuno dei rappresentanti eletti, continuino a pretendere di appartenere al PD contestandone le scelte libere e democratiche che Assemblee e Direzioni hanno deliberato. Il PD è quello della sua attuale maggioranza e farsene una ragione è scelta di buon senso. Matteo Renzi è il Segretario eletto, non un carneade piovuto dal cielo. 
Gli iscritti calano perchè il partito non coincide più solo con i circoli che anche recentemente hanno dato spettacolo con situazioni a dir poco imbarazzanti (vedi Roma), mentre riunioni sul tipo della Leopolda, sponsorizzate alla luce del sole da un movimento trasversale assai diffuso, sono state la fucina di idee e proposte e non un poterificio come sono molti, se non tutti,  i vecchi circoli, strumento di occupazione di poltrone e/o di clientelismo parassita, per non parlare delle collusioni mafiose. 

Io non so come finirà questa vicenda, ma so che il coraggio di decidere per il momento l'ha avuto solo Renzi, anche affrontando le forche caudine della fiducia. Gli altri della minoranza, è inutile che continuino a dire che non usciranno dal PD, che nel PD vogliono rimanere perché quella è la loro casa e che lo strappo l'ha fatto Renzi e non loro, dimenticando ancora una volta che la maggioranza del partito E' con Renzi non con Bersani, Letta (patetica la sua mossa di abbandonare la carica di Deputato, ma armeggiando alla ricerca di una rivincita, giocando da fuori) Bindi e compagnia cantando. Abbiano il coraggio ci contarsi e chiedano un Congresso o, fondino un nuovo partito affrontando il rischio delle elezioni, ma sino a che faranno parte del partito, rispettino la sua maggioranza e si accontentino di ciò che legittimamente hanno ottenuto per le modifiche della stessa legge elettorale e che, se vogliono, potranno ottenere sulla riforma del Senato.
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MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 18:59

Bersani ha scoperto di essere minoranza della minoranza.Una fine che poteva e doveva evitare ,avrebbe potuto esprimere il suo dissenso,ma negare la fiducia al governo è stato un atto inutile e politicamente scorretto.
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cardif




MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 20:21

Io mi sono data una spiegazione per la quale in Emilia alle regionali del 2014 il PD ha preso 535.109 mila voti, mentre nel 2010 ne aveva presi 857.616 su 3,46 milioni di elettori.
Una perdita di 322.507 voti, pari al 37,6%. Il consenso del Pd è sceso al 15,6% degli elettori.
L'affluenza è scesa al 37,67% degli aventi diritto, rispetto al 68,06 % del 2010.

Spero che Renzi 'se ne sia fatta una ragione'; ma sarebbe meglio 'abbia trovato una spiegazione'. C'è una bella differenza....
La legge elettorale del '53 dava il 65% dei seggi, ma a chi aveva ottenuto più del 50%. Eppure fu chiamata 'legge truffa' e fu abrogata nel '54. Mi chiedo come dev'essere chiamato l'italicum, e quanto durerà, se verrà approvato.

Non capisco due cose.

I commenti agli articoli dei giornali dei fedelissimi di Renzi invitano i rottamati (Bindi, Bersani, Cuperlo, Fassina ...)ad andar via dal Pd; e molti in modo più pittorico: fuori dalle palle. E fin qua .... Ma invitano pure a lasciare il Pd quelli che criticano nel merito alcune scelte di Renzi.
Ma se vanno via rappresentanti politici 'dissidenti, gufi e criticoni' e pure i loro elettori, non capisco come si possa pensare che il Pd possa ottenere risultati diversi da quelli in Emilia.
Poi, si può essere pure contenti di avere i voti di 3 elettori su 5 che vanno a votare e il resto a casa. Si otterrebbe il 60%.
Le % hanno un senso relativo. Per esempio nell'italicum è previsto che il partito che ottiene più del 40% ha il 55 % di seggi. E questo a prescindere dal numero di votanti.
Fosse per me, oltre ad escludere premi e candidature multiple, renderei valide le elezioni solo se la % dei votanti supera la metà degli aventi diritto; in caso contrario si va al ballottaggio.

Il diritto all'esistenza della minoranza è l'altra gamba su cui cammina la democrazia, oltre al rispetto delle regole, perché se la maggioranza annulla la minoranza diventa totalitarismo.
Non capisco se c'è ancora nel Pd il riconoscimento di questo diritto, oppure è già diventato il partito del Capo, c'è già il pensiero unico e la reductio ad unum è cosa fatta.

Ho fatto due chiacchiere. Ma solo perché è un periodo triste assai per la politica. Altrimenti mi sarei fatto i fatti miei.
Al giorno d'oggi sembrano chiacchiere pure i numeri.
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MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 21:09

Bisogna però dare atto alla minoranza del PD di aver pronunciato un forte, coerente e coraggioso NI.
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Micol



Località : roma-centro

MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Mer 29 Apr - 23:25

Hai visto? Noi piddini siamo bravi, a quando i link dei miliardari del FQ? Quando ce li posti?Tutta una sfilza di link del FQ,come sai fare tu.
Come uno si sveglia all'alba e da' uno sguardo ai giornali-on -line , gia' ci sei tu in forum con tutti i link del F.Q. rosa 

ciao
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MessaggioOggetto: Re: Lo strappo nel Pd   Oggi a 5:35

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Lo strappo nel Pd
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